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Italia ed estero

Salvini, polemica con Di Maio e Ong: “Sui migranti decido io. I porti rimangono chiusi”

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“Volere è potere!”

Lo scrive su Facebook il ministro dell’Interno Matteo Salvini, mentre in un altro post il vicepremier ha commentato la frase della Ong Sea Eye “‘L’Italia non è Salvinia’.

Fate quello che volete, ma per chi non rispetta le leggi, i porti Italiani sono e rimarranno chiusi“, ha scritto.

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Intanto la Ong Sea Watch twitta: “Fermiamo questa insopportabile violazione del diritto internazionale e dei diritti fondamentali, fateli scendere subito!“.

Il caso è quello della Sea Watch 3, la nave con a bordo 49 migranti da 17 giorni al largo di Malta.

E allo scontro tra il ministro dell’Interno e le organizzazioni non governative si aggiunge anche quello all’interno dell’esecutivo.

A poca distanza è infatti arrivata la considerazione dell’altro vicepremier Luigi Di Maio, che sottolinea come quella della chiusura dei porti o del salvataggio in mare sia una decisione che spetta al governo intero.

In un’intervista al Corriere della Sera, Di Maio ha ribadito la necessità di valutare il permesso di sbarco almeno a donne e bambini.

Accetto le diverse posizioni ma in materia di migranti decido io“, ha ribadito Salvini, rivolgendosi anche alla Chiesa.

Papa Francesco è infatti intervenuto con un appello affinché vengano accolti i migranti e ha chiesto ai leader europei “concreta solidarietà”.

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Italia ed estero

Milano, pugnala un militare alla gola e ai carabinieri grida “Allah akbar”: fermato 23enne yemenita

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Un’aggressione avvenuta all’improvviso, apparentemente senza motivo, attaccando alle spalle.

L’episodio è avvenuto questa mattina poco prima delle 11 alla Stazione Centrale di Milano, dove un 23enne yemenita irregolare in Italia ha attaccato un militare colpendolo al collo e alla spalla con delle forbici.

Il giovane, che secondo alcuni testimoni non è nuovo alla frequentazione del piazzale davanti alla Stazione, avrebbe  in seguito tentato la fuga verso via Vittor Pisani.

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Una volta fermato dai carabinieri anche grazie all’aiuto di un migrante senegalese che aveva assistito a tutta la scena, avrebbe urlato “Allah Akbar“.

Nel frattempo il 34enne Matteo Toia, caporale maggiore scelto dell’esercito appartenente al Quinto Reggimento Alpini della Brigata Julia, è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli con ferite non profonde e quindi non in pericolo di vita.

Sul caso indagano ora i militari del nucleo investigativo del comando provinciale lombardo.

 

 

 

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Italia ed estero

Crollo ponte Morandi: falsi report su altri due ponti, 3 arresti

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La guardia di finanza di Genova ha eseguito nove misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta bis riguardante i report “ammorbiditi” sulle condizioni dei viadotti Pecetti della A26, e il Paolillo della A16, gestiti da Autostrade.

Sono state eseguite anche misure interdittive.

L’inchiesta bis era partita dopo il crollo del ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018, e aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 15 persone tra dirigenti e tecnici di Aspi e Spea.

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In particolare, sono finiti ai domiciliari Massimiliano Giacobbi (Spea), Gianni Marrone (direzione VIII tronco) e Lucio Torricelli Ferretti (direzione VIII tronco).

Le misure interdittive, sospensione dai pubblici servizi per 12 mesi, riguardano tecnici e funzionari di Spea e Aspi: Maurizio Ceneri, Andrea Indovino, Luigi Vastola, Gaetano Di Mundo, Francesco D’antona e Angelo Salcuni.

Secondo i militari del primo gruppo della guardia di finanza di Genova, il gruppo avrebbe “edulcorato” le relazioni sullo stato dei viadotti controllati.

Per l’accusa, in certi casi, i report erano quasi routinari e quindi non corrispondenti al vero stato dei viadotti.

La circostanza era emersa nel corso degli interrogatori dei testimoni durante le indagini sul crollo di Ponte Morandi.

In particolare i tecnici di Spea avevano raccontato agli inquirenti che i report “talvolta erano stati cambiati dopo le riunioni con il supervisore Maurizio Ceneri mentre in altri casi era stato Ceneri stesso a modificarli senza consultarsi con gli altri”.

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Italia ed estero

Doveva scontare 7 anni, arrestato a Trento 44enne algerino ricercato a Bolzano per rapina

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Ieri la Squadra Mobile di Trento ha arrestato un algerino di 44 anni, che doveva scontare la pena di 7 anni e 8 mesi di reclusione per i reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, furto aggravato, porto di armi e rapina aggravata, inflitta dal Tribunale di Bolzano, per fatti accaduti tra Bolzano e Merano tra il 2015 e il 2017.

L’uomo, che si trovava a Trento per incontrare dei suoi conoscenti, ha incrociato, casualmente, un agente di Polizia in servizio alla Squadra Volante di Bolzano, il quale lo ha immediatamente riconosciuto e associato al provvedimento di cattura.

L’agente, immediatamente, si è messo in contatto con la Squadra Mobile del capoluogo trentino, già presente in zona, che dopo pochi minuti ha rintracciato l’uomo mentre camminava nelle vie del centro.

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Portato in Questura a Trento lo straniero è stato identificato e arrestato tramite l’AFIS, sistema che valorizza le impronte digitali delle persone già identificate dalle forze dell’ordine. 

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