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Politica

Territorio e paesaggio, dlp approvato ma i Verdi protestano: “Meno donne, meno pianificazione, meno partecipazione”

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La 2° Commissione legislativa ha confermato gli aspetti negativi di questa ennesima revisione della nuova legge urbanistica. Aggravandoli con la drastica riduzione della presenza femminile nelle commissioni comunali. Correzioni positive introdotte per correre ai ripari dall’impugnazione del governo. Pessima figura per l’autonomia!

Così i Verdi altoatesini a poche ore dall’approvazione del disegno di legge provinciale su territorio e paesaggio avvenuta questa mattina in Consiglio.

Approvando un emendamento del Team K, la seconda commissione ha tagliato la rappresentanza femminile nelle future commissioni comunali per il territorio e il paesaggio – sottolineano i Gruene – . In futuro non servirà più almeno un terzo di donne, ma basterà la presenza di UNA sola donna. L’emendamento firmato Faistnauer è stato votato da Vallazza, Tauber e Locher (Svp) e Leiter Reber (Freiheitlichen). Contro hanno votato solo Dello Sbarba (Verdi), Amhof (Svp) e Repetto (Pd). Noi Verdi non ci rassegniamo”.

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“Lo sguardo delle donne nelle sedi in cui si decide il futuro della nostra terra è fondamentale!” commenta Brigitte Foppa, preannunciando un emendamento di stralcio per la trattazione in aula”.

Continuano i rappresentanti dei Verdi in Consiglio provinciale:

La Commissione ha purtroppo confermato tutte le modifiche che indeboliscono l’impianto della nuova legge “Territorio e paesaggio”:

  1. Ha cancellato l’obbligo per i comuni di indicare un tetto massimo di posti letto nel settore turistico all’interno dei loro piani di sviluppo turistico, pessimo segnale che farà gonfiare ancora di più la “bolla turistica”.
  2. Ha ampliato la possibilità approvare varianti urbanistiche saltando la pianificazione comunale e la partecipazione. Oltre a nuove aree edificabili sia abitative che produttive (purché adiacenti all’abitato esistente), potranno essere realizzate nuove infrastrutture, modificati gli indici urbanistici di intere zone e le stesse destinazioni d’uso sia fuori che all’interno dell’area già edificata. Insomma, si potrà fare di tutto senza pianificazione. “Molti sindaci e giunte comunali avranno la tentazione di imboccare questa comoda scorciatoia senza una visione d’insieme!” commenta Riccardo Dello Sbarba che in commissione ha cercato in tutti i modi di difendere la partecipazione e la pianificazione per il bene comune.

Infine, la maggioranza ha DOVUTO portare correzioni importanti, costretta dalle impugnazioni del Governo. Alcuni esempi:

  • È stata eliminata la possibilità di affittare a turisti gli alloggi “per residenti” realizzati nel verde con un premio fino a 1000 m3 di cubatura.
  • Ha dovuto riconoscere il ruolo dell’esperto/a del paesaggio: senza il suo voto favorevole, la decisione sulle varianti al piano comunale passa alla Provincia.
  • I sindaci sono stati esclusi da entrambe le commissioni per l’autorizzazione paesaggistica, sia da quella di competenza comunale che da quella di competenza provinciale. Roma dice giustamente che le commissioni sono organi tecnici e la politica deve restarne fuori”.

Su tutti questi punti i Verdi a suo tempo avevamo avvertito la maggioranza che queste norme erano contrarie ai principi della Costituzione.

“Ma davvero ci deve insegnare Roma a tutelare il paesaggio e garantire una corretta amministrazione?” conclude con amarezza Riccardo Dello Sbarba, membro della seconda commissione. Sull’intera proposta di legge Dello Sbarba oggi ha votato contro e ha annunciato una relazione di minoranza.

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