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Mamma&Donna

Winnie the Pooh, ogni personaggio è un disturbo mentale?

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Le malattie mentali sono alterazioni psicologiche e/o comportamentali relative alla personalità dell’individuo che causano pericolo o disabilità e non fanno parte del normale sviluppo psichico della persona. Se trascurate, possono portare a seri problemi di salute.

Bufala o no, esiste una credenza popolare condivisa da un documento ironico pubblicato nel 2000, riguardante i personaggi delle storie del mitico orsetto Winnie the Pooh.

La teoria che gli amici della foresta immaginaria, soffrono di diversi disturbi mentali, arriva 70 anni dopo la comparsa del primo libro di Winnie, nel “Canadian Medical Association Journal”. E’ stato dichiarato che la rivelazione è frutto di un loro studio, di una rilettura di ciò che aveva scritto lo scrittore. 

Andiamo a curiosare quali sono gli accoppiamenti:

Christopher Robin – Schizofrenia

La schizofrenia è causata da uno squilibrio di sostanze chimiche che inviano segnali al cervello, portando, chi ne è affetto, a vedere/sentire/pensare cose che non sono reali. 
Se guardiamo il piccolo Christopher Robin da questa prospettiva, si può pensare che gli amici che vede nel bosco dei cento acri, siano un sintomo di schizofrenia.

Winnie The Pooh – Disturbo da deficit di attenzione

Il disturbo da deficit dell’attenzione è caratterizzato dal fatto che chi ne soffre fa fatica nel mantenre l’attenzione, eccessiva attività e/o difficoltà nel controllare il proprio comportamento, che non sempre è adeguato all’età di chi ne soffre.

Il dolce orsetto Winnie potrebbe soffrirne: è pasticcione, disordinato, dubbioso, ha scarsa memoria, fa commenti a caso e vive le sue avventure con la testa sulle nuvole. Tipiche caratteristiche comportamentali di chi soffre di ADD.

Pimpi – Attacchi di panico/Disturbo d’ansia generalizzato

Gli attacchi di panico sono caratterizzati da intensi stati di ansia legati anche ad altri sintomi psicologici, che si scatenano senza una causa razionale scatenante. 
Chi li ha provati, può capire ciò che prova il piccolo Pimpi, costantemente preoccupato e perennemente allarmato che possa accadere qualcosa di brutto.

Tigro – ADHD

L’ADHD è un disturbo del neuro sviluppo caratterizzato da problematiche nel mantenere l’attenzione, eccessiva attività e/o difficoltà nel controllare il proprio comportamento (impulsività)che non è adeguato all’età di chi ne soffre.
Ecco perché l’iperattività viene associata ai comportamenti di Tigro, che saltella qua e là e non è in grado di stare fermo un attimo, sorvolando sui discorsi che non gli interessano.

IhOh – Depressione

La depressione fa parte dei disturbi dell’umore. I sintomi variano da paziente a paziente e ha un decorso lento, insidioso e, se non trattato in tempo, tende ad aggravarsi. 
Chi ne soffre appare preoccupato, sentirsi inutile, avvertire sensi di colpa, impotenza, disperazione e odiare se stesso. 
Ecco perché il dolce asinello Ih-Oh, pessimista e nostalgico, al quale sembra impossibile strappare un sorriso, viene associato alla depressione.

Gufo – Disturbo narcisistico della personalità

Il disturbo narcisistico di personalità è un disturbo della personalità i cui sintomi principali sono egocentrismo patologico, deficit nella capacità di provare empatia verso gli altri e bisogno di sentirsi costantemente ammirato.
Ecco perché Gufo, facendo sempre il saputello, crede di apparire intelligente e di nascondere le sue insicurezze sovrastando gli altri. 
Un comportamento tipico del narcisista, che dimostra invece un carattere molto insicuro.

Kanga – Ansia sociale

L’ansia sociale è la paura intensa di trovarsi in una particolare situazione sociale, di comportarsi in modo imbarazzante ed umiliante e essere malgiudicati. 
Le mamme vogliono proteggere i propri figli ma l’ossessione di Kanga verso il suo piccolo, è un tantino esagerata. Per il suo comportamento poco socievole e sempre molto preoccupato, viene associata al disturbo di ansia sociale.

Roo – Autismo

L’autismo è un disturbo del neuro sviluppo caratterizzato da compromissione dell’interazione sociale e deficit della comunicazione verbale e non verbale, che provoca ristrettezza di interessi e comportamenti ripetitivi. 
Il piccolo cangurino Roo, pur facendo attenzione, si trova sempre in situazioni pericolose, senza in realtà rendersene conto. In presenza di mamma Kanga resta in silenzio, sempre sulle sue, quasi come fosse lontano dalla realtà. Tipici segnali che lo associano ad un disturbo autistico.

Tappo – Disturbo ossessivo compulsivo

I sintomi del disturbo ossessivo compulsivo sono costituiti da pensieri ossessivi associati a compulsioni (azioni o riti particolari) che vengono fatti per neutralizzare l’ossessione.
Per l’amico Tappo deve essere tutto perfetto, un maniaco dell’ordine. Va in panico nel momento in cui qualcosa non va come aveva programmato.

Le informazioni riportate in questo articolo, non sono consigli medici, hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico.

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Mamma&Donna

Gravidanza e feste natalizie: brindisi da evitare?

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L’Organizzazione mondiale della sanità conferma da sempre che l’alcol in gravidanza non fa bene.
Sfatiamo e abbandoniamo dunque tutti i luoghi comuni secondo i quali bere alcolici fa bene al sangue e ci mantiene in salute evitando il bisogno del medico.

Un luogo comune assolutamente da dimenticare è “la birra fa latte“.

Non è vero! La donna non ha bisogno di birra per produrre latte, ma di acqua, succhi di frutta e cibi nutrienti.

L’alcol che la donna beve passa nel latte materno e viene assunto dal bambino passando nel liquido amniotico con possibili conseguenze sulla normale crescita del feto che, alla nascita, può risultare affetto da una grave malattia nota come sindrome feto-alcolica.

Quante storie, un bicchierino non fa male“, è il pensiero di molte.

Ognuna di noi è libera di scegliere, ma è bene sapere che in qualsiasi quantità venga assunto, l’alcol resta un neurotossico che, attraverso la placenta, arriva direttamente al feto che portiamo in grembo.
E questo, non va bene.

Dobbiamo quindi rinunciare al brindisi natalizio?
Assolutamente no.
L’alternativa è lo spumante analcolico.
Ma non solo!

Esistono in commercio dei buonissimi vini analcolici di buona fattura, ricavati dalla fermentazione del mosto e dealcolati per filtraggio. Vini che contengono sostanze benefiche con proprietà antiossidanti, come le antocianine del vino rosso.

Oppure, perché non bere semplicemente del buonissimo succo di uva, di mirtillo o di mela?

Imitano nell’aspetto il vino bianco e quello rosso.

Ecco tre proposte analcoliche alla moda, per le mamme in attesa:

Il mojito analcolico
Per prepararlo ci serve un bicchiere alto dove mischiare 20ml di succo di lime (o di limone), 2 cucchiaini di zucchero di canna integrale e qualche foglia di menta (molto ben lavata).
Schiacciamo con un pestello, aggiungiamo del ghiaccio tritato, della Lemonsoda e dell’acqua tonica.
Et voilà, il drink è pronto.

Cosmopolitan analcolico
Prendiamo un bicchiere alto (se non abbiamo uno shaker), mescoliamo 4 cucchiai di succo di mirtillo, 1 cucchiaio di succo di lime, 1 cucchiaio di aranciata, 1 cucchiaino di zucchero di canna integrale e un goccio di acqua tonica.
Per completare in bellezza decoriamo aggiungendo mirtilli freschi.

Spritz analcolico al melograno
Prendiamo una manciata di chicchi di melograno, un cucchiaino di zucchero di canna integrale e frulliamo il tutto con il mixer. Trasferiamo il composto in un bicchiere e aggiungiamo 100 ml circa di acqua tonica, del succo di arancia e qualche cubetto di ghiaccio.

Durante le feste le tentazioni sono tante e durante i 9 mesi di attesa dobbiamo sicuramente fare i conti con qualche limitazione. Ma come avete letto, le idee per festeggiare in compagnia senza mettere a rischio il nostro piccolo, non mancano.

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Bolzano

Family Point Fiera Bolzano, in partnership con l’Aps Mammedì: sempre più bello e utile

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Fiera d’autunno e BioLife, dal 21 al 24 novembre 2019, dalle 9.30 alle 18.30
I primi due giorni di fiera l’entrata è gratuita!

Per il quarto anno di seguito l’associazione Mammedì in collaborazione con il sito nazionale Superpapà, propone il punto cambio e allattamento Family Point.

Già presente na Bolzano nei due centri commerciali Twenty e Centrum e in altre strutture dedicate alla famiglia.

Family Point è il punto di incontro in cui tutta la famiglia può concedersi qualche minuto di gioco, fare merenda o semplicemente concedersi un po’ di relax.

Un progetto dell’APS Mammedì in partnership con Fiera Bolzano.

Da quest’anno la caratteristica unica del Family Point ingrandito e rinnovato, è la casetta in legno accogliente, messa a disposizione da Blockhaus Mayr con intorno il recinto di Blasbichler.

Cosa si trova al Family Point Fiera Bolzano durante le fiere con pubblico:

ZONA MORBIDOSA DA 0 A 3 ANNI
Tappeto morbido per lasciare i bimbi in sicurezza, libri tattili creati dall’associazione Mammedì e Papadì, Peluche, Lego grande

DISEGNA E COLORA DA 3 ANNI
con materiali forniti da Cassa di Risparmio: Tavolo basso con seggioline, blocchi, colori (Matite, pennarelli, colori a cera)

GIOCHI IN LEGNO
in stile Montessoriano: “Impara le forme”, banco da lavoro, memory

CASETTA DI LEGNO
Fasciatoio, mobiletto con pannolini, salviette e tutto ciò che serve per il cambio

ESTERNO CASETTA DI LEGNO
In zona coperta: spazio allattamento con poltrona e cuscino allattamento

Sarà attivo anche l’Infopoint di Mammedì.

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Mamma&Donna

Sono arrivate le Smart Heated Panties, le mutande intelligenti.

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Parliamo di mutande e di ciclo mestruale.
Nell’antico Egitto, per contenere le mestruazioni,  si usavano fogli di papiro ammorbidito mentre, nell’antica Roma, si metteva della lana nella “subligatula”, un pezzo di stoffa che passava tra le gambe e che fungeva da mutanda.

Nel Medioevo, le signore più povere non usavano nessun tipo di protezione, lasciavano che la natura facesse semplicemente il suo corso, mentre quelle che potevano permetterselo, usavano degli assorbenti che tenevano legati fra le gambe con una specie di cintura da allacciare ai fianchi.

Le donne di oggi, tra le miriadi di assorbenti interni e coppette, possono permettersi di scegliere anche il tipo di mutanda da usare.

Ed ecco l’ultima delle novità: dopo le mutande assorbenti (che non è detto riescano sempre a sostituire del tutto un tampone o un assorbente nei giorni di ciclo intenso) e quelle sostenibili (che si usano e poi si rilavano….), sono arrivate le Smart Heated Panties.

Un’alternativa alla borsa dell’acqua calda che tiene al calduccio la pancia durante i mesi invernali e ci da sollievo agli antipatici crampi mestruali.

Si trovano, come tutte le cose strane, su Amazon, ad un costo di circa 48€.

Sì, hai capito bene!

Costicchiano un po’, ma vuoi mettere?
Le Smart Heated Panties sono vere e proprie mutande intelligenti dotate di un sistema interno di riscaldamento, alimentato a batteria e ricaricabile, con una durata massima di 12 ore.

Lavabili, traspiranti e assorbenti, sono realizzate in fibre di carbone di bambù.

Funzionano un po’ come le coperte elettriche e sono state studiate per tenere al calduccio le nostre parti intime esercitando una funzione terapeutica durante il ciclo mestruale e in caso di dismenorrea.

In centinaia di anni, dal niente al tutto.
Anche solo per curiosità, non ti viene voglia di provarle?

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