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Alto Adige

Covid, per l’UE anche il Trentino ‘zona rosso scuro’. A rischio la zona gialla. Fugatti: “Speranza per la riapertura degli impianti”

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Ne ha parlato ieri (11 febbraio) nel corso della tradizionale conferenza stampa il governatore Maurizio Fugatti: il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha classificato il Trentino tra le zone “rosso scuro”. Proprio come è successo all’Alto Adige poco più di due settimane fa, alla fine di gennaio.

I casi di soggetti positivi al Covid-19 negli ultimi 14 giorni sono infatti superiori a 500 ogni 100mila abitanti. Nonostante l’Istituto Superiore di Sanità ritenga che il dato sia più basso, la provincia di Trento ha ricevuto questa classificazione.

Nonostante anche l’indice RT dei contagi indichi una crescita esponenziale, Fugatti ha riferito che è stata confermata per il momento la riapertura al 17 febbraio degli impianti sciistici per i territori in zona gialla, come riportato dall’assessore al turismo Roberto Failoni che ha partecipato alla conferenza Stato-Regioni di ieri, ma al momento permane il divieto di spostamento interregionale.

A breve ci sarà però l’urgenza di una decisione proprio sulla permanenza in zona gialla. C’è infatti il rischio concreto che il Trentino, dato il rating delle infezioni, possa passare in arancione.

Nel frattempo l’Alto Adige rimarrà in lockdown fino al 28 febbraio: il presidente Kompatscher ha annuciato ulteriori restrizioni per le aperture degli esercizi commerciali con una revisione dei codici Ateco e l’introduzione dell’obbligo di mascherine ffp2 per i luoghi chiusi e a rischio assembramento.

A questo proposito non si ferma la polemica da parte del settore estetica, escluso dalla possibilità delle aperture, a dispetto di un primo inserimento all’interno dell’ordinanza provinciale nella lista dei servizi alla persona che avevano ottenuto il permesso di continuare la propria attività.

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