Economia e Finanza
Aiuti alle imprese? Macché. Nuovi oneri in dichiarazione dei redditi. Cna: “L’anti semplificazione”
“L’impressione è che la pandemia da Covid-19 abbia insegnato poco a chi governa, visto che, anziché diminuire, la burocrazia aumenta, raggiungendo il paradosso di dover espletare ulteriori oneri amministrativi per dichiarare correttamente tra i redditi i ristori ricevuti dalla mano pubblica”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige, sostenendo con forza quanto denunciato dalla CNA Nazionale.
“Maggiori oneri amministrativi per due milioni di imprese e di professionisti in Italia, circa 40.000 in Trentino Alto Adige – evidenzia la CNA regionale – che hanno beneficiato dei contributi a fondo perduto nel corso del 2020 per fronteggiare i pesanti effetti economici della pandemia. Il nuovo modello di dichiarazione dei redditi, infatti, prevede che la sezione dove indicare i dati sugli Aiuti di Stato non sia più limitata agli aiuti fiscali automatici ma comprenda anche i benefici erogati a fondo perduto da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Nel riquadro non sarà sufficiente inserire l’ammontare del contributo ricevuto, dovrà essere calcolato il risparmio d’imposta ottenuto dall’impresa in ragione della situazione reddituale dichiarata per l’anno 2020 in quanto i contributi a fondo perduto causa Covid sono esclusi dalla tassazione”.
Secondo Corrarati “è difficile immaginare, con questi presupposti, un cambia di passo nella semplificazione amministrativa, tale da rendere efficaci non solo i ristori, ma in prospettiva anche il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sia nazionale sia quelli territoriali. La nuova disposizione va in direzione opposta agli obiettivi di semplificazione. Si traduce in un inutile aggravio degli oneri amministrativi per quasi un’impresa su due in quanto l’Agenzia delle Entrate detiene tutti gli elementi per il calcolo: ammontare del contributo erogato a fondo perduto e situazione reddituale dell’impresa del 2020”.
“Sembra quasi – conclude Corrarati – che per dimostrare di aver preso un aiuto pubblico a chi lo ha erogato, una piccola impresa debba investire tempo e denaro per espletare ulteriori oneri amministrativi, tali da rendere ancor più esiguo il ristoro percepito. Siamo veramente preoccupati da un modo di procedere così farraginoso e burocratizzato”.
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