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Politica

Autostrada del Brennero, Verdi: “Abbiamo bisogno di meno traffico e di respirare meglio”

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“La recente proposta di Thomas Baumgartner, presidente di Anita (Associazione degli autotrasportatori), di sospendere il divieto di transito notturno sull’autostrada del Brennero a medio termine porterebbe solo a un aumento del traffico. Abbiamo bisogno di provvedimenti nuovi e più efficaci”.

Lo affermano i Verdi che intervengono sulla questione della viabilità sostenibile in Alto Adige e contro la proposta di sospensione delle limitazioni di passaggio posto dal Tirolo per i mezzi pesanti.

Dobbiamo essere solo contenti che il Tirolo pensi a misure a favore della salute della popolazione residente lungo l’asse del Brennero. Provvedimenti come il divieto di transito notturno e il traffico alternato contribuiscono per lo meno in parte ad alleggerire l’inquinamento acustico e dell’aria in modo da renderlo sopportabile per le persone direttamente coinvolte.

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E nonostante queste misure, i valori dell’inquinamento dell’aria in Val d’Isarco superano annualmente quelli minimi consentiti. Per questo non è il momento di togliere provvedimenti e limitazioni, ma bisogna pensare a misure nuove e più efficaci“.

Per i Verdi un aumento notevole del pedaggio per i mezzi pesanti (ad esempio raddoppiando quello attuale) e una riduzione dei limiti di velocità per tutti i mezzi sono misure più che mai necessarie e non possono più essere ritardate.

L’aumento del pedaggio per i TIR ridurrebbe il traffico deviato, che al momento gli esperti valutano essere il 40% dei mezzi – affermano – . La riduzione dei limiti di velocità per tutti i mezzi di trasporto alleggerirebbe le emissioni nocive.

“La sospensione del divieto di transito notturno renderebbe probabilmente il traffico più fluido a breve termine, per poi però attirare ancora più mezzi pesanti a medio termine. Già oggi transitano per il Brennero ben 2,5 milioni di TIR all’anno, un triste record tra le tratte di transito alpine“, concludono i Verdi.

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Politica

Nomine nelle società partecipate, M5S: “In Comune poco lo spazio dato alle opposizioni”

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Si è svolta in Comune la riunione della Commissione Nomine per decidere chi avrebbe rappresentato il Comune nei consigli di amministrazione e nei collegi dei sindaci di molte importanti aziende partecipate come Ecocenter, Seab, Sasa, Areale e Alperia.

Delusione per la scarsa possibilità di avanzare proposte proprie in merito ai nominati è stata espressa dai rappresentanti del MoVimento 5 Stelle che in una nota affermano:

E’ è stato uno dei momenti, anche se non certo il primo, più frustranti dell’attività politica di noi rappresentanti del Movimento 5 stelle e dell’opposizione tutta. Per chiarire subito la questione, diciamo che su 37 nomine decise dalla Commissione, 37 sono andate ai nomi indicati dalla maggioranza.

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Un fatto che ha umiliato la funzione della Commissione Nomine, il cui esercizio, a questo punto, può tranquillamente essere svolto dalla sola maggioranza che ha evidentemente una idea molto ristretta del concetto di democrazia rappresentativa. 

Prendiamo quindi atto che il nostro ruolo di opposizione è inteso dalla maggioranza non come quello di compartecipatori all’amministrazione della città con una diversa visione politica, come dovrebbe essere, ma come quello di semplici osservatori.

Questo modo di amministrare non allontana solo i cittadini dalla politica, ma anche quelli di loro che la esercitano con passione vera e per il bene comune“.

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Politica

M5S: “25 aprile per ricordare la fine delle dittature”

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Il prossimo 9 maggio il MoVimento 5 Stelle altoatesino sarà in visita a Roma per portare le istanze dei cittadini direttamente ai ministeri – afferma il consigliere Diego Nicolini in occasione del 25 Aprile – la nostra visita sarà corredata anche da un passaggio in Via Rasella, dove in un attentato perirono 33 sudtirolesi con l’unica colpa di indossare la divisa dal colore diverso, da lì la rappresaglia nazi-fascista fu terribile nei confronti degli italiani e tutti ricordiamo le Fosse Ardeatine” – continua il consigliere provinciale.

Il 25 aprile per le donne e gli uomini sudtirolesi non può che rappresentare una data ufficiale in cui ricordare la fine di due dittature che così pesantemente hanno operato per dividere le nostre città.

Riteniamo fondamentale la conoscenza della storia e siamo promotori di iniziative volte a ricordare le nostre radici, ricordo l’evento sulle Semirurali ad ottobre o le serate di quartiere ad Oltrisarco, proprio in quella piazza Nikoletti che ricorda le katakomben Schule e le due dittature.

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Oggi possiamo vivere liberi dalla violenza squadrista del tempo e prosperare in un’Europa sempre più unita. Il MoVimento 5 Stelle altotesino celebrerà il 25 aprile come la Festa della Liberazione ma anche la festa delle possibilità. È grazie alla ritrovata pace europea che il nostro territorio è riuscito a prosperare e garantire i livelli di vita che oggi conosciamo“.

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Politica

25 aprile, Kompatscher: “Populismo con la data di scadenza”

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Il mio augurio per il 25 aprile è che il populismo, in Europa, abbia la data di scadenza“.

Questo il messaggio del presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, in occasione della festa della liberazione dell’Italia (e dell’Europa) dal fascismo e dal nazismo che si celebra domani.

Il 25 aprile Kompatscher parteciperà alle manifestazioni in programma a Bolzano, in particolare presso il muro del lager di via Resia, e coglie l’occasione per lanciare un messaggio a favore “di un’Europa unita, nella quale si possa convivere pacificamente e responsabilmente in uno spirito di autonomia“.

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Kompatscher ricorda che “l’Europa è il più grande progetto di pace della storia, ed è nata proprio dalle ceneri della seconda guerra mondiale. Per questo motivo è fondamentale combattere i rigurgiti di nazionalismo, populismo, razzismo, e difendere l’idea stessa di Unione Europea”.

Il presidente altoatesino ricorda che “il nazionalismo ha sempre portato alla guerra, e proprio ciò che è accaduto nel secolo scorso, e che in molte parti del mondo accade ancora oggi, dovrebbe farci riflettere sulle conseguenze di tutto ciò. Non esiste un’alternativa al progetto di Unione Europea“.

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