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Benessere e Salute

Conservanti: è possibile farne a meno?

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I conservanti ostacolano la crescita di batteri e altri microorganismi; essi vengono aggiunti agli alimenti per prolungare la loro durata di conservazione.

Ciò sembrerà pratico, eppure i consumatori stanno diventando sempre più scettici sull’impiego di conservanti.

Attualmente nell’UE è autorizzato l’utilizzo di 43 conservanti negli alimenti, ad alcuni di essi si attribuisce la causa di reazioni pseudo-allergiche, disturbi digestivi, mal di testa e altri sintomi.

L’industria alimentare sostiene che l’aggiunta di sostanze conservanti sia necessaria e renda gli alimenti più sicuri.

Ma è possibile farne a meno?

Il settore del biologico dimostra che si può in gran parte rinunciare all’utilizzo di sostanze conservanti” spiega Silke Raffeiner, nutrizionista presso il Centro Tutela Consumatori Utenti.

“Per i prodotti biologici lavorati, l’impiego di conservanti è ridotto al minimo, e limitato a quelli alimenti che per ragioni tecnologiche lo richiedono”.

Determinati conservanti come l’acido citrico, l’estratto di rosmarino, il nitrato di potassio e l’anidride solforosa sono ammessi anche per i generi alimentari biologici, mentre sostanze come l’acido ascorbico, l’acido benzoico, l’acido propionico, l’ortofenilfenolo e la natamicina non lo sono.

Anche in casa si usano raramente conservanti, ma molto spesso ingredienti che esercitano questa funzione, come lo zucchero, il sale, l’aceto o l’alcol.

Chi fa la marmellata in casa utilizzando poco zucchero e nessun conservante, sa che la preparazione deve avvenire in condizioni di massima pulizia, e che la marmellata, una volta aperta, va consumata rapidamente per evitare che si propaghi la muffa.

Sollecitata dallo scetticismo dei consumatori, l’industria alimentare si sta impegnando nella ricerca di alternative.

Molto promettenti da questo punto di vista sono gli estratti vegetali come quello di rosmarino.

Anche alcuni metodi speciali di confezionamento, come per esempio ad alta pressione, potrebbero far sì che in futuro si possa rinunciare all’aggiunta dei conservanti.

 

Alto Adige

Sanità: avviati i concorsi per primariati a Vipiteno e Silandro

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Presso l’ospedale di Vipiteno è stato messo a concorso il primariato di pediatria e la relativa delibera è stata firmata il 10 dicembre dal direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, Florian Zerzer.

Il rafforzamento degli ospedali che si occupano dell’assistenza sanitaria di base rappresenta un obiettivo prioritario della Provincia ed una delle misure che mirano alla loro valorizzazione è senz’altro la messa a concorso dei primariati ancora vacanti.

Se riusciremo ad assegnare i primariati nei piccoli ospedali a candidati capaci – afferma l’assessore alla salute, Thomas Widmann – sarà un passo in avanti importante verso il rafforzamento di queste strutture”.

Nel  frattempo il 5 dicembre è scaduto il termine per la partecipazione al corso per il primariato di anestesia presso l’ospedale di Vipiteno.

Il fatto che cinque candidati provenienti sia dall’Italia che dall’estero abbiano deciso di prendere parte al concorso per il primariato di anestesia di Vipiteno è un’ottima notizia. A causa della carenza di medici specialistici a livello europeo non è semplice coprire i posti nelle strutture sanitarie al di fuori dei grandi centri” aggiunge Widmann. Anche il direttore genarle dell’Azienda sanitaria, Florian Zerzer, parla a questo proposito di “un importante incremento dell’attrattività dei nostri ospedali, anche nella prospettiva dell’acquisizione di nuovi collaboratori”.

In novembre è stato messo a concorso anche il posto di primario di anestesia all’ospedale di Silandro ed il termine di iscrizione scade giovedì 12 dicembre.

La decisione di mettere a concorso le direzioni di anestesia nei tre ospedali di Vipiteno, San Candido e Silandro è stata adottata, secondo Widmann, con l’obiettivo di rafforzare queste strutture e di continuare a garantire un’assistenza sanitaria di alto livello che tiene conto anche dell’importanza politico-strutturale dei piccoli ospedali.

 Sono stati inoltre già decisi, ma non ancora pubblicati, l’analogo concorso per anestesia e per pediatria presso l’ospedale di San Candido.

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Salute

Pronto soccorso di Bolzano, nuovo ambulatorio per le cure primarie

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È stato presentato il 5 dicembre dall’assessore alla salute Thomas Widmann, l’ambulatorio per le cure primarie e la continuità assistenziale che sarà operativo a partire dal 18 dicembre 2019 presso l’Ospedale di Bolzano. 

Il servizio sarà rivolto essenzialmente ai cosiddetti codici blu e verdi.

Presenti all’incontro con la stampa anche il direttore generale dell’Azienda sanitaria, Florian Zerzer, il primario del reparto di Pronto soccorso, Mario La Guardia, il coordinatore dell’ambulatorio per le cure primarie, Gianni Pontarelli, e la sua vice, Susanna Hofmann.

Appropriatezza degli accessi al Pronto soccorso

Con il nuovo servizio – ha affermato l’assessore Thomas Widmann – vogliamo fare in modo che ogni paziente venga accompagnato ed assistito in maniera appropriata per evitare il sovraffollamento del Pronto soccorso, poter assistere le emergenze con urgenza e al contempo dedicare ai casi non urgenti il tempo, l’attenzione e le competenze necessarie“.

Attualmente i tempi di attesa al Pronto soccorso, a causa del sovraffollamento, sono in media di 3 ore e 50 minuti, l’obiettivo, entro il 2020, è quello di dimezzarli. Per ovviare a questa situazione il Dipartimento alla salute e l’Azienda sanitaria hanno varato una serie di iniziative come, ad esempio, la compartecipazione ai costi per i casi non urgenti (codici blu – 25 euro) che si presentano al Pronto soccorso. “Il Pronto soccorso – ha aggiunto Widmann – è un pilastro dell’assistenza sanitaria e deve essere libero per le emergenze, che devono poter accedere ad un’assistenza di alta qualità ed appropriata entro tempi minimi“.

Gli obiettivi e le patologie interessate

Tutti i pazienti con patologie di competenza della medicina generale – ha affermato il primario del reparto di Pronto soccorso, Mario La Guardia – valutati in prima battuta dal triage ospedaliero, saranno trattati all’interno dell’ambulatorio cure primarie. I pazienti riceveranno assistenza medica e le necessarie prescrizioni di farmaci o prestazioni specialistiche da prenotare al CUPP: se necessario potranno essere anche rimandati al Pronto soccorso. Va ribadito che in questo modo non vogliamo liberarci dei casi meno urgenti perché i loro disturbi non vengono presi sul serio, ma perché il medico di medicina generale è il riferimento più idoneo”.

Il servizio sarà offerto da una trentina di medici di medicina generale e dai medici di continuità assistenziale, che si mettono a disposizione per dare supporto ai medici dell’emergenza-urgenza nella gestione degli accessi nelle ore diurne, ogni giorno dalle ore 8 alle ore 20. 

La gamma di disturbi che rientreranno nelle competenze del nuovo ambulatorio comprendono, ad esempio, dolori alla schiena non dovuti a traumi, disturbi dermatologici (come punture di insetto, dermatiti o rash cutaneo, eritema solare, gonfiore dei linfonodi – sempre in assenza di altre complicazioni), otite, rinite, faringo-tonsillite, raffreddore, gengivite, stomatite, infezioni delle vie urinarie, sostituzione catetere vescicale, gastroenterite acuta non complicata, la stipsi cronica, sindromi influenzali, febbre inferiore a 38 gradi senza complicanze, richiesta di vaccinazione antitetanica, ecc.

Progetto pilota con i medici di famiglia

Il direttore generale dell’Azienda sanitaria, Florian Zerzer, ha quindi posto l’accento sull’impegno dell’Azienda per il raggiungimento degli obiettivi “anche attraverso la realizzazione di questo progetto pilota mutuato da altre realtà regionali dove, per la prima volta, vi sarà una compresenza, per 12 ore al giorno ed anche durante i fine settimana ed i festivi, all’interno del Pronto soccorso tra i medici ospedalieri ed i medici di famiglia”.

Nei loro interventi il coordinatore dell’ambulatorio per le cure primarie, Gianni Pontarelli, e la sua vice, Susanna Hofmann, hanno posto l’accento sull’ottima collaborazione esistente con i medici ospedalieri e con il Pronto soccorso in particolare.

“Il compito del nuovo ambulatorio, dove saranno presenti, a turno, una trentina di medici di medicina generale, è quello di ridurre il numero di pazienti che impropriamente si rivolgono al Pronto soccorso in una sorta di progetto educativo rivolto alla popolazione”.

Spostare l’assistenza dall’ospedale al territorio

Oggi in generale – ha concluso Widmann – è diffusa una visione di assistenza sanitaria troppo incentrata sull’ospedale. Questa concezione va cambiata e l’attenzione va spostata dall’ospedale al territorio. Dobbiamo creare la consapevolezza che per i disturbi lievi, ma anche cronici, il medico di medicina generale è il punto di riferimento più opportuno. Il medico di medicina generale ha un ampio spettro di competenze e di prestazioni che può svolgere, e che spesso non conosciamo, ma vanno riconosciuti. Non ogni sintomo richiede una visita specialistica, anzi, per la prima diagnosi, avere una preparazione generica è fondamentale“.

Il nuovo ambulatorio per le cure primarie e la continuità assistenziale viene avviato come progetto pilota biennale.

La sua attività sarà monitorata e si valuterà eventualmente la sua estensione a tutto il territorio provinciale.

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Benessere e Salute

Allergia al polline di betulla? Per il Centro Laimburg si cura mangiando mele

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L’allergia al polline di betulla ha il suo picco tra marzo e aprile e colpisce una persona su cinque in Europa Centrale. Ogni anno si registra un chiaro incremento di questa percentuale, anche nel Tirolo e in Alto Adige. I sintomi più ricorrenti sono rinite e congiuntivite, prurito e lacrimazione, congestione nasale, affaticamento e mal di testa.

Numerosi pazienti sono costretti a ricorrere a soluzioni farmacologiche per arginare i fastidi. Per poter iposensibilizzazare il proprio sistema immunitario, i pazienti devono farsi iniettare l’allergene in forma di preparato sintetico per diversi anni.

Alla luce di questo scenario, l’obiettivo del progetto AppleCare messo a punto dal Centro di Sperimentazione Laimburg era quello di sviluppare una immunoterapia naturale per curare l’allergia alla betulla.

A tale scopo si sono riuniti gli esperti del Centro, del Reparto di Dermatologia dell’Azienda Sanitaria dell‘Alto Adige, dell’Istituto di Chimica Organica dell’Università di Innsbruck e del Reparto di Dermatologia, Venereologia e Allergologia dell’Università di Medicina di Innsbruck.

Alla base dello sviluppo della terapia sta la somiglianza strutturale tra l’allergene del polline di betulla e quello della mela e perciò la possibilità di iposensibilizzare il sistema immunitario e curare l’allergia, consumando quotidianamente mele.

All’evento nel quale verrà presentata questa terapia, saranno presenti anche l’Assessore all’Agricoltura Arnold Schuler, nonché un paziente che ha partecipato al protocollo terapeutico e che racconterà la sua esperienza.

Il progetto AppleCare è stato finanziato dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale e da Interreg V-A Italia-Austria 2010–2020.

L’appuntamento è per mercoledì 4 dicembre 2019 dalle ore 10.00 alle 11.30 al Centro di Sperimentazione Laimburg, Cantina nella Roccia.

 

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