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Italia ed estero

Halle, bomba in un cimitero ebraico e sparatoria davanti alla sinagoga: almeno due morti

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E’ di almeno due vittime il bilancio di un attacco armato avvenuto questo pomeriggio davanti a una sinagoga a Halle, nell’est della Germania.

Una persona è stata fermata, ma ci potrebbe essere più di un attentatore dietro alla sparatoria.

Secondo alcuni testimoni l’uomo armato, che indossava abiti militari e un elmetto, avrebbe sparato con una pistola automatica o forse un mitra anche contro un negozio di kebab turco.

Il movente potrebbe ricondursi alla festività ebraica dello Yom Kippur. Colpito da una bomba anche il cimitero ebraico della città tedesca, capoluogo della Sassonia.

Italia ed estero

Salta il cesareo per mancanza di anestesisti, scopre in ospedale che il bimbo è morto

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Arriva all’ospedale con in grembo il figlio che scopre essere morto dopo gli esami specialistici.

Il dramma si è verificato all’ospedale di Vibo Valentia, dove una 32enne di Cessaniti è arrivata nella mattina al reparto di ginecologia in fase terminale della gravidanza.

Lo scorso 26 settembre nello stesso ospedale, si era sottoposta ad una visita che confermava le buone condizioni di salute del figlio.

Le era stato detto che a giorni sarebbe stata chiamata per il cesareo, ma dell’intervento nessuna notizia fino a ieri, quando la donna si è presentata al nosocomio per chiedere spiegazioni sul ritardo.

Alla gestante e al marito che la accompagnava sarebbe stato detto che non era possibile partorire per l’assenza di anestesisti: era stata quindi invitata a ritornare l’indomani (oggi ndr).

Una volta sottoposta al tracciato, è emerso che il bimbo era morto. La donna ha partorito con un cesareo nel pomeriggio il corpo senza vita del feto.

In seguito all’accaduto, il ministro della Salute Roberto Speranza ha immediatamente predisposto l’invio di un’ispezione nell’ospedale.

E’ stata inoltre aperta un’inchiesta interna per appurare aventuali responsabilità.

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Da Barcellona con un chilo di hashish: bolzanino arrestato a Torino

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E’ stato scoperto al terminal degli autobus di corso Vittorio Emanuele a Torino e arrestato: si tratta di un 30enne della provincia di Bolzano trovato in possesso di circa un chilo di hashish.

A smascherarlo il pastore belga Jane della squadra cinofila delle Fiamme Gialle: la droga era nascosta nel doppio fondo di uno zaino che l’altoatesino stava ritirando dalla stiva di un autobus proveniente da Barcellona.

L’uomo, diretto a Venezia, teneva lo stupefacente racchiuso in una decina di involucri di cellophane. Assieme all’altoatesino i militari hanno fermato anche un friulano che nascondeva alcuni ovuli negli slip.

 

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Trieste, sparatoria davanti alla questura: due agenti morti, un altro ferito

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Foto tgcom24.mediaset.it

Due agenti della Polizia di Stato sono stati uccisi nel corso di una sparatoria a Trieste avvenuta nel tardo pomeriggio, intorno alle 17, in pieno centro, tra la via del Teatro Romano e via di Tor Bandena.

I poliziotti avevano fermato due fratelli, presunti autori di una rapina, e li stavano accompagnando in Questura per accertamenti. Si tratta di Alejandro A. S. M., 29 anni, dominicano, regolarmente residente in Italia e di Carlysle S. M., 32enne.

Le versioni sono contrastanti, ma secondo una ricostruzione fornita dalla stessa Questura triestina “I due autori della sparatoria erano stati accompagnati da personale delle Volanti dopo un’attività di ricerca del responsabile della rapina di uno scooter, avvenuta nelle prime ore del mattino. Per motivi in fase di accertamento uno dei due ha distolto la loro attenzione e ha esploso a bruciapelo più colpi uccidendoli. Entrambi hanno tentato di fuggire ma sono stati fermati”.

Seminando il panico tra i passanti e gli esercenti dei negozi, uno dei due rapinatori (Alejandro A. S. M) avrebbe sparato numerosi altri colpi con l’arma, che poi si è accertato essere stata sottratta a uno dei due poliziotti dopo una breve colluttazione. Nella sparatoria, un terzo poliziotto è stato colpito di striscio ad una mano da un proiettile.

I nomi degli agenti uccisi sono Pierluigi Rotta, 31 anni, agente scelto e Matteo De Menego, 32 anni, agente. Il sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza, ha dichiarato il lutto cittadino.

Sul posto si stanno portando il capo della polizia Franco Gabrielli e il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. La zona attorno alla Questura è stata isolata con un cordone di sicurezza.

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