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Angolo Bellerofonte

In caso di decadenza, nomina di riserva: il mito di “Zerzerstein” alla lente d’ingrandimento

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che vi racconterà di quando la sua tastiera alata Pegasus, lasciata al pascolo tra le verdi valli per un meritato ristoro, ebbe un incontro ravvicinato e pauroso con una creatura relegata ormai al mito, ma così mitologica che ispirò il primo romanzo fantasy scritto dall’autrice britannica Mary Shelley.

La creatura di cui stiamo parlando ormai non si aggira più tra le valli e nemmeno tra le maestose cime delle Dolomiti anzi, se avete voglia di vederlo e magari scattare una foto ricordo insieme, non avete che da andare presso la sede dell’ASL AA di Bolzano,  perché è li che attualmente risiede “HERR DOKTOR ZERZERSTEIN”!

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Non se la prenda a male il buon direttore generale Florian Zerzer, ma non si possono nascondere le mostruose analogie emerse dalla sua nomina e la creatura di Mary Shelley, entrambi caratterizzati da una esistenza “innaturale”. Se il secondo “nasce” da un esperimento del dott. Viktor Frankenstein che riporta in vita un essere inanimato, il primo scaturisce dall’innaturale, illegittimo ed tendenzioso decreto legge provinciale 27/2017 concernente l’elenco provinciale degli idonei alla nomina a direttore generale dell’Azienda Sanitaria Alto Adige, meglio conosciuto come “Decreto Ad Caxxxm”!

Perché? Presto detto.

Non è la prima volta che ci occupiamo del caso Zerzer. Nel mio viaggio del 29 settembre C’è un pasticcio? Mi ci impiccio: il conflitto normativo con Roma nel teatrino delle nomine nella Sanità”, avevo spiegato nel dettaglio le incongruenze tra la normativa nazionale e quella provinciale, dove l’illegittimità si impone su una normativa nazionale che in fase di studio era stata espressamente sottoscritta dalla stessa Provincia in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

Ma sono emersi nuovi elementi come sempre determinanti a conferma dell’illegittimità della nomina di Zerzer, anzi direi illegalità, rilevabile negli stessi atti che deliberano il suo incarico da parte della Giunta Provinciale.

Procediamo con ordine.

Decreto del Presidente della Provincia (D.P.P.) n. 18686/2018 del 28/09/2018. Con questo decreto, il presidente Kompatscher su richiesta di Florian Zerzer del 26/09/2018, revoca al medesimo la nomina di Direttore del Dipartimento Sviluppo del Territorio, Ambiente ed Energia, effettuata sempre con D.P.P. 2243/2014, mediante chiamata esterna ovvero “…a persone estranee all’amministrazione provinciale…” (art. 14, comma 2, Legge Provinciale 10/1992).

D.P.P. n. 19008/2018 del 01/10/2018. Con questo decreto, il presidente Kompatscher, su proposta dell’assessore Richard Theiner del 26/09/2018, rinomina Florian Zerzer quale Direttore del Dipartimento Sviluppo del Territorio, Ambiente ed Energia; nel quinto capoverso in premessa del decreto, si legge che “Il signor Zerzer è un dipendente provinciale con lavoro a tempo indeterminato”.

Come è possibile un simile paradosso? Il 26/09/2018 Zerzer si dimette da incarico esterno, nello stesso giorno Theiner lo ripropone per lo stesso incarico e Kompatscher lo rinomina in qualità di dipendente della Provincia? Ma scherziamo?

D.P.P. n. 20064/2018 del 12/10/2018. Con questo decreto, il presidente Kompatscher revoca nuovamente l’incarico a Zerzer. Con lettera dell’11/10/2018, Zerzer in accordo con l’assessore Theiner, comunica il recesso dal suo incarico da Direttore del Dipartimento Sviluppo del Territorio, Ambiente ed Energia appena dieci giorni dopo la nomina da parte di Kompatscher.

Capita la partita a scacchi? Zerzer, che è un direttore esterno all’amministrazione provinciale, si dimette dall’incarico e nella stessa giornata viene rinominato per lo stesso incarico, con la variante che nella rinomina si ritrova “dipendente a tempo indeterminato” e non più esterno della Provincia. Neanche il prof. Silente della saga di Harry Potter sarebbe stato capace di tanta magia. SCACCO MATTO!

Ma se questo sembra essere uno dei tanti equivoci amministrativi per cui la Provincia è nota, al vostro Bellerofonte pare invece di aver assistito ad una di quelle subdole manovre atte a favorire qualcuno. 

La nuova revoca di Zerzer era necessaria ai fini del nuovo incarico di Generaldirecktor che avrebbe assunto il 02/10/2018 con delibera n. 1007, in quanto l’art. 3bis, comma 11, del Decreto Legislativo 502/92, prevede che “La nomina a direttore generale, amministrativo e sanitario determina per i lavoratori dipendenti il collocamento in aspettativa senza assegni e il diritto al mantenimento del posto”.

Fin qui nulla da eccepire se non per il fatto che tale revoca sembra proprio che sia servita a salvaguardare il futuro lavorativo di Zerzer, che in caso di decadenza dal nuovo incarico di direttore dell’ASL AA a causa di tutte le illegittimità evidenziate, comunque si ritroverà con una posizione in seno all’amministrazione provinciale a tempo indeterminato, posizione alla quale ancora non riusciamo a capacitarci come ci sia riuscito ad accedere in sole 24 ore e senza uno straccio di concorso.

Come dire: se Zerzer cadrà, lo farà comunque in piedi.

ACHTUNG! Dobbiamo fare attenzione su un aspetto tutt’altro che trascurabile, perché se fosse verificato che Zerzer non ha chiesto l’aspettativa dalla Provincia, saremmo in netta violazione dell’art. 3bis, comma 10, del Decreto Legislativo 502/92, che prevede che “La carica di direttore generale è incompatibile con la sussistenza di altro rapporto di lavoro, dipendente o autonomo”.

Ora, se permettete, cerco di recuperare il mio spaventatissimo Pegasus, non vorrei che incontrasse nuovamente il “Mostro di Zerzerstein”!

 

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Angolo Bellerofonte

Arno Geppetto e Zerzerocchio: la favola di Collodi in salsa sudtirolese

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua fidata tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quella volta in cui Carlo Collodi gli chiese di accompagnarlo dai Carabinieri per denunciare il plagio del suo celeberrimo capolavoro “Le avventure di Pinocchio”. 

Infatti l’autore toscano mi disse che aveva sentito di una storia simile che circolava tra le valli dell’Alto Adige, riguardante un politico falegname e di un direttore burattino. Non ci volle tanto a capire di chi e cosa stesse parlando, tanto che rincuorai lo scrittore dicendo che non si trattava di un plagio del suo romanzo ma più probabilmente di un verbale della Guardia di Finanza.

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Bentrovati cari amici Bellerofontiani.

Ebbene si, siamo ad un nuovo capitolo della Zerzer Saga, la storia del direttore generale della sanità altoatesina più chiacchierato che mai. Ma qui non siamo nel film “Gli Intoccabili” dove Al Capone/De Niro grida ad un impavido Eliot Ness/Kevin Costner “sei solo chiacchiere e distintivo” nella storica scena nell’aula di tribunale: qui le chiacchiere stanno tutt’altro che a zero.

Stamattina sul quotidiano Alto Adige è uscito un articolo che mi citava circa un accesso agli atti da me eseguito per la conferma di una notizia. 

Cos’è un accesso agli atti? 

È il diritto di tutti i cittadini di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi relativi a procedure pubbliche, ai fini di garantire la Trasparenza nella Pubblica Amministrazione. L’accesso ai documenti amministrativi, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza, ai sensi del F.O.I.A.  (acronimo di Freedom of Information Act) che si riferisce all’art. 5, comma 1 del D. Lgs. n. 33/2013 come modificato dal D. Lgs. n. 97/2016.

Uno strumento utilissimo che consiglio caldamente a tutti di utilizzare per avere chiarezza su procedure e concorsi.

È vero.

Circa un mese fa ho esercitato il diritto di accesso agli atti per sapere se il dg Zerzer ed altre figure dirigenziali della Sanità altoatesina fossero in possesso del corso di formazione manageriale sanitario di cui all’art. 2, comma 1, lett. e) del Decreto del Presidente della Provincia n. 27/2017. La richiesta l’ho inviata direttamente al Responsabile per la Trasparenza degli Atti Pubblici della Provincia Autonoma di Bolzano, organo preposto ad accogliere le istanze d’accesso; tale richiesta deve ricevere risposta entro 30 giorni dalla presentazione. 

Puntuali, gli organi provinciali mi rispondono elencando i professionisti da me indicati in possesso di tale corso e, udite udite, tra gli elencati manca proprio il dott. Zerzer. Questo conferma definitivamente, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il dott. Zerzer è stato incaricato nonostante l’assenza dell’indispensabile requisito.

Sulle pagine de “La Voce di Bolzano” sia io che i vari “Impertinenti” abbiamo spesso parlato della nomina di Zerzer a Direttore generale dell’ASDAA, della mancanza dei requisiti indispensabili alla nomina di tale incarico.

Abbiamo parlato anche delle varie dichiarazioni rilasciate in merito dallo stesso dott. Zerzer, spesso divergenti tra loro, agli organi d’informazione. Non per ultima quella che leggo stamane sull’articolo dell’Alto Adige. 

Il tutto parte dalla lettura del suo CV presente sul sito istituzionale dell’Azienda Sanitaria. Leggendo attentamente sui corsi di formazione, risalta subito agli occhi proprio il corso per management sanitario:

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Il dott. Zerzer, in totale trasparenza, dichiara di non essere in possesso del titolo ma di aver partecipato solo ad alcune lezioni.

Al concorso per la selezione a dg, nell’apposito modello da compilare (ha utilizzato il modello in lingua tedesca) per le dichiarazioni di rito, invece dichiara di essere in possesso di tale requisito ovvero di avere il corso di formazione manageriale sanitario (ha barrato la lett. F del modello):

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Di seguito riporto il modello analogo in lingua italiana per una migliore comprensione:

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Converrete col vostro Bellerofonte che la cosa non quadra, assolutamente. È un mero errore? Una svista innocente? Meri errori e sviste non sono ammessi a prescindere, soprattutto se riguardano un incarico che dovrà gestire un budget di un miliardo e trecento milioni di euro annui per la tutela della Salute Pubblica!

Nel corso dei mesi che si sono susseguiti dalla nomina ratificata il 15 ottobre 2018, numerose segnalazioni sono pervenute presso gli organi competenti ed anche la stampa non ha mancato di presenza in merito alla questione, tanto che la nomina di Zerzer è finita in un fascicolo sul tavolo della Procura di Bolzano. 

Lasciatemi dire che ogni cittadino deve essere garante per sé stesso ma prima di tutto per gli altri, soprattutto se gli altri non sono a conoscenza di fatti che possano direttamente od indirettamente cagionare danni di qualsivoglia natura.

Con questo spirito ho fatto la richiesta di accesso, mosso dal legittimo desiderio di vigilare sulla Cosa Pubblica, per tutelare la mia persona e gli altri cittadini, dal desiderio di legittimità e trasparenza che la Legge impone ma che spesso viene elusa e che provoca travasi di bile in quei cittadini per i quali quell’elusione si trasforma in ingiustizia.

Eppure, nonostante l’evidenza, il nostro dg dichiara sulle pagine dell’Alto Adige, riporto testualmente, <<Mi sono iscritto al corso e ho 18 mesi di tempo dalla nomina per frequentarlo, come dice la legge, sono tranquillo>>.

Tranquillo? Siamo sicuri che la Legge dica così?

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L’immagine riporta i requisiti previsti dal Decreto del Presidente della Provincia n. 27/2017, da possedere al momento della domanda di iscrizione alla selezione. Il comma 1 lettera e) è categorico, si deve essere in possesso dell’attestato al momento della presentazione della domanda; il comma 2, ultimo periodo smentisce ulteriormente la dichiarazione di Zerzer, la parte in evidenza parla di produrre l’attestato entro 18 mesi dalla nomina e non di poterlo conseguire in predetto periodo. Anche il bando di selezione, come effettivamente deve essere, riporta quanto prescritto nel decreto voluto dal presidente Kompatscher:

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( https://sabes.onboard.org/it/jobs/vKmZWE4b?from_career_page=true )

Zerzer come si suol dire ha nuovamente “ciurlato nel manico”, certo è che non tocca a noi dire se ha commesso reato ma sicuramente alla luce del modello presentato in fase di selezione, dal curriculum personale, dal bando di selezione e di quanto ottenuto dalla risposta dell’accesso agli atti, il nostro direttore generale con le bugie comincia ad avercelo bello lungo… il naso, cosa avete capito?

Il buon Arno Geppetto ha scolpito male il suo “pezzo di legno”. Zerzerocchio deve aver seriamente scambiato l’Azienda Sanitaria per il Paese dei Balocchi tanto da restarne affascinato da tentare il tutto e per tutto per restare attaccato alla poltrona.

Andiamo Caro (Collodi), non c’è bisogno di denunciare il plagio, la Procura come vedi sta già indagando.

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Angolo Bellerofonte

Stallo alla messicana

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua tastiera alata Pegasus, vi racconterà di cosa accadde il I° maggio.

Kompatscher, Widmann e Zerzer mi chiamarono la sera del 30 aprile per invitarmi alla classica festa del I° maggio, festa dei lavoratori, che si tiene ogni anno in Piazza San Giovanni a Roma. Io, contentissimo, mai mi sarei aspettato un invito del genere perché, diciamola tutta, non è che sia mai corso buon sangue tra il sottoscritto ed i para-teutonici provinciali. Però anche Rocky nel suo quarto film della saga disse che tutto può cambiare ergo, chi sono io per non accettare ciò? Lusingato dall’invito accettai.

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Presi Pegasus, lo strigliai ben bene e partimmo alla volta della Città Eterna.

Arrivati a Roma mi accorsi che mi ero dimenticato il mio calumet della Pace o meglio una birra artigianale da regalare ai miei nuovi amici e quindi, preso dall’ansia di non voler iniziare questa nuova amicizia con una brutta figura, saltai su Pegasus e mi precipitai direttamente a Bolzano a prendere il bibendum dimenticato.

Ma arrivati nella Caput Sudtiroler (passatemi la licenza poetica), scorsi dall’alto i miei futuri compagni del concertone di Piazza San Giovanni dirigersi verso palazzo Widmann in tutta tranquillità. Pensai, tra me e me “Io posso usufruire di Pegasus e della sua velocissima cavalcatura ma loro, come faranno ad essere a Roma entro un’ora?”.

La mia curiosità pervadente cedeva il posto al dubbio e più passavano i minuti, più mi rendevo conto che il tanto sperato ritardo altro non era che la classica, monumentale e romanesca “sola”: ero stato bellamente raggirato.

E il motivo?

Mi è bastato dare un’occhiata all’Albo Pretorio della Provincia, la bacheca dove vengono affissi tutti gli avvisi ufficiali degli Enti Pubblici, per capire che proprio il I° maggio non solo ricorre la festa dei lavoratori, ma è anche la data di scadenza per presentare la candidatura per l’iscrizione all’Albo Provinciale degli Idonei al ruolo di Direttore Generale della provincia di Bolzano“.

 

Bentrovati miei Bellerofontenauti, come anticipato nel mio viaggio immaginario, a breve scadranno i termini per la domanda di iscrizione all’Albo Provinciale degli Idonei alla carica di Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, poltrona ormai più incandescente della lava dell’Etna in piena eruzione. 

Col decreto Legislativo 171/2016, il Parlamento ha  ratificato la nuova norma riguardante la nomina dei direttori generali in ambito sanitario, istituendo un albo nazionale (fino ad allora regionale) in modo da rendere le nomine quanto più indipendenti dalla politica, almeno nelle intenzioni. 

Anche le province autonome di Trento e Bolzano sottoscrissero nella conferenza permanente Stato/Regioni/Province Autonome, gli accordi atti alla formazione di quest’albo. 

Nel pieno rispetto degli accordi sottoscritti con le “Autonomie”, la Provincia di Bolzano ottenne per quanto concerne il proprio territorio, che l’eventuale candidato per l’Alto Adige oltre ai requisiti di cui all’albo nazionale, doveva essere in possesso del “famigerato” patentino di bilinguismo ovvero la conoscenza certificata della lingua nazionale – l’italiano – e la lingua tedesca.

Ebbene cari lettori, al momento dell’istituzione dell’albo nazionale ed ancora oggi, solamente un candidato risulta essere in possesso dei requisiti per ricoprire la carica di direttore a Bolzano.

Sto parlando di Thomas Schael, già direttore dell’azienda bolzanina al momento dell’istituzione dell’albo ma inviso alla Giunta provinciale, tanto da decretarne la rocambolesca e roboante anticipata decadenza rispetto ai termini di scadenza contrattuale dell’incarico.

Immaginate l’imbarazzo: mandano via Schael per poi ritrovarselo tra i piedi legittimato da un decreto legislativo. Troppo perché non intervenga il “legislatore altoatesino”, mister “Ci Penso io” (riferito alla questione polizza che costò proprio il posto a Schael). 

Arno Kompatscher, con un provvidenziale decreto presidenziale – mamma mia che parolone – n. 27/2017, istituì il suo personalissimo albo degli idonei a direttore generale per l’Alto Adige, contravvenendo agli accordi presi nella Conferenza Stato/Regioni e la motivazione sembra più che evidente: se avesse accettato le regole come tutti fanno, avrebbe subito un’autorete planetaria, soprattutto con una campagna elettorale alle porte, obbligato a rinominare Schael come successore di se stesso. 

Bisognava a tutti i costi scongiurare il pericolo, più incombente che mai, e l’istituzione dell’albo provinciale è apparsa l’unica strada percorribile. 

Il resto lo conosciamo già.

Schael, iscrittosi regolarmente al concorso venne dichiarato non idoneo da una Commissione Selezionatrice completamente illegittima se ci riferiamo alle disposizioni del decreto, ma più che titolata secondo la “volontà” della Giunta. 

Oggi, dopo due anni, ci ritroviamo nella stessa impasse simile ad uno stallo alla messicana, con una procedura d’iscrizione all’albo provinciale illegittima, con una serie di candidati probabilmente inidonei secondo la normativa nazionale, tra cui il celeberrimo direttore Zerzer, per il quale la Procura locale sta spulciando proprio la documentazione inerente alla sua attuale nomina, peggio di una scimmia che spulcia i suoi piccoli. 

Anche stavolta credo che il dott. Schael proverà ad iscriversi all’albo provinciale, forte di essere attualmente ancora l’unico a possedere i requisiti di iscrizione. Ma la sua forza non deriva solo dai requisiti, la fiducia e la stima che la stessa ministro Grillo, titolare del dicastero della Salute, nutre nei confronti del dirigente, è ricambiata dall’ottimo lavoro che sta svolgendo in Calabria. 

Il Sub-Commissario per il Piano di Rientro e Riqualificazione Thomas Schael, sta infatti facendo grandi cose nell’antica Magna Grecia, dove con l’ultimo successo ottenuto con l’approvazione dello straordinario “Decreto Calabria”, si è dato inizio ad una nuova epoca per la sanità in loco.

Se ci è riuscito in una regione storicamente “difficile”, immaginiamo cosa potrebbe fare in un Alto Adige sempre più sulle barricate, insofferente alle regole della Repubblica, promotore di iniziative illegittime, in attesa che la Procura dia il suo responso su quelle presunte illegali.

Sempre che qualcuno a Roma si risvegli e noti che attualmente nella sanità altoatesina vige una condizione tale da lasciar presumere un intervento straordinario, in quel caso sarò il primo a dare il benvenuto al Commissario Schael.

Dal vostro Bellerofonte e tutto e a spron battuto mi accingo a raggiungere i miei amici.

Quelli veri, i Guardiani della Legalità.

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Angolo Bellerofonte

Le solite direttive non rispettate: ora tocca all’Ordine del Medici di Bolzano

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a bordo della sua fida tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quando Alcmeone, Callifonte e Ippocrate, i famosi medici dell’antica Grecia, decisero che era il momento di portare la loro conoscenza e sapienza medica altrove.

E fu in questo frangente che io venni interpellato quale conoscitore del mondo che sta al di là delle Colonne d’Ercole, o meglio di quel mondo che sta al di là dei piloni del ponte sul Talvera.

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Io mi diedi subito da fare per accontentare miei compatrioti ellenici, tanto che dissi subito che nella valle di Bolzano c’era carenza di medici e che loro non avrebbero avuto difficoltà a continuare il loro lavoro e la loro ricerca.

C’era solo un problema, se sei un medico e per giunta straniero, la professione sul suolo italico si può esercitare solamente se conosci la lingua italiana, cosa giusta e logica. 

Allora ci presentammo al cospetto dell’Ordine dei Medici della provincia di Bolzano e dopo aver mostrato le credenziali dei miei illustri amici, chiedemmo dove si potesse sostenere l’esame di lingua.

Ma Ippocrate tirandomi per una manica, mi disse preoccupato che nessuno di loro conosceva una sola parola del linguaggio peninsulare, tant’è che l’uomo che ci stava accompagnando nella stanza dell’esame si accorse del disagio del mio amico, ma con fare sornione disse: <<non conoscete la lingua nazionale? No Problem! Qui all’ordine dei medici di Bolzano non diamo tanto credito a certe direttive ministeriali anzi, abbiamo tra i nostri iscritti diversi medici che non capiscono un’acca d’italiano ma in compenso parlano perfettamente la lingua tedesca, tanto chi ci controlla?>>

 

Bentrovati miei cari Bellerofontenauti, come mia consuetudine utilizzo questi immaginari viaggi pregni di fantasia e di paradossi che tanto paradossali non sono, per introdurvi alla notizia. In questi giorni “La Voce di Bolzano” sta riportando accadimenti di una certa gravità, anche se non sembra.

Giusto per rinfrescare la memoria, la nostra “Impertinente” Elisabetta Cardinali in alcuni articoli recenti, ha riportato quanto accaduto il 27 marzo scorso presso il dicastero della Salute romano, dove in un incontro tenutosi tra la delegazione dell’Azienda Sanitaria Altoatesina ed i rappresentanti del Ministero della Salute, uno scomposto ed ostile Florian Zerzer dichiarò apertamente che in Alto Adige esercitano medici che parlano solo il tedesco.

Apriti cielo.

Sembra una cosa di poco conto e del tutto ininfluente, invece è di una gravità estrema e cerco di farvelo capire con un paragone. 

Immaginate di essere in una città tutt’altro che fortificata, in attesa di essere attaccati da un nemico fortissimo ed agguerrito. La vostra unica speranza è di non farvi sorprendere, perciò piazzerete strategicamente una vedetta in modo che da lontano possa avvistare il nemico e lanciare l’allarme. Ora immaginate che la vedetta, unico baluardo posto a difesa della città, fosse contemporaneamente muta, cieca e sorda. Un’inevitabile disfatta per la città, ho reso l’idea? 

Ora pensate a quei casi in cui vi è capitato che a seguito di un ricovero avvenuto in un ospedale dell’Alto Adige, vi siate confrontati con un medico che non conosce l’italiano e perciò impossibilitato ad effettuare una diagnosi. Se avessi un euro per ogni vostro pensiero, diventerei immediatamente milionario perché è facile intuire la domanda: ma com’è possibile che in ospedale ci siano medici che non parlano l’italiano?

La risposta alla vostra domanda è O.M.C.e.O. ovvero l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e nello specifico quello della provincia di Bolzano.

Che cos’è l’O.M.C.e.O? L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri è un organismo professionale, amministrativo e giuridico che si occupa della difesa e della regolamentazione della professione medica. Svolge attività sussidiaria al Governo, con finalità di indirizzo e controllo dell’esercizio della professione medica. Tutti i medici che vogliono esercitare in ambito delle strutture nazionali, devono per forza essere iscritti all’albo.

Anche i medici stranieri possono iscriversi a tale albo per poter esercitare la professione, ma con un piccolo distinguo: se hanno conseguito gli studi in Italia non ci sono problemi ma se hanno conseguito gli studi all’estero, l’Ordine al quale si è presentata la domanda d’iscrizione deve verificare la conoscenza e la padronanza della lingua nazionale.

Non è una discriminante, riguarda esclusivamente la capacità di un medico di comprendere bene quel che gli si sottopone al fine di pronunciarsi in una diagnosi pronta ed efficace.

Purtroppo questo tipo di controllo non è stato adempiuto dall’Ordine di Bolzano, lo ha confermato lo stesso dg Zerzer che mal sopporta l’idea di sottostare all’Ordinamento Italiano. Peggio si potrebbe dire del massimo rappresentante dell’Ordine bolzanino, la dott.ssa Monica Oberrauch, responsabile di tale “svista” che sta costando tantissimo in termini di immagine e di credibilità all’Ordine stesso. 

Tempo fa per tramite del loro legale, la “Evita Peron” bolzanina, fece addirittura recapitare al nostro giornale una lettera di diffida a scopo intimidatorio come risposta ad una affermazione riportata in un articolo, al quale si dava all’Ordine dei medici di Bolzano di essere conniventi con alcune iniziative poste dall’Azienda Sanitaria riguardo l’assunzione e la formazione di medici specializzandi sin dal primo anno di specializzazione. 

Lettera morta. 

Come l’esposto depositato addirittura dal DG nei confronti del dott. Gallo, esposto che ha fatto prima il giro di tutti i medici e non dell’Alto Adige e poi infine notificato al diretto interessato. Non c’è che dire, fräulein Oberrauch intimidisce con missive legali ma a capacità gestionali lascia tanto a desiderare. 

Troppo. 

Così troppo che il suddetto Ordine sembra sussidiario all’ordine Austriaco piuttosto che al Governo Italiano, visto che addirittura ha avallato attivamente la delibera dell’Azienda Sanitaria sulla formazione dei medici specializzandi da eseguirsi secondo l’Ordinamento Austriaco. Siamo proprio fuori dalla grazia di Dio.

E Dio chiama, o meglio scrive.

Il Ministero della Salute dopo l’uscita di classe del dott. Zerzer, per mano della dottoressa Ugenti e su incarico del Ministro ha chiesto chiarimenti all’Ordine dei Medici bolzanino; vi propongo il testo della lettera firmata ed inviata dal Ministro:

”Sono pervenute a questo ministero segnalazioni concernenti presunte iscrizioni, effettuate da parte di codesto Ordine, di medici che non conoscerebbero la lingua italiana. Considerato che tale situazione, se confermata, potrebbe arrecare un grave danno al cittadino nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, si chiede di fornire con urgenze notizie in merito”.

Ora non vorrei essere nei panni della dott.ssa Oberrauch, che secondo indiscrezioni pare abbia ricevuto la missiva da alcuni giorni ma che ancora non abbia proferito parola a tal merito all’Ordine stesso. Mi auguro che l’ordine abbia copie cartacee dei colloqui sostenuti e delle verifiche effettuate (prove orali e scritte) per determinare le conoscenze linguistiche necessarie.

Ogni Ordine è responsabile in maniera autonoma a differenza dei paesi d’area tedesca ma vige un accordo di reciproco riconoscimento con l’Austria e non di immotivata sottomissione. 

Credo che la nostra presidentessa abbia fatto oramai il suo tempo in seno all’Ordine, le sue nascoste peculiarità sono venute meno a favore di un interesse che è diametralmente opposto all’interesse della Sanità Pubblica, venedo meno al suo mandato di rappresentanza. L’Ordine dei Medici di Bolzano non è “Una Cosa Nostra”, dell’Alto Adige, il Ministro lo ribadisce nella sua missiva, atteggiamenti discriminanti recano gravi danni nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.

E qui concludo e visto che l’Ordine non garantisce l’esercizio, è meglio per Ippocrate, Alcmeone e Callifonte rivolgersi presso un’altra struttura.

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