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Angolo Bellerofonte

In caso di decadenza, nomina di riserva: il mito di “Zerzerstein” alla lente d’ingrandimento

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che vi racconterà di quando la sua tastiera alata Pegasus, lasciata al pascolo tra le verdi valli per un meritato ristoro, ebbe un incontro ravvicinato e pauroso con una creatura relegata ormai al mito, ma così mitologica che ispirò il primo romanzo fantasy scritto dall’autrice britannica Mary Shelley.

La creatura di cui stiamo parlando ormai non si aggira più tra le valli e nemmeno tra le maestose cime delle Dolomiti anzi, se avete voglia di vederlo e magari scattare una foto ricordo insieme, non avete che da andare presso la sede dell’ASL AA di Bolzano,  perché è li che attualmente risiede “HERR DOKTOR ZERZERSTEIN”!

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Non se la prenda a male il buon direttore generale Florian Zerzer, ma non si possono nascondere le mostruose analogie emerse dalla sua nomina e la creatura di Mary Shelley, entrambi caratterizzati da una esistenza “innaturale”. Se il secondo “nasce” da un esperimento del dott. Viktor Frankenstein che riporta in vita un essere inanimato, il primo scaturisce dall’innaturale, illegittimo ed tendenzioso decreto legge provinciale 27/2017 concernente l’elenco provinciale degli idonei alla nomina a direttore generale dell’Azienda Sanitaria Alto Adige, meglio conosciuto come “Decreto Ad Caxxxm”!

Perché? Presto detto.

Non è la prima volta che ci occupiamo del caso Zerzer. Nel mio viaggio del 29 settembre C’è un pasticcio? Mi ci impiccio: il conflitto normativo con Roma nel teatrino delle nomine nella Sanità”, avevo spiegato nel dettaglio le incongruenze tra la normativa nazionale e quella provinciale, dove l’illegittimità si impone su una normativa nazionale che in fase di studio era stata espressamente sottoscritta dalla stessa Provincia in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

Ma sono emersi nuovi elementi come sempre determinanti a conferma dell’illegittimità della nomina di Zerzer, anzi direi illegalità, rilevabile negli stessi atti che deliberano il suo incarico da parte della Giunta Provinciale.

Procediamo con ordine.

Decreto del Presidente della Provincia (D.P.P.) n. 18686/2018 del 28/09/2018. Con questo decreto, il presidente Kompatscher su richiesta di Florian Zerzer del 26/09/2018, revoca al medesimo la nomina di Direttore del Dipartimento Sviluppo del Territorio, Ambiente ed Energia, effettuata sempre con D.P.P. 2243/2014, mediante chiamata esterna ovvero “…a persone estranee all’amministrazione provinciale…” (art. 14, comma 2, Legge Provinciale 10/1992).

D.P.P. n. 19008/2018 del 01/10/2018. Con questo decreto, il presidente Kompatscher, su proposta dell’assessore Richard Theiner del 26/09/2018, rinomina Florian Zerzer quale Direttore del Dipartimento Sviluppo del Territorio, Ambiente ed Energia; nel quinto capoverso in premessa del decreto, si legge che “Il signor Zerzer è un dipendente provinciale con lavoro a tempo indeterminato”.

Come è possibile un simile paradosso? Il 26/09/2018 Zerzer si dimette da incarico esterno, nello stesso giorno Theiner lo ripropone per lo stesso incarico e Kompatscher lo rinomina in qualità di dipendente della Provincia? Ma scherziamo?

D.P.P. n. 20064/2018 del 12/10/2018. Con questo decreto, il presidente Kompatscher revoca nuovamente l’incarico a Zerzer. Con lettera dell’11/10/2018, Zerzer in accordo con l’assessore Theiner, comunica il recesso dal suo incarico da Direttore del Dipartimento Sviluppo del Territorio, Ambiente ed Energia appena dieci giorni dopo la nomina da parte di Kompatscher.

Capita la partita a scacchi? Zerzer, che è un direttore esterno all’amministrazione provinciale, si dimette dall’incarico e nella stessa giornata viene rinominato per lo stesso incarico, con la variante che nella rinomina si ritrova “dipendente a tempo indeterminato” e non più esterno della Provincia. Neanche il prof. Silente della saga di Harry Potter sarebbe stato capace di tanta magia. SCACCO MATTO!

Ma se questo sembra essere uno dei tanti equivoci amministrativi per cui la Provincia è nota, al vostro Bellerofonte pare invece di aver assistito ad una di quelle subdole manovre atte a favorire qualcuno. 

La nuova revoca di Zerzer era necessaria ai fini del nuovo incarico di Generaldirecktor che avrebbe assunto il 02/10/2018 con delibera n. 1007, in quanto l’art. 3bis, comma 11, del Decreto Legislativo 502/92, prevede che “La nomina a direttore generale, amministrativo e sanitario determina per i lavoratori dipendenti il collocamento in aspettativa senza assegni e il diritto al mantenimento del posto”.

Fin qui nulla da eccepire se non per il fatto che tale revoca sembra proprio che sia servita a salvaguardare il futuro lavorativo di Zerzer, che in caso di decadenza dal nuovo incarico di direttore dell’ASL AA a causa di tutte le illegittimità evidenziate, comunque si ritroverà con una posizione in seno all’amministrazione provinciale a tempo indeterminato, posizione alla quale ancora non riusciamo a capacitarci come ci sia riuscito ad accedere in sole 24 ore e senza uno straccio di concorso.

Come dire: se Zerzer cadrà, lo farà comunque in piedi.

ACHTUNG! Dobbiamo fare attenzione su un aspetto tutt’altro che trascurabile, perché se fosse verificato che Zerzer non ha chiesto l’aspettativa dalla Provincia, saremmo in netta violazione dell’art. 3bis, comma 10, del Decreto Legislativo 502/92, che prevede che “La carica di direttore generale è incompatibile con la sussistenza di altro rapporto di lavoro, dipendente o autonomo”.

Ora, se permettete, cerco di recuperare il mio spaventatissimo Pegasus, non vorrei che incontrasse nuovamente il “Mostro di Zerzerstein”!

 

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Angolo Bellerofonte

NO patentino, NO Asl: il ritorno dello straordinario caso Zerzer

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che con la sua fidata tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quella volta che venne invitato da John Travolta ad una delle feste mondane che si tenevano allo Studio 54, la leggendaria discoteca di New York situata al numero 254 della 54a strada ovest a Manhattan, tra la Settima e l’Ottava Avenue. 

Lasciato a pascolare Pegasus in Central Park, io e John in preda ad una mistica febbre del sabato sera, ci presentammo alla porta dello Studio perché eravamo in lista. La serata era già calda e l’aria elettrizzante, al suo interno c’era una festa organizzata dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, pullulante di belle donne e soluzioni saline che scorrevano a fiumi.

Entrando, si intravedevano il presidente Arno Kompatcher con addosso un collo di camicia inamidato (successivamente donato all’elisoccorso del 118 come pista d’atterraggio), in compagnia del giovane Phillip Achammer  che faceva testacoda al centro della pista con la sua Golf Car.

<<I ragazzacci sudtirolesi non perdono occasione per fare baldoria, ci stanno dando dentro di brutto>> dissi ad un ultra impomatato John Travolta.

<<Sono i migliori, danno spettacolo come nessun altro al mondo. Loro sanno come divertirsi, lo sanno perché è previsto nello Statuto dell’autonomia>> aggiunse John mentre ancheggiava in pista.

Ma subito l’atmosfera si raggelò quando scorgemmo due buttafuori che gentilmente indicavano l’uscita all’organizzatore della serata, il direttore generale Florian Zerzer.

Contrariato, anzi furibondo, lui chiedeva il perché e visto che la festa era sua, non voleva sentire regioni: non se ne sarebbe andato. Una protesta che durò fino all’intervento del direttore della discoteca che disse <<caro dott. Zerzer, le regole sono regole e le stabilisce Lei. Questa è una festa per dirigenti dell’Asl dell’Alto Adige e come Lei ben sa in quanto dirigente, tutti debbono essere provvisti del patentino di bilinguismo. Ce lo mostri e non ci saranno problemi.>> 

No patentino? No party!

Bentrovati epici divoratori delle mie avventure. Niente di più vero o così sembra. Vi ricordate del mio viaggio di circa tre mesi fa L’Alto Adige e la Sanità piena (forse) di illegittimità”? già in quell’occasione sottolineai la poca trasparenza circa i requisiti per l’accesso all’elenco provinciale degli idonei alla nomina di direttore generale dell’Azienda Sanitaria, in quanto il curriculum era piuttosto vago ed addirittura divergente nelle due versioni, quella italiana e quella tedesca.

Successivamente i due curriculum vennero ripubblicati ed allineati con dichiarazioni finalmente convergenti. Ma l’ombra del dubbio non è stata minimamente fugata.

Se oggi andiamo a leggere il nuovo curriculum, alle competenze personali troviamo le seguenti diciture:

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In sostanza siamo in presenza di un’autodichiarazione che attesta la conoscenza delle lingue, in questo caso italiano e tedesco, necessarie per l’accesso all’elenco provinciale. Ma resta sempre il fatto che si tratta di mera autodichiarazione. 

Giusto per puntualizzare, se prendiamo il curriculum dell’ex direttore amministrativo dott. Zeppa e controlliamo quanto dichiarato sulle competenze linguistiche, possiamo vedere come l’autodichiarazione sia comprensiva anche del numero di patentino a fugare ogni dubbio sulla sua veridicità.

Ritornando al nostro dg, almeno sull’italiano non dovrebbe avere problemi: la laurea conseguita in un ateneo peninsulare è più che soddisfacente per il patentino, ma per il tedesco non basta essersi dichiarato madrelingua, perché anche per tale requisito serve il patentino.

Attenzione: non lo dico io ma è previsto nel Decreto del Presidente della Provincia di Bolzano n. 27/2017:

Aggiungo che il possesso del patentino di bilinguismo andava dichiarato in sede concorsuale e se il dott. Zerzer avesse dichiarato il possesso senza averlo mai conseguito, la sua dichiarazione sarebbe mendace, ovvero, avrebbe commesso reato penale.

Sappiamo, secondo indiscrezioni, che la mancanza di patentino di bilinguismo tedesco viene accettato per consuetudine dagli uffici provinciali preposti da chi si dichiara di madrelingua tedesca (come dire, manca nella forma ma non nella sostanza), ma qui siamo in Italia, uno Stato di Diritto e non una repubblica delle banane, ed è sulla forma che si basa l’andamento regolare di una nazione, mentre la sostanza ne è solo la naturale conseguenza.

Sarebbe come dire che chi è in possesso di un’automobile in sostanza può guidarla perché ne basta il semplice possesso e non perché ha conseguito formalmente la patente.

In conclusione, devo comunque sottolineare un punto importante ed imprescindibile del mio operato. Questi “fantastici” viaggi altro non sono che una ricerca della verità nel senso più puro del termine, verità a volte scomoda che evidenzia un mondo di irregolarità ed illegittimità che condizionano anche in maniera irreversibile, la vita di chi ci circonda.

Pensate se veramente il dott. Zerzer non avesse questo benedetto patentino di bilinguismo tedesco quali potrebbero essere tutte le implicazioni che ne deriverebbero.

La Commissione di valutazione che ha verificato i requisiti dell’attuale dg avrebbe, nel caso avesse lasciato correre, commesso un reato.

Un’accusa che potrebbe arrivare anche all’indirizzo del Presidente della Provincia il quale, anche se fosse stato all’oscuro dei requisiti, sarebbe comunque colpevole perché è la sua Giunta che ha nominato la Commissione ed è sempre il Presidente della Provincia che ha firmato il contratto.

Reato penale? Ma anche danno erariale, di quelli che bisogna pagare di tasca propria. Pensate un po’ quanto può costare una semplice dichiarazione mendace.

Pensate alla carenza cronica di medici e paramedici causati proprio dal mancato possesso dei vari patentini, al ricorso a medici con contratti d’opera che producono una straordinaria spesa fuori controllo, a tutti quei concorsi che vanno deserti perché il mancato possesso del patentino è motivo di esclusione irrevocabile.

Pensate a tutte quelle prestazioni sanitarie che non possono essere somministrate, all’assistenza sanitaria negata per insufficienza di personale specializzato preposto, alle code al Pronto Soccorso, alle cartelle cliniche e a tutto quello che è legato al possesso del patentino, compreso il mondo della scuola e del lavoro in genere.

Pensate a tutto ciò, pensate a quante implicazioni per lo più discriminanti, limitanti e vessatorie può provocare una prescrizione imposta da un decreto ormai superato, perché come invecchia l’uomo, anche le sue azioni invecchiano insieme a lui.

Qui dallo Studio 54 è tutto, al vostro Bellerofonte non resta che recuperare un ormai esausto Tony Manero ed intraprendere un nuovo viaggio.

 

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Angolo Bellerofonte

In tutta onestà, lasciate risolvere a quelli capaci i problemi della Sanità

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che con la sua fidata tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quando in una giornata afosa e con caldo torrido con un nitrito e quattro battiti di tastiera, Pegasus mi fece capire che voleva farsi un bagno ristoratore. Così puntammo direttamente sulla prima macchia d’acqua che vedemmo dall’alto: il lago di Caldaro.

Mentre ci accingevamo a compiere il famoso tuffo in picchiata, proprio al centro del lago si palesò una figura che mai avrei immaginato di incontrare in un simile luogo: dalle acque del Caldaro emerse nientepopodimeno che il capitano Nemo col suo fantastico sottomarino Nautilus.

Stupito mi precipitai verso di lui e quando fummo uno di fronte all’altro, capii che stava cercando disperatamente aiuto.

Nemo vecchio lupo di mare, cosa ci fate qui tu ed il tuo Nautilus nella terra dei Nibelunghi?”, chiesi sorpreso nel vederlo dove mai mi sarei aspettato.

Bellerofonte, è il Cielo che ti manda – rispose il mio acquatico amico – . Ho bisogno del tuo aiuto e di quello di Pegasus. Mentre navigavo ho scorto sul fondale la “Sanitanic”, la nave da crociera dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige e, non ci crederai, sullo stesso fondale ho trovato il direttore generale Zerzer armato di pala che stava scavando!“.

Zerzer sul fondale che sta scavando? Ma la sua nave ha già toccato il fondo, perché mai continua a scavare?”, risposi io completamente allibito dalla notizia.

E’ quello che dico anch’io. Ti prego aiutami a farlo ragionare. Gliel’ho detto che più a fondo di così la Sanitanic non può andare ma lui non vuol sentire ragioni e va come un fuso per la sua strada“.

Care amiche ed amici bellerofontizzati, come di consuetudine mi piace introdurre ogni argomento con una fantasiosa interpretazione degli eventi ed anche questa volta non sono riuscito a farne a meno.

Anche questa volta, la fantasia non è tanto distante dalla realtà. Anzi direi che sarebbero perfettamente coincidenti se tutto ciò accadesse sulla terraferma e non nella splendida cornice del lago di Caldaro.

In questi giorni il Ministero della Salute ha pubblicato una sorta di linee guida atte al miglioramento delle prestazioni sanitarie. Tra le direttive poste nel documento, ce n’è una che non potrà non far piacere ai cittadini altoatesini: le liste d’attesa.

Infatti, il Ministero dà precise indicazioni circa lo smaltimento delle liste d’attesa e della gestione dei vari CUP.

Nel documento di programmazione è stato inserito che le attese per l’accesso alle prestazioni sanitarie non potranno superare i 60 giorni e dove non ci sia la possibilità di accesso alle strutture ordinarie, si potrà accedere alle strutture convenzionate pagando solo il ticket come per le strutture sanitarie.

Non c’è che dire, una soluzione finora mai considerata ma non finisce qui. Nelle aziende sanitarie, ove persisterà la situazione di inadempienza a tale disposizione, la responsabilità ricadrà direttamente sul direttore generale con l’immediato licenziamento per inadempienza contrattuale, così come previsto già nel decreto legislativo n. 502 del 1992 (ma finora scarsamente applicato).

Tradotto in lingua bolzanina significa che il dg Zerzer, che dal giorno della sua nomina sembra non abbia ancora disfatto le valigie, dovrà andarsene per cronica inadempienza contrattuale, visto che nell’orami lontano gennaio 2017, l’allora assessore Stocker rispose ad un’interrogazione che i problemi del CUP sarebbero stati risolti in sei mesi. A farle eco il dott. Armanaschi (non ho mai capito la carica che ricopre in azienda) affermando che il piano di livellamento del CUP sarebbe stato risolto con data certa entro il 2020.

Siamo a febbraio 2019, in sessanta giorni arriveremo ad aprile 2019 e fino al 2020 è più facile che il Talvera cambi direzione di scorrimento piuttosto che vedere risolto il problema del CUP, se prima non si risolvono i problemi di reperibilità di medici.

Quindi, secondo un criterio ormai consolidato del nostro eroe Zerzer, piuttosto che cercare di risolvere il problema o almeno prenderne coscienza, si è optano per azioni atte ad aggravare ulteriormente la già disastrata posizione: da qui la macchietta dell’ulteriore scavo in fondo al lago, perché solo qui si può andare ancora più giù di quanto sia possibile.

Infatti la Giunta Provinciale Kompatcher & Co., ha ben pensato di tutelare gli interessi dell’Autonomia (o gli interessi della “Gente alta”, dipende da quale punto di vista si affronta la cosa) impugnando con tanto di delibera, la n. 110/2019, la Legge di Bilancio 2019, la quale prevede un ridimensionamento dei vitalizi e dei privilegi goduti finora, oltre che a rendere inutile la legge provinciale Omnibus, quella che prevede in Alto Adige l’assunzione di medici appena laureati senza essere mai entrati in corsia, mentre la previsione di legge indica l’assunzione di medici specializzandi dal quarto anno in poi.

Riassumendo quindi tutto quello che è finora accaduto, posso fare questo elenco:

– La nomina del dottor Florian Zerzer a direttore generale dell’azienda ospedaliera senza i requisiti previsti dalla normativa vigente;

– L’approvazione da parte del neo dg di una serie di delibere che riportano l’azienda sanitaria ai tempi della medicina etrusca;

– Il rinnovo dell’incarico a primario della dott.ssa Regele senza aver proceduto alle verifiche di legge, sia nazionali che provinciali;

– La rettifica alla nomina a primario della dott.ssa Regele, ancor più illegittima della delibera originale;

– L’assenza di risposte alle tante interrogazioni in Consiglio Provinciale per chiarimenti circa la questione polizza RCT aziendale ed il rinnovo dell’incarico di primario alla dott.ssa Regele, sui molteplici contratti d’opera intestati al dott. Abbas;

– L’uso indiscriminato di contrattisti d’opera che ha intasato la sezione del “Lavoro” del Tribunale di Bolzano;

– L’uso indiscriminato di medici in pensione profumatamente remunerati contravvenendo alle disposizioni di legge;

– L’assunzione di medici appena laureati, in gergo “Brufolosi con lo stetoscopio”, che potranno intervenire in sala operatoria, diagnosticare patologie e rilasciare cure senza aver minimamente iniziato la specializzazione, secondo l’Ordinamento Austriaco e non Italiano.

Prendete coscienza di questo elenco perché tutta questa situazione, ha prodotto la splendida posizione della Regia Provincia Autonoma di Bolzano nella classifica dei Livelli Essenziali di Assistenza (L.E.A. ovvero l’insieme di tutte le prestazioni, servizi e attività che i cittadini hanno diritto a ottenere dal Servizio Sanitario Nazionale, allo scopo di garantire in condizioni di uniformità, a tutti e su tutto il territorio nazionale).

UDITE UDITE!

Non in prima, non in sesta, non in sedicesima e nemmeno in ultima ma addirittura dopo l’ultima posizione della griglia LEA, troviamo la Provincia Autonoma di Bolzano. Perché? Perché non hanno mai trasmesso i dati al Ministero della Salute.

E perché non hanno mai trasmesso i dati al Ministero della Salute? Riguardatevi l’elenco ed avrete trovato la risposta, chi agisce con inettitudine ha poco di cui vantarsi. 

Scava Zerzer, vai ancora più giù di quanto sia possibile per un essere umano fare.

Io solo a vedere questa scena mi sento male, ma così male da montare su Pegasus con un salto che alle Olimpiadi mi varrebbe una medaglia d’oro e via a spron battuto verso la Calabria. l

A vedere la griglia LEA, lì almeno un minimo di assistenza sanitaria lo garantiscono.

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Angolo Bellerofonte

Più incarichi allo stesso medico: l’ubiquità nella Sanità altoatesina e la moltiplicazione dei contratti d’opera

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che con la sua fidata tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quando insieme a Gandalf, Frodo e gli altri Hobbit, giravamo nella terra di Mezzo alla ricerca del fatidico anello.

Fu in quell’occasione che fui costretto ad abbandonare il gruppo perché Pegasus, vittima di un incidente, aveva urgente bisogno di cure. E nel frattempo, alla ricerca di un valido cerusico per la mia tastiera alata, approdammo in quel che era il Pronto Soccorso dell’ospedale di Bolzano.

Lì trovammo un bravo medico, preparato e gentile, che mise velocemente Pegasus in condizioni di ripartire. Così ringraziammo e partimmo.

Purtroppo, nel giro di una notte, le condizioni del mio fedele amico si aggravarono tanto da doverci mettere alla ricerca di un altro medico. Avevamo fatto poca strada, infatti eravamo vicini a Merano e da lì cercammo il Pronto Soccorso locale.

Nell’attesa, mentre accarezzavo la criniera alata del mio quadrupede, pensavo tra me e me “Chissà se troverò un medico altrettanto bravo e gentile come quello di Bolzano”. 

“Lassù nel cielo qualcuno mi ascolta?” urlai con tutta la voce strozzata dall’emozione e mi domandai perché non potessi trovare ad accoglierci un medico bravo come quello di Bolzano. E come per miracolo, trovai proprio quel medico!

Ne rimasi così positivamente colpito che dimenticai addirittura di chiedergli se fosse stata una mera coincidenza, ma non cercavo niente di meglio. E come fece a Bolzano, si prese amorevolmente cura di Pegasus così che potemmo subito ripartire.

Oramai contento del lieto fine della disavventura ed in procinto di riunirmi ai miei compagni di viaggio, presi rotta verso le alpi svizzere con la leggerezza di un animo sollevato dalle pene passate.

Ma l’idillio non durò molto, Pegasus lamentava ancora dolori ed io non potevo continuare in quelle condizioni pietose, quindi scendemmo di quota e prendemmo terra nella ridente cittadina elvetica di Biel, a circa 500 Km di distanza da Bolzano.

Trovammo una clinica specializzata in tastiere alate e ad attenderci una gentilissima infermiera, che ci accolse calorosamente per poi condurci nel studio di un medico specialista.

Non potete immaginare la mia sorpresa mista a stupore/meraviglia quando, inaspettatamente e senza alcun modo di poter prevedere la cosa, ci trovammo per l’ennesima volta di fronte lo stesso medico che ci ricevette nei PS di Bolzano e di Merano.

Anche se costituisce una premessa di pura fantasia, la storia che vi ho appena descritto è di una realtà così fondata che avrete capito immediatamente che c’è qualcosa che non quadra, se pure avesse tutti i lati di egual misura.

I fatti.

L’altro giorno, mentre ero alla ricerca di un documento on-line, per una mera coincidenza mi sono imbattuto nella pagina del sito internet istituzionale dell’Azienda Sanitaria Alto Adige dove sono elencati tutti gli incarichi e/o conferimenti esterni affidati dall’azienda a professionisti del settore.

Il primo nome che ho letto è stato quello del dott. Jamil Abbas medico specialista, quale titolare di un contratto d’opera annuale presso il Pronto Soccorso di Bolzano, giusta determina del Direttore di Comprensorio n. 590/2018.

Il sito riporta che per tale contratto d’opera, al dott.Abbas viene riconosciuto un corrispettivo annuale pari a 119.520,00 euro; se IVA compresa o esclusa non ci è dato saperlo.

E qui arriva la sorpresa, perché il secondo in elenco alfabetico è sempre il dott. Jamil Abbas medico specialista, quale titolare di un altro contratto d’opera annuale stavolta presso il Pronto Soccorso di Merano, giusta determina del Direttore di Comprensorio n. 172/2018; questa volta il compenso è di 136.000,00 euro.

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(fonte: http://www.sabes.it/it/amministrazione-trasparente/incarichi-consulenze.asp)

È finita qui? Magari.

Voi siete degli attenti osservatori, perciò avrete notato che il peso in KB degli allegati – come anche il nome sia con titolo che senza titolo – non sono corrispondenti ergo, sarebbe logico pensare di esserci imbattuti in un normale caso di omonimia. 

Macché! 

I due curriculum sono diversi nella forma ma non nella sostanza. Lo stesso dicasi per le dichiarazioni allegate D1 e D2 tranne che nel caso delle dichiarazioni, dove piccole variazioni hanno destato altri sospetti ed un ulteriore indagine.

Infatti, nella dichiarazione D1 del PS di Bolzano, il dott. Abbas dichiara di essere a contratto d’opera non solo al PS di Merano ma che contemporaneamente presta servizio anche in una clinica a Biel, in Svizzera, proprio come nel racconto introduttivo. 

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A questo punto, potremmo pensare che il nostro dott. Abbas sia un santone della lontana India o, in alternativa, un pio maestro in odore di santità. Diversamente, non riuscirei a spiegarmi il dono dell’ubiquità di cui pare godere.

Perché ubiquità? Tenetevi forte.

In Italia, l’attività di medico di reparto viene suddivisa in 38 ore settimanali; tale orario per la Provincia Autonoma di Bolzano pare che sia di 40 ore settimanali. Comunque in linea con la normativa europea vigente in materia.

In entrambi i casi, avremmo un orario medio annuo che oscilla tra le 1900 e le 2100 ore lavorative annue (non ho tenuto conto di ferie e festività).

Ora, vedrete cosa è riportato in uno dei due curriculum, per l’esattezza in quello utilizzato per il contratto del PS di Merano:

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Questo, invece è il curriculum utilizzato per il contratto del PS di Bolzano:

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Tre sono le cose che risaltano agli occhi: una sono le ore d’impiego nei due PS, l’altra è che il dott. Abbas sarebbe a contratto d’opera continuativo in Alto Adige sin dal 1997, dal 2004 contemporaneamente in due posti diversi per poi approdare anche dal 2017 a Vipiteno, per concludere che dal maggio 2018 lavora anche in Svizzera. 

That’s incredible!

Aspettate, non è finita. Questi incarichi, avendo valenza pubblica, si basano su determine dirigenziali che per Bolzano è la n. 590/2018 mentre per Merano è la n. 172/2018 (quella di Bressanone invece, pare sparita).

Ebbene, in quella di Bolzano si parla di un contratto di 10 ore settimanali con un importo orario di 63,00 euro, anche qui non si capisce se nette o lorde:

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(Fonte: determina direttore comprensorio Bolzano n. 590/2018)

Nella determina di Merano che prevede la copertura di due figure, una per il PS di Merano ed una per il PS di Silandro, non vengono menzionate le ore tuttavia abbiamo un importo presunto di 200.000,00 euro:

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Tiriamo le somme.

A fronte di 10 ore settimanali eseguite a Bolzano, il dott. Abbas percepisce emolumenti pari a 119.520 euro; a fronte di chissà quante ore settimanali eseguite nel PS di Merano, il dott. Abbas percepisce 136.000 euro. Per Vipiteno non si sa nulla tranne che vengono eseguiti 8 turni di guardia medica mensili. Ora le domande. 

Come fa l’Azienda Sanitaria Alto Adige ha stipulare più contratti d’opera con lo stesso professionista?

Qual è la posizione dell’Ufficio per la Trasparenza ed Anticorruzione della Provincia in merito a quanto descritto, come il conflitto d’interessi ed importi riconosciuti decisamente non riconducibili alle leggi di mercato, visto che 63,00 euro all’ora sono superiori alla remunerazione di un dirigente dipendente dell’Azienda?

Come si giustifica il fatto che vengano violate sistematicamente le limitazioni di 48 ore settimanali imposte dalla legge 66/2003 (riferite alle ore dichiarate nei CV), dove al di sopra di tale media il DG dell’azienda sanitaria è passibile di reato?. 

Come mai nonostante l‘azienda Alto Adige sia unica, i cinque comprensori agiscono indipendentemente come se fossero aziende a sé stanti con tanto di budget personale?

Come mai ad un contrattista d’opera vengono riconosciuti compensi dall’Azienda Sanitaria, che sommati superano il tetto massimo di 240.000 euro previsti dalla legge Madia? (E non raccontatemi la balla che sono due comprensori differenti visto che l’ASL è unica). 

Come mai dal 1997, il dott. Abbas lavora in regime di continuità presso l’ASL Alto Adige, senza patentino e senza la previsione di inserirlo stabilmente nell’organigramma ospedaliero, con un notevole risparmio per i contribuenti?

Tante altre sono le domande che il vostro Bellerofonte vorrebbe porre, ma so già per certo che i “boh” e i “mah” come risposta si sprecherebbero. Fatto sta che io so già le risposte. Quello che desidero è che queste domande le facciate vostre e che siate voi a farle.

Un’ultima cosa.

Il dott. Abbas è lo stesso medico dipendente dell’agenzia interinale Avicenna Sudtirol ora Medical Service Sudtirol che, guarda caso, non menziona nel curriculum ma riporta invece nella dichiarazione “D1” per il contratto di Bolzano.

Ho amici a processo per molto meno.

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Ora è veramente tutto, prendo Pegasus e vado via. Il Signore degli Anelli mi aspetta…

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