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Angolo Bellerofonte

L’Alto Adige e la Sanità piena (forse) di illegittimità

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quando in una Londra Vittoriana avvolta da una fitta nebbia, insieme all’ispettore LeStrade cercavamo informazioni sul misterioso Doktor Zerzerstein. Giunti a White Chapel, entrammo in un locale di infimo ordine ed al banco offrimmo un giro di birra, con la speranza che a qualcuno si sciogliesse la lingua. La birra fa miracoli perché un ometto, in evidente stato di astinenza da luppolo, cominciò a raccontarci un po’ di cose. 

  • <<E allora, cosa ci dici di bello sul Docktor Zerzerstein?>> chiese un canuto LeStrade, intento a scrutare l’ometto alla ricerca di qualche segreto da carpire.
  • <<Doktor Zerzerstein? Doktor Mistero vorrete dire! – rispose l’ometto sobbalzando da uno sgabello malfermo – avete provato a dare un’occhiata al suo curriculum sul sito istituzionale? Provate e poi mi saprete dire>>.

Non ce lo vedo proprio il dottor Florian Zerzer, direttore generale dell’Azienda Sanitaria Alto Adige, nei panni da tipo misterioso, eppure quella che alle orecchie del vostro Bellerofonte sembrava una nota stonata in una sinfonia di decreti e delibere, la medesima nota oggi troverebbe un posto naturale in quel pentagramma che è l’attività professionale del nostro bel “tenebroso”.

Abbiamo seguito il consiglio dell’ometto e siamo andati sul sito istituzionale dell’Azienda Sanitaria Alto Adige. Cliccando sul link “Amministrazione Trasparente”, accedendo alla voce “Personale” e poi “Direttore Generale”, noterete che nella pagina dedicata a Zerzer non si trova traccia di curriculum di sorta, contravvenendo a quanto disposto dalla normativa vigente che prevede la pubblicazione del CV entro trenta giorni dalla nomina. 

Perché non c’è il curriculum? Mistero.

Rifacendo lo stesso percorso ma stavolta impostando la pagina su lingua tedesca e cliccando su “Lebenslauf”, appare invece un bel curriculum sempre in lingua tedesca. Mentre stavo per tirare il fatidico respiro di sollievo, l’aria mi si blocca nei bronchi perché mi accorgo che qualcosa non quadra. In primis noto una notevole esperienza circa la padronanza delle lingue, indispensabili per l’accesso ai posti pubblici nella Provincia Autonoma di Bolzano; ma non basta la sola padronanza, serve la certificazione di cui all’art. 1 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 752/1976. 

Mero errore? Dimenticanza o, peggio, non ce l’ha? E chi lo sa!

L’ art. 2 del Decreto del Presidente della Provincia 27/2017, cita i requisiti per accedere all’elenco provinciale degli idonei alla carica di direttore generale. Al comma 1 lettera c) del predetto articolo, viene espressamente richiesto il “possesso dell’attestato di conoscenza delle lingue italiana e tedesca per il diploma di laurea… oppure di un attestato equipollente”. 

Io a tutt’oggi questo attestato non lo leggo. E poi non leggo nulla circa il possesso dell’ulteriore e determinante requisito di cui sempre all’art. 2, comma 1 lettera f2) riguardante i dirigenti che abbiano “…svolto almeno sette anni di servizio effettivo nel settore pubblico o privato”.

Dagli atti ufficiali di cui per ultimo il D.P.P. 19008/2018, si evince che il dottor Zerzer dal 2000 è sempre stato Direttore di Dipartimento, a volte della Famiglia, a volte del Turismo e, come da normativa provinciale vigente, sappiamo che tale direzione non comporta alcuna attività dirigenziale (gestione diretta del personale, gestione di budget, etc.) essendo quest’incarico di natura meramente politica. A conferma di ciò ci sono proprio gli ultimi decreti emanati dal presidente Kompatscher che revocano e nominano Zerzer a direttore di dipartimento, su segnalazione dell’assessore Theiner. 

“Zero Tituli” direbbe Josè Mourinho dell’Inter dei record, o quasi.

“Zero Tituli” avrebbe dovuto dire la Commissione di Valutazione degli idonei alla carica di direttore generale, quella nominata con decreto del presidente n. 12118/2018. A dire la verità e secondo indiscrezioni, parrebbe che la commissione abbia per davvero dato punteggio “0” alla valutazione di alcuni requisiti, semplicemente perché non ci sono titoli da valutare. Forse, e se tali indiscrezioni fossero confermate, il candidato Zerzer non era poi così candidabile.

Comunque stiamo parlando  della stessa commissione che nel viaggio ”C’è un pasticcio? Mi ci impiccio: il conflitto normativo nel teatrino delle nomine della Sanità, pare viziata da una nomina comunque derivante da una normativa illegittima rispetto alla normativa nazionale.

Qua la situazione è seria e le implicazioni sarebbero devastanti per tutti gli ambiti della provincia. Il presidente Kompatscher nomina una commissione illegittima, la medesima commissione propone Zerzer come potenziale commissario, la Giunta con a capo Kompatscher nomina Zerzer a direttore generale, e il cerchio si chiude.

Se le indiscrezioni venissero confermate, avremmo una sanità altoatesina guidata da un direttore inidoneo, non iscritto all’albo nazionale degli idonei alla nomina a direttore generale istituito presso il Ministero della Salute, che delibera utilizzando denaro pubblico.

E la Giunta Provinciale? Le responsabilità sia politiche che amministrative travolgerebbero la giunta uscente di Kompatscher come un fiume in piena, perché si è resa artefice e complice di un sistema fermo ad una mentalità medievale, inconcludente ma capace di rigenerarsi grazie a questi cerchi di autotutela.

Alla fine di tutto ciò, dobbiamo dedurre che il Docktor Zerzerstein ed il mostro di Loch Ness abbiano una cosa in comune, il crollo di un mito.

A questo punto credo che le informazioni ricevute dall’ometto bastino per accendere un focus su una situazione sempre più raccapricciante; recupero l’ispettore LeStrade e via, un nuovo viaggio ci attende.

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