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Angolo Bellerofonte

Impicci, proroghe, rappezzi e impunità: l’Asl alla saga dei rinnovi assicurativi (è già leggenda)

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Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a bordo della sua tastiera alata Pegasus, vi porterà a fare un giro tra le splendide valli e le maestose montagne dell’Alto Adige, volteggiando tra meleti in uno sfoggio unico di colori e non preoccupatevi, perché qualunque cosa accada siete assicurati.

O forse no?

Vi ricordate quando all’inizio dell’estate scorsa ci fu quella bagarre misto politico/amministrativa circa la polizza assicurativa, che copriva i rischi dell’Azienda Sanitaria? Allora si parlava di una polizza in imminente scadenza e per il cui rinnovo nessuno aveva fatto nulla, tanto che si scomodò Herr “Ghe Pensi Mi”, al secolo Arno Kompatscher, che con una telefonata strategica in meno di dieci minuti raggiunse un accordo con la compagnia assicuratrice Uniqa, riuscendo a strappare in extremis un contratto annuale, così da salvare la faccia e la reputazione dell’Azienda Sanitaria, quella che sarebbe dovuto “diventare un modello da esportare in tutto il mondo” (cit.).

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L’ingerenza di Kompatscher – chiamiamola così perché di ingerenza si tratta – costò il posto a nientepopodimeno che al direttore generale Thomas Schael, a suo tempo ritenuto unico responsabile per la mancata stipula. Ma è andata veramente così? Cerchiamo di fare chiarezza.

Il 30 giugno 2017 scade la polizza n. RCT/O 2134/001565, stipulata nel 2012 con la compagnia assicuratrice Uniqua, che prevedeva un contratto triennale più l’eventualità di proroga per ulteriori due anni oltreché un periodo di “proroga tecnica” non superiore a centottanta giorni in attesa del subentro di un nuovo contratto (art. 2 della polizza).

Fin qui tutto regolare o così pare.

Come avrete notato, la polizza è scaduta nel 2017. Il 16/01/2017, il Direttore di
 Comprensorio pubblica una determina, la n. 2017- D2- 000080, nella quale indica che sono state avviate delle consultazioni preliminari per individuare eventuali aziende interessate a partecipare alla gara d’appalto per la nuova polizza in scadenza il 30/06/2017. A questo appello risposero almeno cinque compagnie assicuratrici e ben sei broker del settore.

Nel frattempo entra in vigore la legge Gelli ovvero “Disposizioni in materia di sicurezza delle
cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, una sorta di rivoluzione giuridica, tanto rivoluzionaria che mette in crisi la procedura di gara avviata dal direttore di comprensorio.

Consapevoli che non avrebbero fatto in tempo ad aggiudicare la gara nei termini previsti, con la delibera n. 2017-A-000276 del 29/06/2017, si approva la proroga tecnica per il periodo che va dal 01/07/2017 al 30/06/2018, quindi un anno bello tondo.

Ma come, all’art. 2 della precedente polizza non era prevista una proroga tecnica non superiore a centottanta giorni?

Arriviamo finalmente al 18/04/2018, dove con deliberazione n. 2018-A-000208, viene approvata l’indizione per la gara per l’affidamento della copertura assicurativa.

Cosa vuol dire? Che la politica ha dato il nullaosta a procedere con la gara, che ora passa tutto all’ufficio appalti competente che in data 04/06/2018 pubblica l’avviso di gara n. AOV/SUA-SF – 017/2018.

Ci son voluti ben dieci mesi per arrivare all’indizione della gara, un ritardo ingiustificato ed ingiustificabile che inciderà in maniera devastante sul futuro dell’Azienda Sanitaria, del suo direttore Thomas Schael, sul suo licenziamento e sulla campagna elettorale del partito di maggioranza.

Ma il 30/05/2018, la dott.ssa Flavia Basili invia una PEC protocollo n. 23895/18, nella quale chiede alla compagnia assicuratrice un’ulteriore proroga di 4 mesi, al fine di avere la copertura assicurativa fino all’aggiudicazione della nuova gara.

La compagnia assicuratrice fiuta l’affare e risponde che si, è ben disposta ad un’ulteriore proroga purché le venga riconosciuto un incremento del premio di circa seicentomila euro. Va da sé che la proposta è inaccettabile, come inaccettabili sono gli accadimenti intervenuti a quest’ennesimo paradosso; e che non si accampino scuse circa l’inapplicabilità della Legge Gelli per via della mancata pubblicazione del Decreto Attuativo alla legge, il problema è delle assicurazioni e non di chi usufruisce della copertura assicurativa. Da rilevare che il rifiuto secco alla controproposta della compagnia assicuratrice, venne proprio da Thomas Schael, finito poi sull’altare come agnello sacrificale.

Ma questa polizza il 30/06/2018 comunque scade, tanto che il 25/06/2018 la direzione aziendale provvede ad informare tutto il personale che a causa del mancato rinnovo, dovranno provvedere autonomamente alla copertura assicurativa. È in questo contesto che scoppia la rabbia del Presidente della Provincia, che in un impeto di sentimento paternalista decide lui per “i suoi figli”, prende il telefono e si accorda con la compagnia assicuratrice.

Non verranno risparmiate dichiarazioni e titoloni sui giornali circa l’audacia del “padre della patria altoatesina”, ci mancava solamente una parata stile l’equipaggio dell’Apollo 11 per lo storico allunaggio.

Alla fine con delibera n. 2018-A-000394, si approva un affidamento “ponte” per la durata di un anno per il servizio di copertura assicurativa che si traduce in un successo politico per l’SVP, un allontanamento per Thomas Schael, una bomba ad orologeria per tutta l’amministrazione provinciale.

In primis la normativa sugli appalti prevede che possano essere affidati direttamente senza passare per una gara d’appalto, lavori, servizi e forniture per un importo massimo pari a quarantamila euro (art. 36, comma 2, lett. A, D. Lgs. 50/2016); qui abbiamo un affidamento diretto senza gara di ben 7.408.122,28 euro.

Basta solo questo per essere fuori dalla grazia di Dio, ma c’è altro.

Vi ricordate quando ho citato l’art. 2 della precedente polizza circa i termini della proroga tecnica? In quell’occasione dissi che il limite di sei mesi venne esteso per tutto l’anno però, giusto per una puntualità dell’informazione, il terzo comma del predetto articolo dice che “in caso di esercizio della sopraccitata facoltà di proroga, la società aggiudicataria (Uniqua) è obbligata a prestare servizio alle medesime condizioni contrattuali”.

Avete capito? La Provincia aveva già previsto in sede di contratto che eventuali proroghe sarebbero state attivate con l’obbligo di esecuzione per la compagnia assicuratrice, addirittura alle medesime condizioni economiche. Ed allora perché l’Uniqua ha alzato il premio per la nuova proroga?

Perché la Responsabile del Procedimento non ha imposto i termini di contratto? Perché se il limite era di sei mesi, l’Uniqua ha accettato all’inizio la proroga di un anno e rigettato gli ulteriori quattro mesi? Perché è dovuto intervenire il Presidente della Provincia che copre una carica politica, in una questione meramente amministrativa? Le domande sono tante, i dubbi ancora di più ma non credo che avremo mai risposte in tal senso. La percezione dell’impunità è alta in Alto Adige tanto quanto l’illegittimità che si scorge nelle azioni di questa Amministrazione.

Ho voluto propriamente richiamare tutti i documenti con i loro protocolli affinché tutti possano controllare la veridicità di quanto accaduto, perché tutti devono sapere ed il sapere, si sa, rende l’uomo libero.

Qui è il vostro Bellerofonte, determinato più che mai a raccontarvi le battaglie contro la Chimera.

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Angolo Bellerofonte

Sanità, la resa dei conti e la vicenda Gallo: come si smaschera la macchina dell’intimidazione

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua fida tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quando quella volta che sorvolava l’Alto Adige per conto dell’Istituto Geografico Militare per rilevare le nuove quote delle vette, notò un immenso ingorgo al passo Rombo, al confine italo-austriaco.

Mi abbassai abbastanza incuriosito, perché non è cosa di tutti i giorni vedere in pieno giugno barriere di neve alte tre metri sul ciglio della strada.

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Vidi dapprima un arzillo vecchietto intento a passeggiare e gli chiesi il perché di quest’ingorgo. Lui, con una pacata tonalità tipica della sua veneranda età, mi rispose che le automobili andavano adagio perché a giugno avevano smontato le gomme da neve e l’improvvisa nevicata consigliava cautela.

Ringraziai l’arzillo, riprensi le redini di Pegasus e mi accinsi a spiccare il volo, quando notai questa volta un altro vecchietto in perfetta divisa sudtirolese che tirava imbufalito calci alla neve.

Sconcertato chiesi all’ex suddito di re Laurino perché tanta foga e tanta rabbia e lui mi rispose in un italiano stentato <<ha stato Callo, ha stato Callo!!!>>.

Ha stato Callo? E che vuol dire? Alla risposta venne in mio soccorso proprio l’arzillo vecchietto di prima, dicendomi che qualunque cosa accada nella sfera “sudtirolese”, anche le improvvise nevicate, sembra che sia colpa di un certo Costantino Gallo.

 

Bentrovati miei cari Bellerofontenauti, in un momento storicamente delicato per la politica altoatesina e per i suoi vertici, proprio mentre è in atto un’ispezione da parte del Ministero della Sanità presso alcuni ospedali dell’Alto Adige congiuntamente a controlli serrati dei NAS nello stesso ambito, mi viene da ricordare perché tutto questo sta accadendo, perché sta accadendo adesso e perché sta provocando estremi malumori presso le alte sfere del feudo altoatesino.

Siamo (forse) alla resa dei conti. 

In questi anni siamo stati abili pescatori, pazienti, audaci nell’affrontare le intemperie mentre gettavamo le reti, sfidando ogni sorta di avversità fortuite (pochissime) o intenzionali (quasi tutte) atte a delegittimare la nostra azione di denuncia contro quelle che ritenevamo ingiustizie e discriminazioni.

Pagelle e cartelle cliniche esclusivamente in tedesco, norme concorsuali ad personam, nomine ed incarichi a personaggi forse inadatti e tant’altro ancora, hanno scandito il nostro tempo, cercando di sensibilizzare e quanto più coinvolgere la cittadinanza locale. 

Lo ammetto, quando ti ritrovi con in mano una sentenza nella quale un giudice ordina che vengano rilasciate le pagelle nella lingua comprensibile per il genitore, ti senti fortemente tutelato dalla Legge e dalla Giustizia; ma se la struttura provinciale, a partire dal “nibelungo” presidente Kompatscher fino ad arrivare ai dirigenti scolastici la disattendono con tanto di derisione, capisci che a livello locale “il cerume del pregiudizio” rende sordo l’orecchio di chi dovrebbe ascoltare. 

Si cambia tattica, l’azione da intraprendere è sempre quella della giustizia, però cambia il campo di battaglia. E finché i giochi verranno svolti secondo le regole locali, ovvero con regole vessatorie e discriminanti, perdere è un imperativo. 

Ma c’è un Dio ed una Patria ed è a loro che chiediamo udienza. 

Quello che inizialmente poteva sembrare una questione personale, pian piano è esplosa in una questione che è andata oltre i confini provinciali, scomodando nientepopodimeno che la Caput Mundi, non Vienna come lasciano intendere i creativi della provincia autonoma, parlo di Roma, la capitale per antonomasia.

È lì che il dott. Gallo ha provato a spostare la scacchiera a senso unico dell’Alto Adige, perché è nel Colosseo che si scontrano i gladiatori, non in piazza Walther. È in quel contesto che abbiamo portato le ragioni di una situazione invivibile a livello locale, soprattutto in ambito sanitario. 

Un direttore generale d’azienda sanitaria nominato senza avere i requisiti di partecipazione al concorso, il rinnovo alla carica di primari senza l’indispensabile relazione del Nucleo di Valutazione e del Collegio Tecnico, medici iscritti all’albo provinciale del relativo Ordine senza conoscere la lingua nazionale, medici in pensione riammessi in pianta stabile negli organigrammi ospedalieri con lauti stipendi, appalti di forniture di prestazioni sanitarie aggiudicate ad imprese non iscritte all’Albo Nazionale del Ministero del Lavoro, medici con più contratti d’opera, il livello più basso di somministrazione di prestazioni sanitarie a livello nazionale (LEA), liste d’attesa che non osservano le ultime direttive ministeriali compresa la programmazione, l’indennità professionale che diventa parte integrante dello stipendio, leggi promulgate in totale contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale: questo è attualmente l’Alto Adige, non come lo vediamo noi ma come si mostra all’opinione pubblica.

Costantino Gallo, sostenuto dai Guardiani della Legalità, non ha fatto altro che portare all’attenzione del Ministero della Salute queste problematiche che comunque condizionano la vita dei bravi cittadini altoatesini.

E tutto questo cosa ha prodotto? Un’impugnazione da parte del Governo della legge provinciale Omnibus, proprio sui punti riguardanti le nomine dei primari e dei direttori di strutture sanitarie, una serie di ispezioni ministeriali (dal ministero della salute romano, non da quello viennese), esposti presso le autorità competenti e perquisizioni del NAS dei Carabinieri.

Precedentemente c’era stata anche la bocciatura da parte della Corte Costituzionale di circa undici leggi provinciali atte a foraggiare i già lauti compensi delle dirigenze provinciali, secondo un criterio illegittimo. 

Panico totale.

Per la prima volta nella storia, la SVP di Kompatscher & Co. si ritrova in affanno come non mai; anche la stessa alleanza di Giunta con gli esponenti locali della Lega, altrimenti noti come gli “alLEGAti” dell’SVP, sta vacillando.

Kompatscher manda il vice presidente Vettorato in udienza dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giorgetti, cercando un’improbabile mediazione, quant’è vero che è proprio l’on. Giorgetti a firmare l’impugnazione della legge Omnibus; Lega o non Lega, se la legge è illegittima non c’è cuore di partito che tenga. Ed è qui che il “melaperato” ex senatore Zeller rilascia la sua dichiarazione tombale, non abbiamo più “amici” a Roma. 

La reazione della provincia a tutto ciò?

Diffamazione a mezzo stampa a più non posso, esclusivamente sulle testate di lingua tedesca perché il buon lattoniere, quello esperto di giurisprudenza (Zerzer docet), butta benzina sul fuoco alimentando una questione di discriminazione etnica (proprio lui!!!) nei confronti della popolazione di lingua tedesca da parte del dott. Gallo, tralasciando o omettendo la questione che la provincia a trazione SVP promulga leggi atti a privilegiare la “gente alta”. 

Il dott. Gallo fa paura? Si, perché non puoi sconfiggere chi non si arrende mai.

Dal vostro Bellerofonte è tutto, un arrivederci al prossimo viaggio.

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Angolo Bellerofonte

Arno Geppetto e Zerzerocchio: la favola di Collodi in salsa sudtirolese

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua fidata tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quella volta in cui Carlo Collodi gli chiese di accompagnarlo dai Carabinieri per denunciare il plagio del suo celeberrimo capolavoro “Le avventure di Pinocchio”. 

Infatti l’autore toscano mi disse che aveva sentito di una storia simile che circolava tra le valli dell’Alto Adige, riguardante un politico falegname e di un direttore burattino. Non ci volle tanto a capire di chi e cosa stesse parlando, tanto che rincuorai lo scrittore dicendo che non si trattava di un plagio del suo romanzo ma più probabilmente di un verbale della Guardia di Finanza.

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Bentrovati cari amici Bellerofontiani.

Ebbene si, siamo ad un nuovo capitolo della Zerzer Saga, la storia del direttore generale della sanità altoatesina più chiacchierato che mai. Ma qui non siamo nel film “Gli Intoccabili” dove Al Capone/De Niro grida ad un impavido Eliot Ness/Kevin Costner “sei solo chiacchiere e distintivo” nella storica scena nell’aula di tribunale: qui le chiacchiere stanno tutt’altro che a zero.

Stamattina sul quotidiano Alto Adige è uscito un articolo che mi citava circa un accesso agli atti da me eseguito per la conferma di una notizia. 

Cos’è un accesso agli atti? 

È il diritto di tutti i cittadini di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi relativi a procedure pubbliche, ai fini di garantire la Trasparenza nella Pubblica Amministrazione. L’accesso ai documenti amministrativi, costituisce principio generale dell’attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l’imparzialità e la trasparenza, ai sensi del F.O.I.A.  (acronimo di Freedom of Information Act) che si riferisce all’art. 5, comma 1 del D. Lgs. n. 33/2013 come modificato dal D. Lgs. n. 97/2016.

Uno strumento utilissimo che consiglio caldamente a tutti di utilizzare per avere chiarezza su procedure e concorsi.

È vero.

Circa un mese fa ho esercitato il diritto di accesso agli atti per sapere se il dg Zerzer ed altre figure dirigenziali della Sanità altoatesina fossero in possesso del corso di formazione manageriale sanitario di cui all’art. 2, comma 1, lett. e) del Decreto del Presidente della Provincia n. 27/2017. La richiesta l’ho inviata direttamente al Responsabile per la Trasparenza degli Atti Pubblici della Provincia Autonoma di Bolzano, organo preposto ad accogliere le istanze d’accesso; tale richiesta deve ricevere risposta entro 30 giorni dalla presentazione. 

Puntuali, gli organi provinciali mi rispondono elencando i professionisti da me indicati in possesso di tale corso e, udite udite, tra gli elencati manca proprio il dott. Zerzer. Questo conferma definitivamente, al di là di ogni ragionevole dubbio, che il dott. Zerzer è stato incaricato nonostante l’assenza dell’indispensabile requisito.

Sulle pagine de “La Voce di Bolzano” sia io che i vari “Impertinenti” abbiamo spesso parlato della nomina di Zerzer a Direttore generale dell’ASDAA, della mancanza dei requisiti indispensabili alla nomina di tale incarico.

Abbiamo parlato anche delle varie dichiarazioni rilasciate in merito dallo stesso dott. Zerzer, spesso divergenti tra loro, agli organi d’informazione. Non per ultima quella che leggo stamane sull’articolo dell’Alto Adige. 

Il tutto parte dalla lettura del suo CV presente sul sito istituzionale dell’Azienda Sanitaria. Leggendo attentamente sui corsi di formazione, risalta subito agli occhi proprio il corso per management sanitario:

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Il dott. Zerzer, in totale trasparenza, dichiara di non essere in possesso del titolo ma di aver partecipato solo ad alcune lezioni.

Al concorso per la selezione a dg, nell’apposito modello da compilare (ha utilizzato il modello in lingua tedesca) per le dichiarazioni di rito, invece dichiara di essere in possesso di tale requisito ovvero di avere il corso di formazione manageriale sanitario (ha barrato la lett. F del modello):

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Di seguito riporto il modello analogo in lingua italiana per una migliore comprensione:

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Converrete col vostro Bellerofonte che la cosa non quadra, assolutamente. È un mero errore? Una svista innocente? Meri errori e sviste non sono ammessi a prescindere, soprattutto se riguardano un incarico che dovrà gestire un budget di un miliardo e trecento milioni di euro annui per la tutela della Salute Pubblica!

Nel corso dei mesi che si sono susseguiti dalla nomina ratificata il 15 ottobre 2018, numerose segnalazioni sono pervenute presso gli organi competenti ed anche la stampa non ha mancato di presenza in merito alla questione, tanto che la nomina di Zerzer è finita in un fascicolo sul tavolo della Procura di Bolzano. 

Lasciatemi dire che ogni cittadino deve essere garante per sé stesso ma prima di tutto per gli altri, soprattutto se gli altri non sono a conoscenza di fatti che possano direttamente od indirettamente cagionare danni di qualsivoglia natura.

Con questo spirito ho fatto la richiesta di accesso, mosso dal legittimo desiderio di vigilare sulla Cosa Pubblica, per tutelare la mia persona e gli altri cittadini, dal desiderio di legittimità e trasparenza che la Legge impone ma che spesso viene elusa e che provoca travasi di bile in quei cittadini per i quali quell’elusione si trasforma in ingiustizia.

Eppure, nonostante l’evidenza, il nostro dg dichiara sulle pagine dell’Alto Adige, riporto testualmente, <<Mi sono iscritto al corso e ho 18 mesi di tempo dalla nomina per frequentarlo, come dice la legge, sono tranquillo>>.

Tranquillo? Siamo sicuri che la Legge dica così?

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L’immagine riporta i requisiti previsti dal Decreto del Presidente della Provincia n. 27/2017, da possedere al momento della domanda di iscrizione alla selezione. Il comma 1 lettera e) è categorico, si deve essere in possesso dell’attestato al momento della presentazione della domanda; il comma 2, ultimo periodo smentisce ulteriormente la dichiarazione di Zerzer, la parte in evidenza parla di produrre l’attestato entro 18 mesi dalla nomina e non di poterlo conseguire in predetto periodo. Anche il bando di selezione, come effettivamente deve essere, riporta quanto prescritto nel decreto voluto dal presidente Kompatscher:

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( https://sabes.onboard.org/it/jobs/vKmZWE4b?from_career_page=true )

Zerzer come si suol dire ha nuovamente “ciurlato nel manico”, certo è che non tocca a noi dire se ha commesso reato ma sicuramente alla luce del modello presentato in fase di selezione, dal curriculum personale, dal bando di selezione e di quanto ottenuto dalla risposta dell’accesso agli atti, il nostro direttore generale con le bugie comincia ad avercelo bello lungo… il naso, cosa avete capito?

Il buon Arno Geppetto ha scolpito male il suo “pezzo di legno”. Zerzerocchio deve aver seriamente scambiato l’Azienda Sanitaria per il Paese dei Balocchi tanto da restarne affascinato da tentare il tutto e per tutto per restare attaccato alla poltrona.

Andiamo Caro (Collodi), non c’è bisogno di denunciare il plagio, la Procura come vedi sta già indagando.

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Angolo Bellerofonte

Stallo alla messicana

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua tastiera alata Pegasus, vi racconterà di cosa accadde il I° maggio.

Kompatscher, Widmann e Zerzer mi chiamarono la sera del 30 aprile per invitarmi alla classica festa del I° maggio, festa dei lavoratori, che si tiene ogni anno in Piazza San Giovanni a Roma. Io, contentissimo, mai mi sarei aspettato un invito del genere perché, diciamola tutta, non è che sia mai corso buon sangue tra il sottoscritto ed i para-teutonici provinciali. Però anche Rocky nel suo quarto film della saga disse che tutto può cambiare ergo, chi sono io per non accettare ciò? Lusingato dall’invito accettai.

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Presi Pegasus, lo strigliai ben bene e partimmo alla volta della Città Eterna.

Arrivati a Roma mi accorsi che mi ero dimenticato il mio calumet della Pace o meglio una birra artigianale da regalare ai miei nuovi amici e quindi, preso dall’ansia di non voler iniziare questa nuova amicizia con una brutta figura, saltai su Pegasus e mi precipitai direttamente a Bolzano a prendere il bibendum dimenticato.

Ma arrivati nella Caput Sudtiroler (passatemi la licenza poetica), scorsi dall’alto i miei futuri compagni del concertone di Piazza San Giovanni dirigersi verso palazzo Widmann in tutta tranquillità. Pensai, tra me e me “Io posso usufruire di Pegasus e della sua velocissima cavalcatura ma loro, come faranno ad essere a Roma entro un’ora?”.

La mia curiosità pervadente cedeva il posto al dubbio e più passavano i minuti, più mi rendevo conto che il tanto sperato ritardo altro non era che la classica, monumentale e romanesca “sola”: ero stato bellamente raggirato.

E il motivo?

Mi è bastato dare un’occhiata all’Albo Pretorio della Provincia, la bacheca dove vengono affissi tutti gli avvisi ufficiali degli Enti Pubblici, per capire che proprio il I° maggio non solo ricorre la festa dei lavoratori, ma è anche la data di scadenza per presentare la candidatura per l’iscrizione all’Albo Provinciale degli Idonei al ruolo di Direttore Generale della provincia di Bolzano“.

 

Bentrovati miei Bellerofontenauti, come anticipato nel mio viaggio immaginario, a breve scadranno i termini per la domanda di iscrizione all’Albo Provinciale degli Idonei alla carica di Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, poltrona ormai più incandescente della lava dell’Etna in piena eruzione. 

Col decreto Legislativo 171/2016, il Parlamento ha  ratificato la nuova norma riguardante la nomina dei direttori generali in ambito sanitario, istituendo un albo nazionale (fino ad allora regionale) in modo da rendere le nomine quanto più indipendenti dalla politica, almeno nelle intenzioni. 

Anche le province autonome di Trento e Bolzano sottoscrissero nella conferenza permanente Stato/Regioni/Province Autonome, gli accordi atti alla formazione di quest’albo. 

Nel pieno rispetto degli accordi sottoscritti con le “Autonomie”, la Provincia di Bolzano ottenne per quanto concerne il proprio territorio, che l’eventuale candidato per l’Alto Adige oltre ai requisiti di cui all’albo nazionale, doveva essere in possesso del “famigerato” patentino di bilinguismo ovvero la conoscenza certificata della lingua nazionale – l’italiano – e la lingua tedesca.

Ebbene cari lettori, al momento dell’istituzione dell’albo nazionale ed ancora oggi, solamente un candidato risulta essere in possesso dei requisiti per ricoprire la carica di direttore a Bolzano.

Sto parlando di Thomas Schael, già direttore dell’azienda bolzanina al momento dell’istituzione dell’albo ma inviso alla Giunta provinciale, tanto da decretarne la rocambolesca e roboante anticipata decadenza rispetto ai termini di scadenza contrattuale dell’incarico.

Immaginate l’imbarazzo: mandano via Schael per poi ritrovarselo tra i piedi legittimato da un decreto legislativo. Troppo perché non intervenga il “legislatore altoatesino”, mister “Ci Penso io” (riferito alla questione polizza che costò proprio il posto a Schael). 

Arno Kompatscher, con un provvidenziale decreto presidenziale – mamma mia che parolone – n. 27/2017, istituì il suo personalissimo albo degli idonei a direttore generale per l’Alto Adige, contravvenendo agli accordi presi nella Conferenza Stato/Regioni e la motivazione sembra più che evidente: se avesse accettato le regole come tutti fanno, avrebbe subito un’autorete planetaria, soprattutto con una campagna elettorale alle porte, obbligato a rinominare Schael come successore di se stesso. 

Bisognava a tutti i costi scongiurare il pericolo, più incombente che mai, e l’istituzione dell’albo provinciale è apparsa l’unica strada percorribile. 

Il resto lo conosciamo già.

Schael, iscrittosi regolarmente al concorso venne dichiarato non idoneo da una Commissione Selezionatrice completamente illegittima se ci riferiamo alle disposizioni del decreto, ma più che titolata secondo la “volontà” della Giunta. 

Oggi, dopo due anni, ci ritroviamo nella stessa impasse simile ad uno stallo alla messicana, con una procedura d’iscrizione all’albo provinciale illegittima, con una serie di candidati probabilmente inidonei secondo la normativa nazionale, tra cui il celeberrimo direttore Zerzer, per il quale la Procura locale sta spulciando proprio la documentazione inerente alla sua attuale nomina, peggio di una scimmia che spulcia i suoi piccoli. 

Anche stavolta credo che il dott. Schael proverà ad iscriversi all’albo provinciale, forte di essere attualmente ancora l’unico a possedere i requisiti di iscrizione. Ma la sua forza non deriva solo dai requisiti, la fiducia e la stima che la stessa ministro Grillo, titolare del dicastero della Salute, nutre nei confronti del dirigente, è ricambiata dall’ottimo lavoro che sta svolgendo in Calabria. 

Il Sub-Commissario per il Piano di Rientro e Riqualificazione Thomas Schael, sta infatti facendo grandi cose nell’antica Magna Grecia, dove con l’ultimo successo ottenuto con l’approvazione dello straordinario “Decreto Calabria”, si è dato inizio ad una nuova epoca per la sanità in loco.

Se ci è riuscito in una regione storicamente “difficile”, immaginiamo cosa potrebbe fare in un Alto Adige sempre più sulle barricate, insofferente alle regole della Repubblica, promotore di iniziative illegittime, in attesa che la Procura dia il suo responso su quelle presunte illegali.

Sempre che qualcuno a Roma si risvegli e noti che attualmente nella sanità altoatesina vige una condizione tale da lasciar presumere un intervento straordinario, in quel caso sarò il primo a dare il benvenuto al Commissario Schael.

Dal vostro Bellerofonte e tutto e a spron battuto mi accingo a raggiungere i miei amici.

Quelli veri, i Guardiani della Legalità.

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