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Angolo Bellerofonte

Impicci, proroghe, rappezzi e impunità: l’Asl alla saga dei rinnovi assicurativi (è già leggenda)

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Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a bordo della sua tastiera alata Pegasus, vi porterà a fare un giro tra le splendide valli e le maestose montagne dell’Alto Adige, volteggiando tra meleti in uno sfoggio unico di colori e non preoccupatevi, perché qualunque cosa accada siete assicurati.

O forse no?

Vi ricordate quando all’inizio dell’estate scorsa ci fu quella bagarre misto politico/amministrativa circa la polizza assicurativa, che copriva i rischi dell’Azienda Sanitaria? Allora si parlava di una polizza in imminente scadenza e per il cui rinnovo nessuno aveva fatto nulla, tanto che si scomodò Herr “Ghe Pensi Mi”, al secolo Arno Kompatscher, che con una telefonata strategica in meno di dieci minuti raggiunse un accordo con la compagnia assicuratrice Uniqa, riuscendo a strappare in extremis un contratto annuale, così da salvare la faccia e la reputazione dell’Azienda Sanitaria, quella che sarebbe dovuto “diventare un modello da esportare in tutto il mondo” (cit.).

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L’ingerenza di Kompatscher – chiamiamola così perché di ingerenza si tratta – costò il posto a nientepopodimeno che al direttore generale Thomas Schael, a suo tempo ritenuto unico responsabile per la mancata stipula. Ma è andata veramente così? Cerchiamo di fare chiarezza.

Il 30 giugno 2017 scade la polizza n. RCT/O 2134/001565, stipulata nel 2012 con la compagnia assicuratrice Uniqua, che prevedeva un contratto triennale più l’eventualità di proroga per ulteriori due anni oltreché un periodo di “proroga tecnica” non superiore a centottanta giorni in attesa del subentro di un nuovo contratto (art. 2 della polizza).

Fin qui tutto regolare o così pare.

Come avrete notato, la polizza è scaduta nel 2017. Il 16/01/2017, il Direttore di
 Comprensorio pubblica una determina, la n. 2017- D2- 000080, nella quale indica che sono state avviate delle consultazioni preliminari per individuare eventuali aziende interessate a partecipare alla gara d’appalto per la nuova polizza in scadenza il 30/06/2017. A questo appello risposero almeno cinque compagnie assicuratrici e ben sei broker del settore.

Nel frattempo entra in vigore la legge Gelli ovvero “Disposizioni in materia di sicurezza delle
cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, una sorta di rivoluzione giuridica, tanto rivoluzionaria che mette in crisi la procedura di gara avviata dal direttore di comprensorio.

Consapevoli che non avrebbero fatto in tempo ad aggiudicare la gara nei termini previsti, con la delibera n. 2017-A-000276 del 29/06/2017, si approva la proroga tecnica per il periodo che va dal 01/07/2017 al 30/06/2018, quindi un anno bello tondo.

Ma come, all’art. 2 della precedente polizza non era prevista una proroga tecnica non superiore a centottanta giorni?

Arriviamo finalmente al 18/04/2018, dove con deliberazione n. 2018-A-000208, viene approvata l’indizione per la gara per l’affidamento della copertura assicurativa.

Cosa vuol dire? Che la politica ha dato il nullaosta a procedere con la gara, che ora passa tutto all’ufficio appalti competente che in data 04/06/2018 pubblica l’avviso di gara n. AOV/SUA-SF – 017/2018.

Ci son voluti ben dieci mesi per arrivare all’indizione della gara, un ritardo ingiustificato ed ingiustificabile che inciderà in maniera devastante sul futuro dell’Azienda Sanitaria, del suo direttore Thomas Schael, sul suo licenziamento e sulla campagna elettorale del partito di maggioranza.

Ma il 30/05/2018, la dott.ssa Flavia Basili invia una PEC protocollo n. 23895/18, nella quale chiede alla compagnia assicuratrice un’ulteriore proroga di 4 mesi, al fine di avere la copertura assicurativa fino all’aggiudicazione della nuova gara.

La compagnia assicuratrice fiuta l’affare e risponde che si, è ben disposta ad un’ulteriore proroga purché le venga riconosciuto un incremento del premio di circa seicentomila euro. Va da sé che la proposta è inaccettabile, come inaccettabili sono gli accadimenti intervenuti a quest’ennesimo paradosso; e che non si accampino scuse circa l’inapplicabilità della Legge Gelli per via della mancata pubblicazione del Decreto Attuativo alla legge, il problema è delle assicurazioni e non di chi usufruisce della copertura assicurativa. Da rilevare che il rifiuto secco alla controproposta della compagnia assicuratrice, venne proprio da Thomas Schael, finito poi sull’altare come agnello sacrificale.

Ma questa polizza il 30/06/2018 comunque scade, tanto che il 25/06/2018 la direzione aziendale provvede ad informare tutto il personale che a causa del mancato rinnovo, dovranno provvedere autonomamente alla copertura assicurativa. È in questo contesto che scoppia la rabbia del Presidente della Provincia, che in un impeto di sentimento paternalista decide lui per “i suoi figli”, prende il telefono e si accorda con la compagnia assicuratrice.

Non verranno risparmiate dichiarazioni e titoloni sui giornali circa l’audacia del “padre della patria altoatesina”, ci mancava solamente una parata stile l’equipaggio dell’Apollo 11 per lo storico allunaggio.

Alla fine con delibera n. 2018-A-000394, si approva un affidamento “ponte” per la durata di un anno per il servizio di copertura assicurativa che si traduce in un successo politico per l’SVP, un allontanamento per Thomas Schael, una bomba ad orologeria per tutta l’amministrazione provinciale.

In primis la normativa sugli appalti prevede che possano essere affidati direttamente senza passare per una gara d’appalto, lavori, servizi e forniture per un importo massimo pari a quarantamila euro (art. 36, comma 2, lett. A, D. Lgs. 50/2016); qui abbiamo un affidamento diretto senza gara di ben 7.408.122,28 euro.

Basta solo questo per essere fuori dalla grazia di Dio, ma c’è altro.

Vi ricordate quando ho citato l’art. 2 della precedente polizza circa i termini della proroga tecnica? In quell’occasione dissi che il limite di sei mesi venne esteso per tutto l’anno però, giusto per una puntualità dell’informazione, il terzo comma del predetto articolo dice che “in caso di esercizio della sopraccitata facoltà di proroga, la società aggiudicataria (Uniqua) è obbligata a prestare servizio alle medesime condizioni contrattuali”.

Avete capito? La Provincia aveva già previsto in sede di contratto che eventuali proroghe sarebbero state attivate con l’obbligo di esecuzione per la compagnia assicuratrice, addirittura alle medesime condizioni economiche. Ed allora perché l’Uniqua ha alzato il premio per la nuova proroga?

Perché la Responsabile del Procedimento non ha imposto i termini di contratto? Perché se il limite era di sei mesi, l’Uniqua ha accettato all’inizio la proroga di un anno e rigettato gli ulteriori quattro mesi? Perché è dovuto intervenire il Presidente della Provincia che copre una carica politica, in una questione meramente amministrativa? Le domande sono tante, i dubbi ancora di più ma non credo che avremo mai risposte in tal senso. La percezione dell’impunità è alta in Alto Adige tanto quanto l’illegittimità che si scorge nelle azioni di questa Amministrazione.

Ho voluto propriamente richiamare tutti i documenti con i loro protocolli affinché tutti possano controllare la veridicità di quanto accaduto, perché tutti devono sapere ed il sapere, si sa, rende l’uomo libero.

Qui è il vostro Bellerofonte, determinato più che mai a raccontarvi le battaglie contro la Chimera.

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