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Angolo Bellerofonte

Impicci, proroghe, rappezzi e impunità: l’Asl alla saga dei rinnovi assicurativi (è già leggenda)

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Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a bordo della sua tastiera alata Pegasus, vi porterà a fare un giro tra le splendide valli e le maestose montagne dell’Alto Adige, volteggiando tra meleti in uno sfoggio unico di colori e non preoccupatevi, perché qualunque cosa accada siete assicurati.

O forse no?

Vi ricordate quando all’inizio dell’estate scorsa ci fu quella bagarre misto politico/amministrativa circa la polizza assicurativa, che copriva i rischi dell’Azienda Sanitaria? Allora si parlava di una polizza in imminente scadenza e per il cui rinnovo nessuno aveva fatto nulla, tanto che si scomodò Herr “Ghe Pensi Mi”, al secolo Arno Kompatscher, che con una telefonata strategica in meno di dieci minuti raggiunse un accordo con la compagnia assicuratrice Uniqa, riuscendo a strappare in extremis un contratto annuale, così da salvare la faccia e la reputazione dell’Azienda Sanitaria, quella che sarebbe dovuto “diventare un modello da esportare in tutto il mondo” (cit.).

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L’ingerenza di Kompatscher – chiamiamola così perché di ingerenza si tratta – costò il posto a nientepopodimeno che al direttore generale Thomas Schael, a suo tempo ritenuto unico responsabile per la mancata stipula. Ma è andata veramente così? Cerchiamo di fare chiarezza.

Il 30 giugno 2017 scade la polizza n. RCT/O 2134/001565, stipulata nel 2012 con la compagnia assicuratrice Uniqua, che prevedeva un contratto triennale più l’eventualità di proroga per ulteriori due anni oltreché un periodo di “proroga tecnica” non superiore a centottanta giorni in attesa del subentro di un nuovo contratto (art. 2 della polizza).

Fin qui tutto regolare o così pare.

Come avrete notato, la polizza è scaduta nel 2017. Il 16/01/2017, il Direttore di
 Comprensorio pubblica una determina, la n. 2017- D2- 000080, nella quale indica che sono state avviate delle consultazioni preliminari per individuare eventuali aziende interessate a partecipare alla gara d’appalto per la nuova polizza in scadenza il 30/06/2017. A questo appello risposero almeno cinque compagnie assicuratrici e ben sei broker del settore.

Nel frattempo entra in vigore la legge Gelli ovvero “Disposizioni in materia di sicurezza delle
cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, una sorta di rivoluzione giuridica, tanto rivoluzionaria che mette in crisi la procedura di gara avviata dal direttore di comprensorio.

Consapevoli che non avrebbero fatto in tempo ad aggiudicare la gara nei termini previsti, con la delibera n. 2017-A-000276 del 29/06/2017, si approva la proroga tecnica per il periodo che va dal 01/07/2017 al 30/06/2018, quindi un anno bello tondo.

Ma come, all’art. 2 della precedente polizza non era prevista una proroga tecnica non superiore a centottanta giorni?

Arriviamo finalmente al 18/04/2018, dove con deliberazione n. 2018-A-000208, viene approvata l’indizione per la gara per l’affidamento della copertura assicurativa.

Cosa vuol dire? Che la politica ha dato il nullaosta a procedere con la gara, che ora passa tutto all’ufficio appalti competente che in data 04/06/2018 pubblica l’avviso di gara n. AOV/SUA-SF – 017/2018.

Ci son voluti ben dieci mesi per arrivare all’indizione della gara, un ritardo ingiustificato ed ingiustificabile che inciderà in maniera devastante sul futuro dell’Azienda Sanitaria, del suo direttore Thomas Schael, sul suo licenziamento e sulla campagna elettorale del partito di maggioranza.

Ma il 30/05/2018, la dott.ssa Flavia Basili invia una PEC protocollo n. 23895/18, nella quale chiede alla compagnia assicuratrice un’ulteriore proroga di 4 mesi, al fine di avere la copertura assicurativa fino all’aggiudicazione della nuova gara.

La compagnia assicuratrice fiuta l’affare e risponde che si, è ben disposta ad un’ulteriore proroga purché le venga riconosciuto un incremento del premio di circa seicentomila euro. Va da sé che la proposta è inaccettabile, come inaccettabili sono gli accadimenti intervenuti a quest’ennesimo paradosso; e che non si accampino scuse circa l’inapplicabilità della Legge Gelli per via della mancata pubblicazione del Decreto Attuativo alla legge, il problema è delle assicurazioni e non di chi usufruisce della copertura assicurativa. Da rilevare che il rifiuto secco alla controproposta della compagnia assicuratrice, venne proprio da Thomas Schael, finito poi sull’altare come agnello sacrificale.

Ma questa polizza il 30/06/2018 comunque scade, tanto che il 25/06/2018 la direzione aziendale provvede ad informare tutto il personale che a causa del mancato rinnovo, dovranno provvedere autonomamente alla copertura assicurativa. È in questo contesto che scoppia la rabbia del Presidente della Provincia, che in un impeto di sentimento paternalista decide lui per “i suoi figli”, prende il telefono e si accorda con la compagnia assicuratrice.

Non verranno risparmiate dichiarazioni e titoloni sui giornali circa l’audacia del “padre della patria altoatesina”, ci mancava solamente una parata stile l’equipaggio dell’Apollo 11 per lo storico allunaggio.

Alla fine con delibera n. 2018-A-000394, si approva un affidamento “ponte” per la durata di un anno per il servizio di copertura assicurativa che si traduce in un successo politico per l’SVP, un allontanamento per Thomas Schael, una bomba ad orologeria per tutta l’amministrazione provinciale.

In primis la normativa sugli appalti prevede che possano essere affidati direttamente senza passare per una gara d’appalto, lavori, servizi e forniture per un importo massimo pari a quarantamila euro (art. 36, comma 2, lett. A, D. Lgs. 50/2016); qui abbiamo un affidamento diretto senza gara di ben 7.408.122,28 euro.

Basta solo questo per essere fuori dalla grazia di Dio, ma c’è altro.

Vi ricordate quando ho citato l’art. 2 della precedente polizza circa i termini della proroga tecnica? In quell’occasione dissi che il limite di sei mesi venne esteso per tutto l’anno però, giusto per una puntualità dell’informazione, il terzo comma del predetto articolo dice che “in caso di esercizio della sopraccitata facoltà di proroga, la società aggiudicataria (Uniqua) è obbligata a prestare servizio alle medesime condizioni contrattuali”.

Avete capito? La Provincia aveva già previsto in sede di contratto che eventuali proroghe sarebbero state attivate con l’obbligo di esecuzione per la compagnia assicuratrice, addirittura alle medesime condizioni economiche. Ed allora perché l’Uniqua ha alzato il premio per la nuova proroga?

Perché la Responsabile del Procedimento non ha imposto i termini di contratto? Perché se il limite era di sei mesi, l’Uniqua ha accettato all’inizio la proroga di un anno e rigettato gli ulteriori quattro mesi? Perché è dovuto intervenire il Presidente della Provincia che copre una carica politica, in una questione meramente amministrativa? Le domande sono tante, i dubbi ancora di più ma non credo che avremo mai risposte in tal senso. La percezione dell’impunità è alta in Alto Adige tanto quanto l’illegittimità che si scorge nelle azioni di questa Amministrazione.

Ho voluto propriamente richiamare tutti i documenti con i loro protocolli affinché tutti possano controllare la veridicità di quanto accaduto, perché tutti devono sapere ed il sapere, si sa, rende l’uomo libero.

Qui è il vostro Bellerofonte, determinato più che mai a raccontarvi le battaglie contro la Chimera.

Angolo Bellerofonte

Asl Alto Adige, la polizza di colpa grave è incompleta? Quando la verità non è mai abbastanza

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Se è vero che la verità la scrivono i vincitori, mi sento in dovere di aggiungere che la verità la scrivono i vincitori ma che quella più attendibile la scrivono gli onesti.

E io lo nacqui, onesto. Di cosa stiamo parlando? Di quella verità che nessuno si è finora mai scomodato a raccontare, quella verità che ha ormai assunto i contorni del mito, quella verità che ha incendiato i cuori e gli animi di quei personaggi che si sono eretti a difensori della patria, per poi scoppiare come palloncini punti da un ago.

Il mito è quella della polizza sanitaria ovvero della Polizza di Responsabilità Civile Verso Terzi/Ospedaliera, aggiudicata tramite gara d’appalto indetta dall’Azienda Sanitaria Alto Adige alla compagnia Viennese Uniqa.

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Cosa è accaduto? Cosa sarebbe questa verità finora celata?

Sulle pagine di questo giornale ci siamo spesso occupati della polizza sanitaria, il nostro Bellerofonte ed anche gli “Impertinenti” di turno hanno cercato di spiegare al meglio quello che è accaduto nel 2018, quando il presidente Kompatscher prese in mano la situazione strappando un accordo in extremis con la compagnia Uniqa, sempre la compagnia Uniqa, per un contratto annuale di copertura assicurativa perché al 30/06/2018, data di scadenza della copertura, l’azienda sanitaria non aveva ancora provveduto ad aggiudicare la gara per l’assicurazione.

Senza l’intervento tempestivo di Kompatscher, l’azienda sanitaria avrebbe dovuto chiudere i battenti di tutti i presidi ospedalieri perché i medici e tutti gli operatori sanitari sprovvisti della copertura assicurativa di colpa grave, non avrebbero potuto varcare la soglia dei predetti presidi.

Per rendere meglio l’idea della gravità della situazione, basti pensare che come le automobili non possono circolare senza assicurazione RCT, altrettanto i medici non possono esercitare senza la polizza di colpa grave.

La verità

La Legge 24/2017 altrimenti nota come Legge Gelli, all’art. 10, comma 3 prescrive che “Al fine di garantire efficacia alle azioni di cui all’articolo 9 e all’articolo 12, comma 3, ciascun esercente la professione sanitaria (medici, infermieri, ecc.) operante a qualunque titolo in strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private provvede alla stipula, con oneri a proprio carico, di un’adeguata polizza di assicurazione per colpa grave“.

Con la Circolare CG1806 del 26/06/2019 a titolo “Polizza di Responsabilità Civile Verso Terzi/Ospedaliera – Copertura della Colpa Grave del personale…” a firma del direttore generale Florian Zerzer, l’azienda promuove una polizza di colpa grave incompleta per l’esercizio della professione medica e paramedica ovvero promuove una polizza di colpa grave al costo di 588,00 euro che copre la responsabilità professionale ma non la responsabilità amministrativa.

Nello specifico, l’art. 10, comma 3 richiama altre due disposizioni di legge. Nell’art. 9, esattamente al comma 5, viene espresso che “In caso di accoglimento della domanda di risarcimento proposta dal danneggiato nei confronti della struttura sanitaria o sociosanitaria pubblica, o dell’esercente la professione sanitaria, l’azione di responsabilita’ amministrativa, per dolo o colpa grave, nei confronti dell’esercente la professione sanitaria è esercitata dal pubblico ministero presso la Corte dei conti”.

La domanda di “Lubriana” memoria nasce spontanea: per quale motivo l’azienda sanitaria promuove con la circolare CG1806 una polizza incompleta per i suoi operatori con detrazione in busta paga e contemporaneamente suggerisce ai sottoscrittori di provvedere altrimenti per la responsabilità amministrativa?

Eppure sul mercato ci sono compagnie di assicurazione con proposte decisamente più faverevoli dal punto di vista economica e “All Inclusive” dal punto di vista della copertura assicurativa.

I medici sono medici e non esperti del ramo assicurativo, con molta probabilità fidandosi ciecamente di quanto predisposto dall’azienda sanitaria, probabilmente non hanno mai provveduto ad integrare la responsabilità professionale con la stipula ulteriore di una polizza di responsabilità amministrativa, parte integrante della polizza di colpa grave prevista dalla legge.

Avete capito la gravità della cosa? Con molta probabilità allo stato attuale, ci sono medici che non potrebbero esercitare nei presidi ospedalieri perché non adeguatamente coperti dal punto di vista assicurativo, con rischio grave per la loro stessa professione perché se risultanti colpevoli di un dolo, ci lascierebbero personalmente le classiche “mutande”.

L’azienda sanitaria ha mai verificato questa eventualità o ha solamente provveduto alla riscossione tramite addebito in busta paga dei premi assicurativi?

Questa è attualmente la realtà o meglio la verità sulla situazione dal punto di vista della copertura assicurativa del sistema sanitario.

Abbiamo una circolare aziendale che dà disposizioni per la stipula di polizza di colpa grave proposta dalla ditta Uniqa, già di per sé configurante un conflitto d’interessi spropositato che sfocia in una sorta di violazione delle norme sulla concorrenza del mercato.

Abbiamo una polizza inadeguata che rischia di inficiare l’attività professionale del personale sanitario; abbiamo altre compagnie assicuratrici o organizzazioni sindacali che promuovono polizze sicuramente vantaggiose sia dal punto di vista economico che qualitativo.

Allora perché siamo in questo paradosso? Perché questa circolare?

Noi raccontiamo i fatti per come si desumono dai documenti ufficiali dell’azienda, per le domande ci attendiamo delucidazioni dall’azienda medesima.

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Angolo Bellerofonte

Sanità, la storia infinita. Ovvero la saga della Polizza al suo ultimo atto

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua fida tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quella volta che Alcmeone, Callifonte e Ippocrate, i famosi medici dell’antica Grecia, vista la loro volontà di voler esercitare la professione nel Sudtirolo, mi chiesero consiglio a chi rivolgersi per stipulare la necessaria ed obbligatoria polizza di colpa grave. 

<<Parlate a bassa voce>> dissi io, <<l’argomento polizza grave è così delicato che l’anno scorso si è rischiata la chiusura degli ospedali perché nessuno aveva provveduto al rinnovo>>. 

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I tre si guardarono negli occhi, il loro sguardo valeva mille parole e non ci volle tanto per capire le loro intenzioni. Il Krotoniate Callifonte si fece avanti ed a nome di tutti disse: <<carissimo Bellerofonte, apprezziamo i tuoi sforzi ma da quando siamo qui ci siamo scontrati solo con problemi e zero soluzioni. Prima l’iscrizione all’ordine dei medici dove pare che la conoscenza della lingua non sia un obbligo ma una facoltà, ora la polizza di colpa grave, mi sa che ce ne torniamo di corsa nella penisola ellenica, culla della democrazia>>. E concluse <<Grazie di tutto, ci mettiamo seduti sulle rive del Talvera in attesa che Ulisse ci carichi a bordo della sua barca. Addio>>.

Ben ritrovati carissimi Bellerofontenauti, con la partenza dei miei “tre amici”, ora avrò un po’ di tempo libero per riprendere un viaggio lasciato poco più di sette mesi fa: “Impicci, proroghe, rappezzi e impunità: l’Asl alla saga dei rinnovi assicurativi (è già leggenda)”. 

In quell’occasione mi occupai di quello che era stato il tormentone dell’estate altoatesina 2018, la scadenza della polizza di colpa grave per il personale sanitario operante nelle strutture dell’azienda sanitaria locale. 

Come ben ricorderete, il 30 giugno 2018 scadeva la polizza di colpa grave per i medici e per tutti gli operatori del comparto sanitario dell’azienda locale, e l’azienda era in netto ritardo con la gara d’appalto per la nuova polizza. 

Herr “Ghe Pensi Mi”, al secolo Arno Kompatscher, con una telefonata strategica in meno di dieci minuti raggiunse un accordo con la compagnia assicuratrice Uniqa, riuscendo a strappare in extremis un contratto annuale, la celeberrima Polizza Ponte, così da evitare uno sciopero dei medici e scongiurare il collasso dell’azienda sanitaria.

Tutto a posto dunque? Non sembra, perché quest’anno rischiamo di ritrovarci nella stessa condizione o per lo meno in una situazione che tanto chiara non è. Attenzione, la gara poi è stata esperita, conclusa ed aggiudicata, il nuovo contratto stipulato ed avrà valenza dall’1 luglio 2019, alla scadenza della polizza ponte di marca Kompatscher. 

Quello di cui parlo io va ovviamente oltre quello il discorso di procedure e scadenze, ma procediamo per gradi per meglio comprendere la situazione iniziando con la spiegazione di tutti gli elementi della discussione.

Capitolo Uno: la polizza di colpa grave.

Cos’è una polizza di colpa grave? È la polizza assicurativa regolamentata dall’art. 10, comma 3, della Legge 24/2017 (legge Gelli) che recitaAl fine di garantire efficacia alle azioni di cui …, ciascun esercente la professione sanitaria (per lo più medici) operante a qualunque titolo in strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private provvede alla stipula, con oneri a proprio carico, di un’adeguata polizza di assicurazione per colpa grave. La sua importanza è fondamentale ai fini delle prestazioni sanitarie. Paragoniamo la “Colpa Grave” alla classica polizza automobilistica, senza assicurazione un’automobile non può circolare; allo stesso modo, un medico non può mettere piede in una struttura ospedaliera senza avere sottoscritto una polizza di colpa grave ergo tutta l’attività ospedaliera si bloccherebbe. Ecco spiegato il motivo per il quale l’anno scorso è scoppiato il caso della polizza, perché senza di essa gli ospedali non avrebbero più potuto dare qualsiasi tipo di assistenza.

Capitolo Due: il diritto di rivalsa. 

Il diritto di rivalsa è regolamentato dall’art. 9, comma 1, della Legge 24/2017 che recita L’azione di rivalsa nei confronti dell’esercente la professione sanitaria può essere esercitata solo in caso di dolo o colpa grave”. Attraverso l’azione di rivalsa, la compagnia assicuratrice va quindi a chiedere al contraente (medico) il rimborso del risarcimento pagato alla persona che ha subito il danno; il contraente provvederà a risarcire l’assicurazione utilizzando la polizza di colpa grave.

Capitolo Tre: rinuncia al diritto di rivalsa. 

Che cos’è la rinuncia alla rivalsa? Il concetto è molto semplice: si tratta di una clausola facoltativa di una polizza assicurativa che, se inserita nel contratto, va ad annullare l’azione di rivalsa esercitabile dall’assicurazione. In altre parole, la sua sottoscrizione elimina la possibilità che la compagnia di assicurazione si rivolga al contraente (medico) per chiedere il rimborso del risarcimento pagato alla persona che ha subito il danno per colpa grave.

Capitolo quattro: la nuova polizza. 

Con la delibera n. 2018-A-000668 del 05.12.2018, la Provincia ha ratificato l’aggiudicazione della nuova Polizza di assicurazione dei rischi di responsabilità civile verso terzi ed operatori/trici” (RCT), regolamentata dall’art. 10, comma 1, della Legge 24/2017 che recita “Le strutture sanitarie e sociosanitarie  pubbliche  e  private devono essere provviste di copertura assicurativa o di altre analoghe misure  per  la  responsabilità  civile  verso  terzi   e   per   la responsabilità   civile [….], alla compagnia assicuratrice UNIQA Österreich Versicherungen AG con sede legale a Vienna (AU). 

Capitolo Cinque: nocciolo della questione. 

Cosa accomuna la polizza di Colpa Grave con la polizza RCT aggiudicata alla compagnia Uniqa? Bella domanda. Apparentemente nulla perché sono due cose ben distinte e separate, come spiegato nei capitoli precedenti; pare invece che la polizza di RCT sin dal 2012, anno della prima stipula con la compagnia Uniqa di Vienna, contenesse un’estensione proprio riferita alla colpa grave rivolta ai singoli operatori dell’azienda sanitaria che ne avessero fatto espressamente richiesta. 

Nella nuova RCT che entrerà in vigore da lunedì primo luglio prossimo, ritroviamo le stesse condizioni per la stipula della polizza di colpa grave. 

Il vostro Bellerofonte ha voluto vederci chiaro in tutto ciò perché questo punto della procedura non sembra completamente trasparente. Ma come è possibile che in una polizza di responsabilità civile stipulata tra azienda sanitaria e compagnia assicuratrice a seguito di gara d’appalto, venga inserita anche la polizza per colpa grave che è individuale quindi non soggetta a procedura di gara ma alla libera scelta del medico? 

Impossibile ma vero. 

L’art. 38 del Capitolato Tecnico prevede espressamente che “La Società (compagnia assicuratrice) rinuncia al diritto di rivalsa e surrogazione nei confronti del personale dipendente e con rapporto libero professionale del quale la Contraente si avvale e si è avvalsa nel corso della presente polizza nello svolgimento delle loro attività, salvo il caso in cui il danno sia dovuto a dolo o colpa grave dei soggetti sopra indicati accertato con sentenza passata in giudicato.” Fin qui tutto bene.

Eppure l’art. 39, 2° periodo del Capitolato Tecnico, prevede invece che “per le altre persone assicurate che percepiscono una remunerazione (personale dipendente, personale sanitario medico e non medico con rapporto libero professionale ecc.) e che ne facciano richiesta, accollandosene i relativi oneri (premio per la copertura di colpa grave), la Società rinuncia all’esercizio del diritto di rivalsa per le ipotesi di colpa grave come prevista all’art. 38”. 

Come può la rinuncia al diritto di rivalsa nel caso di colpa grave, essere inserita tra le norme di un capitolato per una gara di RCT? 

Dove sta il controsenso? Il controsenso sta proprio nella scelta di inserire delle norme afferenti ad un’altra tipologia di polizza, in un contratto per polizza di RCT. Tutto ciò appare in netto conflitto con le stesse norme di gara per la polizza RCT e con il Codice dei Contratti perché che senso ha che una compagnia di assicurazioni partecipi ad una gara d’appalto per RCT obbligandosi alla rinuncia alla rivalsa per la polizza di colpa grave? Piuttosto “ibrida” la questione, “Grande Giove” direbbe un frastornato dottor Brown di “Ritorno al Futuro” perché qui si entra nella pura fantascienza, non c’è una regola di mercato od una norma che possa giustificare tale situazione.

Capitolo Sei: art. 41 Estensioni di Garanzia. 

Quest’articolo che già dal titolo lascia prevedere la sua natura, al punto 41.1 prescrive che la polizza di cui all’appalto, vale anche per i rischi di Danni derivanti da colpa grave dell’Assicurato e/o dolo e colpa grave delle persone di cui la Contraente deve rispondere, salvo quanto previsto agli artt. 38 e 39. Quindi la polizza di assicurazione dei rischi di responsabilità civile verso terzi ed operatori/trici aggiudicata a seguito di procedura di gara, diventa anche polizza di colpa grave con diretto beneficio della compagnia aggiudicatrice, avvantaggiata rispetto alle altre compagnie assicuratrici eventualmente interessate al mercato delle polizze di “Colpa Grave”. 

Ecco svelato l’arcano, la gara per l’aggiudicazione di polizza RCT si estende anche alla polizza di colpa grave. Ma carissimi Bellerofontenauti, chi nasce tondo non muore quadrato e cioè se si bandisce una gara per RCT, tutte le estensioni di questo mondo non potranno mai configurare una polizza di colpa grave proprio per via della sua natura che è individuale. 

Capitolo Sette: sottoscrizione polizza colpa grave. 

L’azienda sanitaria ha provveduto a redigere un modello di adesione alla polizza di colpa grave, nella forma di appendice alla polizza RCT o almeno dovrebbe essere così. 

Il modello che si chiama “DICHIARAZIONE DI ADESIONE O RECESSO ALLA COPERTURA ASSICURATIVA PER COLPA GRAVE CON RINUNCIA ALLA RIVALSA DELLA COMPAGNIA ASSICURATRICE”, è indirizzato all’Ufficio Affari Generali del comprensorio sanitario di Bolzano, non fa riferimento né nel titolo né con una controfirma in calce, alla compagnia assicuratrice. 

Menziona la Colpa Grave ma non specifica né un numero di polizza, né un protocollo che la identifichi come tale ma parla di dichiarazione adesione o di recesso alla copertura assicurativa per colpa grave. La Norma impone che quella che viene erroneamente richiamata come dichiarazione di adesione, non sia altro che un’appendice alla polizza originale che deve essere sottoscritta tra l’assicurato e la compagnia. Ma anche in questo caso si incorrerebbe in un nulla di fatto in quanto la polizza madre è una RCT e non una “Colpa Grave”. 

Oltretutto, pur volendo sorvolare su tutto questo, comunque un’estensione di garanzia dovrebbe comunque prevedere a prescindere una copertura economica.

Capitolo Otto: chiarimenti e precisazioni della gara d’appalto. 

Chiarimento n. 2, quesito e risposta n. 2 della procedura di gara d’appalto. Il chiarimento n. 2, quesito e risposta n. 2 conferma che nell’importo a base d’asta non è ricompresa la copertura per “colpa grave ergo tale polizza non può rientrare nei parametri di gara contravvenendo proprio all’art. 41 comma 41.1 del Capitolato, soprattutto come estensione se non è prevista alcuna copertura economica.

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Precisazione n. 27 della procedura di gara d’appalto. Anche in questa precisazione rilasciata dall’azienda, si evince che la polizza di colpa grave sarà oggetto di successiva offerta da parte della compagnia che si aggiudicherà la gara, quindi non riconducibile alla polizza RCT. Ad ogni modo, pare che questa precisazione precluda la possibilità ad altre compagnie assicuratrici la possibilità di presentare offerta ai singoli operatori sanitari, lasciando intendere che la colpa grave sarà emessa dalla ditta aggiudicataria.

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Capitolo Otto: conclusioni. 

Alla fine di questo viaggio, il più lungo finora mai realizzato, l’idea che mi sono fatto sulla questione è la seguente: che le dichiarazioni di adesione alla polizza di colpa grave e che la stessa polizza di colpa grave intesa come estensione di garanzia, non siano conformi ai dettami della normativa vigente, che ne inficerebbero la stessa validità. Cosa vuol dire? Pensate all’automobile che senza assicurazione non può camminare. Che senza la sottoscrizione di una delega al pagamento ai sensi dell’art. 1269 del Codice Civile, non si possono fare trattenute in busta paga nei confronti dei dipendenti a favore di terzi, delega al pagamento che non ho riscontrato in nessun atto finora consultato.

Ora miei carissimi Bellerofontenauti, potete trarre le vostre conclusioni. Il vostro Bellerofonte vi lascia e penso che si concederà un meritato e lungo riposo.

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Angolo Bellerofonte

Sanità, la resa dei conti e la vicenda Gallo: come si smaschera la macchina dell’intimidazione

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua fida tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quando quella volta che sorvolava l’Alto Adige per conto dell’Istituto Geografico Militare per rilevare le nuove quote delle vette, notò un immenso ingorgo al passo Rombo, al confine italo-austriaco.

Mi abbassai abbastanza incuriosito, perché non è cosa di tutti i giorni vedere in pieno giugno barriere di neve alte tre metri sul ciglio della strada.

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Vidi dapprima un arzillo vecchietto intento a passeggiare e gli chiesi il perché di quest’ingorgo. Lui, con una pacata tonalità tipica della sua veneranda età, mi rispose che le automobili andavano adagio perché a giugno avevano smontato le gomme da neve e l’improvvisa nevicata consigliava cautela.

Ringraziai l’arzillo, riprensi le redini di Pegasus e mi accinsi a spiccare il volo, quando notai questa volta un altro vecchietto in perfetta divisa sudtirolese che tirava imbufalito calci alla neve.

Sconcertato chiesi all’ex suddito di re Laurino perché tanta foga e tanta rabbia e lui mi rispose in un italiano stentato <<ha stato Callo, ha stato Callo!!!>>.

Ha stato Callo? E che vuol dire? Alla risposta venne in mio soccorso proprio l’arzillo vecchietto di prima, dicendomi che qualunque cosa accada nella sfera “sudtirolese”, anche le improvvise nevicate, sembra che sia colpa di un certo Costantino Gallo.

 

Bentrovati miei cari Bellerofontenauti, in un momento storicamente delicato per la politica altoatesina e per i suoi vertici, proprio mentre è in atto un’ispezione da parte del Ministero della Sanità presso alcuni ospedali dell’Alto Adige congiuntamente a controlli serrati dei NAS nello stesso ambito, mi viene da ricordare perché tutto questo sta accadendo, perché sta accadendo adesso e perché sta provocando estremi malumori presso le alte sfere del feudo altoatesino.

Siamo (forse) alla resa dei conti. 

In questi anni siamo stati abili pescatori, pazienti, audaci nell’affrontare le intemperie mentre gettavamo le reti, sfidando ogni sorta di avversità fortuite (pochissime) o intenzionali (quasi tutte) atte a delegittimare la nostra azione di denuncia contro quelle che ritenevamo ingiustizie e discriminazioni.

Pagelle e cartelle cliniche esclusivamente in tedesco, norme concorsuali ad personam, nomine ed incarichi a personaggi forse inadatti e tant’altro ancora, hanno scandito il nostro tempo, cercando di sensibilizzare e quanto più coinvolgere la cittadinanza locale. 

Lo ammetto, quando ti ritrovi con in mano una sentenza nella quale un giudice ordina che vengano rilasciate le pagelle nella lingua comprensibile per il genitore, ti senti fortemente tutelato dalla Legge e dalla Giustizia; ma se la struttura provinciale, a partire dal “nibelungo” presidente Kompatscher fino ad arrivare ai dirigenti scolastici la disattendono con tanto di derisione, capisci che a livello locale “il cerume del pregiudizio” rende sordo l’orecchio di chi dovrebbe ascoltare. 

Si cambia tattica, l’azione da intraprendere è sempre quella della giustizia, però cambia il campo di battaglia. E finché i giochi verranno svolti secondo le regole locali, ovvero con regole vessatorie e discriminanti, perdere è un imperativo. 

Ma c’è un Dio ed una Patria ed è a loro che chiediamo udienza. 

Quello che inizialmente poteva sembrare una questione personale, pian piano è esplosa in una questione che è andata oltre i confini provinciali, scomodando nientepopodimeno che la Caput Mundi, non Vienna come lasciano intendere i creativi della provincia autonoma, parlo di Roma, la capitale per antonomasia.

È lì che il dott. Gallo ha provato a spostare la scacchiera a senso unico dell’Alto Adige, perché è nel Colosseo che si scontrano i gladiatori, non in piazza Walther. È in quel contesto che abbiamo portato le ragioni di una situazione invivibile a livello locale, soprattutto in ambito sanitario. 

Un direttore generale d’azienda sanitaria nominato senza avere i requisiti di partecipazione al concorso, il rinnovo alla carica di primari senza l’indispensabile relazione del Nucleo di Valutazione e del Collegio Tecnico, medici iscritti all’albo provinciale del relativo Ordine senza conoscere la lingua nazionale, medici in pensione riammessi in pianta stabile negli organigrammi ospedalieri con lauti stipendi, appalti di forniture di prestazioni sanitarie aggiudicate ad imprese non iscritte all’Albo Nazionale del Ministero del Lavoro, medici con più contratti d’opera, il livello più basso di somministrazione di prestazioni sanitarie a livello nazionale (LEA), liste d’attesa che non osservano le ultime direttive ministeriali compresa la programmazione, l’indennità professionale che diventa parte integrante dello stipendio, leggi promulgate in totale contrasto con la Costituzione e la normativa nazionale: questo è attualmente l’Alto Adige, non come lo vediamo noi ma come si mostra all’opinione pubblica.

Costantino Gallo, sostenuto dai Guardiani della Legalità, non ha fatto altro che portare all’attenzione del Ministero della Salute queste problematiche che comunque condizionano la vita dei bravi cittadini altoatesini.

E tutto questo cosa ha prodotto? Un’impugnazione da parte del Governo della legge provinciale Omnibus, proprio sui punti riguardanti le nomine dei primari e dei direttori di strutture sanitarie, una serie di ispezioni ministeriali (dal ministero della salute romano, non da quello viennese), esposti presso le autorità competenti e perquisizioni del NAS dei Carabinieri.

Precedentemente c’era stata anche la bocciatura da parte della Corte Costituzionale di circa undici leggi provinciali atte a foraggiare i già lauti compensi delle dirigenze provinciali, secondo un criterio illegittimo. 

Panico totale.

Per la prima volta nella storia, la SVP di Kompatscher & Co. si ritrova in affanno come non mai; anche la stessa alleanza di Giunta con gli esponenti locali della Lega, altrimenti noti come gli “alLEGAti” dell’SVP, sta vacillando.

Kompatscher manda il vice presidente Vettorato in udienza dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Giorgetti, cercando un’improbabile mediazione, quant’è vero che è proprio l’on. Giorgetti a firmare l’impugnazione della legge Omnibus; Lega o non Lega, se la legge è illegittima non c’è cuore di partito che tenga. Ed è qui che il “melaperato” ex senatore Zeller rilascia la sua dichiarazione tombale, non abbiamo più “amici” a Roma. 

La reazione della provincia a tutto ciò?

Diffamazione a mezzo stampa a più non posso, esclusivamente sulle testate di lingua tedesca perché il buon lattoniere, quello esperto di giurisprudenza (Zerzer docet), butta benzina sul fuoco alimentando una questione di discriminazione etnica (proprio lui!!!) nei confronti della popolazione di lingua tedesca da parte del dott. Gallo, tralasciando o omettendo la questione che la provincia a trazione SVP promulga leggi atti a privilegiare la “gente alta”. 

Il dott. Gallo fa paura? Si, perché non puoi sconfiggere chi non si arrende mai.

Dal vostro Bellerofonte è tutto, un arrivederci al prossimo viaggio.

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