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Angolo Bellerofonte

SaniTanic: la Nave Alto Adige affonda e Zeppa fugge

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a bordo della sua tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quando sorvolando i sette oceani alla ricerca di Odisseo, scorse una nave alla deriva che lentamente ma inesorabilmente affondava.

Appollaiato sulla punta di quella nave, c’era il suo capitano che urlava e gesticolava in direzione dell’unica scialuppa che era stata ammarata.

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Fu in quel momento che mi convinsi ad abbassarmi per raggiungere il naufrago solitario e non potete immaginare la sorpresa quando capii che più che di un naufrago si trattava di un fuggitivo.

Come lo capii? Quando mi accorsi che l’uomo a bordo della scialuppa era nientepopodimeno che l’ex Direttore Amministrativo dell’ASL Alto Adige Andrea Zeppa, mentre il capitano della nave “morente” che sfuriava a rotta di collo su e giù per il ponte, altri non era che il Direttore Generale Florian Zerzer il quale, raccolte avidamente le ultime boccate d’aria, si lanciò in un ultimo accorato appello:

Zeppa salga a bordo!

Potrebbe sembrare una rivisitazione dei fatti tristemente famosi riguardanti la notte in cui affondò la Costa Concordia, del capitano Schettino e dell’ex eroe ora senatore senza patria De Falco. Potrebbe, è vero, se per nave s’intende l’Azienda Sanitaria Alto Adige, che ultimamente a livello nazionale sta dando un’immagine di sé piuttosto deludente, quando non scoraggiante.

Mi riferisco al monitoraggio dei “Livelli Essenziali di Assistenza” comunemente conosciuti come LEA, per i quali la Provincia Autonoma di Bolzano risulta addirittura collocata in un posto speciale e precisamente dopo il fanalino di coda Calabria, perché non valutabile.

Ho sentito dire che con l’arrivo dei Leghisti in giunta, la poltrona di Zeppa sia diventata improvvisamente instabile. Balle! Tutte le poltrone, soprattutto quelle dell’azienda sanitaria, più che instabili sono tremolanti e quella della Lega altro non è che una mera coincidenza.

Andrea Zeppa, il City Manager voluto fortemente dal sindaco di Bolzano Caramaschi, era l’unico successore possibile dopo l’uscita di scena del direttore amministrativo facente funzioni Umberto Tait. Vuoi per le competenze, vuoi perché di madrelingua italiana per via dell’insana logica che fa tanto “Via Rasella” – un italiano ogni tre madrelingua tedeschi – , vuoi perché non c’era nessun altro con un profilo gradito alla Provincia.

Ma Zeppa non è il classico assoggettato al sistema. Intuisce da subito che con la defenestrazione di Thomas Schael e l’arrivo di Florian Zerzer, la nave che finora teneva grazie alle camere stagne presto avrebbe ceduto alla furia delle acque.

Con un direttore generale che secondo la normativa nazionale risulta inidoneo a ricoprire tale carica, Zeppa si ritrova a dormire su un letto di chiodi e a pettinarsi i capelli con una spazzola d’acciaio: scomodo e doloroso.

Per questo Zeppa va via, perché non ci sono le garanzie che gli permettono di lavorare con la tranquillità che una carica apicale del genere richiede.

Eppure c’è chi farebbe carte false per una poltrona del genere e anzi, non è un azzardo dire che qualcuno le carte false le ha fatte sul serio.

Un esempio.

Verbale di deliberazione del direttore generale n. 2018-A-000613 avente per oggetto “Dott.ssa Dagmar Regele: conferimento di un ulteriore incarico quinquennale quale direttrice del servizio d’igiene e sanità pubblica presso il Comprensorio sanitario di Brunico”.

Con questa delibera, viene rinnovato l’incarico di primario alla dott.ssa Regele, che i nostri lettori ricorderanno nel mio viaggio Vaccinarem humanum est, perseverare autem Tyrolis Meridionalis: benvenuti nella terra dei No Vax.

Ebbene, all’art. 46, quarto comma, la legge provinciale n. 7/2001 prevede che un dirigente al termine dell’incarico sia sottoposto ad analisi dal nucleo di valutazione sanitario e dal collegio tecnico; una volta recepiti tali pareri, se positivi si procederà ad un rinnovo, se negativi… “c’eravamo tanto amati”.

Invece sul rinnovo della dott.ssa Regele è pesata solamente la relazione eseguita dalla Dottoressa Marion von Sölder zu Brackenstein (la versione austriaca della Contessa di fantozziana memoria Pia Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare), direttrice reggente – quindi neppure titolare – della direzione territoriale presso il Comprensorio Sanitario di Brunico, gerarchicamente superiore della Dott.ssa Dagmar Regele.

Perché? Perché l’azienda sanitaria è attualmente sprovvista sia del determinante nucleo di valutazione sanitario, sia del collegio tecnico, previsti per legge! La Provincia non osserva dunque le sue stesse normative.

Ora vi siete convinti del perché dell’abbandono di Zeppa? Può un uomo reggere un incarico che potrebbe renderlo complice di atti illegittimi? Può un dirigente vivere con la spada di Damocle sulla testa, in attesa di un intervento da parte del Ministero della Salute, quello italiano e non quello austriaco, al quale l’azienda sanitaria dovrà rispondere?

Qui il vostro Bellerofonte vi lascia prendendo quota sulle note di “fin che la barca va / lasciala andareeee”…

 

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Angolo Bellerofonte

Stallo alla messicana

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua tastiera alata Pegasus, vi racconterà di cosa accadde il I° maggio.

Kompatscher, Widmann e Zerzer mi chiamarono la sera del 30 aprile per invitarmi alla classica festa del I° maggio, festa dei lavoratori, che si tiene ogni anno in Piazza San Giovanni a Roma. Io, contentissimo, mai mi sarei aspettato un invito del genere perché, diciamola tutta, non è che sia mai corso buon sangue tra il sottoscritto ed i para-teutonici provinciali. Però anche Rocky nel suo quarto film della saga disse che tutto può cambiare ergo, chi sono io per non accettare ciò? Lusingato dall’invito accettai.

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Presi Pegasus, lo strigliai ben bene e partimmo alla volta della Città Eterna.

Arrivati a Roma mi accorsi che mi ero dimenticato il mio calumet della Pace o meglio una birra artigianale da regalare ai miei nuovi amici e quindi, preso dall’ansia di non voler iniziare questa nuova amicizia con una brutta figura, saltai su Pegasus e mi precipitai direttamente a Bolzano a prendere il bibendum dimenticato.

Ma arrivati nella Caput Sudtiroler (passatemi la licenza poetica), scorsi dall’alto i miei futuri compagni del concertone di Piazza San Giovanni dirigersi verso palazzo Widmann in tutta tranquillità. Pensai, tra me e me “Io posso usufruire di Pegasus e della sua velocissima cavalcatura ma loro, come faranno ad essere a Roma entro un’ora?”.

La mia curiosità pervadente cedeva il posto al dubbio e più passavano i minuti, più mi rendevo conto che il tanto sperato ritardo altro non era che la classica, monumentale e romanesca “sola”: ero stato bellamente raggirato.

E il motivo?

Mi è bastato dare un’occhiata all’Albo Pretorio della Provincia, la bacheca dove vengono affissi tutti gli avvisi ufficiali degli Enti Pubblici, per capire che proprio il I° maggio non solo ricorre la festa dei lavoratori, ma è anche la data di scadenza per presentare la candidatura per l’iscrizione all’Albo Provinciale degli Idonei al ruolo di Direttore Generale della provincia di Bolzano“.

 

Bentrovati miei Bellerofontenauti, come anticipato nel mio viaggio immaginario, a breve scadranno i termini per la domanda di iscrizione all’Albo Provinciale degli Idonei alla carica di Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, poltrona ormai più incandescente della lava dell’Etna in piena eruzione. 

Col decreto Legislativo 171/2016, il Parlamento ha  ratificato la nuova norma riguardante la nomina dei direttori generali in ambito sanitario, istituendo un albo nazionale (fino ad allora regionale) in modo da rendere le nomine quanto più indipendenti dalla politica, almeno nelle intenzioni. 

Anche le province autonome di Trento e Bolzano sottoscrissero nella conferenza permanente Stato/Regioni/Province Autonome, gli accordi atti alla formazione di quest’albo. 

Nel pieno rispetto degli accordi sottoscritti con le “Autonomie”, la Provincia di Bolzano ottenne per quanto concerne il proprio territorio, che l’eventuale candidato per l’Alto Adige oltre ai requisiti di cui all’albo nazionale, doveva essere in possesso del “famigerato” patentino di bilinguismo ovvero la conoscenza certificata della lingua nazionale – l’italiano – e la lingua tedesca.

Ebbene cari lettori, al momento dell’istituzione dell’albo nazionale ed ancora oggi, solamente un candidato risulta essere in possesso dei requisiti per ricoprire la carica di direttore a Bolzano.

Sto parlando di Thomas Schael, già direttore dell’azienda bolzanina al momento dell’istituzione dell’albo ma inviso alla Giunta provinciale, tanto da decretarne la rocambolesca e roboante anticipata decadenza rispetto ai termini di scadenza contrattuale dell’incarico.

Immaginate l’imbarazzo: mandano via Schael per poi ritrovarselo tra i piedi legittimato da un decreto legislativo. Troppo perché non intervenga il “legislatore altoatesino”, mister “Ci Penso io” (riferito alla questione polizza che costò proprio il posto a Schael). 

Arno Kompatscher, con un provvidenziale decreto presidenziale – mamma mia che parolone – n. 27/2017, istituì il suo personalissimo albo degli idonei a direttore generale per l’Alto Adige, contravvenendo agli accordi presi nella Conferenza Stato/Regioni e la motivazione sembra più che evidente: se avesse accettato le regole come tutti fanno, avrebbe subito un’autorete planetaria, soprattutto con una campagna elettorale alle porte, obbligato a rinominare Schael come successore di se stesso. 

Bisognava a tutti i costi scongiurare il pericolo, più incombente che mai, e l’istituzione dell’albo provinciale è apparsa l’unica strada percorribile. 

Il resto lo conosciamo già.

Schael, iscrittosi regolarmente al concorso venne dichiarato non idoneo da una Commissione Selezionatrice completamente illegittima se ci riferiamo alle disposizioni del decreto, ma più che titolata secondo la “volontà” della Giunta. 

Oggi, dopo due anni, ci ritroviamo nella stessa impasse simile ad uno stallo alla messicana, con una procedura d’iscrizione all’albo provinciale illegittima, con una serie di candidati probabilmente inidonei secondo la normativa nazionale, tra cui il celeberrimo direttore Zerzer, per il quale la Procura locale sta spulciando proprio la documentazione inerente alla sua attuale nomina, peggio di una scimmia che spulcia i suoi piccoli. 

Anche stavolta credo che il dott. Schael proverà ad iscriversi all’albo provinciale, forte di essere attualmente ancora l’unico a possedere i requisiti di iscrizione. Ma la sua forza non deriva solo dai requisiti, la fiducia e la stima che la stessa ministro Grillo, titolare del dicastero della Salute, nutre nei confronti del dirigente, è ricambiata dall’ottimo lavoro che sta svolgendo in Calabria. 

Il Sub-Commissario per il Piano di Rientro e Riqualificazione Thomas Schael, sta infatti facendo grandi cose nell’antica Magna Grecia, dove con l’ultimo successo ottenuto con l’approvazione dello straordinario “Decreto Calabria”, si è dato inizio ad una nuova epoca per la sanità in loco.

Se ci è riuscito in una regione storicamente “difficile”, immaginiamo cosa potrebbe fare in un Alto Adige sempre più sulle barricate, insofferente alle regole della Repubblica, promotore di iniziative illegittime, in attesa che la Procura dia il suo responso su quelle presunte illegali.

Sempre che qualcuno a Roma si risvegli e noti che attualmente nella sanità altoatesina vige una condizione tale da lasciar presumere un intervento straordinario, in quel caso sarò il primo a dare il benvenuto al Commissario Schael.

Dal vostro Bellerofonte e tutto e a spron battuto mi accingo a raggiungere i miei amici.

Quelli veri, i Guardiani della Legalità.

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Angolo Bellerofonte

Le solite direttive non rispettate: ora tocca all’Ordine del Medici di Bolzano

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a bordo della sua fida tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quando Alcmeone, Callifonte e Ippocrate, i famosi medici dell’antica Grecia, decisero che era il momento di portare la loro conoscenza e sapienza medica altrove.

E fu in questo frangente che io venni interpellato quale conoscitore del mondo che sta al di là delle Colonne d’Ercole, o meglio di quel mondo che sta al di là dei piloni del ponte sul Talvera.

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Io mi diedi subito da fare per accontentare miei compatrioti ellenici, tanto che dissi subito che nella valle di Bolzano c’era carenza di medici e che loro non avrebbero avuto difficoltà a continuare il loro lavoro e la loro ricerca.

C’era solo un problema, se sei un medico e per giunta straniero, la professione sul suolo italico si può esercitare solamente se conosci la lingua italiana, cosa giusta e logica. 

Allora ci presentammo al cospetto dell’Ordine dei Medici della provincia di Bolzano e dopo aver mostrato le credenziali dei miei illustri amici, chiedemmo dove si potesse sostenere l’esame di lingua.

Ma Ippocrate tirandomi per una manica, mi disse preoccupato che nessuno di loro conosceva una sola parola del linguaggio peninsulare, tant’è che l’uomo che ci stava accompagnando nella stanza dell’esame si accorse del disagio del mio amico, ma con fare sornione disse: <<non conoscete la lingua nazionale? No Problem! Qui all’ordine dei medici di Bolzano non diamo tanto credito a certe direttive ministeriali anzi, abbiamo tra i nostri iscritti diversi medici che non capiscono un’acca d’italiano ma in compenso parlano perfettamente la lingua tedesca, tanto chi ci controlla?>>

 

Bentrovati miei cari Bellerofontenauti, come mia consuetudine utilizzo questi immaginari viaggi pregni di fantasia e di paradossi che tanto paradossali non sono, per introdurvi alla notizia. In questi giorni “La Voce di Bolzano” sta riportando accadimenti di una certa gravità, anche se non sembra.

Giusto per rinfrescare la memoria, la nostra “Impertinente” Elisabetta Cardinali in alcuni articoli recenti, ha riportato quanto accaduto il 27 marzo scorso presso il dicastero della Salute romano, dove in un incontro tenutosi tra la delegazione dell’Azienda Sanitaria Altoatesina ed i rappresentanti del Ministero della Salute, uno scomposto ed ostile Florian Zerzer dichiarò apertamente che in Alto Adige esercitano medici che parlano solo il tedesco.

Apriti cielo.

Sembra una cosa di poco conto e del tutto ininfluente, invece è di una gravità estrema e cerco di farvelo capire con un paragone. 

Immaginate di essere in una città tutt’altro che fortificata, in attesa di essere attaccati da un nemico fortissimo ed agguerrito. La vostra unica speranza è di non farvi sorprendere, perciò piazzerete strategicamente una vedetta in modo che da lontano possa avvistare il nemico e lanciare l’allarme. Ora immaginate che la vedetta, unico baluardo posto a difesa della città, fosse contemporaneamente muta, cieca e sorda. Un’inevitabile disfatta per la città, ho reso l’idea? 

Ora pensate a quei casi in cui vi è capitato che a seguito di un ricovero avvenuto in un ospedale dell’Alto Adige, vi siate confrontati con un medico che non conosce l’italiano e perciò impossibilitato ad effettuare una diagnosi. Se avessi un euro per ogni vostro pensiero, diventerei immediatamente milionario perché è facile intuire la domanda: ma com’è possibile che in ospedale ci siano medici che non parlano l’italiano?

La risposta alla vostra domanda è O.M.C.e.O. ovvero l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e nello specifico quello della provincia di Bolzano.

Che cos’è l’O.M.C.e.O? L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri è un organismo professionale, amministrativo e giuridico che si occupa della difesa e della regolamentazione della professione medica. Svolge attività sussidiaria al Governo, con finalità di indirizzo e controllo dell’esercizio della professione medica. Tutti i medici che vogliono esercitare in ambito delle strutture nazionali, devono per forza essere iscritti all’albo.

Anche i medici stranieri possono iscriversi a tale albo per poter esercitare la professione, ma con un piccolo distinguo: se hanno conseguito gli studi in Italia non ci sono problemi ma se hanno conseguito gli studi all’estero, l’Ordine al quale si è presentata la domanda d’iscrizione deve verificare la conoscenza e la padronanza della lingua nazionale.

Non è una discriminante, riguarda esclusivamente la capacità di un medico di comprendere bene quel che gli si sottopone al fine di pronunciarsi in una diagnosi pronta ed efficace.

Purtroppo questo tipo di controllo non è stato adempiuto dall’Ordine di Bolzano, lo ha confermato lo stesso dg Zerzer che mal sopporta l’idea di sottostare all’Ordinamento Italiano. Peggio si potrebbe dire del massimo rappresentante dell’Ordine bolzanino, la dott.ssa Monica Oberrauch, responsabile di tale “svista” che sta costando tantissimo in termini di immagine e di credibilità all’Ordine stesso. 

Tempo fa per tramite del loro legale, la “Evita Peron” bolzanina, fece addirittura recapitare al nostro giornale una lettera di diffida a scopo intimidatorio come risposta ad una affermazione riportata in un articolo, al quale si dava all’Ordine dei medici di Bolzano di essere conniventi con alcune iniziative poste dall’Azienda Sanitaria riguardo l’assunzione e la formazione di medici specializzandi sin dal primo anno di specializzazione. 

Lettera morta. 

Come l’esposto depositato addirittura dal DG nei confronti del dott. Gallo, esposto che ha fatto prima il giro di tutti i medici e non dell’Alto Adige e poi infine notificato al diretto interessato. Non c’è che dire, fräulein Oberrauch intimidisce con missive legali ma a capacità gestionali lascia tanto a desiderare. 

Troppo. 

Così troppo che il suddetto Ordine sembra sussidiario all’ordine Austriaco piuttosto che al Governo Italiano, visto che addirittura ha avallato attivamente la delibera dell’Azienda Sanitaria sulla formazione dei medici specializzandi da eseguirsi secondo l’Ordinamento Austriaco. Siamo proprio fuori dalla grazia di Dio.

E Dio chiama, o meglio scrive.

Il Ministero della Salute dopo l’uscita di classe del dott. Zerzer, per mano della dottoressa Ugenti e su incarico del Ministro ha chiesto chiarimenti all’Ordine dei Medici bolzanino; vi propongo il testo della lettera firmata ed inviata dal Ministro:

”Sono pervenute a questo ministero segnalazioni concernenti presunte iscrizioni, effettuate da parte di codesto Ordine, di medici che non conoscerebbero la lingua italiana. Considerato che tale situazione, se confermata, potrebbe arrecare un grave danno al cittadino nell’erogazione delle prestazioni sanitarie, si chiede di fornire con urgenze notizie in merito”.

Ora non vorrei essere nei panni della dott.ssa Oberrauch, che secondo indiscrezioni pare abbia ricevuto la missiva da alcuni giorni ma che ancora non abbia proferito parola a tal merito all’Ordine stesso. Mi auguro che l’ordine abbia copie cartacee dei colloqui sostenuti e delle verifiche effettuate (prove orali e scritte) per determinare le conoscenze linguistiche necessarie.

Ogni Ordine è responsabile in maniera autonoma a differenza dei paesi d’area tedesca ma vige un accordo di reciproco riconoscimento con l’Austria e non di immotivata sottomissione. 

Credo che la nostra presidentessa abbia fatto oramai il suo tempo in seno all’Ordine, le sue nascoste peculiarità sono venute meno a favore di un interesse che è diametralmente opposto all’interesse della Sanità Pubblica, venedo meno al suo mandato di rappresentanza. L’Ordine dei Medici di Bolzano non è “Una Cosa Nostra”, dell’Alto Adige, il Ministro lo ribadisce nella sua missiva, atteggiamenti discriminanti recano gravi danni nell’erogazione delle prestazioni sanitarie.

E qui concludo e visto che l’Ordine non garantisce l’esercizio, è meglio per Ippocrate, Alcmeone e Callifonte rivolgersi presso un’altra struttura.

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Angolo Bellerofonte

Commissariare l’Asl Alto Adige? Si può. Presto a Bolzano gli ispettori Schaellick e Konstanklein

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Costantino Gallo in arte l'ispettore Klein e Thomas Schael nei panni dell'ispettore Derrick

Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che con la sua fidata tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quella sera quando uscimmo per una birra insieme all’ispettore Derrick ed al suo collega l’ispettore Klein. Mentre si discuteva del più e del meno e di quanto fosse difficile far rispettare la legge anche nella rigida Monaco, feci una proposta al mio amico Derrick.

<<Carissimo ispettore, tu sei ormai famoso in tutto il mondo e la tua fama e quella di Klein vi precede. Pare che a Bolzano le cose non vadano proprio bene anzi, tutto sembra ormai allo sfascio…>>

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<<Scusa se ti interrompo mio carissimo Bellerofonte, starai mica parlando della sanità altoatesina? Io e Harry siamo tuoi assidui lettori e seguiamo tutti i tuoi viaggi”.

<<Indovinato mio caro Derrick, sto parlando proprio di questo e a tal riguardo ho una proposta da farti. Al Ministero della Salute a Roma oramai mal tollerano gli indici di negatività che arrivano da Bolzano ed in un recente incontro tenutosi proprio al Dicastero alla fine di marzo, pare che il direttore generale Zerzer abbia dato in escandescenza quando ha visto all’incontro il dott. Gallo come rappresentante del Sottosegretario. Ancor peggio è andata quando si è trattato di far emergere la sua professionalità confermando le voci di una sua inadeguatezza alla carica che copre; aggiungici anche le indagini della Procura ed hai il quadro completo della situazione. Ecco la mia proposta: che ne dici di fare il Commissario alla Sanità in Alto Adige? Tanto tu sei già ispettore!”.

Bentrovati miei epici bellerofontenauti, commissariare la sanità altoatesina non è più un ipotesi plausibile ma diventa ogni giorno di più un’eventualità caldeggiata ormai da più parti, sia al di qua che al di là del recinto bolzanino. 

E i presupposti ci sono tutti.

Il Decreto Legislativo 502 del 1992 “Riordino della disciplina in materia sanitaria” a tal riguardo parla chiaro, in presenza di inadempienze gravi “…il Ministro della Sanità, sentito il parere della  medesima Agenzia e previa consultazione con la  Conferenza  permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e di  Bolzano,  propone  al   Consiglio   dei   Ministri   l’intervento sostitutivo, anche sotto forma di nomina di un commissario…”. In questo caso parliamo soprattutto dei Livelli Essenziali di Assistenza (L.E.A.) ovvero le prestazioni e i servizi che il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale (tasse), in parole povere la ragion d’essere della sanità Pubblica. 

A gennaio di quest’anno, il Ministero della Salute ha pubblicato la tabella nazionale riguardante la classifica delle regioni che meglio si son distinte nell’erogazione dei LEA, la virtuosissima Provincia Autonoma di Bolzano non si è piazzata nemmeno in ultima posizione e sapete perché? Perché sono anni che non invia i dati sull’erogazione dei servizi al Ministero, sostanzialmente siamo dietro la Calabria, la stessa Calabria che ora è stata commissariata per le stesse ragioni dal ministero. (Leggi articolo Livelli essenziali di assistenza sanitaria: Bolzano ultima in Italia?)

E chi hanno chiamato in Calabria per commissariare la sanità? Il generale Cotticelli e nientepopodimeno che lo “zio Tom”, al secolo Thomas Schael, l’ex direttore generale della sanità altoatesina, quello licenziato per essersi opposto alla stipula della polizza di responsabilità sanitaria, la stessa polizza per la quale oggi indaga la Procura di Bolzano tanto per intenderci.

Al suo posto hanno piazzato il miglior prodotto della managerialità sanitaria che si sia visto negli ultimi anni, il dott. Florian Zerzer, lo stesso dott. Zerzer indagato sempre dalla Procura di Bolzano proprio per presunte irregolarità sulla sua nomina a Direttore Generale. 

Stiamo freschi! Tutto torna.

Sono sotto gli occhi di tutti le criticità dell’Azienda Sanitaria a trazione Zerzer, dall’intramontabile problema del CUPP al Pronto Soccorso, dall’uso indiscriminato di medici a contratto che puntualmente fanno causa all’Azienda all’assunzione dei medici di fascia “B” appena laureati, in barba alla legge di Bilancio nazionale 2019.

Dai primari nominati sulla parola ai medici iscritti all’Ordine dei Medici di Bolzano che non conoscono la lingua nazionale, quella italiana tanto per intenderci, quella lingua che a Zerzer non va proprio giù tanto da dichiarare in una fattura per un rimborso “pare incauto”, che Velturno si trovi in Germania (leggete il mio ultimo viaggio “Creste e abusi, benvenuti nell’ASL dei rimborsi ad personam”. 

E poi c’è più di qualcuno che afferma che Thomas Schael si aggiri ancora per Bolzano, chi lo vede a teatro, chi a fare la spesa, chi a bere un caffè con Costantino Gallo. Magari sta rivedendo gli ultimi appunti, magari si sta preparando a prendere nuovamente le redini della Sanità altoatesina, magari non dovremmo più chiamarlo direttore ma Commissario coadiuvato da Costantino Gallo. 

Magari.

È notizia dell’ultima ora che la Procura di Bolzano per una presunta turbativa d’asta e abuso d’ufficio, abbia iscritto nel registro degli indagati il governatore Arno Kompatscher e gli assessori della precedente giunta, alcuni ancora in carica, Philipp Achammer, Christian Tomasini, Richard Theiner, Florian Mussner, Martha Stocker, Günther Burger, ex direttore della ripartizione mobilità, ed un altro funzionario (Vedi l’articolo “Annullarono la gara per il trasporto cittadino: indagati i sei dell’ex giunta provinciale”).

A questo punto commissariare non si può, si deve! Un abbraccio dal vostro Bellerofonte.

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