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Angolo Bellerofonte

SaniTanic: la Nave Alto Adige affonda e Zeppa fugge

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a bordo della sua tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quando sorvolando i sette oceani alla ricerca di Odisseo, scorse una nave alla deriva che lentamente ma inesorabilmente affondava.

Appollaiato sulla punta di quella nave, c’era il suo capitano che urlava e gesticolava in direzione dell’unica scialuppa che era stata ammarata.

Fu in quel momento che mi convinsi ad abbassarmi per raggiungere il naufrago solitario e non potete immaginare la sorpresa quando capii che più che di un naufrago si trattava di un fuggitivo.

Come lo capii? Quando mi accorsi che l’uomo a bordo della scialuppa era nientepopodimeno che l’ex Direttore Amministrativo dell’ASL Alto Adige Andrea Zeppa, mentre il capitano della nave “morente” che sfuriava a rotta di collo su e giù per il ponte, altri non era che il Direttore Generale Florian Zerzer il quale, raccolte avidamente le ultime boccate d’aria, si lanciò in un ultimo accorato appello:

Zeppa salga a bordo!

Potrebbe sembrare una rivisitazione dei fatti tristemente famosi riguardanti la notte in cui affondò la Costa Concordia, del capitano Schettino e dell’ex eroe ora senatore senza patria De Falco. Potrebbe, è vero, se per nave s’intende l’Azienda Sanitaria Alto Adige, che ultimamente a livello nazionale sta dando un’immagine di sé piuttosto deludente, quando non scoraggiante.

Mi riferisco al monitoraggio dei “Livelli Essenziali di Assistenza” comunemente conosciuti come LEA, per i quali la Provincia Autonoma di Bolzano risulta addirittura collocata in un posto speciale e precisamente dopo il fanalino di coda Calabria, perché non valutabile.

Ho sentito dire che con l’arrivo dei Leghisti in giunta, la poltrona di Zeppa sia diventata improvvisamente instabile. Balle! Tutte le poltrone, soprattutto quelle dell’azienda sanitaria, più che instabili sono tremolanti e quella della Lega altro non è che una mera coincidenza.

Andrea Zeppa, il City Manager voluto fortemente dal sindaco di Bolzano Caramaschi, era l’unico successore possibile dopo l’uscita di scena del direttore amministrativo facente funzioni Umberto Tait. Vuoi per le competenze, vuoi perché di madrelingua italiana per via dell’insana logica che fa tanto “Via Rasella” – un italiano ogni tre madrelingua tedeschi – , vuoi perché non c’era nessun altro con un profilo gradito alla Provincia.

Ma Zeppa non è il classico assoggettato al sistema. Intuisce da subito che con la defenestrazione di Thomas Schael e l’arrivo di Florian Zerzer, la nave che finora teneva grazie alle camere stagne presto avrebbe ceduto alla furia delle acque.

Con un direttore generale che secondo la normativa nazionale risulta inidoneo a ricoprire tale carica, Zeppa si ritrova a dormire su un letto di chiodi e a pettinarsi i capelli con una spazzola d’acciaio: scomodo e doloroso.

Per questo Zeppa va via, perché non ci sono le garanzie che gli permettono di lavorare con la tranquillità che una carica apicale del genere richiede.

Eppure c’è chi farebbe carte false per una poltrona del genere e anzi, non è un azzardo dire che qualcuno le carte false le ha fatte sul serio.

Un esempio.

Verbale di deliberazione del direttore generale n. 2018-A-000613 avente per oggetto “Dott.ssa Dagmar Regele: conferimento di un ulteriore incarico quinquennale quale direttrice del servizio d’igiene e sanità pubblica presso il Comprensorio sanitario di Brunico”.

Con questa delibera, viene rinnovato l’incarico di primario alla dott.ssa Regele, che i nostri lettori ricorderanno nel mio viaggio Vaccinarem humanum est, perseverare autem Tyrolis Meridionalis: benvenuti nella terra dei No Vax.

Ebbene, all’art. 46, quarto comma, la legge provinciale n. 7/2001 prevede che un dirigente al termine dell’incarico sia sottoposto ad analisi dal nucleo di valutazione sanitario e dal collegio tecnico; una volta recepiti tali pareri, se positivi si procederà ad un rinnovo, se negativi… “c’eravamo tanto amati”.

Invece sul rinnovo della dott.ssa Regele è pesata solamente la relazione eseguita dalla Dottoressa Marion von Sölder zu Brackenstein (la versione austriaca della Contessa di fantozziana memoria Pia Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare), direttrice reggente – quindi neppure titolare – della direzione territoriale presso il Comprensorio Sanitario di Brunico, gerarchicamente superiore della Dott.ssa Dagmar Regele.

Perché? Perché l’azienda sanitaria è attualmente sprovvista sia del determinante nucleo di valutazione sanitario, sia del collegio tecnico, previsti per legge! La Provincia non osserva dunque le sue stesse normative.

Ora vi siete convinti del perché dell’abbandono di Zeppa? Può un uomo reggere un incarico che potrebbe renderlo complice di atti illegittimi? Può un dirigente vivere con la spada di Damocle sulla testa, in attesa di un intervento da parte del Ministero della Salute, quello italiano e non quello austriaco, al quale l’azienda sanitaria dovrà rispondere?

Qui il vostro Bellerofonte vi lascia prendendo quota sulle note di “fin che la barca va / lasciala andareeee”…

 

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Angolo Bellerofonte

Più incarichi allo stesso medico: l’ubiquità nella Sanità altoatesina e la moltiplicazione dei contratti d’opera

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che con la sua fidata tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quando insieme a Gandalf, Frodo e gli altri Hobbit, giravamo nella terra di Mezzo alla ricerca del fatidico anello.

Fu in quell’occasione che fui costretto ad abbandonare il gruppo perché Pegasus, vittima di un incidente, aveva urgente bisogno di cure. E nel frattempo, alla ricerca di un valido cerusico per la mia tastiera alata, approdammo in quel che era il Pronto Soccorso dell’ospedale di Bolzano.

Lì trovammo un bravo medico, preparato e gentile, che mise velocemente Pegasus in condizioni di ripartire. Così ringraziammo e partimmo.

Purtroppo, nel giro di una notte, le condizioni del mio fedele amico si aggravarono tanto da doverci mettere alla ricerca di un altro medico. Avevamo fatto poca strada, infatti eravamo vicini a Merano e da lì cercammo il Pronto Soccorso locale.

Nell’attesa, mentre accarezzavo la criniera alata del mio quadrupede, pensavo tra me e me “Chissà se troverò un medico altrettanto bravo e gentile come quello di Bolzano”. 

“Lassù nel cielo qualcuno mi ascolta?” urlai con tutta la voce strozzata dall’emozione e mi domandai perché non potessi trovare ad accoglierci un medico bravo come quello di Bolzano. E come per miracolo, trovai proprio quel medico!

Ne rimasi così positivamente colpito che dimenticai addirittura di chiedergli se fosse stata una mera coincidenza, ma non cercavo niente di meglio. E come fece a Bolzano, si prese amorevolmente cura di Pegasus così che potemmo subito ripartire.

Oramai contento del lieto fine della disavventura ed in procinto di riunirmi ai miei compagni di viaggio, presi rotta verso le alpi svizzere con la leggerezza di un animo sollevato dalle pene passate.

Ma l’idillio non durò molto, Pegasus lamentava ancora dolori ed io non potevo continuare in quelle condizioni pietose, quindi scendemmo di quota e prendemmo terra nella ridente cittadina elvetica di Biel, a circa 500 Km di distanza da Bolzano.

Trovammo una clinica specializzata in tastiere alate e ad attenderci una gentilissima infermiera, che ci accolse calorosamente per poi condurci nel studio di un medico specialista.

Non potete immaginare la mia sorpresa mista a stupore/meraviglia quando, inaspettatamente e senza alcun modo di poter prevedere la cosa, ci trovammo per l’ennesima volta di fronte lo stesso medico che ci ricevette nei PS di Bolzano e di Merano.

Anche se costituisce una premessa di pura fantasia, la storia che vi ho appena descritto è di una realtà così fondata che avrete capito immediatamente che c’è qualcosa che non quadra, se pure avesse tutti i lati di egual misura.

I fatti.

L’altro giorno, mentre ero alla ricerca di un documento on-line, per una mera coincidenza mi sono imbattuto nella pagina del sito internet istituzionale dell’Azienda Sanitaria Alto Adige dove sono elencati tutti gli incarichi e/o conferimenti esterni affidati dall’azienda a professionisti del settore.

Il primo nome che ho letto è stato quello del dott. Jamil Abbas medico specialista, quale titolare di un contratto d’opera annuale presso il Pronto Soccorso di Bolzano, giusta determina del Direttore di Comprensorio n. 590/2018.

Il sito riporta che per tale contratto d’opera, al dott.Abbas viene riconosciuto un corrispettivo annuale pari a 119.520,00 euro; se IVA compresa o esclusa non ci è dato saperlo.

E qui arriva la sorpresa, perché il secondo in elenco alfabetico è sempre il dott. Jamil Abbas medico specialista, quale titolare di un altro contratto d’opera annuale stavolta presso il Pronto Soccorso di Merano, giusta determina del Direttore di Comprensorio n. 172/2018; questa volta il compenso è di 136.000,00 euro.

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(fonte: http://www.sabes.it/it/amministrazione-trasparente/incarichi-consulenze.asp)

È finita qui? Magari.

Voi siete degli attenti osservatori, perciò avrete notato che il peso in KB degli allegati – come anche il nome sia con titolo che senza titolo – non sono corrispondenti ergo, sarebbe logico pensare di esserci imbattuti in un normale caso di omonimia. 

Macché! 

I due curriculum sono diversi nella forma ma non nella sostanza. Lo stesso dicasi per le dichiarazioni allegate D1 e D2 tranne che nel caso delle dichiarazioni, dove piccole variazioni hanno destato altri sospetti ed un ulteriore indagine.

Infatti, nella dichiarazione D1 del PS di Bolzano, il dott. Abbas dichiara di essere a contratto d’opera non solo al PS di Merano ma che contemporaneamente presta servizio anche in una clinica a Biel, in Svizzera, proprio come nel racconto introduttivo. 

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A questo punto, potremmo pensare che il nostro dott. Abbas sia un santone della lontana India o, in alternativa, un pio maestro in odore di santità. Diversamente, non riuscirei a spiegarmi il dono dell’ubiquità di cui pare godere.

Perché ubiquità? Tenetevi forte.

In Italia, l’attività di medico di reparto viene suddivisa in 38 ore settimanali; tale orario per la Provincia Autonoma di Bolzano pare che sia di 40 ore settimanali. Comunque in linea con la normativa europea vigente in materia.

In entrambi i casi, avremmo un orario medio annuo che oscilla tra le 1900 e le 2100 ore lavorative annue (non ho tenuto conto di ferie e festività).

Ora, vedrete cosa è riportato in uno dei due curriculum, per l’esattezza in quello utilizzato per il contratto del PS di Merano:

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Questo, invece è il curriculum utilizzato per il contratto del PS di Bolzano:

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Tre sono le cose che risaltano agli occhi: una sono le ore d’impiego nei due PS, l’altra è che il dott. Abbas sarebbe a contratto d’opera continuativo in Alto Adige sin dal 1997, dal 2004 contemporaneamente in due posti diversi per poi approdare anche dal 2017 a Vipiteno, per concludere che dal maggio 2018 lavora anche in Svizzera. 

That’s incredible!

Aspettate, non è finita. Questi incarichi, avendo valenza pubblica, si basano su determine dirigenziali che per Bolzano è la n. 590/2018 mentre per Merano è la n. 172/2018 (quella di Bressanone invece, pare sparita).

Ebbene, in quella di Bolzano si parla di un contratto di 10 ore settimanali con un importo orario di 63,00 euro, anche qui non si capisce se nette o lorde:

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(Fonte: determina direttore comprensorio Bolzano n. 590/2018)

Nella determina di Merano che prevede la copertura di due figure, una per il PS di Merano ed una per il PS di Silandro, non vengono menzionate le ore tuttavia abbiamo un importo presunto di 200.000,00 euro:

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Tiriamo le somme.

A fronte di 10 ore settimanali eseguite a Bolzano, il dott. Abbas percepisce emolumenti pari a 119.520 euro; a fronte di chissà quante ore settimanali eseguite nel PS di Merano, il dott. Abbas percepisce 136.000 euro. Per Vipiteno non si sa nulla tranne che vengono eseguiti 8 turni di guardia medica mensili. Ora le domande. 

Come fa l’Azienda Sanitaria Alto Adige ha stipulare più contratti d’opera con lo stesso professionista?

Qual è la posizione dell’Ufficio per la Trasparenza ed Anticorruzione della Provincia in merito a quanto descritto, come il conflitto d’interessi ed importi riconosciuti decisamente non riconducibili alle leggi di mercato, visto che 63,00 euro all’ora sono superiori alla remunerazione di un dirigente dipendente dell’Azienda?

Come si giustifica il fatto che vengano violate sistematicamente le limitazioni di 48 ore settimanali imposte dalla legge 66/2003 (riferite alle ore dichiarate nei CV), dove al di sopra di tale media il DG dell’azienda sanitaria è passibile di reato?. 

Come mai nonostante l‘azienda Alto Adige sia unica, i cinque comprensori agiscono indipendentemente come se fossero aziende a sé stanti con tanto di budget personale?

Come mai ad un contrattista d’opera vengono riconosciuti compensi dall’Azienda Sanitaria, che sommati superano il tetto massimo di 240.000 euro previsti dalla legge Madia? (E non raccontatemi la balla che sono due comprensori differenti visto che l’ASL è unica). 

Come mai dal 1997, il dott. Abbas lavora in regime di continuità presso l’ASL Alto Adige, senza patentino e senza la previsione di inserirlo stabilmente nell’organigramma ospedaliero, con un notevole risparmio per i contribuenti?

Tante altre sono le domande che il vostro Bellerofonte vorrebbe porre, ma so già per certo che i “boh” e i “mah” come risposta si sprecherebbero. Fatto sta che io so già le risposte. Quello che desidero è che queste domande le facciate vostre e che siate voi a farle.

Un’ultima cosa.

Il dott. Abbas è lo stesso medico dipendente dell’agenzia interinale Avicenna Sudtirol ora Medical Service Sudtirol che, guarda caso, non menziona nel curriculum ma riporta invece nella dichiarazione “D1” per il contratto di Bolzano.

Ho amici a processo per molto meno.

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Ora è veramente tutto, prendo Pegasus e vado via. Il Signore degli Anelli mi aspetta…

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Angolo Bellerofonte

La Sanità e gli esperti nell’arte dei contrattisti: una contraddizione altoatesina

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a bordo della sua tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quello che accadde una notte di dicembre di qualche anno fa.

No, non mi riferisco al Santo Natale ma a qualche giorno dopo, esattamente nella notte tra il 27 ed il 28 dicembre 2017, dove stava per compiersi un altro tipo di natività, molto più pagana ma comunque determinante per i cittadini italiani: la Legge di Bilancio 2018.

Vi racconterò di questa vicenda, perché la notizia del giorno pare che riguardi una Delibera del Direttore Generale dell’ASL AA Florian Zerzer, per l’esattezza la n. 23 del 24/01/2019.

Nella delibera si incaricano due noti luminari ed esperti nelle “arti legali” sia di tipo amministrativo che lavorativo, di supportare gli eternamente “acquagolati” avvocati dell’Ufficio Legale della Provincia, nelle numerose cause civili intentate da medici nei confronti dell’Azienda Sanitaria.

E allora il quesito è: “Perché tutte queste cause di risarcimento, ma soprattutto, chi sono questi medici?

Lasciate che il vostro Bellerofonte vi faccia chiarezza.

I medici in questione sono medici “contrattisti” ovvero medici impiegati presso le varie strutture sanitarie attraverso la stipula di un contratto d’opera.

Cos’è un Contratto d’Opera?

Il contratto d’opera è il contratto con cui una parte si obbliga, dietro il pagamento di un corrispettivo, a compiere un’opera o un servizio in favore di un’altra, con lavoro prevalentemente proprio, senza il vincolo tipico del contratto di lavoro dipendente altrimenti detto subordinato.

Ciò significa che per specifiche esigenze, cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche – in questo caso l’ASL AA – possono conferire esclusivamente incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo ad esperti di particolare e comprovata specializzazione”.

Quindi, a fronte di una cronica carenza di medici, l’azienda sanitaria ha deciso di stipulare questa tipologia di contratto. Fin qui nulla da eccepire.

Allora, cos’è accaduto? La delibera n. 23/2019 lo spiega benissimo.

Una dottoressa che ha prestato servizio come veterinario presso l’Azienda Sanitaria tramite un contratto d’opera, ha intentato causa contro l’azienda stessa perché riteneva che nonostante il contratto d’opera, la sua prestazione fosse di tipo “subordinata” (dipendente).

Sta di fatto che il Giudice del Lavoro del Tribunale di Bolzano, con sentenza n. 251/2016, dà ragione alla dottoressa e condanna l’azienda a pagare una somma cospicua alla professionista.

In pratica la dottoressa era inquadrata come professionista indipendente ma lavorava come una dipendente, ovvero soggetta a turni, ordini di direzione, rischi professionali ma senza alcuna tutela assicurativa, tantomeno la corrispondenza dei contributi previdenziali né ferie retribuite, tipici dei contratti subordinati.

Sulla base di questo precedente, sono state intentate nei confronti dell’azienda ben 49 cause risarcitorie.

Quella della veterinaria ha messo in moto un meccanismo che costerà caro all’azienda sanitaria, e ancor di più alle tasche degli altoatesini.

Vorrei ricordare che allo stato attuale, ci sono ben 146 contratti d’opera stipulati con professionisti del settore sanitario, in pratica altre 146 potenziali cause.

Il consigliere provinciale pentastellato Diego Nicolini, ha presentato un’interrogazione proprio in merito alla delibera di Zerzer.

Il “Guardiano della Legalità” Nicolini, lamenta l’assenza di trasparenza proprio nella delibera.

Nella fattispecie, nella sua interrogazione si chiede chiarezza circa l’importo per il quale sono stati ingaggiati i due luminari, quanti avvocati sono alle dipendenze dell’ufficio legale provinciale e soprattutto perché ingaggiare gli avvocati per seguire solamente sei cause.

E le restanti quarantatre?

Come vedete, il consigliere Nicolini si adopera veramente come un guardiano posto alla tutela della Cosa Pubblica, e non è facile prevedere le non poche difficoltà che avrà il nostro Doktor Zerzerstein, o chi per lui, nel dare risposte soddisfacenti a chiarire questi punti opachi, altrimenti avrebbe già colmato queste lacune direttamente in delibera, come da prassi.

Finisce qui? Assolutamente no. Ritorniamo all’inizio del viaggio, quando vi ho raccontato della fatidica notte tra il 27 e 28 dicembre 2017. Cosa c’entra la seduta per la legge di bilancio 2017?

“In quella magica notte la Stella Cometa si era posata nell’aula della Commissione Bilancio della Camera…”

Scusatemi, mi sono lasciato prendere la mano dalla magia della Festa più bella dell’anno. In realtà, quella notte i deputati della stella alpina Manfred Schullian e Albrecht Plangger, fecero approvare un emendamento atto a confermare l’utilizzo dei contratti d’opera in ambito sanitario, per il triennio 2018-2020.

Cosa aveva di speciale questo emendamento? La sua peculiarità la troviamo proprio all’ultimo comma 270-quinquies: i rapporti instaurati sulla base delle disposizioni di cui ai commi 270-bis, 270-ter e 270 quater non danno luogo ad un rapporto di lavoro subordinato.

Ricapitolando, l’SVP forza di governo in Alto Adige, attraverso i suoi rappresentanti in Parlamento e con l’appoggio del governo precedente, fa passare un emendamento che il giudice del lavoro di Bolzano già nel 2016, quindi prima dell’approvazione dell’emendamento, aveva dichiarato illegale.

Ecco a cosa servono i rappresentanti del Popolo. Ops… i rappresentanti dei partiti. Ad aggiustare le magagne locali con una legge nazionale, perché solamente esercitando in maniera deviata il potere, si possono garantire lunga vita e prosperità ai regimi.

Ora possiamo supporre che i due luminari siano stati ingaggiati solo per cause antecedenti l’approvazione della Legge di Bilancio 2018, che per l’appunto dovrebbero essere sei.

Possiamo mai giustificare il disagio del buon “Pan di ZERZERO”, il quale, con coraggio autorizzava nella delibera ai rappresentanti della Stella alpina il taroccamento del significato intrinseco dei contatti d’opera?

Come poteva ammettere che allo stato attuale ci sono 146 contrattisti precari, che lavoreranno senza aver riconosciuta alcuna tutela?

Il vostro Bellerofonte, sempre dalla parte dei cittadini (chissà se mi prendono nei #GuardianiDellaLegalità), una chicca a favore di questi medici precari la snocciola più che volentieri.

Sempre nell’ambito del pubblico impiego, la cosiddetta “legge Madia” (D. Lgs. 75/2017), al fine di superare fenomeni di precariato, ha previsto la possibilità della stabilizzazione diretta per i soggetti che risultino aver sottoscritto tale tipologia di contratto, o altri contratti flessibili a tempo determinato (circolare Ministero Funzione Pubblica n. 1 del 2018), successivamente al 28 agosto 2015, con una anzianità di servizio di almeno tre anni negli ultimi otto e che siano stati reclutati con procedure concorsuali.

In caso di mancato possesso del requisito del reclutamento a seguito di procedure concorsuali, la medesima legge ha comunque previsto la possibilità di partecipare a concorsi riservati nella misura del 50% dei posti disponibili nella pianta organica dell’Amministrazione.

Non è tanto, ma è una buona base da cui ripartire.

Un saluto dal vostro Bellerofonte.

 

Sotto, a vostra disposizione, la delibera

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Angolo Bellerofonte

L’Alto Adige e la Sanità piena (forse) di illegittimità

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che a cavallo della sua tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quando in una Londra Vittoriana avvolta da una fitta nebbia, insieme all’ispettore LeStrade cercavamo informazioni sul misterioso Doktor Zerzerstein. Giunti a White Chapel, entrammo in un locale di infimo ordine ed al banco offrimmo un giro di birra, con la speranza che a qualcuno si sciogliesse la lingua. La birra fa miracoli perché un ometto, in evidente stato di astinenza da luppolo, cominciò a raccontarci un po’ di cose. 

  • <<E allora, cosa ci dici di bello sul Docktor Zerzerstein?>> chiese un canuto LeStrade, intento a scrutare l’ometto alla ricerca di qualche segreto da carpire.
  • <<Doktor Zerzerstein? Doktor Mistero vorrete dire! – rispose l’ometto sobbalzando da uno sgabello malfermo – avete provato a dare un’occhiata al suo curriculum sul sito istituzionale? Provate e poi mi saprete dire>>.

Non ce lo vedo proprio il dottor Florian Zerzer, direttore generale dell’Azienda Sanitaria Alto Adige, nei panni da tipo misterioso, eppure quella che alle orecchie del vostro Bellerofonte sembrava una nota stonata in una sinfonia di decreti e delibere, la medesima nota oggi troverebbe un posto naturale in quel pentagramma che è l’attività professionale del nostro bel “tenebroso”.

Abbiamo seguito il consiglio dell’ometto e siamo andati sul sito istituzionale dell’Azienda Sanitaria Alto Adige. Cliccando sul link “Amministrazione Trasparente”, accedendo alla voce “Personale” e poi “Direttore Generale”, noterete che nella pagina dedicata a Zerzer non si trova traccia di curriculum di sorta, contravvenendo a quanto disposto dalla normativa vigente che prevede la pubblicazione del CV entro trenta giorni dalla nomina. 

Perché non c’è il curriculum? Mistero.

Rifacendo lo stesso percorso ma stavolta impostando la pagina su lingua tedesca e cliccando su “Lebenslauf”, appare invece un bel curriculum sempre in lingua tedesca. Mentre stavo per tirare il fatidico respiro di sollievo, l’aria mi si blocca nei bronchi perché mi accorgo che qualcosa non quadra. In primis noto una notevole esperienza circa la padronanza delle lingue, indispensabili per l’accesso ai posti pubblici nella Provincia Autonoma di Bolzano; ma non basta la sola padronanza, serve la certificazione di cui all’art. 1 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 752/1976. 

Mero errore? Dimenticanza o, peggio, non ce l’ha? E chi lo sa!

L’ art. 2 del Decreto del Presidente della Provincia 27/2017, cita i requisiti per accedere all’elenco provinciale degli idonei alla carica di direttore generale. Al comma 1 lettera c) del predetto articolo, viene espressamente richiesto il “possesso dell’attestato di conoscenza delle lingue italiana e tedesca per il diploma di laurea… oppure di un attestato equipollente”. 

Io a tutt’oggi questo attestato non lo leggo. E poi non leggo nulla circa il possesso dell’ulteriore e determinante requisito di cui sempre all’art. 2, comma 1 lettera f2) riguardante i dirigenti che abbiano “…svolto almeno sette anni di servizio effettivo nel settore pubblico o privato”.

Dagli atti ufficiali di cui per ultimo il D.P.P. 19008/2018, si evince che il dottor Zerzer dal 2000 è sempre stato Direttore di Dipartimento, a volte della Famiglia, a volte del Turismo e, come da normativa provinciale vigente, sappiamo che tale direzione non comporta alcuna attività dirigenziale (gestione diretta del personale, gestione di budget, etc.) essendo quest’incarico di natura meramente politica. A conferma di ciò ci sono proprio gli ultimi decreti emanati dal presidente Kompatscher che revocano e nominano Zerzer a direttore di dipartimento, su segnalazione dell’assessore Theiner. 

“Zero Tituli” direbbe Josè Mourinho dell’Inter dei record, o quasi.

“Zero Tituli” avrebbe dovuto dire la Commissione di Valutazione degli idonei alla carica di direttore generale, quella nominata con decreto del presidente n. 12118/2018. A dire la verità e secondo indiscrezioni, parrebbe che la commissione abbia per davvero dato punteggio “0” alla valutazione di alcuni requisiti, semplicemente perché non ci sono titoli da valutare. Forse, e se tali indiscrezioni fossero confermate, il candidato Zerzer non era poi così candidabile.

Comunque stiamo parlando  della stessa commissione che nel viaggio ”C’è un pasticcio? Mi ci impiccio: il conflitto normativo nel teatrino delle nomine della Sanità, pare viziata da una nomina comunque derivante da una normativa illegittima rispetto alla normativa nazionale.

Qua la situazione è seria e le implicazioni sarebbero devastanti per tutti gli ambiti della provincia. Il presidente Kompatscher nomina una commissione illegittima, la medesima commissione propone Zerzer come potenziale commissario, la Giunta con a capo Kompatscher nomina Zerzer a direttore generale, e il cerchio si chiude.

Se le indiscrezioni venissero confermate, avremmo una sanità altoatesina guidata da un direttore inidoneo, non iscritto all’albo nazionale degli idonei alla nomina a direttore generale istituito presso il Ministero della Salute, che delibera utilizzando denaro pubblico.

E la Giunta Provinciale? Le responsabilità sia politiche che amministrative travolgerebbero la giunta uscente di Kompatscher come un fiume in piena, perché si è resa artefice e complice di un sistema fermo ad una mentalità medievale, inconcludente ma capace di rigenerarsi grazie a questi cerchi di autotutela.

Alla fine di tutto ciò, dobbiamo dedurre che il Docktor Zerzerstein ed il mostro di Loch Ness abbiano una cosa in comune, il crollo di un mito.

A questo punto credo che le informazioni ricevute dall’ometto bastino per accendere un focus su una situazione sempre più raccapricciante; recupero l’ispettore LeStrade e via, un nuovo viaggio ci attende.

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