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Economia e Finanza

Mutui casa: è corsa alle surroghe. Il CTCU: affrettatevi a verificare le opportunità di una surroga

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È corsa alle surroghe dei mutui.

Secondo MutuiOnline.it le surroghe dei mutui nello scorso mese di settembre sono praticamente raddoppiate rispetto alle surroghe del settembre 2018. Anche in ottobre il trend risulta sostenuto.

Il consiglio dal CTCU è quindi quello di affrettarsi a sfruttare questo momento favorevole di discesa dei tassi, perché la situazione potrebbe anche invertirsi.

La terza ondata di surroghe, quella in corso, è la terza in Italia, dopo quelle registrate tra il 2014 ed il 2015 e tra il 2017 e la metà del 2018.

Si ricorda che la surroga – operazione con la quale si sposta il mutuo in essere presso una banca ad un’altra banca, che offre condizioni più favorevoli – è completamente gratuita.

Non sono previsti a carico del mutuatario nemmeno costi notarili in quanto non viene modificato l’importo del mutuo e quindi i valori sui quali si basa l’ipoteca non vengono variati.

Il risparmio di spesa I tassi, come detto, sono favorevoli e, oggi come oggi, per un mutuo con LTV al 50% (cioè di un mutuo con valore non superiore al 50% del valore della casa, in inglese “loan to value”) è possibile spuntare anche tassi fissi inferiori all’1%, per non parlare del variabile che può raggiungere valori intorno allo 0,50%.

Ciò si traduce in un chiaro risparmio di spesa che, come già riferito in un nostro precedente comunicato stampa di qualche settimana fa, può arrivare a toccare anche gli 800/900 euro all’anno, e addirittura i 15/20.000 euro di risparmio sull’intera durata residua. L’andamento dei tassi di riferimento I tassi di riferimento per i mutui a tasso fisso e a tasso variabile sono rispettivamente l’IRS e l’euribor.

Orbene, mentre l’IRS 20 anni quotava a settembre 2018 un 1,50%, a fine ottobre 2019 lo troviamo intorno allo 0,45%. L’euribor 6 mesi era al -0,268% a settembre 2018, mentre a fine ottobre 2019 era sceso a -0,348.

Spiega Walther Andreaus, direttore del CTCU: “Il momento è favorevole per surrogare il proprio mutuo; riteniamo che siano ancora molti i mutuatari in Alto Adige che hanno in corso mutui con tassi, soprattutto variabili, non più in linea con quelli di mercato e potrebbero beneficiare dei risparmi connessi ad una surroga. L’occasione non andrebbe sprecata, soprattutto perché nelle ultime settimane ci sono già accenni di rialzo dei tassi di riferimento. Affrettarsi dunque e non esitare anche a cambiare banca, se la vostra si dimostra insensibile a venire incontro alle vostre richieste di rinegoziazione.

Alcuni consigli:

➢ raccogliete almeno 2/3 offerte di surroga da altre banche;

➢ verificate anche attraverso i comparatori online (es. mutuionline.it) se la surroga fa al caso vostro;

➢ la surroga conviene soprattutto se avete ancora da rimborsare almeno il 60/70% del vostro mutuo;

➢ la banca non vi può chiedere alcun costo o spesa, nemmeno gli oneri notarili di stipula della surroga;

➢ con il nuovo mutuo potete modificare il tasso e la durata, ma non il capitale residuo da surrogare;

➢ la nuova banca non può obbligarvi ad aprire un nuovo conto corrente, né una polizza vita: si tratta di divieto imposto dall’art. 36-bis del decreto Salva Italia (d.l.201/2011) che dispone: “è considerata scorretta la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario, che ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla medesima banca, istituto o intermediario ovvero all’apertura di un conto corrente presso la medesima banca, istituto o intermediario”.
L’Antitrust ha avviato di recente istruttorie contro 3 noti istituti nazionali per violazione di tale disposto;

➢ fate verificare i vostri conteggi di surroga presso consulenti indipendenti: il CTCU mette a disposizione il proprio servizio di consulenza dedicato, per valutare assieme agli interessati le possibilità e le procedure di surroga.

Economia e Finanza

Suggerimenti CTCU: come utilizzare i portali comparatori in modo corretto

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– Siate critici e consapevoli del fatto che i motori di ricerca prezzi non vi danno una visione d’insieme del mercato.
A seconda del settore, non tengono sempre conto di tutti gli operatori presenti.

– Prima di scegliere un’offerta, utilizzate più portali comparatori per avere un quadro completo di operatori e prezzi.
Possono esserci senz’altro delle differenze tra diversi portali.
Nella classifica gli stessi potrebbero tenere conto di diverse tariffe di uno stesso operatore.

– Confrontate offerte, prezzi e condizioni contrattuali sul sito dell’operatore stesso.
Talvolta può essere più conveniente stipulare un contratto direttamente con l’operatore che non tramite il portale comparatore (o viceversa).
Potrebbero valere anche diverse condizioni contrattuali.
Guardate anche le clausole scritte in piccolo degli operatori.
Ad esempio, per sapere, prima della stipula del contratto, quali sono le vostre possibilità di recesso e di reclamo e le condizioni che regolano il pagamento di eventuali bonus.

– State attenti alle preimpostazioni dei portali comparatori.
Queste potrebbero portare a una classifica non sempre vantaggiosa per il consumatore e restringere inutilmente i risultati di ricerca.

– Ad esempio, prestate attenzione al fatto che non vengano mostrate solo tariffe cui gli utenti possono accedere direttamente tramite il portale comparatore.

– Verificate l’impostazione relativa all’inclusione dei bonus nel prezzo.
Solo così potrete confrontare gli effettivi costi annuali del servizio.
Se scegliete un’offerta più conveniente nel primo anno di contratto (ad esempio grazie a un bonus), dal secondo anno potreste avere aumenti di prezzo inaspettati.

– Ricordatevi inoltre che l’azienda vi deve pagare anche effettivamente il bonus.
In passato alcune aziende hanno promesso bonus che non hanno mai erogato.
Per il pagamento dei bonus potete rivolgervi ai portali comparatori solo se questi espressamente lo garantiscono.
Confrontate i risultati di ricerca relativi a offerte con bonus anche con quelli relativi a offerte che non li prevedono.
In questo modo potrete confrontare meglio le offerte.

– Non scambiate i risultati dei motori di ricerca prezzi con quelli di annunci a pagamento.
Verificate sempre se i risultati di ricerca siano corredati da diciture aggiuntive, come “sponsorizzato” o “annuncio”, per lo più solo poco visibili.

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Economia e Finanza

ASTAT, Gender Pay Gap: alta in Sanità la differenza di stipendi tra uomini e donne

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L’Istituto provinciale di statistica ASTAT analizza le retribuzioni del settore privato e pubblico in provincia di Bolzano al fine di misurare il differenziale retributivo tra uomini e donne.

Nel 2018 nel settore privato il Gender Pay Gap dei lavoratori a tempo pieno registra il 16,9% e risulta in diminuzione rispetto ad un anno prima (2017: 17,2%).

Più sfavorite sono le donne occupate nel settore terziario.

Se nel privato il Gender Pay Gap è diminuito rispetto ad un anno prima, al contrario nel settore pubblico è aumentato (nel 2017 segnava il 16,0%) raggiungendo il 17,8%.

Sia nel privato che nel pubblico il differenziale retributivo tra donne e uomini aumenta con l’età.

Nel Servizio sanitario il Gender Pay Gap è piuttosto alto: 31,2%. Le amministrazioni centrali sono l’unico comparto dove sono le donne a guadagnare meglio.

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Economia e Finanza

Nuovo Codice del commercio, domani l’entrata in vigore

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La legge provinciale nr. 32 del 2 dicembre 2019, ovvero il nuovo codice del commercio, è stata pubblicata oggi (5 dicembre 2019) sul Bollettino ufficiale della Regione Trentino-Alto Adige.

L’entrata in vigore, dunque, avverrà a partire da domani, venerdì 6 dicembre.

Composta da 70 articoli, la legge approvata lo scorso 8 novembre dal Consiglio provinciale, punta a dare maggiore chiarezza e certezza del diritto a tutto il settore.

Tra i punti qualificanti del provvedimento vi è la semplificazione dell’avvio dell’attività dei negozi di vicinato, quelli con superficie di vendita inferiore a 150 metri quadrati e delle medie strutture di vendita.

Per questi continuerà a valere la SCIA (Segnalazione certificata d’inizio attività) come titolo abilitativo all’avvio dell’attività commerciale, senza la necessità di chiedere un’autorizzazione.

Per le medie strutture di vendita fuori dai centri urbani e per tutte le grandi strutture e i centri commerciali viene invece introdotto l’obbligo di autorizzazione.

Il nuovo codice regolamenta anche il commercio in forma itinerante.

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