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Lifestyle

Non solo vestiti a noleggio: oggi la renting economy è allargata a tutto

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Non solo vestiti a noleggio, ma molto altro a partire dai quadri d’autore: con 25 sterline al mese si più affittare un’opera d’arte originale ed il costo è per ogni singola opera.

L’iPhone XR (256) il cui costo al pubblico si aggira sui mille euro, è offerto dalle compagnie telefoniche a 40 euro al mese comprensive del canone.

Il sito rentfashionbag offre in noleggio l’inarrivabile borsa Birkin: il modello base costa 7 mila euro e lo si può avere a 250 euro a settimana.

Per non dimenticare le autovetture. Il Suv Bmw che costa 45 mila euro, lo si può noleggiare a 280 euro mensili.

Quindi non solo vestiti come avevamo scritto nel precedente articolo, ma anche accessori e componenti d’arredo basta che facciano parte del mondo del lusso.

Parliamo di sharing  e renting economy che in Italia vale già 21 miliardi di euro e che intercetta soprattutto i giovani.

Un’opportunità che non è sfuggita a Ikea che ha in progetto nel breve termine di immettere sul mercato mobili a noleggio.

Basta guardarsi attorno e prima di procedere ad un’ acquisto, si trova sicuramente l’alternativa del noleggio: tagliaerba, elettrodomestici, strumenti musicali, stoviglie e posate, gazebo per cerimonie all’aperto: di certo attorno a noi c’è la risposta alle nostre richieste.

Un italiano su due preferisce noleggiare il cellulare, il 60% l’autovettura, il 10% gli elettrodomestici o le attrezzature sportive. L’11% è disponibile al noleggio a lungo termine di attrezzatura per la manutenzione della casa e del giardino; il 7% lo è per gli articoli per l’infanzia ed il 50% degli italiani considera il noleggio una vantaggiosa opportunità.

Ovviamente il canale commerciale è internet dove abbondano i siti specializzati, ma anche quelli di noleggio tra privati. Ad esempio su noleggioinunclick.it si possono trovare svariati articoli che vanno dall’impianto per la videosorveglianza, al drone oppure una videocamera professionale con una spesa che va da 35 a 200 euro.

Invece mammamamma.it offre tutta la gamma degli articoli per bambini dal tiralatte al box. Un gioiello per una serata speciale? Ci pensa monluxe.com . Quadri e opere d’arte in genere? Ecco locloc.it. Insomma con pochi soldi si va dal salvare l’apparenza a contenere le spese ed alla fine il noleggio è da valutare.

Lifestyle

Verso un Natale senza giocattoli sessisti? Oggi il mercato offre ai piccoli la possibilità di scegliere

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Dicembre 2019. Una bambina vestita da astronauta? Un bambino che si diletta ai fornelli nella preparazione di deliziosi manicaretti in una cucina perfettamente attrezzata? Fino a molto poco tempo fa sarebbe stato praticamente impossibile, visto e considerato che la maggior parte dei giocattoli per bambini erano fortemente marcati da paradigmi sociali pregressi.

Non stupiva (e non stupisce) l’esistenza di giochi da femmina, relazionati alla cura della famiglia, salute, educazione o faccende domestiche (spesa, cucina, stirare) in contrapposizione ai giochi da maschio, focalizzati nel settore dell’automotive, della costruzione, dello sport o dell’ingegno.

Questa divisione è una realtà che continua ad essere presente e che si accentua particolarmente in occasioni di alto consumo, come il Natale.

È iniziato il cambiamento (e passa per la GDO)

Si può osservare però che queste differenze si stanno progressivamente riducendo. Tanto che Tiendeo.it, leader in servizi drive-to-store ed esperti in cataloghi digitali, ha osservato che 8 su 10 dei principali cataloghi digitali di giocattoli iniziano ad essere inclusivi rispetto alle distinzioni di genere. 

La maggior parte dei volantini e dei cataloghi vantano un’offerta ampia e variegata, e iniziano a integrare un numero di immagini e fotografie sempre maggiore di bambini e bambine che in diversi contesti utilizzano indistintamente diversi giochi.

«Sembra che le marche e i negozi siano ricettivi rispetto a questa crescente necessità della società di offrire ai più piccoli la possibilità di scegliere, lasciando da parte gli stereotipi, e che si stia producendo lentamente un cambio di paradigma già visibile nei cataloghi e nei punti vendita», spiega Eva Martín, CEO e co-founder di Tiendeo.

È interessante notare come supermercati e centri commerciali siano la categoria che maggiormente abbatte le differenze di genere, a dispetto dei brand prettamente dedicati al giocattolo, che risultano più reticenti al cambiamento e in alcuni casi, tuttora ancorati alla distinzione “giochi da maschi” e “giochi da femmine”.

La GDO infatti, per questo Natale predilige cataloghi incentrati sulle immagini del prodotto, senza alcun tipo di connotazione che possa dar luogo a distinzioni di genere. La maggior parte dei cataloghi di negozi di giocattoli invece, si servono ancora delle immagini che vedono le donne in cucina e i maschi al volante di fuoristrada di ultima generazione.

Una felice eccezione è Imaginarium, che si può considerare pioniere nella comunicazione e nelle scelte: i bambini ritratti nei cataloghi appaiono in una situazione di perfetta parità, che vuole essere lo specchio della società verso la quale ci stiamo muovendo, dove entrambi i sessi si trovano a cooperare e sono intercambiabili, in contesti tanto domestici quanto lavorativi.

I colori continuano ad essere una nota dolente

Quello del giocattolo è ancora oggi un settore fortemente stereotipato, e il Natale fa da cassa di risonanza. Un chiaro esempio risiede nel monopolio dei colori rosa vs azzurro, che continua ad essere molto presente tanto nella grafica dei cataloghi, quanto negli stessi giocattoli.

La buona notizia è che sono sempre più predominanti nuovi formati, come i giochi solidali, che permettono di sensibilizzare e al tempo stesso raccogliere fondi per progetti sociali.

O casi come quello di Playmobil e Lego: il primo attraverso l’introduzione della principessa non vedente, una cowgirl in sedia a rotelle e un personaggio con apparecchio acustico e il secondo con la creazione di una città accessibile, la Lego City, con la presenza della sedia a rotelle.

Dal canto suo, una marca emblematica del settore come la popolarissima Barbie, vanta una nuova collezione composta da differenti personaggi che rispecchiano diverse realtà (incluse le disabilità fisiche) e modi di intendere che cos’è la bellezza.

I giocattoli sono un pilastro fondamentale dell’educazione costruttiva e da essi i bambini estrapolano forti valori in un contesto in cui sono “tutti benvenuti!”, come dice Mattel nel suo “Creatable World”, un nuovo concetto di personaggi, attrezzati di ogni sorta di parrucche e accessori in modo che bambini e bambine possano sperimentare e facciano viaggiare la propria immaginazione.

Si iniziano finalmente a rompere tabù a favore di una maggiore consapevolezza: un altro obiettivo fondamentale e promettente, senza dubbio, per il settore retail.

 

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Lifestyle

In 20mila per Ellys: a tu per tu con la regina altoatesina di Instagram

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Ellys, in arte ellysworld abita a Brunico e conta più di 20.00 followers in Instagram.

Da un paio di di anni la 24enne altoatesina ha iniziato ad usare instagram per hobby, perché appassionata di fotografia e social network e adesso per lei sta diventando un vero e proprio lavoro.

Ho iniziato ad usare Instagram nel 2015, ma solo un anno fa ho iniziato ad avere delle collaborazioni con diverse aziende, dimostrazione che la costanza e l’impegno pagano” così ci spiega l’influecer altoatesina.

Alla domanda: “Quante collaborazioni fai al mese!? Lei risponde: “Varia da mese a mese perché pubblicizzo solo prodotti che mi interessano veramente“.

Poi Ellys ci svela alcuni segreti degli Influencer: “È importante fare tanta interazione, commenti, like e avere sempre un profilo attivo postando tante foto, consiglio questa esperienza perché mi ha portato ad avere diverse conoscenze nel mondo del web“.

Insomma il mondo di Instagram è sempre più in crescita e i ragazzi che si cimentano in questa avventura sono molti di più. Infatti risale a pochi mesi fa il lancio del primo corso di laurea italiano dedicato agli influencer, al quale fa da madrina Chiara Ferragni.

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Martucci al Sestino Village: uno stilista bolzanino inaugura il nuovo locale di Jerry Calà

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Sarà lo stilista bolzanino Giuseppe Martucci l’ospite d’onore della giornata di inaugurazione della nuova discoteca di Jerry Calà a Lonato in provincia di Brescia.

Sabato 23 novembre, infatti, aprirà i battenti il “Sestino Village” al civico 39 di via Cesare Battisti e, con l’occasione, sfileranno in passerella modelli e modelle con la collezione invernale della linea “B17”.

Il marchio fashion è stato creato da Martucci partendo proprio da Bolzano.

E’ un onore portare l’imprenditoria altoatesina in certe atmosfere italiane. Il 17 è una sfida alla scaramanzia perché a me questo numero ha sempre portato fortuna. La linea e il branding sono nati da lì. Jerry Calà si è interessato alla nostra produzione ci ha chiesto di fare gli ospiti. Non solo, tutto il personale vestirà con i nostri capi. E’ una bella soddisfazione”.

Jerry Calà (che è stato ospite in diverse occasioni anche a Bolzano come per i 50 anni del Moritzino nel 2017 o al Salone Norma nel 2014) ha sostanzialmente deciso di ricoprire il ruolo di direttore artistico del punto di ritrovo nella zona del Garda gemello del “Sestino Beach” di Desenzano.

Una location dedicata alle feste invernali. Prevista, infatti, una particolare attenzione all’aspetto culinario con un giro di deejay, musicisti, ballerini, artisti e performer.

In arrivo anche i concerti di grandi artisti italiani come Fausto Leali, Fiordaliso, Katia Ricciarelli o i Dik Dik.

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