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Referendum Malles sui pesticidi, assolti i promotori querelati dagli agricoltori locali

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Si è conclusa con un’assoluzione la causa che ha visto i promotori del referendum contro i pesticidi di Mallles, in val Venosta, lottare contro la querela intentata a loro carico nel 2014 dall’aggregazione di 140 agricoltori locali.

Il potente Bauernbund della zona, dopo la vittoria in primo grado, si sono dovuti arredere all’assoluzione in appello. Il referendum non è andato in alcun modo ad incidere sugli interessi dei contadini venostani, come inizialmente ipotizzato dall’accusa.

Un percorso di partecipazione democratica, quello del referendum, proposto allora dal «Comitato per una Malles libera dai pesticidi», costituito nel 2013 da 74 membri di ogni estrazione della loro comunità, ma subito contrastato dalla Provincia di Bolzano.

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Le ordinanze emesse dal Sindaco Ulrich Veith prevedevano il divieto ad usare pesticidi ad una certa distanza dalle case, con l’obiettivo di una graduale transizione verso un’agricoltura biologica.

Nel luglio 2015, dopo varie traversie e con un nuovo Consiglio comunale finalmente il nuovo statuto veniva recepito, ma la longa manus del governo locale ha impedito l’applicazione concreta della volontà dei cittadini della Venosta: solo due settimane dopo si approvava in tutta fretta la Lex Malles, che interpretava in senso restrittivo la competenza agli enti locali in materia ambientale.

Sono poi seguite le inchieste e nel maggio 2016, su richiesta di 44 agricoltori, il Tar ha decapitato il referendum sospendendone immediatamente gli effetti.

Si anteponevano forse alla salute dei cittadini anche gli interessi economici del potentissimo Bauernbund?

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