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Scaldacollo, Widmann denunciato dal MoVimento 5 Stelle e il pasticcio della Svp finisce sul nazionale

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Il maldestro tentativo di affiancare o addirittura sostituire le mascherine con gli ormai celebri quanto inutili scaldacollo costati migliaia di euro pubblici, non smette di creare problemi seri alla premiata ditta Kompatscher&Co., area rigorosamente Svp.

Dopo essere finiti nel mirino della stampa, i prodi dell’altra metà della mela sono stati criticati anche dall’Ordine dei medici dell’Alto Adige. Ma qualcosa ci diceva che non sarebbe finita qui, e avevamo ragione.

Dall’iniziativa della Asl locale c’era stata, immediata, anche la presa di distanza da parte della Lega (Scaldacollo: code ai giornalai, la Lega si dissocia. “Soldi tolti all’emergenza, rischio aumento contagio”) e profondo disappunto anche dai rappresentanti dell’opposizione, dal Team Koellensperger a Fratelli d’Italia.

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A rivolgersi alla magistratura contabile per denunciare l’assessore alla Sanità Thomas Widmann è stato però il consigliere del MoVimento 5 Stelle Diego Nicolini. Il nostro quotidiano aveva anticipato la questione già una settimana fa nell’articolo Scaldacollo contro il Coronavirus: il MoVimento 5 Stelle presenta l’esposto.

Il governatore Kompatscher, in una recente intervista a un quotidiano locale aveva insistito a difendere la scelta citando lo studio del dottor Christian Drosten, virologo tedesco e tra i maggiori esperti di coronavirus in Germania. Ma senza voler infierire ulteriormente sulla poca utilità dello strumento, per di più realizzato con soldi pubblici sottratti a ben più degne necessità sanitarie, potremmo dire che la questione fa già ridere così.

La vicenda è comunque ricostruita dettagliatamente nell’esposto finito sul tavolo del procuratore della Corte dei Conti di Bolzano, firmato dal consigliere provinciale pentastellato.

Secondo quanto segnalato da Nicolini, fin dal 16 marzo scorso l’assessore alla Sanità, in ragione di una sorta di campagna occulta di marketing, si sarebbe presentato alle conferenze stampa senza mascherina ma con un «vistoso scaldacollo con coccinelle colorate». Così Kompatscher qualche giorno dopo.

L’annuncio del ‘lancio sul mercato’ con un’operazione di distribuzione gratuita, è avvenuto il 21 marzo. Si è poi scoperto che della realizzazione e della produzione dei blandi presidi era stato incaricato il cugino di Widmann, titolare dell’azienda TexMarket con sede in Romania (Scaldacollo, la protesta: “700mila euro tolti agli ospedali”. E spunta il giallo parentela sulla produzione e Coronavirus: TEXmarket, 150.000 bandane prodotte a tempo di record).

Anche il rapporto di parentela tra l’Assessore competente e l’operatore economico incaricato e l’assegnazione in deroga sono diventati quindi fonte di interrogativi.

Ora possiamo ridere un po’ di più, dato che il pasticcio della giunta ha finito anche per interessare la stampa nazionale. Il quotidiano Repubblica, in un articolo che andrà in pubblicazione domani ma che è già disponibile nella sua versione online per gli abbonati, riporta abbondantemente la questione.

 La ‘furberia’ locale è adesso a portata di penisola.

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