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Italia ed estero

Sparatoria di Ostia: Manuel Bortuzzo rimarrà paralizzato. Il padre: “Chi sa parli”

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Manuel Bortuzzo non muoverà più le gambe.

La notizia è stata comunicata nel corso di una conferenza stampa dai medici dell’ospedale San Camillo di Roma, dove il giovane nuotatore è ricoverato da sabato notte.

Il 19enne, promessa del nuoto italiano, è stato ferito da alcuni colpi di pistola sparati da uno scooter per un regolamento di conti  trasformato in un tragico scambio di persona.

Il responsabile della Neurochirurgia del San Camillo, professor Alberto Delitala, ha parlato di una lesione completa del midollo senza alcuna possibilità per il momento di una ripresa funzionale dell’uso degli arti inferiori.

A 48 ore dal termine dell’intervento toracico – ha affermato Delitala – il decorso post operatorio è soddisfacente, le condizioni sono stabili, il paziente è ancora sedato e con ventilazione artificiale e contiamo di risvegliarlo nei prossimi giorni“.

Manuel Bortuzzo, nuotatore trevigiano trasferito a Roma per allenarsi al centro federale di Ostia, era stato colpito nella notte tra il 2 e il 3 febbraio nei pressi di un pub nel quartiere dell’Axa.

Gli autori della sparatoria sono fuggiti senza lasciare traccia.

Il padre ha lanciato un appello per scoprire i criminali: “Chi sa, parli“.

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Italia ed estero

Pietramurata: 59enne altoatesino muore sulla pista da enduro

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Mentre stava impostando una curva, Jochen Rainer, 59 anni, con la sua moto è caduto a terra.

Per alcuni momenti si è pensato ad un banale incidente, invece poi è apparso subito chiaro il dramma.

L’altoatesino è deceduto sul colpo oggi pomeriggio (22 febbraio) in Trentino mentre si stava allenando sulla pista da enduro del “Ciclamino” di Pietramurata, probabilmente a causa di un malore.

Alle 15.30 è subito scattata la macchina dei soccorsi con l’immediato arrivo dell’elisoccorso e dei vigili del fuoco di Dro.  

Purtroppo ogni tentativo di rianimarlo è stato vano.

Rimane da capire l’esatta dinamica dell’incidente su cui stanno indagando le forze dell’ordine. L’uomo originario di Vipiteno era residente a Bolzano.

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Italia ed estero

Turista uccisa da una mucca in Tirolo: contadino condannato a risarcire quasi 500mila euro

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Cinque anni fa in Tirolo una turista tedesca perse la vita in seguito all’attacco di una mucca: ora il contadino proprietario dell’animale è stato condannato ad un risarcimento di 487 mila euro.

Una sentenza che potrebbe avere forti ripercussioni sulle gestione dei pascoli in Austria.

Il 28 luglio 2014, durante un’escursione nella Pinistal, la 45enne fu calpestata e uccisa dal bovino mentre ricorreva il suo cane che stava attraversando il prato dove si trovava la mandria.

Il contadino, in sua difesa, ha evidenziato la presenza di cartelli che mettevano in guardia dalla presenza sul pascolo di mucche con vitellini:  bestie che possono diventare pericolose se sentono minacciata la prole.

L’uomo, che ha annunciato ricorso, respinge dunque ogni responsabilità. Tuttavia secondo l’accusa, data in quel caso la potenziale pericolosità degli animali, era necessaria l’installazione di una recinzione.

 

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Italia ed estero

Dà del “finocchio” a un manager: condannato il figlio di Giovanni Rana

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E’ stato respinto dalla Cassazione il ricorso di Gian Luca Rana, amministratore delegato del pastificio creato da Giovanni Rana e figlio del re della pasta fresca, contro la sentenza prima del Tribunale di Verona e poi della Corte d’Appello, che lo avevano condannato a risarcire un ex dirigente dell’azienda.

Il giovane Rana avrebbe ripetutamente dato “del finocchio” al manager e per i giudici della Corte Suprema, dare pubblicamente e ripetutamente “del finocchio” ha arrecato “concreto e grave pregiudizio alla dignità del lavoratore, nel luogo di lavoro, al suo onore e alla sua reputazione“.

Come riporta il quotidiano veneto “Il Gazzettino”, secondo la testimonianza di alcuni colleghi tra il 2001 e il 2007 il dirigente sarebbe stato più volte apostrofato con il termine offensivo.

L’azienda ha sempre negato e continua a negare che il suo amministratore delegato abbia mai rivolto appellativi omofobi al suo ex dirigente. Già nel 2010 in primo grado, il tribunale ha escluso qualsiasi condotta o atteggiamento persecutorio omofobo.

Al dipendente, in entrambi i gradi di giudizio, è stato riconosciuto un indennizzo pari alla retribuzione di sei mesi.

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