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Società

“La cena degli sconosciuti” arriva anche a Bolzano: appuntamento per tutti il 15 ottobre

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Si entra in un ristorante, non si conosce nessuno, passano 5 minuti e si sta già chiacchierando con tutti i partecipanti alla cena come se ci si conoscesse da lungo tempo.

Ogni mese La Cena degli Sconosciuti organizza più di 50 cene in tutta Italia… e dal 15 Ottobre 2019 sarà anche a Bolzano.

Nata nel 2002 da un’idea di Roberto Dellanotte, La Cena degli Sconosciuti è la “social dinner” più longeva d’Italia: non è la solita cena per single, non è uno speed date, non è il solito ritrovo di cuori infranti.

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E’ una cena divertente a cui si partecipa per fare nuove amicizie, per uscire dalla solitudine e per passare una piacevole serata in compagnia di tante persone nuove.

Un’idea tutta italiana e non importata (come spesso accade), una tradizione che abbiamo nel cuore e nel sangue, la buona tavola e la buona compagnia, due piaceri che vanno condivisi, anche tra sconosciuti.

Se ci ritroviamo seduti a cena con tante persone nuove che esattamente come noi desiderano socializzare… che percentuale di successo avremo di fare delle nuove amicizie?

Come funziona?

Dopo una semplice prenotazione online ci si presenterà nella data indicata direttamente al ristorante. Lo staff del ristorante accompagnerà i partecipanti ai tavoli riservati per l’occasione.

Non ci sono segnaposto e non ci sono regole particolari, ogni partecipante sceglie il proprio posto in base ai suoi gusti, istinto, sensazioni, cercando di mantenere comunque una certa alternanza tra uomo e donna. L’obiettivo è socializzare, allargare il giro delle amicizie, uscire dalla solitudine ma soprattutto…. uscire di casa!

Il primo appuntamento a Bolzano si terrà martedì 15 Ottobre 2019 ore 21,00 presso il Tourlè di Bolzano in via Galileo Galilei, 6.

Per prenotare il posto a cena è necessario compilare il modulo prenotazioni su:

Martedì 15 Ottobre 2019: il Giropizza della Cena degli Sconosciuti – dai 30 ai 50 anni – al Tourlè di Bolzano

Maggiori dettagli sul sito ufficiale: www.lacenadeglisconosciuti.com

Società

Contributi per i pendolari, domande fino al 31 marzo

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Si possono inoltrare da oggi  fino al 31 marzo le domande di contributo per spese di viaggio sostenute dai pendolari nel corso del 2019. L’operazione può avvenire esclusivamente online con il sistema pubblico di identità digitale SPID o la Carta servizi (Tessera sanitaria) attivata.

Questo contributo è una piccola compensazione per i pendolari che sono costretti a usare la propria auto a causa del loro orario di lavoro, o del percorso, o del fatto che hanno collegamenti con i trasporti pubblici sfavorevoli e che richiedono molto tempo per arrivare al lavoro“, spiega l’assessore alla mobilità Daniel Alfreider, il quale nota anche come un fatto positivo che stiano aumentando fra i pendolari quanti condividono l’auto per raggiungere il posto di lavoro con i colleghi.

L’elaborazione delle 4.200 domande presentate l’anno scorso è stata completata ed i relativi contributi sono stati quasi completamente erogati. La Provincia di Bolzano ha messo a disposizioni a questo scopo poco meno di 2,5 milioni di euro ed il contributi medio pro capite si aggira intorno ai 630 euro, mentre l’importo più elevato è di circa 2.500 euro.

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I contributi sono riservati a lavoratori dipendenti che per almeno 120 giorni all’anno devono spostarsi per motivi di lavoro dalla dimora abituale al luogo di lavoro e viceversa su un percorso superiore a 18 chilometri, che non sia dislocato lungo le linee di trasporto pubblico con offerta cadenzata di almeno mezz’ora.

Si aggiungono poi criteri relativi alla distanza dalla più vicina fermata, le coincidenze fra orari di lavoro e orari di viaggio, i tempi di attesa. Infine vi è anche una soglia di reddito – pari a 50mila euro lordi l’anno – oltre la quale non vengono concessi i contributi, senza considerare che i rimborsi inferiori ai 200 euro non verranno liquidati.

Tutte le informazioni sono a disposizione sul portale web della Provincia dedicato ai servizi nella sezione Pendolari – contributi per spese di viaggio a favore di lavoratori dipendenti, oppure presso l’Ufficio trasporto persone (0471 415492, contributipendolari@provincia.bz.it) i sindacati, i patronati e Comunità comprensoriali.

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Società

Concorsi, la Provincia cerca 3 autisti a Brunico

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Per il garage centrale della Provincia, la Direzione generale cerca 3 autisti tramite concorso pubblico. I posti (IV qualifica funzionale) sono tutti full-time e con contratto di lavoro a tempo indeterminato, la sede di servizio sarà a Brunico.

Per poter accedere al bando è necessario essere in possesso della licenza elementare, della patente di guida D o B, del certificato di abilitazione professionale (cap), nonchè dell’attestato di bilinguismo A2 (ex patentino D).

Le candidature devono essere presentate entro le ore 12 di venerdì 7 febbraio 2020 presso l’Ufficio assunzioni personale della Provincia di via Renon 13, a Bolzano (kathrin.defant@provincia.bz.it – 0471412115).

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Tutte le informazioni dettagliate, nonchè il bando completo, sono a disposizione degli interessati sul portale web della Provincia dedicato al personale nella sezione concorsi per il personale amministrativo.

Info: www.provincia.bz.it/personale

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Cui Prodest

Lucrezia Borgia: inatteso dramma dell’amor materno al Valli

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Ha perfettamente ragione l’amico Francesco Micheli a essere felice per la seconda messinscena, dopo quella del Festival Donizetti 2019 che lo ha visto Direttore artistico, al Teatro Romolo Valli di Reggio Emilia, della “Lucrezia Borgia”, nuova co-produzione di numerose fondazioni teatrali, Reggio, Piacenza, Trieste, Ravenna e, naturalmente, Bergamo, città natale del grande compositore.

È anche il segno di vitalità del Festival bergamasco che, dopo alcune stagioni di decollo, ha decisamente preso il volo con una stagione, la penultima, 2018, impreziosita da presenze vocali imponenti come l’ottimo Pop, e l’ultima, esempio di uno sforzo creativo e impresariale encomiabile.

Questa “Lucrezia Borgia” avrà certamente un’ottima vita commerciale, per i seguenti, chiari motivi: 1. è stata pensata bene dal punto di vista impresariale, il parteterre dei coproduttori è vasto e solido; 2. Il personaggio di Lucrezia “madre tragica”, così come sottolineato dal giovane e intelligente regista Andrea Bernard, è appropriato e chirurgicamente stigmatizzato nella drammaturgia e scenografia; 3. Figurando spesso in uno splendido isolamento sia vocale che squisitamente teatrale, il personaggio della gran dama richiede interpreti eccellenti e, in esso, la ormai grande Carmela Remigio a Bergamo e la già stupenda Francesca Dotto a Reggio Emilia sono andate letteralmente a nozze, ai limiti della standing ovation.

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Ma non finisce qui: la scenografia (ottimo Alberto Beltrame) gioca gli spazi con delicatezza e classe anche malgrado i volumi in movimento, grazie a un sagace uso delle luci. Le coreografie, così importanti in questo spettacolo, sono sempre leggere e coordinate (brava Marta Negrini), e i costumi (Elena Beccaro) segnano una sintassi avvincente che colpisce il preconscio.

Insomma, per una via o per l’altra del Grande Crocevia Estetico (il teatro musicale lirico), c’è tutto ciò che inconscio, fantasia e senso comune possano chiedere a una Lucrezia Borgia: il noir, l’emozione, il senso storico, il veleno (quello non deve mancare!) e, in aggiunta, il dramma di una madre. Anche l’ambiguo di Orsini (interpretato dall’ottimo contralto Veta Pilipenko en travesti) gioca su questo unheimlich, su questo straniante che ci accompagna fino alla fine.

Voglio ora soffermarmi su un aspetto particolarmente riuscito: l’uso del quadro del palcoscenico. Da terra a cielo, tutto il volume, dunque base, altezza e profondità, è agito magistralmente in questo spettacolo. La base è attraversata da veloci e giustificatissime presenze, che prendono spesso (il Papa in ouverture, con sublime effetto anche di luci; i gruppi di attori e figuranti) traiettorie geometriche interne, verso un dietro che è filosofico, è il nostro back-mind, la nostra attesa del grottesco sinistro nella Borgia.

L’altezza è scossa da pendenze e incombere di soffitti mobili, che non ci lasciano tranquilli (comme il faut!). La profondità, col prevalere del buio orizzontale, sconfina nel nostro spirito direttamente e si riempie di suoni e dolore ferale, fino alla morte di una madre e del suo figlio, nell’ombra cupa della vendetta e del veleno.

Eros e Thanatos, Borgia e Orgia, bene e male, Venezia e Ferrara si scontrano in continuazione come elettroni impazziti e ci portano all’epilogo dell’esplosione terrificante. Paragoni? Per come il bravo Bernard ha lavorato, siamo di fronte a un risultato eccezionale: la deflagrazione finale ricorda l’urlo panico di Rodolfo in Bohème o la tragedia materna che chiude Cavalleria Rusticana.

Tanto bella, questa regia e questo allestimento, che è subito sfidato: grande rischio per la coproduzione internazionale, che vede in prima fila nel 2020 il Comunale di Bologna, con un’altra “Lucrezia Borgia”, esordio in giugno!

“Pigliate la deformità morale più orrida, più ributtante, più completa, mettetela dove risalta meglio, nel cuor di una donna […], poi mescolate a tutta questa difformità morale un sentimento puro, il più puro che la donna provar possa, il sentimento materno […]”, ed ecco il nostro dramma… Citano Victor Hugo, a Bologna, nella tragedia da lui scritta (“Lucrezia Borgia”, 1833, appunto il titolo) cui s’ispirò Donizetti per commissionare a Felice Romani il libretto (fresco fresco, 1833 pur esso), e attaccano proprio dove a Bergamo e al Valli sono stati grandi.

E mettono in campo il “primouomo” (ormai così noto per le sue doti di altruismo ed equilibrio psicologico, mai, cioè, invadente “primadonna”) Stefan Pop in Gennaro e, udite udite, la grande Yolanda Ayuanet nella di lui madre Lucrezia…

Scontro titanico! Non vedo l’ora che giunga, questo giugno 2020.

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