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La Giunta provinciale ha preso atto dell’adeguamento degli statuti

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La Giunta provinciale ha esaminato oggi (26 settembre) un disegno di legge costituzionale per l’adeguamento degli Statuti delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome alla Riforma costituzionale del 2001.

Dopo la Riforma costituzionale, la giurisprudenza della Corte Costituzionale ha più volte sollevato rilievi e imposto limitazioni alle competenze autonomistiche delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome.

Con la prevista legge costituzionale verranno ripristinate importanti competenze, ad esempio per quanto riguarda le norme sul personale, l’assegnazione di appalti pubblici o la pianificazione territoriale. Inoltre, verrà introdotto il principio del consenso per le modifiche allo Statuto e verranno migliorate alcune procedure amministrative.

Lavoro comune assieme alle altre Regioni autonome

Come concordato a maggio con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Roma, alla presenza del cancelliere federale austriaco, Karl Nehammer, le Regioni e le Province autonome a Statuto speciale hanno lavorato in stretta collaborazione per preparare una proposta di adeguamento dei rispettivi Statuti, che dovrebbe portare al pieno ripristino delle competenze. Nelle settimane e nei mesi scorsi è stato elaborato un testo insieme alle altre Regioni. L’Alto Adige è stato protagonista al riguardo, in quanto il presidente della Provincia ha assunto il compito di coordinatore della Commissione Affari Istituzionali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

La bozza passa alla Presidenza del Consiglio

La Giunta provinciale ha dato mandato al presidente della Provincia di consegnare, insieme ai rappresentanti delle altre Regioni e Province autonome, il disegno di legge costituzionale sull’adeguamento degli Statuti speciali alla presidente del Consiglio Meloni. Ciò avverrà in occasione del Festival delle Regioni che si svolgerà il 2 e 3 ottobre a Torino. L’obiettivo è ora quello di avviare le trattative con il Governo, affinché questo possa adottare il testo e varare una risoluzione che approvi il disegno di legge costituzionale per l’adeguamento degli Statuti di autonomia.

Secondo l’accordo, anche la Repubblica austriaca deve essere informata della prevista modifica dello Statuto d’autonomia, nello spirito e nella tradizione dello scambio di note già avvenuto negli anni precedenti in occasione di modifiche dello Statuto d’autonomia. Successivamente, il testo sarà sottoposto all’approvazione del Parlamento. Come previsto dall’articolo 103 dello Statuto di Autonomia, il testo dovrà essere inviato anche al Consiglio regionale e ai due Consigli provinciali di Bolzano e  di Trento, affinché possano esprimere il loro parere entro due mesi.

Perché la modifica dello Statuto è necessaria

A seguito della Riforma costituzionale del 2001, la Corte costituzionale aveva interpretato i limiti della legislazione autonoma dell’Alto Adige in modo più restrittivo rispetto al passato. Non sono state tolte competenze, anzi ne sono state aggiunte di nuove. Tuttavia, i limiti della legislazione autonoma sono stati definiti in modo più restrittivo, anche per quanto riguarda le competenze che la Provincia di Bolzano aveva già prima del 2001. Da allora, è stato possibile ripristinare almeno in parte l’Autonomia in diversi settori, sottolineando nuovamente le competenze speciali dell’Alto Adige nei regolamenti attuativi. Nel complesso, tuttavia, secondo il presidente della Provincia, non si può prescindere da una riforma generale dello Statuto di autonomia per ripristinare gli standard legislativi in relazione a tutte le competenze di cui l’Alto Adige dispone.

Ripristino assicurato nella dichiarazione del Governo

La presidente del Consiglio si è già espressa in tal senso nella sua dichiarazione di Governo dell’ottobre 2022. Il Governo ha quindi promesso di ripristinare quegli standard di Autonomia che hanno portato alla quietanza liberatoria da parte della Repubblica austriaca nel 1992. Secondo il presidente della Provincia, questa dichiarazione è importante perché, da un lato, menziona la quietanza liberatoria e quindi la funzione di tutela dell’Austria e, dall’altro, promette un completo ripristino degli standard autonomistici.

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