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L’importanza del basket alle Olimpiadi

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Ormai ci siamo. Le Olimpiadi di Tokyo stanno per iniziare e portare con sé emozioni e sensazioni uniche che solamente l’evento sportivo per eccellenza può produrre.

Nell’edizione che sta per cominciare nel paese del Sol Levante, per l’Italia sarà molto importante poter onorare il torneo di basket maschile, al quale la nazionale allenata da Romeo Sacchetti è riuscita ad accedere dopo aver sconfitto con un’impresa la Serbia in quel di Belgrado nel match decisivo del torneo preolimpico.

Approdata a questo evento così importante 17 anni dopo l’ultima volta, ossia quando conquistò l’argento dopo una strepitosa cavalcata, la nazionale azzurra dovrà giocarsi la qualificazione alla seconda fase con Australia, Germania e Nigeria.

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La palla a spicchi è da sempre una delle discipline più sentite ed emozionanti di un torneo olimpico che raramente da spazio alle sorprese, a differenza di quanto accade in vari campionati, come visto adesso nello scontro finale tra Milwaukee Bucks e Phoenix Suns, attualmente favoriti alla vittoria dell’anello secondo le migliori quote sulla vincente della NBA disponibili in questo momento.

L’intensità del torneo di basket alle Olimpiadi è stata dimostrata in tantissime occasioni, soprattutto a partire dalla decisione degli Stati Uniti di smettere di convocare solamente giocatori universitari e puntare sui grandi big, creando così la leggenda del Dream Team che ebbe il suo debutto all’edizione di Barcellona ’92 con Michael Jordan al comando di una formazione eccezionale, la quale ovviamente conquistò l’oro.

In quell’occasione per la prima volta si è assistito a uno show assoluto da parte di una squadra piena di campioni che non avrebbe mai più avuto repliche viste le presenze di fenomeni come Magic Johnson, Larry Bird e Charles Barkley, solo per citarne alcuni, affianco al grande Jordan.

Il ritorno dell’Italia del basket alle Olimpiadi è una notizia bellissima per tutto un paese che in questo momento sta vivendo sulla cresta dell’onda dopo la vittoria della nazionale di calcio all’Euro 2020 e al secondo posto ottenuto dal tennista Matteo Berrettini a Wimbledon dopo aver perso solamente contro un fenomeno come Novak Djokovic.

Dal punto di vista mentale la possibilità che la squadra di Sacchetti, un guru del basket italiano, sia riuscita a giocarsi la possibilità di farsi notare in una vetrina come quella dei giochi olimpici, per di più in uno scenario come quello di Tokyo, aiuterà la squadra azzurra a migliorare moltissimo in qualità di gioco e in esperienza.

Un giocatore come Mannion, che nella gloriosa estate del 2004 aveva appena tre anni, potrebbe trarre grande vantaggio da questa competizione e compiere un balzo in avanti dal punto di vista della maturità personale.

Il basket, secondo sport di squadra in Italia per diffusione e tesserati, tornerà nuovamente a vivere un bel capitolo grazie alla nazionale di Sacchetti, il quale ha raccolto un’eredità pesante ed è riuscito a forgiare una squadra solida e compatta con la quale cercare la gloria in Giappone, il paese dove il sole nasce dando vita ai sogni di tutti.

 

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