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Alto Adige

Maturità, esami, voti di fine anno: ancora incertezza dal ministero. Difficile il ritorno a scuola

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Ancora nessuna decisione dal Miur e regna l’incertezza su quale sarà il destino delle migliaia di scolari e studenti che a giugno dovranno sostenere gli esami di terza media e di maturità, anche in Alto Adige.

Ciò che è certo è che il 3 aprile non si tornerà sui banchi di scuola come inizialmente previsto dai decreti Conte. Si fa sempre più insistente del resto l’ipotesi che gli alunni, per quest’anno scolastico 2019/20, non rimetteranno piede negli edifici scolastici.

La Ministra dell’istruzione Lucia Azzolina esclude la possibilità che si vada a scuola a luglio e, per il momento si rientrerà “solo quando le autorità sanitarie diranno che non ci sono rischi”.

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E dopo aver il tentativo di avviare l’operazione delle lezioni a distanza, parzialmente riuscito, ci sono altri non sottovalutabili problemi a cui fare fronte.

La validità dell’anno scolastico è salva, ma con quale logica si faranno gli esami e soprattutto come si deciderà chi promuovere e chi bocciare?

A questo proposito la ministra ha spiegato che a breve verranno fornite ulteriori indicazioni sullo svolgimento dei test finali. Si punta certamente all’esame tradizionale ma con modalità ‘alleggerita’.

Per ciò che riguarda invece le valutazioni sul singolo studente, Azzolina si è già detta contraria all’utilizzo del ‘6 politico’. Sulle difficoltà segnalate dai docenti per la valutazione da remoto, ha precisato che ‘alcune indicazioni sono già state date mentre altre verranno comunicate a breve”.

In una diretta Facebook serale del 29 marzo, la ministra si è rivolta ai ragazzi. “So che aspettate risposte sull’esame di Stato. Presto avremo il giusto veicolo normativo e potremo dare risposte” (si parla qui dell’eventuale deroga al decreto legislativo 62 del 2017).

Per il sovrintendente alla scuola di lingua italiana in provincia di Bolzano, Vincenzo Gullotta, per gli studenti altoatesini la soluzione a cui si sta pensando è quella di un esame orale con commissari interni.

Se questo avverrà o meno all’interno degli edifici scolastici rimane da vedere. “Al limite – ipotizza Gullotta – ci ingegneremo predisponendo un esame online“.

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