Connect with us

Alto Adige

Roma impugna, Crisafulli: “Altro che tempi biblici. Possibile sospensione d’ufficio per la legge provinciale”

Pubblicato

-

Condividi questo articolo

Quando è promossa una questione di legittimità costituzionale di una legge regionale o, come nel nostro caso, provinciale, la Corte Costituzionale, qualora ritenga che l’esecuzione dell’atto impugnato o di parti di esso possa comportare il rischio di un irreparabile pregiudizio all’interesse pubblico o all’ordinamento giuridico della Repubblica, ovvero il rischio di un pregiudizio grave ed irreparabile per i diritti dei cittadini, d’ufficio può sospendere gli effetti della legge impugnata in attesa della decisione di merito. Non si tratta di tempi biblici, come qualcuno sostiene“.

Questo il parere giuridico dell’avvocato bolzanino e membro della Commissione dei 6 e dei 12, Luca Crisafulli, sulla complessa situazione che si è venuta a creare in seguito alla decisione del governo di impugnare la legge provinciale sulla gestione della fase 2 in Alto Adige.

L’attenzione del governo si è concentrata sulla incompatibilità delle disposizioni provinciali con quanto previsto da Roma a livello nazionale, in relazione a quelle parti della legge che non rispetterebbero gli accordi presi nel corso della recente assemblea Stato-regioni (Fase 2: il governo impugna la legge provinciale. Boccia: “Inevitabile per sicurezza sul lavoro”).

Al centro la questione della sicurezza sui luoghi di lavoro, in quanto la Provincia, secondo quanto dichiarato dal ministro per gli Affari regionali e le autonomie, “ha deciso di aprire ugualmente alcune attività commerciali pur in assenza delle linee guida sul lavoro che sono in corso di elaborazione in questi giorni dal comitato tecnico scientifico su proposta dell’Inail”.

(e.c.)

NEWSLETTER

Archivi

Categorie

più letti