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Bolzano

Straniero colto da raptus colpisce auto e passanti con una mazza in zona industriale

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Fino ad oggi queste scene eravamo abituati a vederle in altre città italiane, magari riportate dai telegiornali nazionali.

Ora sono arrivate anche nella nostra regione.

Questa mattina (27 gennaio) nella zona industriale  di Bolzano all’altezza dell’AutoSityun 34 enne del Togo che lavora nel centro profughi ex Alimarket è completamente impazzito.

L’uomo completamente nudo e munito di una mazza da baseball ha colpito le auto parcheggiate danneggiando anche alcune macchine di passaggio e causando danni per migliaia di euro.

Il richiedente asilo ha rotto anche alcune vetrate di negozi.  I danni causati sono molto gravi.

Preso probabilmente da un raptus, il giovane avrebbe tentato anche di aggredire anche alcuni passanti sfuggiti per miracolo alla sua mazza.

Sul posto sono arrivati la Polizia municipale, i carabinieri e la Croce Rossa.

Dopo un lungo inseguimento, le forze dell’Ordine, con grosse difficoltà rischiando più volte la propria incolumità, sono riuscite a bloccare lo straniero.

«Un richiedente asilo di 34 anni del Togo, che lavora al centro profughi ex Alimarket a Bolzano, nudo e brandendo un bastone è impazzito mettendo a rischio la vita di passanti e forze dell’ordine. Tutto questo a Bolzano, nel 2019… Aspettiamo gli oppositori del #DecretoSalvini…»Queste le parole dell’assessore e segretario della Lega di Trento Mirko Bisesti

++PAURA IN ZONA INDUSTRIALE++Paura questa mattina in zona Industriale all’altezza dell’AutoCity quando un richiedente asilo di 25 anni completamente nudo munito di una spranga ha colpito le auto parcheggiate e di passaggio e tentando di colpire i pedoni. Sul posto sono intervenuti la Polizia municipale, i Carabinieri, Polizia e Croce Rossa che dopo un lungo inseguimento lo hanno bloccato e condotto nel carcere di via Dante.Migliaia di euro di danni arrecate alle auto e due agenti feriti.Immagini della Max Maglione Marketing & Communication

Gepostet von Max Maglione "Marketing & Communication" am Samstag, 26. Januar 2019

 

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Bolzano

Restano in carcere i tre gestori cinesi del Sushiko di Bolzano: confermata misura cautelare dal tribunale

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Resteranno dietro le sbarre con l’accusa di caporalato ed estorsione i tre titolari cinesi di un Sushiko bolzanino, ristorante della conosciuta catena del sushi.

Vittime dello sfruttamento 14 dipendenti pachistani costretti ad orari di lavoro estenuanti e a condizioni di vita degradanti.

La misura cautelare è stata confermata dal Gip Andrea Pappalardo: i due uomini al momento sono detenuti nel carcere di Bolzano, mentre la donna è stata trasferita nel carcere femminile di Venezia.

Secondo il giudice permane il pericolo di inquinamento delle prove nonché di fuga.

L’ipotesi di reato che si contesta ai 3 cinesi è quella prevista dall’art. 603bis C.P. con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore sfruttato.

Costituisce aggravante e comporterebbe l’aumento della pena da un terzo alla metà il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre e l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo.

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Bolzano

Scooter rubato a ottobre ritrovato in via Milano grazie alle segnalazioni sul social

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Grazie alla segnalazione di Elena Seppi, una ragazza bolzanina attiva sul social, è stato ritrovato uno scooter poi risultato rubato lo scorso ottobre a Bolzano.

Il mezzo era fermo da almeno un paio di settimane, “parcheggiato” nel posteggio di via Milano di fronte ai campi Resia.

La segnalazione della donna, pubblicata in un primo momento tramite un post nel gruppo “Bici rubate Bolzano – segnalazioni” è stata in seguito di nuovo veicolata attraverso il gruppo “Marco Caruso – La Voce dei quartieri“.

Allertati per un ulteriore approfondimento, sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia municipale di Bolzano che hanno prelevato il ciclomotore Peugeot Vivacity e verificato il furto con relativa denuncia, avvenuti quattro mesi prima.

Il proprietario del mezzo è stato identificato e avvertito del ritrovamento – conferma la Municipale bolzanina contattata telefonicamente dalla nostra redazione – e presto lo scooter potrà ritornare nel suo legittimo possesso“.

Un bell’esempio di come la solidarietà tra cittadini e le tante segnalazioni che avvengono attraverso il social network, tra cui quella della signora Elena, possano costituire un valore aggiunto per tutta la comunità e si rivelino spesso fondamentali anche per agevolare l’operato delle forze dell’Ordine.

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Bolzano

Casapound stringe su campo nomadi di via Agruzzo. Altra mozione di Trigolo contro il degrado

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In seguito all’ennesimo episodio di cronaca con due autovetture incendiate in pochi giorni, nelle ultime ore CasaPound ha serrato i ranghi contro il famigerato campo nomadi di via Agruzzo.

Il consigliere di Oltrisarco Massimo Trigolo ha presentato alla circoscrizione l’ennesima mozione per denunciare la dilagante situazione di degrado nel quartiere, chiedendo lo sgombero dell’insediamento abusivo degli zingari a Bolzano sud.

“Si tratta – scrive il consigliere di Cpi – del noto insediamento abusivo, che ho più volte segnalato, attraverso svariate mozioni in consiglio e durante le riunioni sulla sicurezza nel quartiere. Continueremo a sollecitare il Sindaco per garantire la tutela di Ordine Pubblico, della sicurezza, del degrado, dell’ambiente, nonché della Salute Pubblica dei cittadini, visti anche i recenti episodi che hanno visto andare a fuoco due mezzi in meno di 24 ore“.

A fare eco al consigliere di Oltrisarco, ieri in consiglio comunale sono intervenuti anche i rappresentanti di CasaPound Sandro Trigolo e Andrea Bonazza.

Trigolo è intervenuto durante l’apposito articolo31 chiedendo alla giunta di applicare il regolamento comunale firmato dal sindaco, che vieta ogni bivacco e insediamento abusivo, consegnando al Municipio un’altra mozione a riguardo.

Intervento duro anche del capogruppo delle tartarughe frecciate Bonazza che ha preteso dal sindaco lo sgombero immediato del campo nomadi, ricordando che nello stesso vivono anche bambini in condizioni igieniche sempre più precarie e che dal 2017 sono stati innumerevoli gli episodi di minacce e violenza degli zingari verso i vicini artigiani, lavoratori o gli anziani che si prendono cura degli orti, aggredendo in alcune occasioni anche le forze dell’ordine e, addirittura, le forze armate.

 

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