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Italia ed estero

Un passo indietro e due avanti: Vienna mette a punto il doppio passaporto

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Un passo indietro e due avanti: il gruppo interministeriale che si occupa del doppio passaporto, si è riunito ieri (20 novembre) a Vienna, mettendo a punto alcuni dettagli della bozza di realizzazione.

Nel 2019 la capitale austriaca intende infatti discutere con l’Italia il disegno di legge.

La bozza era stata elaborata in precedenza da un gruppo di esperti: l’introduzione della cittadinanza per i sudtirolesi richiede la riforma di quattro leggi.

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Un’introduzione che, fonti del governo austriaco fanno sapere, potrà essere realizzata solo d’intesa con Roma.

Un’ulteriore seduta della commissione di esperti si riunirà probabilmente nel nuovo anno.

Secondo quanto riportato dal quotidiano austriaco Tiroler Tageszeitung, titolati alla domanda saranno solamente gli altoatesini che si sono dichiarati appartenenti al gruppo linguistico tedesco e ladino.

I neo cittadini austriaci potranno poi votare alle europee e alle politiche. Potranno inoltre scegliere un comune di riferimento in Austria, se già non ne hanno uno.

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Italia ed estero

Antonio Megalizzi, domani autopsia sul corpo poi rimpatrio e funerali a Trento

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Domani sarà effettuata l’autopsia sulla salma di Antonio Megalizzi, il giovane trentino deceduto ieri dopo essere stato vittima dell’attentato a Strasburgo. Si tratterebbe di un ulteriore accertamento, deciso dalle autorità francesi, poi è atteso il nulla osta per il rimpatrio della salma in Italia.

La data dei funerali non è stata ancora fissata, ma indicativamente potrebbero svolgersi a metà della prossima settimana. E’ quanto si apprende da fonti vicine alla famiglia.

I genitori di Antonio Megalizzi, la sorella Federica, la fidanzata Luana e tutta la famiglia chiedono il massimo rispetto per il loro dolore in questo momento così difficile. Non desiderano, per ora, rilasciare ulteriori dichiarazioni ai media. Antonio era un giornalista e, in circostanze simili, avrebbe sicuramente rispettato la volontà dei parenti di un collega venuto a mancare. La data e maggiori informazioni sui funerali verranno comunicate nei prossimi giorni“.

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È quanto fa sapere la famiglia del giornalista.

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Italia ed estero

Morto Antonio Megalizzi. Il guerriero se ne è andato. La rabbia dell’Europa che piange il giornalista trentino

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Non ce l’ha fatta il giornalista radiofonico Antonio Megalizzi, quarta vittima  dell’attentato dell’11 dicembre a Strasburgo per mano della follia fanatica del terrorista Cherif Chekatt.

Il 28enne trentino se ne è andato oggi pomeriggio all’ospedale Hautepierre di Strasburgo dopo tre giorni di lotta tra la vita e la morte.

Un colpo di pistola ricevuto alla testa, conficcato alla base della nuca e troppo vicino alla spina dorsale perché fosse operabile.

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Per tutto il tempo del ricovero le sue condizioni erano rimaste stabili ma precarie: le cartelle cliniche parlavano già dall’inizio di coma irreversibile.

Le condizioni disperate di Antonio erano state anticipate già ieri (13 dicembre) al nostro giornale da Danilo Moresco, padre della fidanzata Luana.

“Antonio non si risveglierà”, avevano detto i medici francesi con parole che facevano presagire una sentenza di condanna quasi annunciata.

Vicino a lui c’erano i familiari e la fidanzata, che fino all’ultimo hanno sperato nel miracolo.

Non volevamo crederci. E ancora si fatica a realizzare la verità di una tragedia che ora più che mai suscita sentimenti di rabbia, sdegno, sconforto per una giovane vita spezzata dalla follia omicida di chi si ostina a fare della politica e delle proprie folli convinzioni un’arma di guerra civile.

La morte di Antonio colpisce ancora una volta il cuore di un’Europa che mostra in questi frangenti, come sempre, tutta la sua fragilità.

Perché l’impegno quotidiano per la gestione delle politiche di immigrazione non basta. Lo sapevamo anche ieri. Ne eravamo consapevoli, tutti, da almeno un paio di decenni.

Antonio ucciso dalla fragilità e, se vogliamo, anche dall’incapacità di dare risposte concrete di quella stessa Europa in cui fermamente credeva e della quale era uno dei più appassionati sostenitori. Idealista, analista perspicace e instancabile lavoratore, Antonio era l’emblema dell’impegno profuso in quel progetto difficile e pieno di contraddizioni che è la costruzione di questi benedetti e maledetti Stati Uniti d’Europa.

Seppelliamo giovani, piangiamo i nostri morti uccisi da colpi di pistola o investiti da camion impazziti che come tsunami a otto ruote si abbattono su folle inermi ed indifese, lasciamo i nostri figli morire sotto la violenza esplosiva dei detonatori nelle metro delle nostre grandi capitali.

Li piangiamo, aspettando inerti ed impotenti la prossima tragedia.

La morte di Antonio è l’ennesimo colpo al cuore di ognuno di noi. Inaccettabile perché ci tradisce e tradisce l’identità e la dignità di un continente intero, non solo della “Nazione Italia”.

Inaccettabile perché oggi il giornalismo italiano ed europeo perde un grande talento, un’intelligenza ironica e tagliente, un ragazzo di 28 anni dalle grandi capacità e dall’immensa voglia di costruire un futuro migliore, e non solo per se stesso.

Oggi più che mai è necessaria una riflessione culturale seria e oggettiva sullo stato dello sviluppo delle politiche di integrazione di un continente, che lo accettiamo o meno, in continua drammatica trasformazione. 

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Italia ed estero

Strasburgo, ucciso l’attentatore in un blitz della polizia

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È stato ucciso in un blitz delle forze speciali Cherif Chekatt, l’attentatore che martedì sera ha sparato al mercatino di Natale di Strasburgo, uccidendo tre persone e ferendone 14.

Il 29enne fanatico islamico è stato individuato e fermato in rue du Lazaret, nel quartiere di Neudorf, dove aveva fatto perdere le tracce.

Nessuno da 48 ore era più riuscito a trovarlo. L’uomo aveva fatto completamente perdere le proprie tracce portando con sé una pistola e un coltello.

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Sarebbe stato Chekatt, secondo una prima ricostruzione, a sparare per primo contro gli agenti della sicurezza che successivamente erano riusciti a braccarlo.

Il terrorista, riferisce la radio France Info, aveva trovato rifugio in un deposito vicino alla Plaine-des-Bouchers, quasi nel centro di Strasburgo, nel quartiere della Meinau.

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