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E’ online il videoclip “Dal Paese reale”, il nuovo singolo di Vincenzo Incenzo

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Dopo il successo del brano apripista “Je Suis” è online dall’11 gennaio “Dal Paese reale” il nuovo singolo di Vincenzo Incenzo.

Un brano tratto dall’album “Credo” uscito lo scorso mese di ottobre, il primo della carriera del grande autore e cantautore italiano che ha scritto, tra gli altri, per Renato Zero, Venditti, Zarrillo, Dalla e Vanoni.

Un ottimo lavoro che ha messo d’accordo pubblico e critica che oggi esce con un video-denuncia sui migranti.

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C’è una misteriosa entità, di cui tutti si riempiono la bocca – spiega Incenzo – ; è il Paese reale. Un versante ormai parallelo e onirico, che più viene nominato e più si allontana. La propaganda ha schiacciato definitivamente la realtà. Èlite e gente comune vivono in universi ormai distanti, non si incontreranno più.

Dall’alto, con un martellamento mediatico ossessivo, ci hanno detto quali sono le nostre priorità e quali i nostri nemici. Ma dentro di noi qualcosa non quadra. Il cuore e la testa ancora hanno ancora memoria, desideri, passioni. Provare a dire la verità, almeno a se stessi, è l’unica rivoluzione ancora possibile“.

Una canzone anomala, che demolendo il linguaggio mediatico corrente, denuncia lo stato confusionale in cui versa l’Italia in queste ore, dai migranti in mare alla crescita della violenza politica, dalle lobby economiche al vuoto culturale, dalla disoccupazione alla guerriglia urbana.

Il brano si tinge di codici musicali progressive, con un intervento straordinario alla tromba di Fabrizio Bosso, e con una sorprendente tessitura di cori curata da Renato Zero, produttore dell’album.

Un video visionario, romantico e politico, in cui un cantante pazzo, simbolo della minoranza, cerca di articolare il suo dissenso affiancato da una band di pappagalli, metafora dei replicanti che il Sistema diffonde.

La sua anima inquieta si ribella, esce dal corpo. Grida. Un sicario ingaggiato dal Sistema deve sistemare la faccenda.

Introducendosi furtivo nel teatro dove la band sta suonando, presenta la sua arma di distruzione: non una pistola o un fucile ma uno smartphone, il vero elettroshock del nostro tempo.

L’irresistibile tentazione di un selfie scatena un finale sorprendente e inaspettato.

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