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Economia e Finanza

Fondi cooperazione regionale e transfrontaliera, Dorfmann: “Taglio di due miliardi”

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Il Parlamento europeo ha dato ieri (24 giugno) l’ok finale al nuovo Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e al programma Interreg per il finanziamento di progetti transfrontalieri. Nei prossimi sette anni, un totale di 8,43 miliardi di euro sarà disponibile per la cooperazione transfrontaliera e transnazionale tra le regioni europee. Si tratta di un’ottima notizia per l’Alto Adige: in quanto realtà di confine, la nostra provincia beneficia di finanziamenti attraverso i programmi di cooperazione Interreg Italia-Austria e Interreg Italia-Svizzera e grazie al programma Spazio Alpino. Ciononostante, l’europarlamentare Herbert Dorfmann non è del tutto soddisfatto: “Rispetto al periodo finanziario precedente, si sono dovuti accettare tagli per due miliardi di euro“.

La decisione garantisce 226 miliardi di euro per i progetti regionali dell’Ue dal 2021 al 2027. Le regioni europee meno sviluppate riceveranno più fondi per recuperare il ritardo. Secondo Herbert Dorfmann, “questo contribuirà a eliminare le disuguaglianze tra le diverse realtà dell’Unione, rafforzando la coesione economica e sociale nel continente“.

Il cosiddetto “pacchetto di coesione” comprende i principali fondi per finanziare i progetti realizzati dalle regioni: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo di coesione e il programma di cooperazione interregionale (Interreg), che è supportato principalmente dal FESR.

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Il FESR è uno dei principali fondi strutturali e d’investimento europei per l’attuazione della politica regionale dell’Ue. Esso mira a correggere gli squilibri locali per rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale nel continente. Nei prossimi anni, il focus tematico sarà sull’azione per il clima, gli affari sociali e la salute. Saranno finanziati progetti nei settori della ricerca e dell’innovazione, della digitalizzazione, del sostegno alle piccole e medie imprese e dei modelli economici a basse emissioni di carbonio.

Grazie alle nuove regole, in futuro la cooperazione transfrontaliera sarà più facile e meno burocratica. Il 20 per cento del finanziamento andrà direttamente ai piccoli progetti, rendendo più semplici le collaborazioni tra soggetti di dimensioni ridotte. Ne abbiamo bisogno se vogliamo che gruppi di cittadini, associazioni e comuni si interessino a questi progetti. In particolare nelle regioni di confine, Interreg ha contribuito a far collaborare le persone, ha favorito una migliore conoscenza gli uni degli altri. In altre parole, Interreg ha reso le frontiere in Europa un po’ meno visibili“, così Herbert Dorfmann nel suo discorso in plenaria.

Riguardo ai tagli di due miliardi di euro per la cooperazione transfrontaliera, l’eurodeputato sudtirolese lamenta: “Nonostante i numerosi sforzi del Parlamento europeo, gli Stati membri si sono opposti in Consiglio e hanno spinto per una riduzione dei programmi. Questo mostra lo spirito che attualmente vige in molti stati membri: lo smantellamento delle frontiere o i progetti comuni sono sempre meno di moda, le capitali vogliono semplicemente i fondi europei, per poi poterne fare quello che vogliono. Va fatto di tutto per evitare che questo spirito nazionalista si diffonda a macchia d’olio“.

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Secondo Dorfmann, c’è ancora la speranza che ulteriori fondi confluiscano nella cooperazione transfrontaliera, attraverso il fondo di ricostruzione post-Covid. “Anche perché questi programmi giocano un ruolo decisivo nel rendere l’Europa più forte e più unita “.

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