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Ambiente Natura

Giornata del Vino e della Vite: Laimburg fa il punto sulla ricerca in viticoltura ed enologia

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Giovedì 22 agosto 2019 si è tenuta presso la Nuova Cantina di Bolzano la tradizionale Giornata del Vino e della Vite organizzata dal Centro di Sperimentazione Laimburg, che ha presentato le novità a 360 gradi sul vino, negli ambiti di viticoltura ed enologia, ma anche miglioramento genetico, chimica alimentare e difesa delle piante.

Qui i settori Viticoltura ed Enologia del Centro hanno presentano i risultati attuali della ricerca tutt’intorno al vino. Il programma dell’edizione quest’anno è stato particolarmente vario e interdisciplinare, in quanto includeva non solo argomenti di viticoltura ed enologia, ma anche questioni strettamente correlate alla chimica degli alimenti, alla difesa delle piante e alla biologia molecolare. Anche quest’anno hanno partecipato quasi 100 viticoltori ed enologi.

Questa giornata, organizzata a partire dagli anni ’90 come la “Giornata di enologia”, negli anni si è trasformata in un evento tradizionale per il trasferimento e lo scambio di conoscenze.

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“Dal 2011 il convegno non si tiene più al Centro Laimburg a Vadena, ma deliberatamente andiamo nelle singole cantine per dimostrare la nostra vicinanza con la prassi e la nostra missione nella ricerca applicata a beneficio dell’agricoltura altoatesina e della trasformazione alimentare”, afferma Walter Guerra, responsabile dell’Istituto di Frutti- e Viticoltura del Centro Laimburg, durante i saluti inaugurali del convegno. 

Prospettive per il miglioramento genetico della vite in Alto Adige

All’apertura, Thomas Letschka, responsabile del settore Genomica Applicata e Biologia Molecolare del Centro di Sperimentazione Laimburg ha illustrato nuovi metodi di miglioramento genetico della vite, esaminando le tendenze future nella selezione varietale interessanti per la viticoltura altoatesina.

Il progetto PinotBlanc – aumentare la qualità del pinot bianco altoatesino

I vini pinot bianco (pinot blanc) sono caratterizzati da un’acidità relativamente elevata e da aromi freschi e fruttati. Tuttavia, lo stile tipico di questo vino tipicamente altoatesino soffre a causa del riscaldamento globale. Nel progetto PinotBlanc, finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) nell’ambito del programma “Investimenti per la crescita e l’occupazione 2014–2020”, i ricercatori guidati dall’esperto in viticoltura del Centro Laimburg Florian Haas, intendono caratterizzare gli elementi alla base della qualità di questo vino, nonché le correlazioni con la posizione di coltivazione. L’obiettivo del progetto è aumentare la qualità del pinot bianco e promuovere questa varietà nella viticoltura alpina.

Esame di cloni tardivi del pinot nero

Il pinot nero presenta una particolare e interessante variabilità genetica. Al Centro di Sperimentazione Laimburg, nel progetto “Esame di cloni tedeschi di pinot nero”, vengono testati diversi cloni per caratterizzarne l’idoneità alla coltivazione e i vini da essi ottenuti vengono analizzati da un punto di vista enologico.

Controllo del moscerino della frutta Drosophila suzukii

Il moscerino invasivo Drosophila suzukii, originario del sud-est asiatico, ha causato dal 2011 notevoli danni all’agricoltura. Particolarmente colpiti sono i frutti di bosco e la frutta a nocciolo, nonché la varietà locale dell’uva Schiava. Il Centro di Sperimentazione Laimburg sta lavorando allo sviluppo di possibili strategie di contenimento di questo insetto nocivo.

Il Laboratorio per Residui e Contaminanti

Nel Laboratorio per Residui e Contaminanti del Centro di Sperimentazione Laimburg, vengono esaminati i prodotti agricoli per determinare l’eventuale presenza di residui di prodotti fitosanitari. Da un lato, queste indagini sono condotte per progetti di ricerca di altri gruppi di lavoro del Centro Laimburg e, dall’altro, sono offerte anche come servizi per agricoltori, cooperative e associazioni.

Degustazione di vini sperimentali

Durante una degustazione dei vini sperimentali, i partecipanti alla conferenza hanno avuto l’opportunità di assaggiare i vini ottenuti dalle diverse prove sui cloni di pinot nero, dalle prove su diversi tipi di portinnesti, nonché i vini prodotti nell’ambito progetto PinotBlanc.

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Cambiamenti climatici, sullo Stelvio campo glaciologico per studenti

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Dal 17 al 21 settembre si tiene il campo di glaciologia per studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori. Per i 22 studenti di lingua tedesca e italiana l’appuntamento è sul passo dello Stelvio.

L’iniziativa è organizzata congiuntamente dalle aree pedagogiche del Dipartimento istruzione e formazione tedesca e del Dipartimento istruzione e formazione italiana. Attraverso relazioni, escursioni e workshops gli studenti potranno raccogliere impressioni in varie discipline scientifiche, quali la geologia, la glaciologia, la climatologia, la zoologia e la botanica.

Venerdì 20 settembre Günther Geier dell’Ufficio idrografico provinciale parlerà di meteorologia e di come nasce il bollettino meteo. Condizioni climatiche permettendo giovedi, 19 settembre si svolgerà un’escursione guidata sul ghiacciaio sulla Cima di Solda.

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I referenti del campo sono Christian Aspmair (geologo e insegnante), Paolo Gabrielli (glaciologo alla Ohio State University), e Giuliano Bertagna (glaciologo e insegnante).

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Ambiente Natura

Gipeti allo Stelvio: nuovi esemplari, segnalare gli avvistamenti

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Grazie al progetto di reintroduzione del gipeto sulle Alpi, avvenuta oltre 30 anni fa, alla quale il Parco dello Stelvio aderì nel 2000, oggi è possibile ammirare il volo di questi rapaci anche nelle valli nell’area dello Stelvio.

Il rapace si era estinto nell’arco alpino attorno al 1930, ma da qualche tempo a questa parte ogni anno vi sono una o più nidiate. Nel 2019 due le schiuse registrate nel territorio altoatesino: una in val Martello e una in val di Trafoi.

Il nuovo gipeto nato in val Martello è stato denominato Altkaser Martell, mentre il piccolo gipeto nato in val di Trafoi ha ricevuto il nome di Fleck. Entrambi hanno spiccato il volo per la prima volta tra la fine di giugno e gli inizi di luglio e ora volano alti nel cielo. “Ammirare il volo dei gipeti in val Venosta è di nuovo possibile” fa presente l’assessora provinciale Maria Hochgruber Kuenzer, la quale sottolinea che “la reintroduzione del gipeto costituisce un valore aggiunto per il territorio. Quale figura di richiamo può contribuire a rafforzare l’identificazione della popolazione con il parco dello Stelvio e di conseguenza la vocazione del parco stesso”.

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Habitat ideale nel Parco dello Stelvio

Il primo gipeto “made in Südtirol”, a circa 100 anni dall’ultima schiusa, è venuto alla luce il 20 luglio 2015 e, sino al 2018, sono state registrate 5 nidiate. “Il successo delle nascite in natura del gipeto testimoniano che questi rapaci trovano un habitat naturale favorevole nell’area del Parco nazionale dello Stelvio, sia per quanto riguarda il volo, sia per quanto riguarda le condizioni climatiche, e una buona disponibilità di cibo”, fa presente Hanspeter Gunsch, direttore dell’Ufficio del Parco nazionale dello Stelvio”.

Segnalare gli avvistamenti di gipeti

Il Parco dello Stelvio offre visite guidate speciali per ammirare i giovani uccelli da distanza sicura e invita gli escursionisti a segnalare eventuali incontri inviando una mail a martell.martello@stelviopark.it. In questo modo, dunque, è possibile mappare la popolazione di gipeti, offrendo il proprio contributo dal punto di vista scientifico.

Nelle segnalazioni è importante indicare data e luogo dell’avvistamento (eventualmente con dati GPS), per le fotografie sono consigliabili le riprese dal basso per poter conoscere maggiori dettagli sui gipeti in volo. Le foto vengono utilizzate esclusivamente a scopi scientifici e con l’indicazione dell’autore.

Il gipeto è fra i rapaci più grandi in Europa

Il gipeto è un uccello rapace con un’apertura alare che può raggiungere i 3 metri, una lunghezza superiore al metro e un peso che varia tra i 5 e i 7 chilogrammi. È uno dei più grandi rapaci in Europa e si nutre principalmente di carcasse di animali morti, in particolare delle ossa e del midollo osseo. I giovani hanno un piumaggio completamente scuro, tranne le penne del dorso che possono presentare apici biancastri di varia lunghezza. Essi assumono l’abito adulto verso i 6–7 anni di età. Da adulti hanno testa e ventre bianchi, e dorso e ali scuri.

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Ambiente Natura

Lago di Braies: angolo di paradiso nel cuore delle Dolomiti. Ma l’overtourism preoccupa

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Il problema della notorietà è uno solo e molto semplice: quando si attira l’attenzione su un luogo, le persone vogliono improvvisamente trovare un modo per “farne parte”. 

Questo è sicuramente il caso dello splendido Lago di Braies, una perla incantevole dell’Alto Adige, un incantevole lago smeraldino che catapulta i turisti in un vero angolo di Eden sulla Terra.

Già noto ai più proprio per la sua rara bellezza, dopo la messa in onda della fiction televisiva “Un passo dal cielo”, questo piccolo pezzo di paradiso è stato letteralmente preso d’assalto da turisti e curiosi che erano rimasti folgorati dalla sua bellezza.

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L’overtourism, però, ha fatto preoccupare non poco le autorità altoatesine che, dal 10 luglio al 10 settembre 2019 hanno imposto il numero chiuso di mezzi privati che lo possono raggiungere dalle ore 10:00 alle 15:00, fatta eccezione per coloro che prenotano in uno dei ristoranti o che alloggiano nelle strutture della zona e che quindi hanno diritto a un permesso speciale per raggiungere il locale.

Una scelta che ha lasciato un certo malcontento, ma che purtroppo si è rivelata necessaria per salvaguardare questa meravigliosa località dal troppo inquinamento. La strada per raggiungere il lago è percorribile sia in bici sia tramite mezzi pubblici: anche per i più pigri, quindi, è comunque possibile raggiungere le splendide rive di questo lago tanto caro ai turisti.

E se da un lato i visitatori non hanno rinunciato a fare polemica, gli altoatesini hanno finalmente potuto tirare un sospiro di sollievo per la quiete che, in parte, è stata ritrovata.

Nonostante questo, l’affluenza al lago è stata notevole e non sono mancate le visite di personaggi famosi. Tra questi spicca Emilia Clarke, la Daenerys Targaryen de “Il Trono Spade” che ha postato sul suo profilo instagram alcune foto davanti alle splendide rive cristalline di questo specchio d’acqua.

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