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Economia e Finanza

Incidente nel parcheggio condominiale: chi paga?

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I siti che confrontano le polizze assicurative si stanno diffondendo a macchia d’olio, e i consumatori sono facilitati nel confronto dei costi dei vari prodotti offerti, fra i quali anche le polizze rc auto. In questo settore è tuttavia importante essere accorti, in quanto alcuni portali tendono a pubblicizzare poche compagnie, e a causa delle offerte al ribasso, in alcune polizze potrebbero esservi anche clausole di esclusione (o di limitazione responsabilità) nascoste.

Di recente una consumatrice ha chiesto aiuto al CTCU di Bolzano per un caso interessante: la sua compagnia di assicurazione le aveva rifiutato il pagamento di un sinistro vs terzi danneggiati, spiegando che lo stesso non trovava copertura nella polizza, in quanto verificatosi su area privata. La signora aveva causato un danno a cose di proprietà di terzi alla guida del proprio veicolo e il sinistro era avvenuto nel garage del condominio.

Secondo quanto disposto dal Codice delle assicurazioni (D.lgs 209/2005), le polizze rc auto coprono, di norma, i danni arrecati a terzi su aree pubbliche e su quelle equiparate. Sono considerate “equiparate” le aree in cui circola un numero illimitato di persone, come parcheggi e garage situati in centri commerciali e luoghi simili.

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Mentre i garage di un condominio, in comproprietà dei condomini, oppure parcheggi chiusi con cancelli, sbarre o quant’altro, sono accessibili soltanto a determinate persone, e non a tutti. Simili situazioni possono essere alquanto problematiche, si pensi solo al caso di un incidente in cui vi siano feriti (magari anche gravi) o danni rilevanti a cose. 

In Italia, ogni giorno milioni di automobilisti effettuano manovre e circolano su parcheggi e garage privati: in presenza di clausole contrattuali escludenti il risarcimento, simili circostanze non sarebbero coperte e quindi assicurate.

A tal riguardo il CTCU ritiene opportuno un intervento normativo che estenda la copertura obbligatoria per legge a tutti i danni causati da un veicolo a motore, anche in aree private.

Il consiglio del CTCU

Controllare bene la documentazione contrattuale prima di stipulare una polizza rc-auto (trovate la relativa indicazione vicino al simbolo dell’ombrello). Sono, infatti, molte le compagnie che offrono coperture più estese, risarcendo – oltre a ciò che è già previsto per legge – anche i danni che si dovessero verificare per transiti e manovre in aree private. Pertanto nella scelta della polizza non andrebbe considerato solo il prezzo che vi viene proposto.

Per controllare una polizza già in essere, bisogna dare una controllata alle relative condizioni contrattuali, laddove viene specificato l’oggetto dell’assicurazione.

Nel caso in cui le aree private siano escluse dalla copertura (ciò potrebbe anche avvenire in modo indiretto, nel senso che vengono citate come assicurate soltanto “aree pubbliche ed equiparate”), si può provare a far includere nell’oggetto del contratto anche le aree private, dicendosi disposti a pagare un sovrapprezzo. 

Nel caso in cui invece la compagnia non fosse disponibile a venir incontro a tale richiesta, il nostro consiglio è quello di valutare il cambio di assicurazione alla prossima scadenza del contratto, ovviamente in base alle proprie necessità.

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Economia e Finanza

Ricerca, spesi 163 milioni in Alto Adige nel 2017

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In base ai dati ufficiali di ISTAT/ASTAT, nel 2017 sono stati spesi 163,6 milioni di euro per attività di ricerca e sviluppo, con un aumento dell’8,4% rispetto al 2016.

Ciò corrisponde allo 0,73% del prodotto interno lordo (PIL) altoatesino.

Nel complesso gli addetti alla ricerca e allo sviluppo ammontano a 2.462 unità. Questi ed altri risultati su questo tema vengono diffusi dall’ASTAT nel notiziario “Ricerca e Sviluppo (R&S) – 2017“.

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Economia e Finanza

CNA: “Per il credito alle PMI, le misure della Bce sblocchino i flussi”

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Il Presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi ha svelato il bazooka per l’economia. La Bce ha varato una serie di misure per una politica monetaria accomodante, un pacchetto di interventi per contrastare la flessione delle aspettative di inflazione. Adesso – afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige – ci aspettiamo che si sblocchi il credito verso le micro, piccole e  medie imprese, con interventi consequenziali da parte delle banche italiane, comprese quelle del Trentino Alto Adige, alle quali chiediamo di stipulare un patto sul credito che coinvolga le Province autonome, i consorzi di garanzia e le associazioni di categoria”.

L’istituto centrale ha tagliato i tassi di interesse sui depositi a -0,50% (ma con un sistema a scalini), rilanciato il quantitative easing con acquisti da 20 miliardi al mese, potenziato il Tltro, cioè le aste di liquidità finalizzate a erogare prestiti alle imprese con durata allungata a tre anni. Inoltre la Bce ha modificato le “forward guidance”. In pratica non sono più fissati termini precisi sulla durata delle misure.

Il presidente Draghi ha inviato un messaggio ai governi: adesso occorre che la politica fiscale sostenga la domanda e la risalita dei rendimenti. Draghi ha sottolineato che la politica fiscale “deve diventare l’elemento chiave per sostenere la domanda”.

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Parole – sottolinea Corrarati – che mostrano come la politica monetaria abbia spazi ridotti di intervento. I paesi con spazio fiscale devono procedere con politiche espansive sul fronte della domanda. E a questo punto ci rivolgiamo al nuovo Governo italiano e alle Province Autonome di Bolzano e Trento.

Le misure varate dalla Bce sono finalizzate a fronteggiare la difficile fase congiunturale dell’economia assicurando risorse al finanziamento dell’economia reale. 

Ora è indispensabile garantire la trasmissione della politica monetaria a artigiani, imprese e famiglie attraverso il credito, con un patto virtuoso che metta in rete tutti i soggetti della filiera: lo Stato con il Fondo centrale di garanzia per le PMI, le Province attraverso il rafforzamento dei fondi di dotazione dei Confidi provinciali, le banche con una maggior predisposizione alla concessione di finanziamenti e le associazioni di categoria con una capillare informazione e la consulenza alle PMI in fase di istruttoria delle richieste di finanziamento.

Al tempo stesso le nuove istituzioni europee e il nuovo governo italiano, unitamente alle Province Autonome, intervengano rapidamente per rimuovere gli ostacoli regolamentari e normativi che ostacolano l’accesso al credito alle piccole imprese. È necessario rilanciare un piano di investimenti comunitari e nazionali per rafforzare il ciclo economico e migliorare la competitività”.

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Economia e Finanza

L’industria hi-tech spinge l’export altoatesino a un nuovo record

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Nel secondo trimestre del 2019 le imprese altoatesine hanno esportato merci e prodotti per 1,3 miliardi di euro: si tratta del valore più alto in assoluto mai registrato dall’export locale con un aumento del 6,4 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il Presidente di Assoimprenditori Alto Adige, Federico Giudiceandrea, sottolinea come a trainare il commercio estero altoatesino siano stati soprattutto i prodotti dell’industria hi-tech: secondo i dati dell’Istituto di statistica provinciale Astat, i settori più rilevanti per l’export sono stati infatti “macchinari e apparecchi”, “alimentari”, “mezzi di trasporto” e “metalli”.

Questi dati confermano che le nostre imprese sono fortemente innovative e con i loro prodotti di alta qualità riescono a competere sui mercati di tutto il mondo“, dice Giudiceandrea.

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Uno dei principali fattori di successo è stata la capacità di numerose imprese manifatturiere di puntare fin da subito su prodotti e processi innovativi e sostenibili: “Le nostre aziende-guida in settori come automotive, tessile, alimentare, legno, impiantistica o elettronica hanno saputo interpretare al meglio alcuni dei più importanti cambiamenti che stanno toccando non solo l’economia ma la società in generale“, è convinto il Presidente di Assoimprenditori.

In un momento in cui si appresta a iniziare il proprio lavoro la nuova Commissione UE, in cui si è appena insediato il nuovo governo in Italia e in cui in Alto Adige si discute delle politiche future con riguardo al cosiddetto “Patto di sostenibilità“, il presidente di Assoimprenditori rimarca il contributo irrinunciabile che arriva dalle imprese maggiormente orientate ai nuovi mercati.

Negli ultimi anni il commercio estero è stato il principale fattore di crescita per l’Alto Adige, per l’Italia e per l’Europa. Dobbiamo sostenere chi già esporta nel proprio sviluppo e aiutare le aziende che ancora non lo fanno a internazionalizzarsi: le imprese che esportano sono quelle a più alta produttività, che investono maggiormente sul territorio e che garantiscono i posti di lavoro migliori e con stipendi più elevati“.

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