Valle Isarco
Muser visita l’ospedale di Vipiteno: vicini a chi è fragile
Garantire la rete della vicinanza umana e un grande rispetto verso chi vive le fragilità: questi gli inviti del vescovo Ivo Muser durante la visita compiuta ieri(17 febbraio) all’Ospedale di Vipiteno. Muser ha incontrato i pazienti e ringraziato personale sanitario e familiari dei malati per il loro servizio impagabile.
A febbraio si celebra la Giornata mondiale del malato e ogni anno il vescovo Ivo Muser fa visita ad un ospedale dell’Alto Adige. Ieri pomeriggio si è recato all’ospedale di Vipiteno per incontrare i pazienti, i familiari e il personale sanitario. Il vescovo – accolto dalla direzione sanitaria del comprensorio e dalle assistenti spirituali dell’ospedale, Maria Rubatscher e Sonja Planatscher – ha visitato i pazienti nei reparti di neuroriabilitazione, medicina e chirurgia/ortopedia.
Nella successiva celebrazione liturgica nella cappella dell’ospedale monsignor Muser ha ricordato che “l’umanità della società si misura da come si prende cura dei suoi membri deboli, sofferenti, bisognosi e malati. È importante ascoltare e stabilire un contatto diretto e personale con loro. Servono empatia, attenzione e servizio.”
In tal senso il vescovo ha osservato che “la pandemia ci ha resi consapevoli della nostra vulnerabilità, fragilità e mortalità. La posta in gioco si è vista nel difficile momento del lockdown, senza la vicinanza fisica. Il Covid ci ha mostrato cosa succede quando nella malattia e nel dolore perdiamo la rete della vicinanza umana.”
Per questo il vescovo ha ribadito che “abbiamo bisogno di persone che non temono il contatto con il prossimo, che sanno posare le loro mani sui malati e sui sofferenti, sugli anziani e sui morenti, che sanno trasmettere loro vicinanza umana. Persone che difendono sempre la dignità e il valore di chi sta male, nonostante la sua debolezza e fragilità.” Da qui il profondo grazie del vescovo “a tutti coloro che si prendono cura, assistono e aiutano gli ammalati negli ospedali e le persone nelle diverse strutture, nelle case di riposo e a domicilio. Il vostro servizio è una testimonianza indispensabile.”
La Giornata mondiale del malato, ha aggiunto Muser, “offre ogni anno nuovo slancio per contribuire alla diffusione di una cultura rispettosa della vita; un rinnovato impulso a lottare per il rispetto dell’integralità e della dignità delle persone, anche attraverso un corretto approccio alle questioni bioetiche, alla tutela dei più deboli e alla cura dell’ambiente.” Dal vescovo l’invito finale “a mantenere un grande rispetto verso ogni ammalato e a vivere le nostre fragilità, le nostre ferite e le nostre malattie con lo sguardo rivolto a Colui che in ogni situazione della nostra vita ci dona coraggio, speranza, sollievo e misericordia.”
Il difficile periodo della pandemia è stato ricordato anche dalle assistenti spirituali dell’ospedale di Vipiteno: “I pazienti hanno spesso dovuto fare a meno delle visite di familiari e amici, una rinuncia che ha lasciato il segno. Per questo oggi la visita ai propri cari è ancora più apprezzata”, ha detto Sonja Planatscher. La sua collega Maria Rubatscher ha aggiunto: “Stare accanto ai malati, incoraggiarli e accompagnarli nella preghiera era ed è un’importante opera di misericordia.”
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