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Bressanone

Vola via da Bressanone il Pelikan 2?

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Il Soccorso aereo altoatesino prevede di spostare da Bressanone, la sede dell’elicottero di soccorso Pelikan 2. Ciò dovrebbe consentire di raggiungere più rapidamente la Val Pusteria, la Valle Aurina e l’Alta val d’Isarco, con un risparmio di tempo, negli interventi di circa sei, sette minuti.

La proposta, l’idea, il progetto, non sono proprio nuovi: se ne parlava già diversi anni fa, poi l’ipotesi è divenuta ancor più concreta lo scorso anno.

I dati: l’eliporto presso l’ospedale di Bressanone esiste da 33 anni e fu concepito, allora, come una centrale operativa completa: l’elicottero atterra a cinquanta metri dell’ingresso dedicato del nosocomio, ha la sua bella struttura, a fianco è stata creata la grande sede della Croce Bianca, poco più a sud quella della Croce Rossa, l’ingresso al pronto soccorso e alla rianimazione è dedicato, rapido e collaudato.

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D’altra parte c’è ancora qualche cittadino che protesta per i rumori dei rotori, mentre la maggioranza dei residenti in zona si è ormai abituata a un rumore ormai parte della consuetudine, visto che, secondo gli ultimi dati ufficiali noti, relativi al 2019, sono stati 1.164 gli interventi in un anno del Pelikan 2.

La zona coperta dal Pelikan brissinese, è quella, ripetiamo, della Pusteria, Alta val d’Isarco, Valle Aurina, dove oggi si concentra il turismo montano e dove gli ospiti amano arrampicare, andare in mountain bike,, ma anche dove ci sono i masi più isolati.

È che a Terento, “altipiano del sole”, dove la decisione di accogliere la proposta e farla divenire realtà è in mano al sindaco al consiglio comunale, c’è chi storce il naso e paventa una fuga di turisti, di quei turisti accaparrati a fatica con l’idillica promessa della tranquillità assoluta e dell’oasi di meditazione.

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La nuova base del Pelikan dovrebbe sorgere su di un ettaro di bosco (da abbattere) di proprietà del Comune, in zona “Stocknertal” a cinquecento metri dal primo insediamento abitativo.

Le dichiarazioni del primo cittadino Reinhold Weger prediligono la tesi del bicchiere mezzo pieno: “Il Comune acquisterebbe un medico d’urgenza, sempre a disposizione”. La destra conservatrice della zona, lancia strali di protesta e annuncia petizioni.

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