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Bolzano

Abbandono dei rifiuti a Bolzano, due interrogazioni da Caruso. “Problema di decoro e di spesa”

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Il consigliere comunale di Bolzano Marco Caruso ha depositato ieri sera (7 febbraio) due interrogazioni in consiglio comunale per approfondire la problematica dell’abbandono dei rifiuti e proporre in futuro soluzioni per arginare un malcostume che costa ai cittadini 1,2 milioni di euro annui di spese per le pulizie extra.

I rifiuti ingombranti e indifferenziati all’esterno delle campane di raccolta che si trovano nelle isole ecologiche del nostro comune continuano ad essere un grosso problema di decoro e di spesa che non accenna a diminuire – scrive Caruso – . Si domanda ora al Sindaco e all’assessore competente del Comune di Bolzano quante sono state le sanzioni fatte dalla polizia ambientale nel 2018 a cittadini o ad aziende che hanno smaltito i propri rifiuti ingombranti o indifferenziati abbandonandoli a ridosso delle campane posizionate nelle isole ecologiche“.

Oltre a questo, nel testo della prima interrogazione vengono chieste delucidazioni anche circa l’elenco delle vie in cui queste sanzioni sono state fatte ed il loro numero, oppure se più sanzioni siano state fatte nella stessa via.

E ancora quante sanzioni siano state elevate nel 2018 e in che punti della città grazie all’uso delle fototrappole e quante a utenze non domestiche o a persone residenti in altri comuni.

Resta poi il problema del numero di utenze che nel 2018 hanno effettuato zero svuotamenti.

Di recente nel comune di Laives, dopo degli accertamenti, sono state scoperte un centinaio di utenze che in tutto il 2018 non hanno effettuato nessun conferimento di rifiuti“, si legge in una nota del consigliere.

La seconda interrogazione riguarda quindi la questione del mancato svuotamento di rifiuti residui ed organici riferiti anche questa volta ad utenze sia domestiche che non domestiche.

La risposta del Comune è attesa entro i canonici 15 giorni dal deposito delle interrogazioni.

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Bolzano

Restano in carcere i tre gestori cinesi del Sushiko di Bolzano: confermata misura cautelare dal tribunale

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Resteranno dietro le sbarre con l’accusa di caporalato ed estorsione i tre titolari cinesi di un Sushiko bolzanino, ristorante della conosciuta catena del sushi.

Vittime dello sfruttamento 14 dipendenti pachistani costretti ad orari di lavoro estenuanti e a condizioni di vita degradanti.

La misura cautelare è stata confermata dal Gip Andrea Pappalardo: i due uomini al momento sono detenuti nel carcere di Bolzano, mentre la donna è stata trasferita nel carcere femminile di Venezia.

Secondo il giudice permane il pericolo di inquinamento delle prove nonché di fuga.

L’ipotesi di reato che si contesta ai 3 cinesi è quella prevista dall’art. 603bis C.P. con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore sfruttato.

Costituisce aggravante e comporterebbe l’aumento della pena da un terzo alla metà il fatto che il numero di lavoratori reclutati sia superiore a tre e l’aver commesso il fatto esponendo i lavoratori sfruttati a situazioni di grave pericolo.

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Bolzano

Scooter rubato a ottobre ritrovato in via Milano grazie alle segnalazioni sul social

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Grazie alla segnalazione di Elena Seppi, una ragazza bolzanina attiva sul social, è stato ritrovato uno scooter poi risultato rubato lo scorso ottobre a Bolzano.

Il mezzo era fermo da almeno un paio di settimane, “parcheggiato” nel posteggio di via Milano di fronte ai campi Resia.

La segnalazione della donna, pubblicata in un primo momento tramite un post nel gruppo “Bici rubate Bolzano – segnalazioni” è stata in seguito di nuovo veicolata attraverso il gruppo “Marco Caruso – La Voce dei quartieri“.

Allertati per un ulteriore approfondimento, sul posto sono arrivati gli agenti della Polizia municipale di Bolzano che hanno prelevato il ciclomotore Peugeot Vivacity e verificato il furto con relativa denuncia, avvenuti quattro mesi prima.

Il proprietario del mezzo è stato identificato e avvertito del ritrovamento – conferma la Municipale bolzanina contattata telefonicamente dalla nostra redazione – e presto lo scooter potrà ritornare nel suo legittimo possesso“.

Un bell’esempio di come la solidarietà tra cittadini e le tante segnalazioni che avvengono attraverso il social network, tra cui quella della signora Elena, possano costituire un valore aggiunto per tutta la comunità e si rivelino spesso fondamentali anche per agevolare l’operato delle forze dell’Ordine.

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Bolzano

Casapound stringe su campo nomadi di via Agruzzo. Altra mozione di Trigolo contro il degrado

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In seguito all’ennesimo episodio di cronaca con due autovetture incendiate in pochi giorni, nelle ultime ore CasaPound ha serrato i ranghi contro il famigerato campo nomadi di via Agruzzo.

Il consigliere di Oltrisarco Massimo Trigolo ha presentato alla circoscrizione l’ennesima mozione per denunciare la dilagante situazione di degrado nel quartiere, chiedendo lo sgombero dell’insediamento abusivo degli zingari a Bolzano sud.

“Si tratta – scrive il consigliere di Cpi – del noto insediamento abusivo, che ho più volte segnalato, attraverso svariate mozioni in consiglio e durante le riunioni sulla sicurezza nel quartiere. Continueremo a sollecitare il Sindaco per garantire la tutela di Ordine Pubblico, della sicurezza, del degrado, dell’ambiente, nonché della Salute Pubblica dei cittadini, visti anche i recenti episodi che hanno visto andare a fuoco due mezzi in meno di 24 ore“.

A fare eco al consigliere di Oltrisarco, ieri in consiglio comunale sono intervenuti anche i rappresentanti di CasaPound Sandro Trigolo e Andrea Bonazza.

Trigolo è intervenuto durante l’apposito articolo31 chiedendo alla giunta di applicare il regolamento comunale firmato dal sindaco, che vieta ogni bivacco e insediamento abusivo, consegnando al Municipio un’altra mozione a riguardo.

Intervento duro anche del capogruppo delle tartarughe frecciate Bonazza che ha preteso dal sindaco lo sgombero immediato del campo nomadi, ricordando che nello stesso vivono anche bambini in condizioni igieniche sempre più precarie e che dal 2017 sono stati innumerevoli gli episodi di minacce e violenza degli zingari verso i vicini artigiani, lavoratori o gli anziani che si prendono cura degli orti, aggredendo in alcune occasioni anche le forze dell’ordine e, addirittura, le forze armate.

 

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