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Società

Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, in visita al 6° reggimento Alpini

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Gianfranco Paglia, Ufficiale dell’Esercito Medaglia d’Oro al Valor Militare per l’eroico comportamento tenuto in Somalia nel luglio 1993 (nell’ambito della missione delle Nazioni Unite IBIS UNOSOM II) in quella che è ricordata come la “battaglia del pastificio”, ha visitato oggi il Comando del 6° reggimento Alpini.

Accolto in caserma dal Comandante del reggimento, Colonnello Massimo Comelli, al termine della cerimonia dell’Alza Bandiera il Tenente Colonnello Paglia si è soffermato a parlare con il personale del reparto a cui ha voluto ricordare l’importanza del servizio quotidianamente svolto dagli uomini e dalle donne in uniforme nel rispetto del giuramento prestato alla Patria, un servizio che significa impegno e vocazione al servizio del Paese.

Spostatosi poi nell’Ufficio del Comandante, dove è custodita la Bandiera del reggimento – tra le più decorate dell’Esercito – al Tenente Colonnello Paglia sono state illustrate le attività che vengono quotidianamente sviluppate nelle numerose aree addestrative della Val Pusteria e le specificità di un reggimento che si caratterizza per le peculiari capacità formative offerte ai diversi reparti delle Forze Armate nel saper operare in montagna ed in ambienti e contesti particolari.

Successivamente, presso la palestra di arrampicata indoor di Brunico, l’Ufficiale ha potuto vedere un’attività di istruzione che gli istruttori di alpinismo del Battaglione “Bassano” stavano conducendo con i bambini della scuola elementare di San Lorenzo nell’ambito di un progetto di “avvicinamento all’arrampicata” che il reggimento sostiene durante l’anno a favore degli Istituti scolastici della Val Pusteria.

Oggi il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia si divide tra numerosi impegni, in Patria e all’estero, quale capitano del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa e Consigliere del Ministro della Difesa per le iniziative volte a valorizzare in ambito sportivo il personale militare affetto da disabilità conseguente a incidenti subiti nell’adempimento del dovere o in servizio, per le tematiche connesse al reinserimento nel mondo del lavoro del personale militare e dei loro familiari e per le attività promozionali da svolgersi nelle scuole ai fini della conoscenza della storia e del ruolo delle Forze Armate in campo nazionale e internazionale.

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Società

250 eventi, 3mila ore di programma: un successo la Lunga notte delle chiese

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Cori e concerti, eventi ecumenici, dibattiti, letture, giochi per bambini e famiglie, visite guidate, esposizioni, film, riflessione e preghiera: sono stati davvero di tutti i generi i 250 appuntamenti proposti ieri sera nelle 83 chiese e luoghi sacri che hanno aperto le loro porte fino a tardi per la Lunga notte delle chiese edizione 2019.

E notevole è stata la risposta di giovani e adulti, molti alla loro prima partecipazione, che in numerose località hanno riempito la chiesa. Grande la soddisfazione degli organizzatori: diocesi di Bolzano-Bressanone, Katholisches Bildungswerk e Servizi giovani/Jugenddienste.

La Notte bianca, giunta alla sua sesta edizione, ha fatto conoscere le chiese, non solo come edifici ma soprattutto per quello che offrono, invitando a riscoprire i loro tesori – quelli spirituali, sociali, musicali, artistici – e a presentarli ai nuovi visitatori. A Bolzano hanno partecipato alla Lunga notte 10 luoghi sacri, 8 a Merano, 4 a Brunico.

È stata anche l’occasione per entrare in contatto con comunità di altre confessioni cristiane, grazie alla collaborazione trasversale: oltre alla comunità cattolica, infatti, sono state coinvolte anche quella evangelica e quella rumeno-ortodossa.

Diversi, come tradizione, sono stati anche gli appuntamenti insoliti.

Qualche esempio: nel duomo di Bolzano una guida alla scoperta di calice, patena, arredi, oggetti liturgici, nella cappella della cantina d Gries la benedizione degli animaletti in peluche; nella casa Kolping di Bolzano la visita alla piccola cappella al piano superiore.

Nella chiesa di Ortisei i “Church Games“, quiz e sfide di squadra sui temi chiesa e religione; a Maia Alta un’escursione serale con varie tappe per scoprire la Bibbia con tutti i sensi; sempre a Merano, la marcia di solidarietà per i cristiani perseguitati; tra Ora e Montagna un’escursione a piedi e un tour in bicicletta che ha toccato vari luoghi sacri; nella chiesa di Aldino la preparazione di un dolce con le ricette desunte dalla Bibbia.

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Lourdes: 170 altoatesini in pellegrinaggio con il vescovo

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Partono martedì 28 maggio per il santuario francese di Lourdes i 170 altoatesini che partecipano all‘annuale pellegrinaggio diocesano guidato dal vescovo Ivo Muser. 

Dopo il 2018 in Terrasanta, la meta scelta nel 2019 per il tradizionale pellegrinaggio diocesano con il vescovo è Lourdes, nell’anno che celebra il 175° anniversario della nascita e il 140° della morte della pastorella Bernadette Soubirous, a cui la Madonna apparve 18 volte.

Monsignor Ivo Muser e i pellegrini partono martedì 28 e si fermano sui Pirenei francesi fino a venerdì 31 maggio, nei luoghi della cristianità dove oggi si fa memoria di quelle 18 apparizioni avvenute nel 1858.

Il programma del pellegrinaggio diocesano prevede tra l’altro la visita alla grotta di Massabielle, dove la Madonna apparve a Bernadette, la celebrazione della messa internazionale (in tante lingue) nella grande basilica sotterranea e la suggestiva processione notturna illuminata dalle fiaccole di migliaia di pellegrini.

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Docenti precari ora anche prigionieri, AANC/FdI: “La Provincia vieta di trasferirsi”

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Dopo la loro mancata stabilizzazione nel 2015, la Provincia di Bolzano ha deciso ora di negare ai docenti precari della scuola a carattere statale di lingua italiana anche la possibilità di trasferirsi in altra provincia d’Italia, per cercarvi il lavoro che la Provincia dice di non potergli garantire“.

Lo ha riferito il professor Enrico Palazzi, oggi, nel corso di un incontro con il consigliere regionale e provinciale Alessandro Urzì e la candidata regionale di Fratelli d’Italia alle prossime elezioni europee Francesca Gerosa.

Nonostante le sollecitazioni rivolte al MIUR, non c’è stato nulla da fare: “In nome di un accordo politico, voluto dalla SVP, che prevede di strappare ad ogni costo dalle mani dello Stato tutta la scuola altoatesina, si è fatto scempio di principi irrinunciabili e delle norme dello stesso Statuto d’Autonomia: sulla pelle dei lavoratori più deboli e sulla pelle di una comunità che dovrebbe rassegnarsi, solo perché minoritaria, a non poter avere più nella scuola statale un suo così importante e fondamentale riferimento“, ha proseguito Palazzi incassando solidarietà da Urzì e Gerosa ma anche l’impegno a trasferire la questione in ambito parlamentare ed europeo.

Si tratta infatti di una discriminazione inaccettabile, di un atto che ferisce la professionalità e il futuro di insegnanti venuti a trovarsi nel posto… sbagliato al momento… sbagliato“, hanno concluso Urzì e Gerosa al termine dell’incontro, a Trento.

Contrariamente alle promesse e agli impegni che Assessorato ed Amministrazione avevano già pubblicamente assunto, i docenti hanno dovuto scoprire che saranno invece costretti a rimanere in Provincia di Bolzano e a restare precari a tempo indeterminato.

Nessuna possibilità di stabilizzazione a Bolzano, ma anche nessuna possibilità di tornare ad insegnare in altra regione italiana e non resterà loro che adire, per la quinta volta nel giro di pochi anni, le vie legali.

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