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Musica

“Il soffio della libertà”: musiche in ricordo di Martin Luther King al teatro Gries

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Fabrizio Poggi: cantante, armonicista e scrittore, candidato ai Grammy Awards 2018, premio Oscar Hohner Harmonicas, due volte candidato ai Blues Music Awards (gli Oscar del blues), vincitore del JIMI Award (gli Oscar della prestigiosa rivista Blues411) come miglior album internazionale, candidato ai JIMI Award come miglior album dell’anno, candidato ai JIMI Award come miglior armonicista, è tra i bluesmen italiani più conosciuti e stimati in America.

A 50 anni dal discorso di Martin Luther King “I HAVE A DREAM”, le canzoni e le storie che hanno accompagnato il cammino del popolo afroamericano dalla schiavitù alla libertà.

In occasione degli anniversari del celebre discorso di Martin Luther King, della marcia da Selma a Montgomery soffocata nel sangue, e dell’eroico rifiuto di Rosa Parks di cedere il suo posto sull’autobus a un passeggero bianco: tre momenti epici il cui profondo significato, espressione di valori universali, è ancora oggi drammaticamente valido.

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Fabrizio Poggi, musicista di caratura internazionale e presente da anni sulla scena musicale, in compagnia di Hubert Dorigatti presenta una performance originale, intensa, emozionante e coinvolgente sulle strade del blues e dello spiritual incentrata sulle canzoni che hanno accompagnato (con un ruolo assolutamente determinante troppo spesso dimenticato) la dura lotta degli afroamericani dalla schiavitù alla libertà.

Il tutto con la semplicità, la competenza e il coinvolgimento emotivo che da sempre contraddistinguono il suo lavoro.

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Musica

Emiliano Fantuzzi: “Quelli dei talent? Come razzi. Presto il mio primo album da solista”

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Emiliano Fantuzzi, classe ’75, genovese di nascita ma emiliano di adozione e poi chitarrista, programmatore: nel suo bagaglio di esperienza troviamo collaborazioni con Nek, Morandi, Laura Pausini oltre a quelle con Biagio Antonacci, un rapporto nato nel 1997 con il tour “Il mucchio” in qualità di programmatore audio e proseguita dal 2011 fino ad oggi da chitarrista.

Ciao Emiliano , tu hai fatto la tua gavetta che va da quando ti esibivi con il ” Complesso residenziale ” fino a collaborare con importanti artisti della musica italiana. Oggi invece sembra che tutto debba essere in qualche modo convenzionato con i vari talent in primis Amici e X Factor. Cosa ne pensi di questi programmi che lanciano giovani artisti per poi sostituirli dopo neanche un anno ?

È una cosa che non va troppo bene, l’obiettivo dei talent è quello di sviluppare un programma, non la crescita di un’ artista come avveniva in passato. Con i talent avviene il contrario, quello che importa è portare avanti il loro business che è il mezzo per tenere in piedi tutto.

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Certo per un giovane è un’opportunità che può portare al successo, come è avvenuto con Marco Mengoni, Emma o Alessandra Amoroso oppure portare ad essere una meteora che dura qualche mese. In quel caso sta tutto alla managerialità portare avanti un’artista. Oggi ascolto volentieri Calcutta, che è riuscito ad ottenere un certo successo a differenza di altri usciti dai talent, che sono stati come dei razzi: una volta esplosi non è rimasto nulla.

La musica, o meglio il panorama musicale, ci offre continue novità ed una di queste è la musica Trap. Come lo trovi questo nuovo genere musicale?

Occupandomi tanto di programmazione ti dico che è un mondo che conosco bene. Per valutare la Trap dobbiamo fare due valutazioni di genere: la trap sonora e quella artistica. Quella sonora riguarda solo l’aspetto strumentale, ovvero uno strumento è uno strumento e da qui nulla di strano, ti metti lì e suoni la tua musica. Quella artistica invece riguarda la composizione. Oggi nel Trap abbiamo Young Signorino, che è un personaggio che richiama cose brutte: la prima cosa che ti viene in mente sentendo il suo nome non è certo la sua musica.

Hai mai pensato di intraprendere un’avventura da solista, di uscire con un album tutto tuo ?

Si ci ho pensato. Ho iniziato questo lavoro scrivendo brani per la mia band, il “Complesso residenziale. Dieci anni fa ho fatto un tentativo mentre posso dirti che da gennaio sto scrivendo dei pezzi e con Francesco Ciccotti e prossimamente uscirà il mio ” primo lavoro” che dovrebbe comprendere dodici pezzi. Chissà vedremo come andrà il tutto.

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Musica

Paolo Fresu suona al mercatino di Bolzano

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Foto online-jazz.net

Tre musicisti di strada d’eccezione si esibiranno domani (8 dicembre) al Mercatino di Natale.

Tra le 11.30 e le 13.00 il trombettista Paolo Fresu effettuerà, assieme alla sua band composta da Dino Rubino e Marco Bardoscia, alcune incursioni musicali in piazza Walther tre le bancarella del Mercatino.

Il simpatico fuori programma nasce da un forte legame del jazzista con la città di Bolzano.

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Attualmente si trova in Trentino Alto Adige per lo spettacolo che fonde musica e parole, jazz e teatro intitolato “Tempo di Chet. La versione di Chet Baker“, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano.

Dopo il debutto inizio novembre nel capoluogo altoatesino, Fresu torna in regione per esibirsi il 9 dicembre al Teatro Sociale di Trento.

Una colonna sonora originale interpretata dal vivo che dialoga con il testo di Leo Muscato e Laura Perini e gli otto attori in scena per rievocare Chet Baker, uno dei miti musicali più controversi e discussi del Novecento.

Una tournée nazionale appena iniziata con numerosi sold out.

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Musica

Sabato 8 dicembre: finalmente JEMM!

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Il conto alla rovescia verso le 20.30 di sabato 8 dicembre 2018 sta per concludersi, e finalmente al Nuovo Teatro di S. Giacomo di Laives (con ingresso libero!) sarà… «Groovy world music experience…».

Un’esperienza, suggerisce il titolo del concerto-evento.

E certamente un composito quanto coinvolgente viaggio musicale – a cavallo fra ritmi africani, calore caraibico, fresche improvvisazioni di carattere jazzato, dimensioni oniriche, world-music dalle contaminazioni etniche e folk coniugate al moderno.

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Tutto questo – e ancor più di quanto le parole non riescano ad anticipare – sarà contenuto nell’intreccio di dialoghi musicali che si svilupperà grazie a musicisti sopraffini.

Sul palco, il mito delle percussioni del mondo (ma non soltanto) Max Castlunger, e gli altri cinque artisti di razza riuniti assieme a lui nella JEMM Music Project: Jack Alemanno alla batteria modificata, Marco Stagni al basso elettrico, Matteo Cuzzolin al sax, Hannes Mock al trombone, Mirko Pedrotti al vibrafono.

Una serata che vedrà co-protagonisti, in un tutt’uno inscindibile con gli interpreti, sorprendenti strumenti etnici come lo Steel drum caraibico, l’Hang, il Balafon africano, il Didgeridoo australiano, i Tapi, cioè dei tamburi delle Alpi ideati da Castlunger, eccetera, che si interfacceranno con strumenti più classici della tradizione occidentale (anche ‘personalizzati’, ove del caso: ma questo lo scoprirà chi ci sarà…).

A completare la proposta, le fotografie dell’artista dell’immagine Gustav Willeit, originario, come Max Castlunger, della Val Badia, i cui “scatti d’autore” regaleranno un differente sfondo visivo a ciascun brano musicale. Delle vere chicche.

Organizza il Centro culturale S. Giacomo, la cui incaricata per i contatti con gli artisti, Mara da Roit, aggiunge alle informazioni di richiamo un altro, doppio input: “Il ‘live’ verrà interamente filmato, e il tutto si tradurrà poi in alcuni singoli ‘video’ che accompagneranno il lancio del CD della band, in uscita nel 2019.

Infatti il nuovo repertorio della JEMM sarà eseguito in anteprima proprio al Teatro di S. Giacomo. Un bel privilegio, per chi assisterà al concerto! Al tempo stesso, ciò vuol dire che giocherà un ruolo anche il calore del pubblico, il suo apporto spontaneo“.

«Lo spettacolo – dice il presidente del Centro culturale, architetto Giorgio Cattelanstrizza l’occhio a una platea trasversale – da un lato per via della commistione di più generi, dall’altro grazie al fatto che la musica strumentale parla a tutti in un egual linguaggio, anche se soggettivo è il modo di recepirla. Il nostro invito è perciò rivolto a tutti, e certamente a chi è attratto dall’originalità, dal diverso dal ‘consueto”.

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