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Politica

Stele Cossetto diventa deposito di neve, CasaPound: Comune Bolzano senza rispetto per i martiri delle foibe

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La stele di Norma Cossetto usata come deposito di neve.

Questo è il rispetto che il Comune di Bolzano ha per il ricordo di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana stuprata, massacrata e uccisa nelle foibe dai partigiani titini“.

Tutto ciò avviene proprio alla vigilia della Giornata del Ricordo che quest’anno, come promesso due anni fa dal Sindaco, doveva inaugurare una via o una piazza intitolata ai Martiri delle foibe, come da mozione proposta da CasaPound Bolzano e approvata dal consiglio comunale.

Ovviamente – commenta il coordinatore regionale Andrea Bonazza – la giunta di centrosinistra e SVP non ha fatto nulla per questa intitolazione e da quanto ci è stato confermato ieri, non vi è nemmeno l’ombra di una delibera a riguardo“.

“Se la stele non verrà immediatamente ripulita e liberata dal cumulo di neve – avverte CasaPound – presenteremo un esposto in Procura. Proprio come quelli che l’ANPI presenta sempre contro CasaPound” conclude la nota.

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Politica

Reddito di cittadinanza in Alto Adige: libera scelta ma prestazioni non cumulabili

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Nel corso di un incontro con le parti sociali, il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, e l’assessora alle politiche sociali, Waltraud Deeg, hanno fatto il punto della situazione in merito all’introduzione ed alla concreta applicazione del reddito di cittadinanza a livello locale.

La Giunta provinciale, nel corso dell’ultima riunione, ha deliberato che in Alto Adige si continuerà a fare riferimento alle prestazioni provinciali di assistenza economica e sociale, pur lasciando ai cittadini la facoltà di scelta. Questa decisione ha incontrato un ampio assenso da parte delle organizzazioni sindacali e di settore.

I cittadini altoatesini possono scegliere tra le prestazioni erogate dalla Provincia o il reddito di cittadinanza promosso dallo Stato“, ha affermato il presidente Arno Kompatscher, aggiungendo che “non sarà comunque possibile cumulare le due categorie di prestazioni in quanto entrambe perseguono lo stesso obiettivo“.

Le prestazioni sociali devono essere mirate, rapide e non burocratiche per poter giungere laddove sono necessarie. Ora è fondamentale che le informazioni riguardanti le diverse forme di sostegno sociale giungano agli utenti nella maniera più completa, chiara e trasparente possibile“, ha sottolineato ll’assessora Waltraud Deeg.

A questo proposito un ruolo importante sarà indubbiamente svolto dai patronati e dai centri di consulenza fiscale, ma anche da parte dello Stato, è stato ribadito nel corso dell’incontro, e dovranno essere chiarite numerose questioni ancora aperte. In linea di massima si può comunque partire dal presupposto che le prestazioni di sostegno sociale erogate dalla Provincia di Bolzano restino più interessanti per i cittadini e più facilmente accessibili rispetto alla misura prevista dallo Stato.

Nel corso dell’incontro è stato ribadito che il reddito di cittadinanza, in sostanza, riassume in sé elementi previsti dalle prestazioni sociali già in vigore a livello provinciale per quanto riguarda il sostegno al reddito minimo, nonché i contributi all’affitto ed ai costi accessori, che da decenni vengono erogati da parte dei Distretti sociali.

Nel complesso, secondo il direttore di Dipartimento, Luca Critelli, “le prestazioni previste dalla Provincia sono più elevate rispetto ai sussidi previsti dal reddito di cittadinanza. L’Alto Adige, in pratica, può contare su di un corpus di prestazioni sociali che si è evoluto nel tempo, la cui gestione è molto meno complicata rispetto alla nuova misura statale, che ha un procedimento di applicazione molto complesso“.

Con un apposito emendamento vogliamo far sì che la Provincia di Bolzano possa emanare proprie direttive in merito al reddito di cittadinanza – ha aggiunto Kompatscher – in questo modo vogliamo garantire che sia possibile un’applicazione della misura statale di sostegno orientata all’effettivo bisogno, compatibile con le esigenze locali e, nel contempo, vengano tutelate le competenze autonomistiche della Provincia nel settore delle politiche sociali.

Nella sua stesura attuale il reddito di cittadinanza ha una regolamentazione complessa, sia dal punto di vista tecnico-amministrativo, sia per quanto riguarda le sue concrete ripercussioni ad esempio sui servizi di mediazione al lavoro. In questo senso abbiamo adottato una decisione che tiene conto delle esigenze dei cittadini“.

Affinché il reddito di cittadinanza possa divenire operativo devono essere superati ancora alcuni ostacoli di carattere legislativo.

La conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha rinviato una decisione in merito. Riguardo al decreto possono essere ancora presentate delle proposte di emendamento prima che il Senato, probabilmente la prossima settimana, si riunisca in seduta plenaria e lo converta in legge.

Lo Stato prevede di erogare il reddito di cittadinanza a partire dal prossimo mese di aprile, ma a tale proposito è stato espresso notevole scetticismo da parte delle Regioni.

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Politica

Bessone: “Catasto e libro fondiario ancora più accessibili”

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Continuare a sviluppare, all’insegna della trasparenza, i servizi già ben funzionanti della ripartizione libro fondiario, catasto fondiario e urbano, mettendo sempre in primo piano le esigenze dei cittadini“.

Questo l’obiettivo indicato dall’assessore Massimo Bessone dopo un incontro con il direttore Alfred Vedovelli e i collaboratori della Ripartizione.

Già ora – ha aggiunto Bessone – i cittadini possono accedere comodamente da casa ai dati su libro fondiario e catasto, ma vogliamo metterne a disposizione un numero ancora maggior numero e semplificarne l’aggregazione“.

Completata la digitalizzazione del libro fondiario e del catasto fondiario e urbano, la ripartizione lavora alla digitalizzazione dei piani di frazionamento e dei libri maestri storici.

Una grande impresa – aggiunge Vedovelli – che sarà completata probabilmente entro il 2035, è rappresentata dalla digitalizzazione di circa 1,9 milioni di documenti e di complessive 26 milioni di immagini a partire dall’anno 1890“.

Nel libro fondiario sono iscritti ad oggi 264.546 proprietari e 376.474 porzioni materiali. La superficie complessiva è di 7.400 kmq suddivisi in 683.340 particelle.

Nel catasto urbano sono attualmente annotate 615.630 unità immobiliari. Attraverso il servizio online Openkat sono state prese in carico 1.817 richieste da parte dei cittadini.

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Politica

Caos in Consiglio regionale, Team K: “Dilettantismo politico o giochi di poltrone?”

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Foto ansa.it

Sono 4 mesi che si parla solo di poltrone. Se la Giunta diventa un poltronificio per accontentare tutti, allora i tempi sono maturi per ridurrei tutto a un organo di coordinamento.

Una figura davvero meschina è quella rimediata dalla maggioranza in Regione, divisa tra imbarazzanti “non si sapeva” e ben più cinici giochi di spartizione. Politici che non sanno neanche bene come funzionano le istituzioni in cui operano, la composizione della Giunta che lievita nel tempo come il pane (ieri si è perfino ventilata l’ipotesi di una Giunta a sette per tentare di accontentare tutti gli insaziabili appetiti e forse favorire qualche accordo europeo): un’immagine desolante per un’istituzione già in disarmo come il Consiglio regionale“.

Durissimo il commento di Paul Koellensperger alla notizia del rinvio di una settimana della seduta del consiglio per l’elezione dell’ufficio di Presidenza (la seduta è prevista per mercoledì 27 febbraio) e il previsto allargamento della Giunta a 7 membri.

Ai sensi dell’articolo 36 dello Statuto, ‘La composizione della Giunta regionale deve adeguarsi alla consistenza dei gruppi linguistici quali sono rappresentati nel Consiglio della Regione’.

Rispetto alla precedente legislatura, in un’ipotetica Giunta a 5, il gruppo linguistico italiano avrebbe dunque diritto a 3 membri pieni (+1 rispetto alla precedente legislatura), quello tedesco avrebbe diritto a 1 membro (-1) mentre quello ladino a 1 (=).

Lo stesso Statuto prevede la presenza di un vicepresidente italiano e di uno tedesco e di conseguenza Arno Kompatscher (il membro tedesco) dovrebbe restare per 5 anni vicepresidente della Giunta regionale, rinunciando alla staffetta per la presidenza con Fugatti.

Un prezzo troppo alto per dimostrare ai cittadini un po’ di sobrietà istituzionale ed evitare così l’allargamento? – chiede Koellensperger – Ed era proprio necessario arrivare al voto in aula in modo così confuso, tra mancanza di chiarezza sul quadro normativo e senza un preventivo accordo?

Dopo settimane in cui la Svp ha voluto escludere un eventuale allargamento per non perderci la faccia, ora riporta sul tavolo non solo l’allargamento a 6 (che garantirebbe il secondo membro tedesco e quindi la contemporanea presenza nella seconda parte della legislatura di un presidente e uno dei due vice tedeschi), ma addirittura a 7 membri. Alla faccia della SVP che parlava di abolizione della regione sotto elezioni“.

E aggiunge il consigliere provinciale: “Un modus operandi che ha finito una volta di più per svilire il Consiglio regionale. La Regione è già un organo con competenze sempre più ridotte, ora queste potrebbero essere spartite addirittura su 7 componenti.

A questo punto tanto vale ridurre la Regione a mero organo di coordinamento tra le due Province autonome, senza assessorati ma all’insegna di un’intensa collaborazione tra i due esecutivi“.

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