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Alto Adige

Certificato verde digitale, Svp: “Necessaria una rapida introduzione per il recupero delle libertà”

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Per limitare il più possibile le conseguenze delle chiusure e lo stress psicologico della popolazione anche in Alto Adige, le misure necessarie per contenere la pandemia devono essere allentate il più presto possibile. Il cosiddetto ‘passaporto verde’ potrà permettere riaperture in sicurezza per le nostre attività“, sottolinea la consigliera della Svp Jasmin Ladurner, che insieme a Helmut Tauber ha presentato una proposta di risoluzione.

Con il “certificato verde digitale“, la Commissione UE vuole creare una soluzione tecnica per i 27 stati comunitari e superare così le attuali restrizioni di viaggio. Molti politici a tutti i livelli chiedono la sua rapida introduzione. Così il Parlamento europeo ha aperto la strada per una procedura d’urgenza entro giugno.

Il ‘certificato verde digitale’ è legato non solo alle libertà personali, ma anche al rilancio del settore turismo e ai posti di lavoro che da esso dipendono. E dovrebbe, per quanto possibile, restituire la libertà ai giovani, che soffrono in modo particolare a causa di tutte le attuali restrizioni“, sottolinea Ladurner.

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Per i consiglieri della Stella alpina è importante lavorare per superare al più presto una situazione definita ‘ormai inaccettabile‘.

Con questo certificato, dopo tutti questi mesi difficili, la gente potrà recuperare speranze e prospettive. Il governo provinciale deve quindi fare tutto ciò che è in suo potere per garantire che questo documento diventi realtà e che l’Alto Adige sia ben preparato al suo recepimento“, concludono i due consiglieri.

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