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Lifestyle

Franco Moschino: un uomo che della stravaganza ha fatto il suo marchio di fabbrica

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Oggi abbiamo deciso di parlare di uno degli stilisti più ribelli e impertinenti del secolo scorso: Franco Moschino, un’autentica icona della moda stravagante, che ha fatto del “brutto” il suo marchio di fabbrica.

Oramai sono passati 24 anni dalla sua scomparsa e, nonostante il tanto tempo, le sue collezioni sono ancora impresse a fuoco nell’immaginario collettivo degli italiani.

Le creazioni di Moschino, infatti, ancora oggi rappresentano una parte importante della vita di tutti noi, restando un punto di riferimento per quegli addetti al settore che desiderano osare.

La scomparsa di Franco Moschino è andata in scena il 18 settembre 1994: un giorno che è passato alla storia nel mondo della moda. Eppure il noto stilista di Abbiategrasso non vorrebbe mai essere ricordato per questo, ma per il suo stile e per il suo modo di tradurre il concetto di fashion.

Moschino ha portato la moda alla svolta, con la sua visione anarchica e dissacrante, alternativa ma sempre intelligente e con un occhio al futuro. Era un personaggio del quale si parlava spesso, e non sempre in modo positivo, perché in fondo il genio non viene mai riconosciuto subito.

La sua è stata un’irriverenza che ha accompagnato la storia e l’evoluzione del brand Moschino: non poteva essere altrimenti, visto che si trattava della sua creatura.

Un marchio nato nel 1983, connotato sin da subito da uno spirito irriverente e da un linguaggio artistico unico nel suo genere, spesso imprevedibile. Sin dai suoi esordi, il brand Moschino si è fatto provocatore e irridente, nei confronti di una società non ancora abituata all’ironia nella moda: il tutto con una decisa spruzzata di pop.

Oggi Moschino è un marchio che ha saputo mantenere fede alle proprie tradizioni, come testimoniato anche dagli accessori e non solo dagli abiti. Basti pensare alle borse di Moschino, ancora in vendita perché molto apprezzate dal pubblico femminile, per via delle linee eccentriche e allo stesso tempo sofisticate.

Poi, se si parla di stile unico, non potremmo non citare la prima t-shirt Moschino, fragorosa nel suo intento di rompere gli schemi: quella con la scritta “Moschifo”. Non a caso, il motto di Franco era il seguente: “Se non puoi essere elegante, sii almeno stravagante”.

La prossima sfilata del marchio Moschino si terrà a Roma l’8 gennaio 2019, e sarà una prima assoluta, dato l’esordio nella Capitale. È stato il direttore creativo Jeremy Scott a spiegare la scelta: la sfilata si terrà a Cinecittà, in quanto vero e proprio omaggio all’indimenticato Federico Fellini.

Non a caso, lo stesso Scott ha dichiarato di aver tratto ispirazione da capolavori del calibro de La Dolce Vita, Casanova e Satyricon. Lo stesso Scott, in fondo, incarna oggi lo spirito che fu di Franco Moschino: uno stilista irriverente e sempre aperto a visioni artistiche particolari, come dimostrato dalla scelta del tema e della location della prossima sfilata.

Franco Moschino è stato un uomo che ha fatto della stravaganza il proprio marchio di fabbrica: un marchio che è stato impresso con forza, e che ancora oggi domina questo brand.

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Lifestyle

Lutto nel mondo della moda: è morta Wanda Ferragamo

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Foto firstonline.info

E’ morta a Fiesole (Firenze) Wanda Miletti Ferragamo.

Vedova di Salvatore, il fondatore del celebre marchio del mondo della moda, aveva 96 anni ed era presidente onorario della Salvatore Ferragamo SpA.

Classe 1921, imprenditrice instancabile, lavorava ancora fino a poche settimane fa negli uffici di Palazzo Feroni.

Figlia di un medico di Bonito, era cresciuta in provincia di Avellino.

Da giovane, appena diciottenne, proprio a Bonito, aveva conosciuto Salvatore Ferragamo, l’uomo che diventerà il un mito a Hollywood portando di là dall’oceano il made in Italy e la sua genialità.

Rimasta vedova a 39 anni con sei figli piccoli, lei che non si era mai occupata materialmente del lavoro del marito, è stata capace di prendere in mano l’azienda, guidare i figli, portare avanti senza interruzione il successo di Salvatore.

Avrebbe compiuto 97 anni il prossimo 18 dicembre.

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Lifestyle

Comincia il declino delle super-magre?

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Segnali importanti arrivano dalle passerelle della moda internazionali. Messaggi inattesi che rinforzano la battaglia condotta contro l’anoressia e le diete folli. Per la prima volta dopo molti anni di modelle filiformi, quasi tutte di origine slava e dotate da madre natura di grande altezza e corpi longilinei, si sono viste sfilare alcune modelle con qualche curva al punto giusto.

Non si può certo parlare di svolta curvy, ma è chiaramente un tentativo di riportare su un livello più umano quello che sino ad ora è sembrato un mondo alieno, fatto di donne algide dalle altezze vertiginose e taglie inarrivabili. Ovviamente, una super-magra è uno splendido appendino su cui mostrare un capo in passerella, ma rappresenta meno dell’1% della clientela potenziale.

Gli operatori del settore, si sono resi conto che talvolta è controproducente titillare il gusto delle clienti, che non potranno mai, a causa della conformazione fisica, acquistare gli abiti proposti nei defilées, salvo pentirsi vedendosi  allo specchio  e riscontrare deludenti improponibili fagotti, lontanissimi dall’effetto desiderato.

Non è un caso, che le maisons si siano accorte della discrepanza tra la i modelli proposti, e la reale possibilità di commercializzare abiti indossati da donne normali, che non portano la 38 o al massimo la 40. Per ampliare il mercato servivano esempi, con uno spettro più ampio di taglie e vestibilità, ed ecco apparire le prime indossatrici con un minimo di sensualità e morbidezza.

Il fenomeno partito dalle sfilate londinesi e newyorkesi, ha avuto un positivo seguito anche nella settimana della moda di Milano. Alle classiche topmodel sono state affiancate , “madrine” affermate, attrici e personalità dello spettacolo, dotate delle loro naturali curve, in grado di rassicurare e conquistare gli sguardi delle clienti, a tutto vantaggio del rimpinguamento dei fatturati delle maisons.

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Lifestyle

70 anni di ApeCar, il raduno a Salsomaggiore

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Comincia venerdì a Salsomaggiore il raduno dedicato ad uno dei mezzi di locomozione più amati dagli italiani, la “buffa” carrozzetta a tre ruote, che ha fatto assieme alla Vespa, la fortuna della Piaggio.

Infaticabile mezzo di trasporto adatto per le stradine italiane, vettura adatta al trasporto di cose e persone è da sempre un esempio dell’inventività italiana, divenuta di moda come prima vetturetta per minorenni, ha anticipato il fenomeno delle citycar e delle Smart.

A metà strada tra il brutto che affascina ed icona di culto, la carrozzeria dell’ApeCar può rappresentare un compendio dello stile e del design nazionale.

Dall’iperfunzionale e rustico degli esordi alle versioni mini-taxy o vetturetta fancy da spiaggia, diffusa in tutte le isole o nei luoghi dove la viabilità è angusta.

L’Apecar grazie alla sua semplicità di guida, alla versatilità ed i bassi consumi, che ne hanno fatto un mezzo diffusissimo su tutto il territorio, da Aosta a Capo Passero, ha anticipato il sogno di indipendenza e motorizzazione degli italiani, è stata prodotta in oltre 2,5 milioni di esemplari, ed è ancora un mezzo molto richiesto.

Per la sua celebrazione in tutta la sua infinita gamma di trasformazioni, customizzazioni e variabili è stata scelta la cittadina di Salsomaggiore (PR).

Nata nel 1948 con l’aggiunta di un asse trasversale, su cui montare un cassone, alla meccanica della Vespa, dotandola di un bombato abitacolo a 2 posti, ha continuato ad evolversi, infatti la Piaggio in occasione del 70-nario, presenterà la nuova versione aggiornata con un motore al passo con le nuove regolamentazioni Euro4, prodotto nei suoi due stabilimenti in Italia ed India.

L’evento organizzato dall’Ape Club d’Italia e la Piaggio stessa, vedrà sfilare veicoli provenienti da tutto il continente europeo.

Amata da molti VIP, tra i quali Valentino Rossi, per la sua sobrietà, che può essere spartana ma anche sportiva, o arricchita a dismisura in fogge veramente uniche, l’ApeCar si presta a rappresentare uno dei simboli dell’Italia nel mondo.

Se volete curiosare tra le mille versioni ed assetti con cui è stato riproposta questa tre ruote, non mancate alla kermesse che si terrà dal 21 al 23 settembre, nella cittadine termale alle porte di Parma.

Sicuramente rivivrete mille emozioni e ricordi, perchè tutti prima o poi abbiamo avuto una storia da raccontare in cui la protagonista era l’ApeCar, fosse uno scomodo viaggio sul cassone, o una impennata in piazza o una salita troppo ardua da affrontare.

 

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