Società
Indagini celeri della Polizia, ma giustizia in tempi biblici: i truffati quasi sempre “gabbati”
Sentiamo quasi tutti i giorni notizie di diverse persone truffate o raggirate in internet e via social.
La notizia che non sentiamo tutti i giorni è invece quella del querelante che sempre più spesso è costretto a fare retromarcia: perché stufo dei tempi biblici della giustizia, del blocco sistematico di alcuni meccanismi o dell’esasperazione a cui possono portare vari cavilli procedurali.
La segnalazione è dell’associazione Sicurezza&Legalità di Bolzano, che riporta l’esempio, tra i tanti, di un artigiano del capoluogo che ha ordinato e pagato in anticipo un telefonino via internet ma incappato sfortunatamente nella solita truffa.
L’oggetto chiaramente non è mai arrivato, ma il querelato nel frattempo è riuscito a intascare i soldi.
A distanza di ben 4 anni e dopo ben 2 processi, il truffato si è dovuto arrendere, dopo aver appreso che l’avvocato difensore della controparte ha fatto presente che il suo cliente è affetto da ludopatia, portando a difesa una presunta scemata capacità di intendere e di volere.
Altri processi con ulteriori perdite di tempo e denaro? No grazie. In questo, come in molti altri casi, il malcapitato ha rinunciato a proseguire con la causa.
Ci sono degli apparati di polizia, come ad esempio la Polizia Postale, che indaga e raccoglie quotidianamente materiale probatorio, dando tutti gli strumenti a chi di dovere per procedere nelle sedi opportune.
A seconda dei casi trattati ovviamente, si cerca di lavorare in maniera celere, impegnandosi ad “assicurare alla giustizia” soggetti criminali, i quali però poi arrivano in tempi biblici a un primo grado di giudizio o comunque ad eventuali sentenze definitive, costringendo alla resa i querelanti.
“Un sistema che deve cambiare, soprattuto alla luce di un fenomeno crescente in Alto Adige – sottolinea Francesco Zorzi, presidente di Sicurezza&Legalità – soprattutto per il diritto dell’acquirente o dell’eventuale persona aggredita a ottenere giustizia in tempi ragionevoli. L’esperienza della nostra associazione racconta di una realtà ormai tragica dove sempre più spesso chi subisce una truffa, a causa di rallentamenti e attese burocratiche, rinuncia riparando da sé il danno subito, e a volte nemmeno quello“.
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