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Legge provinciale fase due, M5S: “Il procedimento legislativo è forzato”

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Il disegno della legge provinciale che farebbe ripartire l’economia da subito, invece che in modo più graduale come previsto a livello nazionale, ha già risvegliato i fervori secessionisti dei partiti dell’estrema destra tedesca, e, mentre viene applaudita da alcune categorie che spingono per la ripartenza, desta anche le preoccupazioni di alcuni cittadini più spaventati da un ritorno dei contagi, soprattutto in relazione alla riapertura di attività che, per loro natura, prevedono una maggiore vicinanza fisica come possono essere quelle delle estetiste, dei barbieri, dei parrucchieri.

Il 30 aprile aveva ricevuto l’approvazione della Giunta provinciale Svp-Lega e verrà ora discussa in I commissione, dove il consigliere provinciale Urzì avrebbe facoltà di rallentarla presentando una relazione di minoranza.

L’iter di questo disegno di legge è stato forzato pesantemente – commenta il consigliere provinciale pentastellato Diego Nicolini – è un disegno di legge che incide profondamente nelle questioni economiche del nostro territorio così come nelle questioni legate alla salute pubblica.

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Il disegno di legge doveva necessariamente passare in III commissione (Industria, Commercio, Artigianato, Turismo, Programmazione Economica) e in IV commissione (Lavoro e Professioni, Sanità). La scelta di farla discutere in I commissione (Affari istituzionali, Istruzione, Cultura) è volta a eludere il mio giudizio e quello del collega Repetto. Una mossa assolutamente indebita, perché un buon progetto non deve temere il confronto”.

Conclude Nicolini: Cosa si è fatto concretamente per gestire un’eventuale aumento dei contagi durante questa seconda fase? Siamo riusciti a procurarci i DPI necessari? Abbiamo riorganizzato il nostro sistema sanitario? Intanto apriamo, e poi?”.

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