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Maltempo, un mese fa l’Alto Adige viveva l’incubo: come era Carezza nel video di Francesco Montanile

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Una tempesta di vento nella notte fra il 29 e il 30 ottobre ha abbattuto centinaia di alberi, soprattutto in val d’Ultimo, a Passo Carezza e in val Badia.

I “venti del secolo” hanno sradicato tanti alberi quanti se ne tagliano in un anno in Alto Adige: 600 mila metri cubi di legno.

Un disastro ambientale che avrebbe potuto arrecare danni molto maggiori se quegli stessi boschi, sacrificati sotto la furia delle intemperie, non avessero trattenuto il terreno pregno di acqua.

La foresta ha infatti trattenuto ben 150 milioni di metri cubi d’acqua caduta in quei giorni.

La Strage di alberi provocata dal maltempo, ha sfigurato una parte consistente dei boschi di tutta l’area dolomitica. In poche ore, più 1,5 milioni di metri cubi di alberi sono stati spazzati via come foglie da raffiche di vento fino a 190 km/h.

Prima che i boschi tornino all’antico splendore, bisognerà aspettare almeno 100 anni, cambiamenti climatici permettendo. Una strage di alberi di queste proporzioni è forse paragonabile solo ai danni provocati dalla Grande Guerra.

L’ingente perdita di patrimonio boschivo rimane una ferita profonda, soprattutto per i territori colpiti.

E a un mese esatto dalla tragedia climatica che ha colpito l’Alto Adige i frutti della ricostruzione e del coraggio, realizzata  con caparbietà in molte zone della provincia devastate dal maltempo, si toccano con mano.

A partire dal mercatino di Natale realizzato intorno all’area deturpata del lago di Carezza, che anche quest’anno gli organizzatori hanno voluto allestire per la valorizzazione della zona turistica a dimostrazione della grande volontà di ripresa che c’è da parte di chi si è dovuto rimboccare le maniche per tornare alla normalità.

Un impegno di tutti i responsabili istituzionali e delle strutture colpite dal disastro climatico e ambientale.

A fare da cornice al Mercatino di Natale al Lago di Carezza ci saranno alcune sculture di ghiaccio che rappresentano antichi miti e leggende delle Dolomiti, racconti e canti popolari. Lungo il percorso saranno posizionate delle stufe a legna per scaldarsi e sarà allestito anche un presepe a grandezza naturale.

Alcuni scorci di quello che è stato e che sarà anche per il 2018 il mercatino di Natale di Carezza, a testimonianza di ciò che rappresentava lo splendido paesaggio del lago, lo possiamo vedere dalle immagini bellissime di seguito allegate (si ringrazia mercatini-di-natale.bz.it e meteoweb.eu per il contributo fotografico) e nel video del cantante e chitarrista Francesco Montanile.

“Passeggiando lungo il sentiero, durante un week end di primavera, attratto dalla sua acqua cristallina e il panorama di montagna sullo sfondo, iniziai a scrivere “Nature Inside” seduto su una delle panchine in legno rivolte sul lago. Successivamente ritornai per effettuare le riprese in diversi punti e tra i fitti boschi di abeti per raccontare al meglio questa fantastica esperienza tra musica e natura”spiega l’autore.

Il mercatino di Natale sarà aperto dal 1º al 23 dicembre. Tutti si potranno ascoltare i cori natalizi, i suonatori di corno e le storie natalizie di Helga, osservare lo scultore Manfred Brunner all’opera, partecipare alle escursioni con lanterne attorno al lago o all’evento “Planetarium Südtirol: scoprite l’universo infinito”.

Orari di apertura:
1, 2, 8, 9, 15, 16, 22 e 23 dicembre: ore 10.00 – 20.00

Per maggiori informazioni: APT Nova Levante-Carezza, (+39) 0471 619500

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Continuano le inchieste sulla Sanità de La Voce di Bolzano: benvenuti nel mito di Bellerofonte

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Non dovremmo farvelo sapere, avremmo preferito l’effetto sorpresa ma il tempo si avvicina.

Parliamo del tempo in cui il geniale, mitico autore delle inchieste sulla Sanità che hanno fatto riecheggiare ovunque il nome de La Voce di Bolzano potrebbe svelare la sua identità.

Da tempo immemore l’Alto Adige, anzi di più, l’Italia intera (i rumors sulla sua genialità hanno passato di molto il confine sudtirolese) si interroga e scommette, si intriga e patisce per riuscire a dare un volto e un nome all’ironico, politico, perfido, misterioso #guardianodellalegalità.

Lo facciamo anche noi della Voce in perenne attesa di riuscire almeno a stringergli un giorno la mano mentre il nostro continua, incorruttibile e più determinato che mai, il suo viaggio in sella alla fida tastiera alata Pegasus.

Ma non smette di parlarci e quotidianamente ci svela sempre nuovi interessanti dettagli sul complesso e contraddittorio mondo della Sanità altoatesina.

Noi, nel frattempo, continuiamo a parlare di lui e del suo mito, che chiamano Bellerofonte.

 

Nel caso non voleste perdervi nemmeno una riga delle “rivelazioni” del nostro fidato e affidabile collaboratore, potete cliccare qui: https://www.lavocedibolzano.it/category/home/blog/pagine-bellerofonte/

Vi auguriamo buona lettura.

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Incendio in un fienile in val di Giovo: 120 vigili in azione, bestiame morto tra le fiamme

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Foto e video Landesfeuerwehrverband Südtirol

Un terribile incendio ha distrutto oggi (28 gennaio) intorno a mezzogiorno un fienile in val di Giovo, nei pressi di Racines.

La valle è una laterale della val d’Isarco.

Sul posto i vigili del fuoco della zona, con distaccamenti da Valgiovo, Stanghe, Casateia, e Vipiteno, arrivati poco dopo le 13.

Ben 120 gli uomini impegnati a domare le fiamme.

Nel rogo sono periti purtroppo alcuni animali, tra cui pecore e vitelli, che si trovavano nella stalla.

Non ci sarebbe, invece, nessun ferito.

Il vento ha spinto il fuoco nella direzione del maso, a circa 20 metri di distanza, ma l’intervento dei vigili del fuoco ha permesso di evitare il peggio.

Verso le 14.45 l’incendio era sotto controllo, nonostante il vento non accennasse a calare. L’acqua utilizzata dagli uomini del soccorso è stata prelevata con tre pompe da un ruscello.

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Sauna prende fuoco nella notte a Moso in val Fiscalina

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Paura per un incendio nella notte in val Fiscalina (20 gennaio): a prendere fuoco la sauna esterna a un’abitazione di Moso.

Sul posto i vigili del fuoco di Sesto che in poco tempo sono riusciti a domare le fiamme. L’operazione di spegnimento si è poi protratta per il moltiplicarsi di nuovi piccoli focolai.

All’origine del rogo probabilmente un braciere rimasto acceso.

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