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Società

Muser celebra nel Servizio cure palliative: luogo di accoglienza e dignità

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Nell’esperienza della malattia, dove possiamo attingere speranza e fiducia?

La risposta del vescovo Ivo Muser nell’incontro di oggi nel Servizio Hospice e cure palliative dell’ospedale di Bolzano: “È sul volto dei nostri cari ammalati che con la loro sofferenza ci insegnano a riscoprire i veri valori; è sul volto dei medici e del personale, dove leggiamo la grandezza del servire; è negli occhi dei tanti volontari che ascoltano e sostengono”.

Nella messa celebrata oggi pomeriggio (2 dicembre) nel Servizio hospice e cure palliative dell’ospedale di Bolzano con pazienti, familiari, personale sanitario e volontari, il vescovo Ivo Muser ha ricordato che ”questo reparto non è un luogo dove si può essere superficiali, autoreferenziali, distratti. È un luogo che invita a confrontarci con le domande decisive della nostra vita: cosa conta? cosa rimane? esiste un senso?

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Il vescovo si è poi soffermato sulla domanda centrale: nell’esperienza della malattia, del dolore, dell’angoscia e della morte, dove possiamo attingere speranza e fiducia?

Credo che la risposta la possiamo leggere sul volto di tutti noi qui presenti: è sul volto dei nostri cari ammalati che con la loro sofferenza ci insegnano a riscoprire quei valori e quelle preziose realtà che veramente valgono; è sul volto dei nostri medici e del personale di questo reparto, dove possiamo leggere la grandezza del servire, dell’essere capaci di chinarsi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle più deboli; è negli occhi dei molti volontari che offrono il loro tempo per ascoltare, per sostenere, per mettersi al servizio di chi ha ancora molto da dare e da dire con la testimonianza della sua sofferenza”.

Monsignor Muser ha espresso grande rispetto e un profondo grazie “a tutti coloro che si prendono cura degli ammalati qui ricoverati.

Questo non è un luogo di indifferenza, ma un luogo di vicinanza, di relazione, di aiuto, di stupore dinanzi al mistero della vita e della morte.

È un luogo di accoglienza e di dignità. Questo luogo così significativo ci aiuti a imparare ad essere profondamente umani”.

Il vescovo si è infine trattenuto con pazienti, familiari e personale del Servizio.

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Società

Sudtirolesi del Sud: il gruppo festeggia il suo primo meeting. E a breve arriverà l’associazione

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L’importanza delle nostre radici. Chi siamo noi, da dove veniamo e dove vogliamo andare.

Non possiamo dare risposta a questi interrogativi se non comprendiamo esattamente quali siano le nostre origini, la storia della nostra famiglia, e se non trasmettiamo queste informazioni ai nostri figli e ai nostri nipoti.

Puoi andare a vivere in capo al mondo, circondarti delle cose più belle, divertenti ed appaganti del mondo, ma se hai perso il contatto con le tue radici, con quel nucleo essenziale di emozioni e di ricordi, rischierai sempre di essere portato via dal vento, lontano da te stesso“.

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Queste le parole di Luca Crisafulli, siciliano, avvocato giuslavorista, consigliere dell’Ordine degli avvocati di Bolzano e fondatore di uno dei gruppi ad oggi più nutriti (e partecipati) del social altoatesino: Sudtirolesi del Sud.

Un gruppo che nasce con il dichiarato intento di fungere da grande giardino, una terra fertile a disposizione di tutti, affinché ciascuno di noi possa portare qui le proprie radici e innaffiarle di tanto in tanto – prosegue Crisafulli – . C’è chi è arrivato qui per lavoro, chi per amore, chi per caso e chi per disperazione. Qualcuno c’è nato, qualcun altro c’è tornato. Qui si è studiato, cresciuto, pianto e gioito. Qui sono nati i nostri figli. Alcuni sono già andati via, convinti di non tornare, per poi ritrovarsi qui“.

L’amore per il proprio centro sud e l’affezione per la terra altoatesina. Questo caratterizza l’aggregato speciale di una realtà nata in sordina e che in brevissimo tempo ha già raccolto un ottimo numero di adesioni, fino a superare i 200 membri. Ed è solo l’inizio, assicurano gli amministratori.

Pochi giorni fa, si è deciso di consacrare questo nuovo sodalizio festeggiando con il primo meeting tra “terroni altoatesini”, come scherzosamente si definiscono, che amano l’Alto Adige e nel contempo continuano a coltivare ciò che di più prezioso ha lasciato loro l’esperienza, ovvero la ricchezza di culture diverse.

Insieme a Luca Crisafulli, tra gli organizzatori della serata e moderatori del gruppo, anche l’insegnante e giornalista Francesca Morrone, pugliese di Taranto e meranese di adozione. Con loro gli amministratori Maria Moschella e il collega Carmelo Salvo.

Ma all’interno del gruppo si arriva un po’ da tutte le parti: oltre a Puglia e Sicilia ci sono anche le rappresentanze della Calabria, di Roma e del Lazio, di Napoli e la Campania, del Molise e della Basilicata.

E come non ricordare lucani doc come Max Maglione, potentino da anni trapiantato in provincia di Bolzano, fondatore dell’altro gruppo social più famoso della provincia, Bolzano in Comune, che ha dichiarato di aver partecipato molto volentieri a una serata che preannuncia “la nascita di una grande realtà“.

Lui che di progetti ambiziosi ne sa qualcosa data l’intenzione, a quanto pare, di presentare una propria lista civica in vista delle prossime comunali del 2020.

Sopra, da sinistra a destra, Luca Crisafulli, Max Maglione e Francesca Morrone e sotto, Crisafulli durante il discorso di apertura del meeting.

Non solo gruppo Facebook però, perché a breve, Sudtirolesi del Sud potrebbe diventare une vera e propria associazione: nessuna intenzione politica sia chiaro, ma di raccolta intorno al caldo focolare della riscoperta delle proprie radici che aggregherà molte più persone (e iniziative) di quante ne potremmo immaginare.

Con una grande tavolata, nell’atmosfera tipica del convivio e all’interno della splendida cornice del ristorante da Egger a Terlano, il tutto dunque è stato ufficializzato. Ma non finisce qui per Sudtirolesi del Sud, che ha fissato il prossimo appuntamento, scommettiamo ancora più partecipato, per la metà di settembre (“E questa volta dovremo impegnarci ancora di più per trovare una location in grado di accogliere tutti“, ha ribadito Crisafulli).

E continua: “Ci siamo sposati, abbiamo trovato l’amore o abbiamo convinto il nostro amore a seguirci.

Il sud è per noi una terra calda ‘come avesse sangue e anima‘, un mare infinito che ti circonda e ti rende libero di esplorare il mondo nella consapevolezza che attraverso il mare potrai sempre tornare a casa“.

E l’Alto Adige?

Una culla che ti avvolge, un luogo sicuro ed ameno che ti comprende, ti dà ascolto, si prende cura di te e della tua famiglia. E dove il mare e lo scirocco incontrano Dolomiti e Föhn, ecco, li risiedono le nostre radici.

Abbiamo sangue che sa di mare, la nostra testa tra le montagne ed il nostro cuore diviso a metà. Qualcuno ci vede solo come ospiti, molti vedono in noi una risorsa in più per questa magnifica terra. Amiamo l’Alto Adige, anche questa è casa nostra“.

Siamo anche noi sudtirolesi, sudtirolesi del sud. 

Questo gruppo, che spero presto possa trasformarsi presto proprio in un’associazione culturale, è un giardino fiorito dove possiamo far prosperare le nostre meravigliose radici“.

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Società

San Valentino alla Muta, sarà più sicuro l’incrocio stradale

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Verrà rifatto l’incrocio al centro dell’abitato di San Valentino alla Muta, località del Comune di Curon Venosta. Grazie ad un investimento di poco superiore ai 230.000 euro, nei prossimi 2 mesi saranno al lavoro gli operai della ditta Mair Josef & Co, che provvederanno a realizzare una serie di interventi che garantiranno una maggiore sicurezza per auto e pedoni.

Il rifacimento dell’incrocio, infatti, prevede la realizzazione di una corsia di svolta a sinistra e di un’isola salvagente, senza contare che l’asse stradale subirà una leggera curvatura per ridurre la velocità di marcia dei veicoli. Nuovi anche i due marciapiedi e l’attraversamento pedonale, nonchè gli svincoli che portano alla zona residenziale di via del Bosco e agli impianti di risalita.

Nei giorni scorsi l’assessore alle infrastrutture, Daniel Alfreider, ha effettuato un sopralluogo nella frazione dell’alta Val Venosta, accompagnato dal sindaco di Curon Venosta, Heinrich Noggler, dal direttore della Ripartizione infrastrutture, Valentino Pagani, e dal direttore dell’Ufficio tecnico strade ovest, Johannes Strimmer. Durante lo svolgimento dei lavori, nel tratto di strada interessato, lungo 125 metri, il traffico sarà a senso unico con flusso dei veicoli regolato da un impianto semaforico.

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Società

Emergenze, arriva l’app “Where Are U” che ti geolocalizza e avverte il 112

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Where Are U” è un applicazione molto utile che ci assiste in caso di emergenza e ci mette in contatto con la Centrale Unica Emergenza 112 entro pochi secondi.

Essere individuati è fondamentale per inviare i soccorsi più rapidamente e con più precisione: “Where-ARE-U” lo fa per noi, inviando automaticamente la nostra posizione alla centrale 112 che sta gestendo la tua emergenza.

Se non è possibile parlare, è sufficiente selezionare „chiamata silenziosa“ e indicare il tipo di intervento di cui si ha bisogno.

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L‘operatore saprà gestire meglio la chiamata. Una volta scaricata l’app, basterà compilare la propria scheda utente, per fornire all‘operatore del 112 informazioni aggiuntive che possono aiutarlo a soccorrerci.

“Where are U” è gratuita, semplice da usare e può essere scaricata per iOS (https://apple.co/2E4vwJK), Android (https://bit.ly/2Q0SPum) e Windows (https://bit.ly/2E6sV1I).

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