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Angolo Bellerofonte

NO patentino, NO Asl: il ritorno dello straordinario caso Zerzer

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Alto Adige, ultima frontiera.

Questi sono i viaggi di Bellerofonte che con la sua fidata tastiera alata Pegasus, vi racconterà di quella volta che venne invitato da John Travolta ad una delle feste mondane che si tenevano allo Studio 54, la leggendaria discoteca di New York situata al numero 254 della 54a strada ovest a Manhattan, tra la Settima e l’Ottava Avenue. 

Lasciato a pascolare Pegasus in Central Park, io e John in preda ad una mistica febbre del sabato sera, ci presentammo alla porta dello Studio perché eravamo in lista. La serata era già calda e l’aria elettrizzante, al suo interno c’era una festa organizzata dall’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige, pullulante di belle donne e soluzioni saline che scorrevano a fiumi.

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Entrando, si intravedevano il presidente Arno Kompatcher con addosso un collo di camicia inamidato (successivamente donato all’elisoccorso del 118 come pista d’atterraggio), in compagnia del giovane Phillip Achammer  che faceva testacoda al centro della pista con la sua Golf Car.

<<I ragazzacci sudtirolesi non perdono occasione per fare baldoria, ci stanno dando dentro di brutto>> dissi ad un ultra impomatato John Travolta.

<<Sono i migliori, danno spettacolo come nessun altro al mondo. Loro sanno come divertirsi, lo sanno perché è previsto nello Statuto dell’autonomia>> aggiunse John mentre ancheggiava in pista.

Ma subito l’atmosfera si raggelò quando scorgemmo due buttafuori che gentilmente indicavano l’uscita all’organizzatore della serata, il direttore generale Florian Zerzer.

Contrariato, anzi furibondo, lui chiedeva il perché e visto che la festa era sua, non voleva sentire regioni: non se ne sarebbe andato. Una protesta che durò fino all’intervento del direttore della discoteca che disse <<caro dott. Zerzer, le regole sono regole e le stabilisce Lei. Questa è una festa per dirigenti dell’Asl dell’Alto Adige e come Lei ben sa in quanto dirigente, tutti debbono essere provvisti del patentino di bilinguismo. Ce lo mostri e non ci saranno problemi.>> 

No patentino? No party!

Bentrovati epici divoratori delle mie avventure. Niente di più vero o così sembra. Vi ricordate del mio viaggio di circa tre mesi fa L’Alto Adige e la Sanità piena (forse) di illegittimità”? già in quell’occasione sottolineai la poca trasparenza circa i requisiti per l’accesso all’elenco provinciale degli idonei alla nomina di direttore generale dell’Azienda Sanitaria, in quanto il curriculum era piuttosto vago ed addirittura divergente nelle due versioni, quella italiana e quella tedesca.

Successivamente i due curriculum vennero ripubblicati ed allineati con dichiarazioni finalmente convergenti. Ma l’ombra del dubbio non è stata minimamente fugata.

Se oggi andiamo a leggere il nuovo curriculum, alle competenze personali troviamo le seguenti diciture:

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In sostanza siamo in presenza di un’autodichiarazione che attesta la conoscenza delle lingue, in questo caso italiano e tedesco, necessarie per l’accesso all’elenco provinciale. Ma resta sempre il fatto che si tratta di mera autodichiarazione. 

Giusto per puntualizzare, se prendiamo il curriculum dell’ex direttore amministrativo dott. Zeppa e controlliamo quanto dichiarato sulle competenze linguistiche, possiamo vedere come l’autodichiarazione sia comprensiva anche del numero di patentino a fugare ogni dubbio sulla sua veridicità.

Ritornando al nostro dg, almeno sull’italiano non dovrebbe avere problemi: la laurea conseguita in un ateneo peninsulare è più che soddisfacente per il patentino, ma per il tedesco non basta essersi dichiarato madrelingua, perché anche per tale requisito serve il patentino.

Attenzione: non lo dico io ma è previsto nel Decreto del Presidente della Provincia di Bolzano n. 27/2017:

Aggiungo che il possesso del patentino di bilinguismo andava dichiarato in sede concorsuale e se il dott. Zerzer avesse dichiarato il possesso senza averlo mai conseguito, la sua dichiarazione sarebbe mendace, ovvero, avrebbe commesso reato penale.

Sappiamo, secondo indiscrezioni, che la mancanza di patentino di bilinguismo tedesco viene accettato per consuetudine dagli uffici provinciali preposti da chi si dichiara di madrelingua tedesca (come dire, manca nella forma ma non nella sostanza), ma qui siamo in Italia, uno Stato di Diritto e non una repubblica delle banane, ed è sulla forma che si basa l’andamento regolare di una nazione, mentre la sostanza ne è solo la naturale conseguenza.

Sarebbe come dire che chi è in possesso di un’automobile in sostanza può guidarla perché ne basta il semplice possesso e non perché ha conseguito formalmente la patente.

In conclusione, devo comunque sottolineare un punto importante ed imprescindibile del mio operato. Questi “fantastici” viaggi altro non sono che una ricerca della verità nel senso più puro del termine, verità a volte scomoda che evidenzia un mondo di irregolarità ed illegittimità che condizionano anche in maniera irreversibile, la vita di chi ci circonda.

Pensate se veramente il dott. Zerzer non avesse questo benedetto patentino di bilinguismo tedesco quali potrebbero essere tutte le implicazioni che ne deriverebbero.

La Commissione di valutazione che ha verificato i requisiti dell’attuale dg avrebbe, nel caso avesse lasciato correre, commesso un reato.

Un’accusa che potrebbe arrivare anche all’indirizzo del Presidente della Provincia il quale, anche se fosse stato all’oscuro dei requisiti, sarebbe comunque colpevole perché è la sua Giunta che ha nominato la Commissione ed è sempre il Presidente della Provincia che ha firmato il contratto.

Reato penale? Ma anche danno erariale, di quelli che bisogna pagare di tasca propria. Pensate un po’ quanto può costare una semplice dichiarazione mendace.

Pensate alla carenza cronica di medici e paramedici causati proprio dal mancato possesso dei vari patentini, al ricorso a medici con contratti d’opera che producono una straordinaria spesa fuori controllo, a tutti quei concorsi che vanno deserti perché il mancato possesso del patentino è motivo di esclusione irrevocabile.

Pensate a tutte quelle prestazioni sanitarie che non possono essere somministrate, all’assistenza sanitaria negata per insufficienza di personale specializzato preposto, alle code al Pronto Soccorso, alle cartelle cliniche e a tutto quello che è legato al possesso del patentino, compreso il mondo della scuola e del lavoro in genere.

Pensate a tutto ciò, pensate a quante implicazioni per lo più discriminanti, limitanti e vessatorie può provocare una prescrizione imposta da un decreto ormai superato, perché come invecchia l’uomo, anche le sue azioni invecchiano insieme a lui.

Qui dallo Studio 54 è tutto, al vostro Bellerofonte non resta che recuperare un ormai esausto Tony Manero ed intraprendere un nuovo viaggio.

 

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