Connect with us

Cui Prodest

Parma 2020: “Galassia” Turandot al teatro Regio

Pubblicato

-

Anche nella galassia dell’opera lirica “Nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”: importante è sempre osservare attentamente.

Sono infinite le vie d’interpretazione delle grandi arti e, quando queste si sommano, come nell’opera lirica, esempio imperituro del più ricco teatro musicale, ci troviamo di fronte a una galassia così variegata e diversificata da consentire alla nostra fantasia e al nostro gusto imprevedibili viaggi spaziali.

Ai giorni nostri, chi ci guida in questi orizzonti iperuranici del nostro fruire l’Opera sono le Regie. Accade che qualcuna ci porti verso pianeti antipatici, che prenda rotte sbagliate o addirittura che confonda le galassie e allora, mentre scintille segnalano gli attriti con libretto e senso originario dell’opera, noi stringiamo i denti e, arrivando alla fine, non possiamo altro che sempre notare come l’Opera sopravviva, malgrado le derive del senso e della navigazione che ci è imposta…

Pubblicità
Pubblicità

Nell’analisi astronomica della Galassia Turandot, posso delineare la seguente “mappa spaziale”: 1. L’Oriente e l’orientalismo; 2. Eros e Thanatos; 3. Il Potere, diritto e arbitrio; 4. L’azzardo. Ce n’è abbastanza per immergere note e voci in una enorme varietà di altri elementi (ecco il concetto di “Galassia Turandot”).

A seconda di quale direttrice delle 4 prenda soprattutto la regìa, si possono ottenere risultati diversi, buoni e cattivi. Ma se sulla nostra bussola di navigazione i 4 suddetti punti cardinali non sono presenti, allora la deriva è garantita, e il naufragio quasi certo: è cioè la stessa “Galassia Turandot” che si ribella, strappando al nostro viaggio le voci e le note, che acquisiscono vita autonoma e, divorziando, abbandonano allo spazio infinito (e morte certa…) il rimanente (scene, costumi e coreografie) e, dunque, la regìa.

Mi sembra di aver chiarito, da questa prima impostazione logico-operativa, che non sarò mai d’accordo con nessuna delle formulazioni critiche apodittiche che vogliano ridurre il viaggio a una sola direzione delle 4 principali. Per me è naufragio. E, allora, veniamo a noi.

Dopo la creazione del 2010 e la direzione del 2016, a Maestro Zeffirelli vivo, Turandot ritornerà quest’anno 2020 all’Arena di Verona, casa-home del grande fiorentino. Non possiamo non citare e attendere questa grandiosa messinscena dai contenuti sistemici, certo punto d’arrivo, come quasi tutta l’opera zeffirelliana, di un filone filologico, cornice a una sempre rischiosa (all’Arena in particolare…) prova di forza musicale e vocale

L’astronave del prode Franco, sempre più vivo, è potentissima e lo spazio di rappresentazione della Galassia Turandot all’Arena ineguagliabile.

L’intelligenza librettistica è eccellente. La bussola completa. Certo, un’anatra all’arancio non può anche essere un ottimo fois-gras, ma resta sempre un cibo divino. Unico rischio dello zeffirellismo: la ridondanza per eccesso semiologico(pura bellezza, peraltro) e, quindi, l’approdo non al molo più vicino, che però è quasi sempre il principale.

Bussola un poco sofferente a mio avviso quella del volo nella Galassia Turandot del cinese Wang Huquan, dove l’Oriente uccide l’orientalismo di Puccini e coevi, e ci dona un viaggio un po’ troppo legato agli universi del Potere d’oggi (il 2015 era l’anno dell’ammiccamento culturale Italia-Cina). Interessantissimo allestimento, come non apprezzare l’idea e la buona volontà…

Ma un prodotto artistico complesso e occidentalissimo come l’opera, malgrado l’amore sviscerato dei cinesi e la passione espressa da molte loro voci, all’epoca non è ancora alla portata dei registi di là. Il realismo sconfina nella realtà vera, e uccide il simbolismo dell’arte pucciniana, che in Turandot ha abbandonato l’impressionismo di Bohème.

Interessantissima però la suggestione novella delle sonorità orientali che diventano schiettamente cinesi. Comme il faut? Non credo, ma il viaggio a questo estremo della Galassia Turandot comunque emoziona.

Invece, era il 2013 quando mi colpì la regia di Scaparro, al Puccini Festival di Torre del Lago, in un classico replicato a molte riprese dal 2008: in quell’anno l’opera fu scelta per lo spettacolo inaugurale del nuovo teatro, costruito per la gloria del Maestro lucchese. Ahi ahi, quel teatro…

Certo 3000 e passa posti sono un bel numero e venendo a noi, sul lago di Massaciuccoli, artificiale come l’opera, così amato dal grande lucchese, in Turandot si congiunge dovizia scenografica senza eccessi a profondità filosofica, cosicché, alla fine, l’equilibrio dei 4 temi è molto ben riuscito.

Nel suo viaggio in Turandot, scelto per l’inaugurazione di Parma 2020 capitale italiana della cultura, Fregeni esegue un esercizio coraggioso: semplifica molto le indicazioni del libretto senza perdere il filo, anche se, volendo criticare, alcuni passaggi sono stati un poco ardui.

I quattro elementi sono comunque ben presenti, la navigazione nella Galassia Turandot è confortevole: lo sfrondamento un po’ sfrontato aiuta moltissimo i neofiti e non disturba gli intelligenti

Chi vuol criticare, codini e puristi allo stremo, hanno da divertirsi su una piccolezza e sull’altra, mentre, invece, il timone fa giungere la navetta spaziale di Fregeni leggera e sicura fino in porto. Come per Zeffirelli, mutatis mutandis (ça va sans dire…), l’arrivo non è forse al “molo principale” dell’opera, profondissima e ricchissima.

Non a caso, la consapevole (è visibile!) semplificazione filosofica di Fregeni soffre più di altre regìe la voragine dell’incompiutezza di Turandot, ma svela meglio il serio e umile lavoro di completamento svolto bene da Alfano.

Infatti, la marcia operistica del terzo atto cambia nettamente, dopo lo storico stop di Toscanini: ma si arriva in porto, e benone! Una menzione positiva per la ottima Filarmonica dell’Opera Italiana Bruno Bartoletti e per il suo accorato presidente Manlio Maggio, che ritengo debba essere giustamente soddisfatto del risultato della sua orchestra: in particolare, ad avviso mio e della musicologa Centoducati, la performance del terzo atto, quello musicalmente più controverso, è stata eccellente.

Durante tutto lo spettacolo le voci sono state precise, adeguate, e hanno contribuito all’equilibrio di alto livello di un tutto proprio fresco, educato e originale.

Dunque, un buon inizio di un anno 2020 Capitale per Parma e il suo Teatro Regio.

Pubblicità
Pubblicità

NEWSLETTER

Archivi

  • Il Curriculum del futuro è anonimo: la Finlandia è la prima a sperimentarlo
    Per evitare discriminazioni di razza, sesso o età, in Finlandia stanno spopolando le selezioni anonime per chi è alla ricerca di lavoro. Una novità importante per gli uffici del Comune di Helsinki, che dalla scorsa primavera stanno sperimentando un processo di selezione del personale totalmente anonimo. La fase di analisi dei curriculum avviene senza che […]
  • Path, l’universo sotterraneo di Toronto
    Quando il cielo cede velocemente il passo alle perfette geometrie della selva di grattacieli del centro, dominati dalla Canadian National Tower si apre la città di Toronto in Canada, con i suoi grandi villaggi residenziali, i suggestivi quartieri periferici e le enormi strade che corrono verso il cuore della metropoli. Nonostante si mostri davvero affascinante, […]
  • Il primo cuore artificiale ottiene marchio CE: ora può essere venduto in tutta Europa
    La tutela della salute è una sfida che coinvolge medici, scienziati ed ingegneri, insieme impegnati da secoli per rendere sempre più concreta la possibilità di trovare soluzioni in grado di compensare le scarse disponibilità dei donatori e aiutare la vita delle persone che soffrono di particolari patologie. Negli ultimi anni la ricerca ha reso questa […]
  • Liberare l’agricoltura dai vincoli climatici con intelligenza artificiale e serre verticali
    L’inarrestabile evoluzione dell’intelligenza artificiale allarga si suoi già immensi confini coprendo anche l’importante mondo dell’agricoltura, puntando ad una vera rivoluzione agricola. L’esperimento di respiro europeo porta l’intelligenza artificiale nella conduzione di serre verticali che aiutano a rendere la produttività 400 volte superiore rispetto a quella tradizionale di colture orizzontali. Sfruttando l’intelligenza artificiale, con l’aiuto di applicazioni […]
  • Cereria Ronca: il posto dove alta qualità e rispetto per l’ambiente si incontrano
    Da oltre 160 anni, le candele della Cereria Ronca danno un tocco di luce e calore agli spazi dei propri clienti: cilindri, sfere, tortiglioni adatte ad ogni occasione vengono create ad hoc per illuminare e profumare l’ambiente. Dal 1855, infatti, Cereria Ronca produce e vende candele made in Italy a marchio, personalizzate o per conto di […]
  • Locherber Milano e l’arte della profumazione di ambiente
    Candele, diffusori, intense fragranze ed eccellenza sono i pilastri di Locherber Milano, brand creato dopo tre generazioni di sviluppo di prodotti cosmetici e grazie al connubio tra precisione svizzera e passione Italiana. L’azienda, gestita autonomamente grazie alla conduzione familiare, permette di mantenere un ethos invariato ed una propria libertà creativa. Le fragranze esclusive di Locherber Milano […]
  • Thun: l’atelier creativo simbolo di Bolzano e dell’Alto Adige
    La storia di THUN ha inizio nel 1950 con la nascita del primo Angelo di Bolzano, la dolce figura ceramica che Lene Thun modellò guardando i figli che dormivano. Oggi l’Angelo è universalmente riconosciuto come simbolo dell’Alto Adige e della città di Bolzano, ed è presente in moltissime case italiane ma non solo. Negli anni […]
  • “ Kalabria Coast to Coast”: un cammino di 55 km per vivere la vera essenza della Calabria
    La Calabria è la regione dove mare e montagna sono così vicini da poter essere vissuti nella stessa giornata: caratteristica unica e particolare che ha spinto la nascita di “Kalabria Coast to Coast”, un percorso naturalistico di 55 km da assaporare a passo lento tra filari di vite, distese di ulivi, boschi e piccoli caratteristici […]
  • Treni con cupole in vetro: l’esperienza di lusso per diventare i veri protagonisti del viaggio
    Se è vero che l’aereo rimane il mezzo di trasporto preferito da chi deve fare viaggi lunghi, è altrettanto evidente che i viaggiatori hanno riscoperto i numerosi vantaggi del trasporto su rotaia. Entrando nel cuore di ogni città, costeggiando i litorali e attraversando vallate e montagne, il treno ha la capacità di resuscitare il vero […]
  • L’affascinante piacere del tè porta il nome di Peter’s TeaHouse
    Peter’s TeaHouse, il primo negozio specializzato nella vendita di tè, nasce nel 1994 a Bolzano. “Immersi nell’atmosfera della tradizione, si riesce a respirare il fascino della cultura orientale, che si fonde con la contemporaneità. Perché il tè è soprattutto questo: cultura e ospitalità.” Peter’s TeaHouse, parte del noto franchising e del colosso Pompadour (a sua […]

Categorie

di tendenza