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Ambiente Natura

Pesticidi: ieri a Caldaro una marcia per il biologico

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Oltre cento persone al lago di Caldaro si sono radunate ieri, nonostante il tempo non ottimale, per la “Camminata dell’agricoltura biologica”.

Una sorta di marcia per protestare contro l’uso dei pesticidi in agricoltura, per la tutela dell’ambiente soprattutto in seguito alle preoccupazioni suscitate dai dati dell’Annuario Ispra 2018, sui valori record dei pesticidi in Trentino Alto Adige.

Tra le richieste, anche quella che i Comuni abbiano più autonomia nel regolare l’uso dei pesticidi sul proprio territorio, sulla scia del referendum di Malles portato avanti dal suo coraggioso sindaco Ulrich Veith.

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„Tanti problemi inerenti i nostri sistemi di alimentazione sono strettamente collegati con l’uniformità, che è alla base dell’agricoltura industriale e dalla sua dipendenza da pesticidi e fertilizzanti chimico-sintetici“ ha dichiarato Olivier De Schutter, co-presidente di IPES-Food (International Panel of Experts on Sustainable Food Systems) ed ex-relatore speciale dell’ONU per il Diritto all’Alimentazione.

Serve un modello fondamentalmente diverso di agricoltura, possibilmente indipendente dal petrolio, con diverse piccole fattorie, che curano la biodiversità, con l’obiettivo di rendere di nuovo fertili i terreni impoveriti dalla pratica della monocultura.

Ciò consente di tenere il carbonio nel terreno: questo avrebbe un effetto molto positivo per il clima.

Ci sono molte sfide da superare nel passaggio ai sistemi ecologici: „Ci si può solo aspettare che gli agricoltori cambino le loro pratiche, se sono sicuri di trovare i mercati dove vendere i loro prodotti. Ed i consumatori e le consumatrici passerranno al cibo sano e biologico quando sarà accessibile e conveniente“ così Emile Frison di Ipes Food.

Per il 2019, i manifestanti hanno avanzato diverse istanze alla politica:

• di iniziare entro il 2019 un progetto pilota basato sui principi della permacultura in uno dei masi del Centro di Sperimentazione Laimburg. Questo modello di coltivazione può garantire la nostra sicurezza alimentare;
• di inserire questo modello di agricoltura diversificata e rispettosa, con coltivazione biologica/ biodinamica nei programmi didattici dei diversi Istituti Agragri;
• di iniziare entro il 2019 – oltre la produzione di mele e vino – con la coltivazione di ortaggi, leguminose e frumento (p.es. per fornitura mense) e di garantire la loro vendita anche presso le cooperative esistenti;
• di riconsiderare l’assegnazione delle sovvenzioni sulla base di criteri ambientali ben definiti;
• di promuovere e finanziare l‘agricoltura solidale, mercati contadini, consigli nutrizionali, il ripristino di
centri di distribuzione locali, cioè ogni iniziativa atta a avvicinare i produttori ai consumatori;
• di non togliere ulteriori terreni coltivabili all’agricoltura;
• di iniziare campagne di educazione ed informazione mirate, comprendenti agricoltura, turismo e sanità, per avviare un cambiamento nelle abitudini dei consumatori.

Nel settembre 2017 era stato inoltre consegnato, a livello Regionale ai due Assessori per l’Agricoltura, un documento congiunto con i seguenti obiettivi, che non sono stati ancora raggiunti:

1. far diventare la Regione Trentino-Alto Adige la prima regione con un agricoltura senza glifosato, entro un anno;
2. far diventare la Regione Trentino-Alto Adige la prima regione con un agricoltura senza pesticidi di sintesi e ricca di biodiversità, entro i prossimi 5 anni;
3. far diventare la Regione Trentino-Alto Adige la prima „SLOW-REGION“ che segue i principi delle „Città- Slow“, quindi improntata al rispetto della Natura, dell’Ambiente, con sistemi agricoli su piccola scala, filiere corte, con il mercato locale per una sovranità alimentare, entro 10 anni.

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