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Alto Adige

Previdenza consiglieri regionali: adeguamenti retroattivi a 7 anni. M5S: “Spudorati”

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Da un anno a questa parte i poteri forti in Trentino-Alto Adige lavorano contro l’adeguamento alla legge, voluta dall’allora Ministro Riccardo Fraccaro, sul taglio dei vitalizi, che equipara il trattamento previdenziale degli ex politici a quello dei cittadini che dovranno andare in pensione col sistema contributivo.

Nella battaglia al mantenimento dei privilegi per politici ed ex politici si distingue come al solito la SVP.

Lo scorso dicembre i consiglieri SVP  Sepp Noggler, Gert Lanz, Jasmin Ladurner, Arnold Schuler, Magdalena Amhof, Franz Locher, Helmuth Renzler, Maria Hochgruber Kuenzer e Manfred Vallazza avevano già cercano di far approvare un adeguamento dei vitalizi all’inflazione, con effetto retroattivo.

Ora la decisione è presa, in base alla Legge Regionale del 2012, fino ad ora congelata: ai membri del Consiglio regionale viene corrisposto l’adeguamento all’inflazione retrodatato per sette anni. Ai politici in carica, agli ex-politici e a quelli in pensione spetteranno pagamenti supplementari fino a 30.000 euro a testa.

E’ un comportamento spudorato che non può più passare inosservato – così il Consigliere provinciale M5S Diego Nicolini – . Il trattamento deve essere per tutti uguale: politici e cittadini. Non è accettabile che a politici e ex-politici siano corrisposti gli adeguamenti all’inflazione anche in maniera retroattiva e per degli adeguamenti dignitosi degli stipendi di dipendenti provinciali e comunali non si trovino i mezzi”.

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